Orvieto (Tr): Città Narrante

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svagoedintorni_orvieto_panorama_al_tramontoOrvieto, centro dalle origini antichissime, è situata sopra un masso di tufo (la Rupe), che si erge come un ciclopico edificio sulla piana del Paglia a 325 metri s.l.m. Abitata fin dal Villanoviano, divenne per gli Etruschi, presenti sulla Rupe dall’VIII secolo a.C. alla distruzione della città ad opera dei Romani nel 264 a.C. Seguì un lungo periodo di decadenza totale, durato almeno sei secoli, fino a quando, col vacillare dell’impero romano, l’Italia fu teatro di invasioni barbariche ed Orvieto tornò a rappresentare un valido presidio per le popolazioni che vi risalirono.

Questa città sacra agli Etruschi (Volsinii) non cessa di restituire tutt’ora testimonianze e reperti (visibili nei tre musei cittadini), che impegnano studiosi di tutto il mondo e fanno fantasticare ogni appassionato di storia e di archeologia. Non meno suggestiva la Orvieto medievale per i suoi palazzi, le sue torri, le sue chiese; una per tutte, il Duomo detto anche Giglio d’Oro delle Cattedrali.

Questo capolavoro del gotico italiano, voluto dalla collettività orvietana del tempo, esprime da sempre l’immagine di Orvieto nel mondo. Come libero comune, tra il XIII e il XV secolo, la Città raggiunse il massimo splendore, estendendo la propria influenza politica fino ad Orbetello e Talamone sul Tirreno.

La via interna era allora caratterizzata da una larga partecipazione popolare e forte era lo spirito di indipendenza ed autonomia della collettività. La secolare contesa fra due famiglie patrizie, i Monaldeschi e i Filippeschi, ricordata anche nel Purgatorio dantesco, e le lotte religiose contribuirono però all’indebolimento del potere comunale, favorendo le condizioni per l’ascesa delle Signorie e successivamente l’annessione di Orvieto e del suo territorio allo stato della Chiesa (1364). Da allora le presenze papali ad Orvieto si fecero più frequenti specialmente per motivi di sicurezza: Papa Clemente VII durante il sacco di Roma ad opera dei Lanzichenecchi (1527), temendo infatti per la sua incolumità, si trasferì con l’intera corte sulla rocca di Orvieto.

Sito internet: http://www.orvieto.umbria2000.it

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