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Dall’Isola Tiberina (ovviamente a Roma), attraversato Ponte Fabricio, si giunge in piazza di Monte Savello, dalla quale ha inizio via del Portico d’Ottavia. Da qui, percorrendo via di San’Ambrogio oppure via Reginella, si giunge in piazza Mattei dove si può ammirare la Fontana delle Tartarughe, una delle più amate dai romani.
La Fontana delle Tartarughe fu compiuta, tra il 1581 e il 1588, da Giacomo della Porta e Taddeo Landini che realizzò le sculture raffiguranti i quattro efebi di bronzo che si ergono sulle quattro conchiglie in marmo africano. Gli efebi avrebbero dovuto sorreggere altrettanti delfini che però non furono mai portati a compimento. Durante il restauro del 1658 furono aggiunte, forse da Gian Lorenzo Bernini, le tartarughe che si abbeverano nel catino superiore.
Secondo una leggenda metropolitana il duca Antonio Mattei perse al gioco tutto ciò che possedeva, mandando a monte il matrimonio con una ricca e bella fanciulla. Per dimostrare ancora il suo potere, nonostante la miseria, il duca fece realizzare la fontana, in una sola notte, e la mattina seguente invitò il futuro suocero, con la figlia, nella casa di Giacomo Mattei dove risiedeva. Li fece affacciare alla finestra dalla quale era possibile veder bene la fontana delle tartarughe e disse “Ecco cosa è capace di fare in poche ore uno squattrinato Mattei”. Seguirono naturalmente le scuse e il matrimonio. E, in memoria di quel giorno, il giovane duca ordinò di murare la finestra sulla piazza. La piccola ma elegante fontana è un vero gioiello di arte rinascimentale che anticipa con le sue movimentate figure, perfettamente inserite nello spazio circostante, la grande stagione dell’arte barocca.
Sito in cui trovare altre info: http://www.romaspqr.it/roma/Fontane/Fontana_tartarughe.htm
Tags: fontana tartarughe, fontane, gian lorenzo bernini, piazza mattei, Roma