Archive for ottobre, 2009

Puglia: Itinerario Trekking nella Zona di Mattinata

domenica, ottobre 25th, 2009

svagoedintorni_itinerario_trekking_mattinata_abbazia_monte_sacroPartenza: Località Sagro (S.S. 89 per Mattinata Km. 121,700)
Arrivo: S.S. 89 per Mattinata Km. 129,500
Lunghezza del Percorso: Km 21,00
Tempo di Percorrenza: circa 10 ore
Grado di Difficoltà:   ****

L’Itinerario Trekking  ci porta dal bosco di Vieste a lambire la Foresta Umbra, per poi ridiscendere sugli altipiani della Tagliata fino a giungere sul Monte Sacro, noto per i ruderi dell’Abbazia della Santissima Trinità. Si parte dalla S.S. 89, al km. 121.70 in località Sagro, nello stesso punto dove finisce un precedente itinerario.

Percorrendo un tratturo, dopo qualche centinaio di metri, sulla sinistra s’incontra una piscina (grossi contenitori di acqua piovana in muratura incerta) e su di essa una freccia che indica di proseguire verso destra. Poco più avanti ci si trova sulla S.S. 89 al Km. 123.150 nel bel mezzo del bosco di Sagro, caratterizzato da grandi esemplari di alberi di Cerro. Il paesaggio è molto piacevole e la vista si perde all’orizzonte guardando il digradare delle colline verso il mare.

Sulla strada sono presenti tre vecchi casolari dell’Anas e, circa dopo 2 Km., proseguendo sulla S.S. 89, si arriva presso un’area attrezzata per il pic-nic dove è ubicato un cartello che indica di seguire per la carrareccia sita a destra della statale. Dopo circa 3 Km. di marcia, attraverso un bosco lussureggiante di vetusti Cerri, Tassi e arbusti di Pungitopo e Agrifoglio, si arriva alla masseria Fusillo. Lungo la carrareccia, nei posti dove più facilmente ci si può smarrire, sono poste delle indicazioni (frecce di color rosso).

Da masseria Fusillo si prende la vallata posta a destra della stessa, che risulta difficoltosa da percorrere a seguito della fitta vegetazione di arbusti e rovi. Dopo circa 2 Km. lungo questa valle ci si imbatte nell’arcata di un ponte della S.S. 89 e quindi si percorre la stessa per poche centinaia di metri finché si arriva ad un bivio sulla destra, dove sono poste le indicazioni per Monte Sacro.

S’imbocca quindi una stradina, inizialmente asfaltata, e percorrendola per circa 1 Km. si arriva ai pianori della Tagliata su cui sono presenti due piccoli stagni, vere e proprie depressioni carsiche. Le piane della Tagliata sono note anche per i ritrovamenti di epoca Musteriana. Di qui si scorge, imperante sui pianori, Monte Sacro, a forma trapezoidale. Dal primo stagno, alla cui destra è situato un cutino in cemento, si prende lo stradello che porta a sinistra e poco dopo si incontra un cartello che indica di proseguire a destra.

Da qui lo stradello scende verso una piccola valle per poi risalire verso il monte attraversando una fitta boscaglia di alberi di leccio sino a arrivare sui pianori della località Stinco, contraddistinta da un paesaggio sassoso e da terrazzamenti di muretti a secco.

Si giunge presso l’indicazione del cartello che indica la direzione da seguire per raggiungere la parte più alta del monte e man mano che si avanza l’itinerario diventa spettacolare nel regalarci in sequenza vedute panoramiche. Arrivati in cima all’altura si intravedono i ruderi dell’abbazia. Le imponenti rovine dell’abbazia della Santissima Trinità si estendono su un’area di circa 6.500 mq., nascoste da una fitta vegetazione.

L’insediamento benedettino è menzionato per la prima volta in una bolla papale di Stefano IX (1058), come cella dell’abbazia benedettina di Santa Maria di Calena (a quell’epoca risulta già dotata di terreni lungo la costa). La tradizione, comunque, collega le origini della Santissima Trinità con quelle stesse di Monte Sant’Angelo. Entro il terzo decennio del XII secolo viene elevata a priorato e nel 1138 è già menzionata come abbazia. Tutto il corso del secolo è segnato da una straordinaria ascesa economica: fra donazioni, provenienti dai più vari strati sociali, ed acquisti; nella metà del XII secolo l’abbazia di Monte Sacro annovera possessi in quasi tutto il Gargano e, soprattutto, nei maggiori centri portuali pugliesi, sino a Bari.

Forte del suo prestigio e della sua consistenza economica, la comunità di Monte Sacro riesce ad ottenere da Santa Maria di Calena la rinunzia ad ogni diritto sulla sua cella. Nel XIII secolo le donazioni sono ancora frequenti ed il prestigio dell’abbazia è ancora elevato; cominciano, tuttavia, ad avvertirsi i primi segni di una situazione economica non più facilmente controllabile. Nel secolo successivo la situazione va aggravandosi per la difficoltà di esercitare un efficace controllo su un territorio eccessivamente vasto e frazionato. Nel 1481, abbandonata dai benedettini, l’abbazia di Monte Sacro è pressoché deserta e nel 1600 le sue mura erano già abbandonate ad un inarrestabile processo di distruzione.

Fra i ruderi s’individuano ancora le estese mura di cinta. Alla fase più antica dell’insediamento (la cella) dovrebbe riferirsi una sequenza di arcate ogivali, accanto ad una piccola cappella: un’aula monoabsidata coperta da una volta a botte. La più tarda chiesa abbaziale è allo stato di rudere. La parte meglio conservata dell’edificio è il pronao, suddiviso in tre campate coperte da volta a crociera. A circa 20 m. dalla zona absidale della chiesa c’è una costruzione a pianta quadrata, probabilmente il battistero. Di particolare interesse è il lamione (un’aula coperta).

Finita la visita dell’abbazia bisogna ritornare sui propri passi fino alla S.S. 89 per prendere l’autobus di linea per Vieste.

Ulteriori info sul Portale Ufficiale del Turismo in Puglia: http://www.turismo.regione.puglia.it/hp/it

Cagliari: Santuario e Basilica di Bonaria

sabato, ottobre 24th, 2009

svagoedintorni_cagliari_santuario_e_basilica_di_bonaria_facciataCagliari. Passeggiando lungo viale Bonaria, si giunge al Colle omonimo in cima al quale sorgono affiancati il Santuario e la Basilica di Bonaria.

Il Santuario di Bonaria, edificato tra il 1324 e il 1326 dagli Aragonesi, presenta le tipiche forme dell’architettura gotico – catalana. All’interno si trovano il veneratissimo simulacro ligneo della Madonna di Bonaria (XV secolo) e il dipinto su tavola della Madonna del Cardellino di Michele Cavaro (XVI secolo).

L’adiacente Museo raccoglie opere d’arte e gli ex-voto marinari donati al santuario.

La contigua Basilica di Bonaria, di dimensioni assai maggiori, fu iniziata nel 1704 su progetto dell’ingegnere militare Felice De Vincenti, poi modificato da Giuseppe Viana nel 1778, e completata con l’attuale facciata solo nel 1954.

L’intero complesso si caratterizza per l’utilizzo della pietra calcarea proveniente dallo stesso colle, ai piedi del quale si trova l’ottocentesco Cimitero Monumentale, che costeggia il viale omonimo.

Sito internet: www.cagliariturismo.it/tip/it/scheda_sito.wp?contentId=SIT5497

Termoli (Cb): Bed & Breakfast Ibisco

venerdì, ottobre 23rd, 2009

svagoedintorni_ospitalita_bed_and_breakfastBed & Breakfast Ibisco

Via Rio Fondo 6          Termoli (Cb)

Tel.    0875 710112    333 3252027

Email:     idapallesa@virgilio.it

Pacentro (Aq): la Corsa degli Zingari

giovedì, ottobre 22nd, 2009

svagoedintorni_pacentro_corsa_degli_zingariPacentro è uno dei più bei centri storici dell’Abruzzo: si è conservato vivo e intatto, mantenendo immutato tutto il suo fascino fatto di vicoli strettissimi ondulati da un continuo saliscendi di gradini, di case appoggiate l’una all’altra, di antichi portali, di pietre scolpite. Val bene dunque una visita in qualsiasi giorno dell’anno, ma c’è un giorno che rende speciale la vita del paese: la prima domenica di settembre, quando si compie il secolare rito della Corsa degli Zingari. “Zingaro”, nel dialetto locale, è colui che cammina scalzo; e a correre sui pendii della montagna, scalzi i piedi, sono i giovani del paese.

Nessun racconto può rendere pienamente la forte emozione di questa corsa: la professione di coraggio e di dominio del dolore compiuta da questi giovani che, in onore della Madonna di Loreto per ricordare il volo della sua casa, si lanciano in una folle corsa a piedi nudi dalla cosiddetta Pietra Spaccata, è assoluta e ammirevole. Gli “zingari” scendono giù lungo il ripido crinale di Colle Ardinghi, tra alberi e arbusti; percorrono poi il sentiero attraverso la valle del torrente Vella, la lunga risalita del percorso pietroso che si arrampica verso il paese; raggiungono infine gli ultimi metri del tragitto, calpestando le lucide pietre della strada che porta alla chiesa.

La fatica, il dolore, la sofferenza che questi ragazzi offrono alla tradizione sono davvero terribili; muto ma efficace testimone ne è il marmo che pavimenta la chiesa di Santa Maria di Loreto, divenuto ormai rosso di sangue quando tutti gli zingari sono entrati e le porte sono state chiuse alle loro spalle, come vuole l’usanza. È ora il momento dei medici, che cercano di alleviare le sofferenze dei giovani corridori. Dopo pochi minuti le porte si spalancano ed essi vengono portati in trionfo, il vincitore in testa al corteo, stretto in mano il drappo di stoffa premio delle sue fatiche; dietro di lui tutti gli altri, nessuno escluso. La banda musicale apre il corteo con una marcia e gli spettatori riempiono le vie del paese seguendo il vincitore fino alla sua casa. Qui c’è l’incontro coi familiari e l’offerta a tutti i presenti di buon vino che viene attinto da conche di rame. Si tratta di un augurio di prosperità per la vendemmia ormai imminente.

Link con molte foto:    www.inabruzzo.it/ada/provincia%20l’Aquila/N-Q/Pacentro%20-%20corsa%20degli%20zingari/index.html

Friuli Venezia Giulia: Trekking lungo i Sentieri della Memoria sul Pal Piccolo e Pal Grande (sentiero della Storia)

mercoledì, ottobre 21st, 2009

svagoedintorni_friuli_venezia_giulia_trekking_sentieri_memoria_sentiero_cai_401Partendo da Passo Monte Croce Carnico (mt. 1.360), imboccare il sentiero Cai nr. 401 mantenendo sulla sinistra la palestra di roccia. Proseguire sullo stesso sentiero fino alle trincee di vetta del Pal Piccolo (mt. 1.866). Il Pal Piccolo deve la sua importanza ai combattimenti qui avvenuti nella prima guerra mondiale. Oggi sulla cima del monte è allestito un museo all’aperto, dove è possibile visitare i resti delle trincee e dei baraccamenti usati da alpini durante il conflitto.

Da qui si discende brevemente lungo il sentiero di salita per imboccare un sentiero militare che, passando attraverso trincee e strutture militari in disuso, riconduce ai piedi della palestra di roccia e quindi al Passo di Monte Croce.

Variante
Una volta raggiunta la vetta del Pal Piccolo (mt. 1.866), una serie di sentieri militari in disuso consentono di raggiungere la cima del Friekofel e del Pal Grande dove è in allestimento il museo all’aperto con numerosi recuperi di gallerie.

Traversata carnica
Dislivello in metri: 500
Difficoltà: E
Tempi di percorrenza in ore: 4.30

INFO:     Iat Paluzza    Tel.  0433 775344 Email:    info.paluzza@turismo.fvg.it

Macerata: Ristorante da Secondo

martedì, ottobre 20th, 2009

svagoedintorni_locali_ristorantiRistorante da Secondo

Via Pescheria Vecchia 26/28             Macerata

Tel.    0733 260912 – 260154

Chiuso il lunedì

Anacapri (Na): Villa San Michele di Axel Munthe

lunedì, ottobre 19th, 2009

svagoedintorni_anacapri_villa_san_michele_axel_munthe_sfigeLa Villa San Michele di Axel Munthe si staglia a Anacapri al termine della Scala Fenicia, sopra la Villa di Capodimonte dell’Imperatore Tiberio.

Villa San Michele emerge dalla terra dei sogni, da cui il medico e scrittore svedese Axel Munthe l’ha tratta: in un viaggio giovanile del 1876 aveva intravisto in quell’angolo affacciato sul Golfo di Napoli, con casa colonica e i ruderi della cappella di San Michele, il suo “luogo dell’anima”. Attese a lungo l’acquisto e il restauro. Oggi in un ampio giardino terrazzato colonnati e logge uniscono all’abitazione la cappella ristrutturata a biblioteca.

Raduna reperti locali, oggetti d’arte, una misteriosa sfinge, i resti di un cubiculum.

Appartiene alla Fondazione omonima. È visitabile come villa-museo tutti i giorni ed è sede di concerti estivi (venerdì al tramonto).

Villa San Michele si raggiunge da Piazza Vittoria, percorrendo il Viale Axel Munthe (5 min.)

Sito internet:     www.sanmichele.org

ORARI DI INGRESSO:
gennaio – febbraio      09,00 – 15,30
marzo   09,00 – 16,30
aprile    09,00 – 17,00
maggio – settembre     09,00 – 18,00
ottobre     09,00 – 17,00
novembre – dicembre    09,00 – 15,30

Villa San Michele     Viale Axel Munthe 34     87001 Anacapri    Tel.   081 8371401    Fax  081 8373279

Colà di Lazise (Vr): Terme di Colà

domenica, ottobre 18th, 2009

svagoedintorni_cola_di_lazise_terme_di_cola_grottaLe Terme di Colà – Lazise si sviluppano all’interno del parco secolare (tredici ettari) delle settecentesca Villa dei Cedri. L’intera area termale è ricoperta da una vegetazione lussureggiante ed alberi maestosi; è composta da due laghetti naturali, una piscina termale di 440 mq, una grotta e numerose fontane per le cure termali.

Le acque sgorgano nei 2 laghetti ad una temperatura di 34 °C e sui bordi troviamo numerosi getti per i massaggi idrici.

Composizione dell’acqua minerale delle Terme di Colà:

oligominerale, bicarbonato – calcio – magnesiache con significativa presenza di silicio.

L’Acqua Minerale delle Terme di Colà ha la possibilità di un doppio impiego: può essere sia bevuta che applicata nella balneoterapia. Oltre alla balneoterapia si effettuano alle Terme di Colà, grotte sudatorie, terapie riabilitative e idropiniche. Inoltre grandi ed ottime applicazioni si hanno nel reparto estetico curando la pelle del viso e del corpo, mantenendone l’elasticità e favorendo il ricambio cellulare.

Tra le patologie curate presso le Terme di Colà ricordiamo quelle artro – reumatiche, dermatologiche e circolatorie.

Sito internet: www.villadeicedri.it

Villa dei Cedri  -  Terme di Colà    Piazza di Sopra 4     37017 Colà di Lazise (Vr)    Tel.  045 7590988   Fax  045 6490382   Email:   villadeicedri@villadeicedri.com

Verona: Albergo Hotel Firenze

sabato, ottobre 17th, 2009

svagoedintorni_locali_alberghi_hotelAlbergo Hotel Firenze    ****

Corso Porta Nuova 88               Verona

Tel.   045 8011510    Fax 045 8030374    

Email:       hfirenze@tin.it

Sito internet:       www.hotelfirenze.it

Torvaianica (Roma): Parco Divertimenti Zoomarine

venerdì, ottobre 16th, 2009

svagoedintorni_torvajanica_parco_divertimenti_zoomarine_delfiniZoomarine: trentacinque ettari di divertimento puro. Con delfini, leoni marini, foche, rapaci, uccelli tropicali e tuffatori pazzi. Ed il primo alle porte di Roma.

Novità 2009: Zoomarine propone il nuovo cinema 4D con la storia incredibile di una tartaruga che sfida i pericoli del mare aperto; duemila metri quadri di piscine e giochi d’acqua con solarium e area relax attrezzata con lettini e ombrelloni; oltre al nuovo, Drope Zone, una giostra con caduta verticale da circa 20 m. di altezza. Spettacoli con gli animali di tutto rispetto. Tutto in solo biglietto!

Queste novità si aggiungono alle attrazioni acquatiche che da settembre 2005 (data di apertura) rendono il parco acquatico adrenalinico: l’harakiri, lo scivolo sui gommoni, e il Blue River, le montagne russe acquatiche,
oltre alle numerose giostre per grandi e piccini.

Quindi un parco divertimento a metà tra il parco faunistico ed il parco divertimento classico per lo svago di tutta la famiglia.

DISPONIBILI:
snack bar, ristorante, self service, negozi di souvenir ed articoli da piscina.
Per arrivare a Torvaianica è attivo un servizio di navetta gratuito con partenze da Roma, Pomezia e Nettuno

Sito internet:    www.zoomarine.it