Aci Trezza (Ct): la Festa in onore di San Giovanni Battista

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svagoedintorni_acitrezza_festa_san_giovanni_battistaLa prima Chiesa ad Aci Trezza dedicata a San Giovanni Battista ebbe vita molto breve: fu infatti benedetta il 2 gennaio 1691 dall’allora vescovo di Catania Francesco Antonio Carafa e fu distrutta dal terremoto l’11 gennaio 1693. Successivamente ne venne edificata un’altra, più piccola, e venne benedetta il 14 ottobre 1696 dedicandola ovviamente a San Giovanni Battista.

La statua lignea di S. Giovanni è della prima metà del Settecento ed è opera di un ignoto artigiano del luogo. Si narra che l’artista si chiuse per diverso tempo in una casa, lontano da ogni curiosità e scolpì il legno traendone la sacra immagine di S. Giovanni.

La devozione a San Giovanni Battista ha segnato la vita di Aci Trezza: la vita del mare e la vita civile. Nel romanzo I Malavoglia, Giovanni Verga nomina la festa di San Giovanni Battista. Il pittore Francesco Mancini utilizzo il suo talento pittorico per imprimere su tela la figura di S. Giovanni predicatore con la moltitudine di persone che lo segue.

Con lo sviluppo e la crescita della popolazione fare festa il giorno 24 giugno risultò limitante: l’evento è troppo importante per racchiuderlo in sole 24 ore. Così la processione con la reliquia di S. Giovanni per le vie del paese si svolge ogni anno il 23 giugno. Suggestiva è la processione per l’abito che viene indossato dai devoti (rosso con bordi gialli), le fiaccole accese, i canti e le invocazioni al Santo Patrono.

Il 24 giugno c’è la parte più commovente con la svelata del Simulacro di San Giovanni alle ore 10,00 all’interno della Chiesa che trabocca ogni anno di fedeli devoti, che salutano il loro Santo Patrono con lo sventolio di fazzoletti tra il suono festoso delle campane.

In questo giorno non può essere dimenticata la vita del mare: “U pisci a mare”, realizzata dai pescatori di Aci Trezza. E’ una pantomima che secondo alcuni esprime un vecchio rito pagano di propiziazione; per altri, invece, è il ricordare la vita quotidiana fatta di difficoltà e anche di insuccessi.

In ogni caso, in mezzo a tanto tripudio, c’è una vena melanconica della vicenda della vita dei pescatori, che pur faticando, non riescono sempre a portare a terra il pesce del mare.

Al tramonto la statua di San Giovanni Battista viene messa sul fercolo e portata per le vie del paese. Sulle scale del sagrato, il coro dei fedeli devoti canta l’inno di esultanza. E’ un canto struggente che più volte chiama il Santo Patrono e nello stesso tempo ricorda che la sua grandezza è stata nella fedeltà alla sua missione.

La festa si prolunga anche il giorno seguente e si chiude con i fuochi d’artificio a mare, come se volessero dire che anche se è buio, San Giovanni Battista sprizza bagliori di luce rendendo la notte meno scura.

Altre info su:   http://www.parrocchiaacitrezza.it  e http://www.upisciamari.it/

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