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L’Abbazia di Valvisciolo è situata nel territorio di Sermoneta (Latina), ai piedi del Monte Corvino, a meno di 100 metri s.l.m. I monti la proteggono dai venti del nord; dall’ampio piazzale lo sguardo si spinge verso la pianura pontina, fino al mare. La storia di questo monastero è complessa ed anche il nome nasconde una parte di mistero. Valvisciolo può significare Valle dell’Usignolo (vallis lusciniae) o Valle delle Visciole (una varietà di ciliegie selvatiche). È assodato che in origine il nome individuasse un altro monastero cistercense in territorio di Carpineto Romano, del quale oggi rimangono scarsi ruderi.
All’inizio del secolo XIV i monaci di Carpineto abbandonarono i loro monti e si trasferirono nel nuovo monastero al quale attribuirono il nome di Valvisciolo. La tradizione vuole che il primo insediamento monastico in questa zona avvenisse ad opera dei monaci basiliani di San Nilo; il nucleo cistercense risalirebbe alla seconda metà del XII secolo quando qui si trasferirono i monaci provenienti dalla distrutta Abbazia di Mormosolio, che all’originaria dedica a San Pietro aggiunsero quella a S. Stefano. Sempre secondo la tradizione, il monastero fu abitato dai Cavalieri Templari che la ebbero in dono per i loro servizi in Terra Santa e vi rimasero fino alla soppressione del loro ordine ai primi anni del XIV secolo. L’Abbazia di Valvisciolo rimase senza monaci dal 1811 (leggi napoleoniche) al 1863, quando Papa Pio IX la restaurò a sue spese, chiamandovi i cistercensi di Casamari per la cura spirituale della popolazione locale. Ulteriori modificazioni furono eseguite ai primi del Novecento e nel 1998, quando fu restaurata con sostituzione e livellamento del pavimento e l’abolizione della balaustra. Nella cappella di S.Lorenzo, sono conservati pregevoli affreschi realizzati nel 1589 da N.Cirignani, detto il Pomarancio, e da maestranze della sua scuola.
La chiesa è assai semplice, a tre navate di cinque campate ciascuna, priva di transetto. L’abside è rettangolare, i pilastri sono possenti e piuttosto bassi e sostengono archi a tutto sesto; il presbiterio ha quattro gradini sopra il livello del pavimento. Le navate sono illuminate da finestre a tutto sesto; il coro ha tre finestre a sesto gotico sovrastate da un “oculo”, secondo il classico motivo “uno e trino” dei cistercensi. La facciata presenta un profilo a salienti con parametro a filaretti di pietra a vista. Il portale di accesso ha semplici stipiti che sostengono l’architrave e una lunetta con affreschi. La facciata è coronata da un grande rosone, semplice ed elegante; dodici raggi costituiti da dodici colonnine intrecciate si raccordano su un disco centrale a forma di quadrifoglio, forse a testimoniare l’influenza dei Cavalieri Templari.
Con l’abbazia di San Valvisciolo fanno corpo: il chiostro, il refettorio, la sala capitolare. Il chiostro, al quale si accede dalla navata di destra, è a pianta quadrata regolare, e in origine coperto da un tetto leggero, poi sostituito con volte a crociera liscia; è delineato da archi a sesto tondo che poggiano su coppie di colonnine dotate di capitelli che fanno da cornice al giardino interno disegnato attorno alla cisterna centrale.
Come in tutte le abbazie cistercensi, è attorno al chiostro che si sviluppano le varie sezioni del monastero: chiesa, refettorio, dormitorio, scrittorio, cucine, ecc.
La sala capitolare, a due navate di tre campate ciascuna, divise da due colonne cilindriche di marmo con capitelli a foglie larghe e piatte, si apre sul lato orientale del chiostro attraverso un portale a tutto sesto e due bifore laterali. È la sala di riunione per tutti gli atti ufficiali della comunità e vi viene letto e commentato ogni giorno un capitolo della Regola di San Benedetto. Il refettorio, parallelo al chiostro, è ad una sola navata. Originariamente contava quattro campate, ma adattamenti successivi lo hanno diviso in diversi ambienti. Vi si ammira ancora l’ambone in pietra scalpellata da cui, durante i pasti, si proclamano la Sacra Scrittura ed altre letture spirituali; di fronte all’entrata si vedono i resti del lavabo originale. Dall’ingresso laterale, che immette al chiostro, si può accedere ai restaurati locali del Dispensarium dell’Abbazia di San Valvisciolo dove, nell’ottobre del 2003 è stata istituita la Galleria dedicata all’Abate Stanislao White (1838-1911), generoso monaco irlandese che tanto si prodigò per l’Abbazia di Valvisciolo, da lui diretta tra la fine del 1800 ed i primi del ’900. La Galleria nasce dalla donazione da parte di Domenico Guidi, di 41 opere, quasi tutte incisioni originali e disegni databili tra l’inizio del Cinquecento e l’Ottocento. Nella stessa sala sono esposte alcune opere del fondo storico dell’Abbazia.
ORARIO DI APERTURA: Inverno: 09,00-12,00 e 15,00-17,30 Estate: 09,00-12,30 e 15,30-18,30
ORARIO DELLE MESSE: Giorni feriali: 07:15 e 17:00 (ora legale 18:00) Giorni festivi: 07:30-09:30-11:30-17:00 (ora legale 18.00)
Siti su cui trovare info: www.istitutospiov.it/iccd_latina/pagina.3a.1.4.7.htm e www.sermoneta.net/dintorni.html
Abbazia di Valvisciolo Via Badia 14 04010 Sermoneta (LT) Tel. 0773 30013
Comune di Sermoneta Tel. 0773 30151 Sito internet: www.comune.sermoneta.latina.it
Apt di Latina Tel.0773 695404 Fax 0773 661266 Email: info@aptlatinaturismo.it Sito internet: www.aptlatinaturismo.it
Associazione Pro Loco – I.A.T. Tel. 0773 30312