Valle d’Aosta: il Castello di Issogne

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svagoedintorni_valle_d_aosta_castello_di_issogne_visto_dall_altoIl Castello di Issogne è uno tra i più famosi e belli della Valle d’Aosta. Si erge nel centro dell’abitato di Issogne sul versante destro del fiume Dora.

LA STORIA
Il luogo dove sorge il Castello di Issogne era occupato già in epoca romana. Non si hanno notizie sull’utilizzo tardo-antico e altomedievale del sito, che a partire dal XII secolo era incluso tra i possedimenti del vescovo di Aosta.

Nella seconda metà del secolo il vescovo infeudò il territorio di Issogne a Ibleto di Challant, personaggio di spicco alla corte sabauda, cui si deve la trasformazione della primitiva struttura in una elegante dimora signorile.

I lavori consistettero nel recupero degli edifici preesistenti e nella costruzione di un corpo centrale a tre piani, dove si trovavano i principali ambienti di rappresentanza, e di un fabbricato perpendicolare al precedente. Gli edifici, non collegati fra loro, erano racchiusi da una cinta muraria le cui vestigia si possono individuare nelle due volute in pietra che separano attualmente il cortile dal giardino.

Dopo la scomparsa di Ibleto (1409), il castello passò al figlio Francesco, primo conte di Challant, il quale morì senza discendenti maschi. In seguito a una lunga contesa per la successione, nel 1456 il titolo fu assegnato a Giacomo di Challant. Il figlio Luigi decise di iniziare la ristrutturazione del castello di Issogne, progetto portato a termine dal cugino Giorgio di Challant-Varey.

Avviato alla carriera ecclesiastica, nel 1468 Giorgio fu nominato priore commendatario della Collegiata di Sant’Orso di Aosta. La sua fama è legata alla raffinata attività di mecenate svolta per quasi mezzo secolo e incentrata soprattutto sui complessi di Sant’Orso e di Issogne. Giorgio si impegnò per dare al giovane erede Filiberto una dimora degna del prestigio europeo raggiunto dalla famiglia.

Gli edifici esistenti furono ampliati e uniti, creando un unico palazzo a ferro di cavallo che include un ampio cortile aperto su un giardino all’italiana. Il complesso fu arricchito da una monumentale decorazione ad affresco che aveva lo scopo di celebrare la grandezza della famiglia Challant. Le lunette del porticato con le attività del borgo dovevano sottolineare il clima di benessere economico e di pacifica operosità che deriva da un governo saggio e illuminato.

L’abile regìa di Giorgio orchestrò anche la decorazione degli ambienti interni del castello, arricchiti da raffinate pitture sulle pareti e sui camini, da soffitti a cassettoni e da mobili intagliati di squisita fattura tardo-gotica. Al centro del cortile fu collocata una fontana con un albero di melograno in ferro battuto, dono personale del priore a Filiberto e alla promessa sposa Louise d’Aarberg. Dal matrimonio nacque Renato, che sarebbe divenuto l’esponente più noto e prestigioso della casata di Challant.

Nel secondo quarto del XVI secolo il Castello di Issogne visse la sua stagione più felice. Un inventario redatto nel 1565 attesta la straordinaria ricchezza del castello a quell’epoca.

Alla morte dell’ultimo esponente di casa Challant (1804), il Castello di Issogne era in stato di quasi abbandono. La progressiva spoliazione degli arredi da parte dei successivi proprietari raggiunse il culmine intorno al 1870.

Nel 1872 acquistò il castello il pittore torinese Vittorio Avondo, acuto conoscitore d’arte e raffinato collezionista. Egli curò personalmente il restauro del castello di Issogne, attenendosi con grande scrupolo filologico all’aspetto originale dell’edificio. Ne intraprese anche il riarredo, recuperando alcuni mobili provenienti dal castello e acquistandone altri adatti per stile alla dimora tardogotica. Nel 1907 Avondo fece dono del castello allo Stato.

PIANO TERRENO
Cortile. Al centro si innalza la fontana del melograno. Sulle pareti si snoda la composizione dei principali stemmi della casata (Miroir). Le lunette del porticato raffigurano scene di vita quotidiana del borgo. Sui dipinti si nota una grande quantità di graffiti che vanno dal XV al XIX secolo. Le panche appartengono all’arredo originario del castello.
Sala da Pranzo. Sala dotata da Avondo di suppellettili realizzate sulla base di modelli tardogotici.
Cucina. Il locale è suddiviso in due zone separate da una cancellata lignea. Gli utensili riproducono originali tardo-medievali.
Sala di Giustizia. È il principale ambiente di rappresentanza del Castellodi Issogne. La splendida decorazione dipinta imita un loggiato continuo sorretto da colonne in cristallo, alabastro e marmo alternate a sontuosi parati di cuoio impresso; sullo sfondo si aprono paesaggi con soggetti venatori, scene di vita contadina e cortese. Una parete è occupata dal Giudizio di Paride. Il camino reca le insegne di Giorgio di Challant. Gli stalli sono in stile gotico fiorito.

PRIMO PIANO
Cappella. L’ambiente è costituito da cinque campate; il presbiterio è delimitato da una cancellata lignea. Gli affreschi e le ante del polittico sono attribuibili allo stesso maestro attivo nelle lunette del porticato, identificato come “maître Colin”. L’altare a sportelli è quello originale dei primi del XVI secolo.
Sala d’Armi. Detta “salle de Savoie” nell’inventario del 1565. Qui è esposto ciò che rimane della collezione di armi antiche di Avondo.
Camera di Margherita de la Chambre. Così detta dagli stemmi (oggi semicancellati) che compaiono nel fregio superiore delle pareti. Il letto è una copia di quello della sala del Re di Francia.
Oratorio di Margherita. Piccolo ambiente affrescato con l’Assunzione della Vergine e i Martiri di S. Caterina e S. Margherita.

SECONDO PIANO
Camera di Giorgio di Challant. Croci di S. Maurizio decorano il soffitto a cassettoni; lo stemma dipinto sul camino, affiancato dal leone e dal grifone, apparteneva a Giorgio di Challant.
Oratorio di Giorgio di Challant. Affreschi rappresentano la Crocifissione, la Deposizione nel sepolcro e la Pietà.
Studiolo di Giorgio di Challant. Ambiente di passaggio dal soffitto ligneo a cassettoni dipinti.
Camera della Torre. La stanza offre una vista eccezionale sulla valle e pare fosse utilizzata per le segnalazioni.
Camera della Contessina.
Sala del Re di Francia. Notevole per la ricchezza della decorazione e dell’arredo prende il nome dallo stemma con i tre gigli della corona francese applicato sui cassettoni del soffitto e sul camino. Nel percorso di uscita si scende la scala elicoidale in pietra (viret) che collega il corpo centrale all’ala orientale del castello, autentico capolavoro di architettura.

Info su: http://www.regione.vda.it/Cultura/beni_culturali/patrimonio/castelli/castello_issogne/default_i.asp e http://issogne.altervista.org/castello.htm

ORARI DI INGRESSO:
dal 01 ottobre al 28 febbraio    10,00 – 12,30    13,30 – 17,00 (nei giorni feriali)
                                             e  10,00 – 12,30    13,30 – 18,00 (nei giorni festivi)
chiuso il mercoledì, il 25 dicembre ed il 1° gennaio
dal 01 marzo al 30 giugno   e      dal 01 settembre al 30 settembre     09,00 – 19,00
dal 01 luglio al 31 agosto     09,00 – 20,00
ATTENZIONE: l’ultimo ingresso di visita avviene sempre 30 minuti prima dell’orario di chiusura.

PREZZO DEL BIGLIETTO:
Intero:   €  5,00
Ridotto:   €  3,50

Visite guidate
- è obbligatoria la visita guidata,
- il gruppo può essere composto al massimo di 25 visitatori,
- la durata della visita è di 30 minuti con ingressi ogni 15 minuti con la guida turistica e ogni 30 minuti con il custode

Castello di Issogne      Tel. 0125 929373

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