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Il primo impatto che si ha con la città di Viterbo è una cinta muraria di tutto rispetto: mura castellane che cingono la città per circa tre chilometri, mura difensive che sono state costruite in più riprese dal 1095 fino al 1268 quando è stato chiuso l’intero “abbraccio” della città. Le mura come si vedono oggi sono in gran parte state modificate e ristrutturate a causa di vari agenti prima fra tutte la guerra. L’antico abitato racchiuso tra le mura viene comunemente chiamato “dentro Viterbo” per distinguerlo dal “fuori Viterbo” in cui troviamo gli edifici più nuovi e dove la città sta espandendo le proprie costruzioni.
Ogni città ha un proprio colore e quello di Viterbo è evidentemente il grigio a volte perlato, a volte cupo come la pietra vulcanica da cui ha origine: il peperino.
Il cuore del centro storico, colmo di chiese romaniche e spettacolari palazzi di ogni epoca, fa riferimento ai quartieri medievali di San Pellegrino e Pianoscarano. Lo scenario è di una suggestione incredibile: piazzette, vicoli, archi, palazzi, torri, fontane. Numerosi le botteghe di antichità e i laboratori di ogni genere.
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