Puglia: Passeggiata Archeologica – Naturalistica da Vieste a Sagro

Lasciami Rivelarti GRATIS le Tecniche per
Risparmiare almeno 3.000 euro Ogni Anno


Inserisci il tuo Nome ed Indirizzo Email per
poter Accedere SUBITO al Materiale


Nome:
Indirizzo Email:


La tua mail non sarà mai ceduta o prestata a nessuno. Rispetto la tua privacy e odio lo spam quanto te! Puoi cancellarti con un click in qualsiasi momento.

 

 


svagoedintorni_passeggiata_vieste_sagro_spiaggia_castelloPartenza: Bivio Reginella (lungomare Enrico Mattei – Vieste km 2,5)

Arrivo: Località Sagro (S.S. 89 per Mattinata km 121,7)

Lunghezza del Percorso:  km 14,7

Tempo di Percorrenza:  circa 6 ore

Grado di Difficoltà:   ***

Questa passeggiata inizia dalla fine della spiaggia del Castello o Scialara (Lungomare Enrico Mattei a sud di Vieste) e dà una panoramica quasi completa dei paesaggi naturalistici che si possono visualizzare sul Gargano a partire dalla fascia costiera fino all’entroterra, verso contrade poste a varie altitudini sul livello del mare.

L’inizio dell’escursione è posta all’ultimo bivio a destra, sul lungomare sopra citato. Essa è la via Reginella e più avanti a 500 m. dalla partenza, prima di un centro sociale per gli anziani (Fondazione F. Turati), è posto il primo cartello. Come indicato, si prende la strada a sinistra che porta, attraverso olivi secolari, al bivio della Chiusa. Continuando a sinistra si attraversa la località Perazzeta, dove si coltivano ulivi, fichi, fichi d’india, peri ecc. Sulle colline sovrastanti questa località viene praticata la pastorizia.

Al Km. 4.5 è posta la seconda indicazione svoltando a sinistra, dopo circa 1.5 Km. si arriva in località Tomarosso. Qui ormai le pinete e la macchia hanno profili più estesi, meno percettibile è la presenza dell’uomo e soltanto qua e là si nota qualche casale per pastori ed animali (masserie). Dopo un paio di chilometri in salita si giunge in località San Salvatore, situata a 400 m slm, il cui ambiente è molto suggestivo perché caratterizzato dalla presenza di lastre calcaree e tutto intorno di contorti ulivi inselvatichiti, fenomeni carsici come i cutini (invasi che raccolgono acque meteoriche), denominati il primo di San Salvatore ed il secondo Lama la Vita e una vasta necropoli Dauna (VI – III sec. a.C.).

Per poter visitare sia la necropoli che i cutini bisogna prendere il sentiero a sinistra dell’indicazione, posta a 7,5 Km. dalla partenza, e che di solito chiusa con una catena, scavalcabile tranquillamente.

Proseguendo oltre si costeggia il primo cutino, che si trova a poche decine di metri dall’inizio del sentiero, fino a che si arriva, dopo altri 500 m., ad una costruzione usata da allevatori. Da lì si prosegue, tenendo la cresta della collina, fino a quando dopo altri 500 m., si iniziano a vedere i primi resti della vasta necropoli di San Salvatore, che si presenta assai rovinata e saccheggiata. Di questa necropoli si sa poco, sia perché non sono mai state effettuate da parte della Sovrintendenza delle campagne di scavi, sia perché, effettivamente, la documentazione in possesso degli studiosi, relativa a questo periodo storico, è estremamente scarna.

S’ipotizza che a San Salvatore doveva esserci un piccolo centro abitato dove si viveva prevalentemente di pastorizia e che in parte dipendesse da Vieste. I resti dei corredi funebri, rinvenuti nelle tombe accanto ai defunti, testimoniano una certa povertà della popolazione del nucleo di San Salvatore. Andando oltre la necropoli e seguendo per non più di 300 m. la cresta della collina, a destra, si incontra il cutino Lama la Vita, più ampio del precedente.

Da San Salvatore si godono dei bei paesaggi: a Nord-Est si scorge l’abitato di Vieste e, quando ci sono buone condizione di visibilità, si notano all’orizzonte le isole dalmate; a Est il vallone di Baia di Campi con la sua isoletta; a Sud l’esteso bosco di lecci di Santa Tecla ad Ovest le alte e boscose colline di Sagro.

Se si ha un po’ di fortuna, in questa zona, si possono avvistare il Cinghiale, il Muflone, la Volpe, il Tasso, il Corvo imperiale, la Poiana, l’Upupa e molti tipi di falchi. Qui è di casa, inoltre, un nutrito numero di mucche della razza Podolica Pugliese.

Dopo aver visitato la necropoli ed i cutini bisogna tornare indietro fin dove è posto il cartello n. 4 e quindi girare a destra. Da qui la strada corre in discesa. Il bosco diventa misto, con Roverelle, Aceri, Ornelli, Pini ed arbusti, tra cui il Corbezzolo. Nel fondovalle si incontra il terzo cutino e subito dopo la strada sale fino alla località Femmina Morta. Tenendo lo spartiacque, si raggiunge la località Sagro (m. 600 slm) ove il bosco si fa fitto e colorato: da notare nella zona i giganteschi Cerri e lo stupendo scenario. In località Sagro finisce l’itinerario; come indicato dai cartelli, si giunge sulla S.S. 89 al Km. 122.2 e qui si attende l’autobus all’apposita fermata per rientrare in paese.

Ulteriori info sul Portale Ufficiale del Turismo in Puglia: http://www.turismo.regione.puglia.it/hp/it

Tags: , , , , , ,

Leave a Reply