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Genova: l’Acquedotto Storico

  • svagoedintorni_genova_acquedotto_storicoLa vegetazione spontanea, i cedimenti strutturali e l’incessante urbanizzazione hanno messo in serio dubbio la sopravvivenza di un’imponente opera architettonica (l’Acquedotto Storico) che, per quasi nove secoli, ha garantito l’approvvigionamento idrico a Genova. Era l’anno 1917 quando venne ratificato l’atto di non potabilità dell’acqua che fluiva nell’antico acquedotto civico di Genova, segnando così un rapido declino del condotto per assenza della necessaria manutenzione. Ancora oggi il canale, a pendenza costante, si sviluppa a mezza costa per circa 25 Km, sul versante idrografico destro della Val Bisagno, iniziando la sua corsa a nord della città, presso Bargagli, in località La Presa, alla confluenza del torrente Lentro con il Bisagno.

    In epoca medievale l’approvvigionamento idrico di Genova e del porto era limitato ai rii delle valli laterali al Bisagno; solo in epoche successive, soprattutto nel Seicento, rispondendo alle nuove esigenze imposte dallo sviluppo economico e dalla crescita demografica, la Repubblica Marinara si adoperò per prolungare il tracciato ed aggiungere altre prese più a monte della città.

    Il Comune di Genova, oggi, si sta adoperando in una azione di recupero e riqualificazione dell’acquedotto rendendolo transitabile a piedi e attrezzandolo con aree di sosta e belvedere. Lungo il condotto sono ancora visibili, mulini, chiuse, fornaci e ponti che testimoniano stratificazioni strutturali dall’epoca romana ai primi del Novecento. L’esempio più imponente lungo questo monumento architettonico è rappresentato dai ponti-sifone e dai ponti-canale, che permettevano all’acquedotto di evitare i ripidi pendii che scendevano nelle valli laterali periodicamente soggette a frane e smottamenti con gravi danni all’acquedotto.

    L’Acquedotto Storico si sviluppa a mezza costa sulla sponda destra della Val Bisagno, per una lunghezza di circa 16 Km, quasi interamente all’interno del territorio comunale.

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