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Piemonte: la Mole Antonelliana e il Museo del cinema (Torino)

lunedì, febbraio 9th, 2009

svagoedintorni_torino_museo_nazionale_del_cinema_thumbLa Mole Antonelliana è il frutto dell’audace progettualità di Alessandro Antonelli. Iniziata nel 1863 e conclusa nel 1897, la Mole Antonelliana avrebbe dovuto essere la Sinagoga di Torino ma il progetto si rivelò troppo dispendioso in termini di tempo e denaro.

La guglia fu abbattuta da un uragano il 23 maggio 1953. Ricostruita in cemento armato e acciaio la Mole perse un primato fino a quel momento emblema di Torino: l’edificio in muratura più alto del mondo (oggi la Mole svetta a 167 metri di altezza).

Ma la bellezza di questa costruzione non è solo di facciata; infatti dalla balconata presente quasi in cima si può assaporare Torino in una vista dall’alto mozzafiato. Oltre a questo (e giuro che non è+ poco…) l’interno della Mole Antonelliana ospita lo spettacolare Museo del Cinema (unico in Italia e molto importante nel Mondo), nel quale sono custoditi cimeli preziosi quanto introvabili (maifesti, registrazioni vocali, contratti originali di attori di fama mondiale, materiali di scena ecc).

Da sottolineare la ricostruzione di alcuni set cinematrografici e delle vere e proprie chicche quali la sagoma usata nel film E.T. (l’extraterrestre) , L’armatura de “il Gladiatore” e il cappello e la sciarpa che usualmente amava usare il Grande Federico Fellini per citare qualche esempio.

Se vuoi saperne di più ti consiglio di dare un’occhiata al sito del Museo che trovi cliccando su questo link: http://www.museonazionaledelcinema.org

Prenotazioni visite
Tel. 011.8138.564/565
dal martedì al giovedì: 9.00-16.30;
lunedì e venerdì: 9.00-14.00.

Ufficio Biglietteria e orari
Tel. 011.8138.560/561
dal martedì alla domenica: 9.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.15);
sabato: 9.00-23.00 (ultimo ingresso ore 22.15).

Piemonte: il Monte del Musinè

domenica, febbraio 8th, 2009

svagoedintorni_ufo_musine_thumbQuesto post è dedicato a tutti gli amanti del mistero e delle camminate a contatto con la natura. Il Monte del Musinè, infatti, oltre ad offrire una camminata di circa un’ora e mezza per arrivare alla cima è circondato dal mistero. Chiunque in Piemonte sa che il Monte del Musinè è il monte delle apparizioni UFO. Luci misteriose sono così abituali che gli abitanti dei paesi siti ai piedi del monte non ci fanno più caso. Numerosi bambini delle scuole elementari ritraggono nel loro disegni oggetti volanti non identificati e di forma discoidale.

Il Monte del Musinè è talmente un caso studio che numerosi libri sono stati scritti per descriverne l’alone di mistero che avvolge questo strano luogo. Il più famoso è di Giuditta Dembech (autrice di numerosi libri tra cui “Torino città Magica”) intitolato appunto “Il  Musinè”.

Personalmente ho potuto visitare, essendo io torinese, il posto “incantato”. Efettivamente si respira un’aria diversa dal solito…

Innanzitutto ci sono da segnalare i diversi menhir situati lungo i persorsi per arrivare alla cima raffiguranti le fasi del sole (alcuni ci vedono anche forme discoidali non naturali). Il Monte si presenta in modo alquanto inconsueto poichè la vegetazione è presente in maniera discontinua crescendo rigogliosa in alcune zone per non attecchire in nessun modo pochi centimetri dopo.

Il punto “magico” questo luogo è indubbiamente la cima dove, oltre ad un’imponente Croce che sovrasta le valli sottostanti, è stata posta una strana lapide triangolare con una targa in metallo sulla quale è inciso un messaggio per pochi adepti: “QUI E’ L’UNA ANTENNA DEI 7 PUNTI ELETTRODINAMICI CHE DAL PROPRIO NUCLEO INCANDESCENTE VIVO LA TERRA TUTTA RESPIRA EMETTE VITA. QUI OPERANO LE ASTRALI ENTITA’ CHE FURONO HATSHEPUT ECHNATON GESU’ IL CRISTO MAOMETTO CONFUCIO ABRAMO IL BUDDHA GANDHI MARTIN LUTER KING FRANCESCO D’ASSISI E ANCHE TU SE VUOI ALLA FRATELLANZA COSTRUTTIVA TRA TUTTI I POPOLI. PENSACI INTENSAMENTE 3 MINUTI. PENSIERO E’ COSTRUZIONE.”

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Localitá di partenza: Caselette – TO, 405 m s.l.m.
Localitá di arrivo: Monte Musiné, 1150 m s.l.m.
Tempo complessivo: 2h

Piemonte: il Ponte del Diavolo (Lanzo)

venerdì, febbraio 6th, 2009

svagoedintorni_comuni_lanzo_thumbNon credo che possa esistere un luogo datato senza una leggenda che lo accompagni e il Ponte del Diavolo di Lanzo non ne poteva certamente essere immune. Si narra che alcune persone volevano realizzare un ponte per abbreviare la strada d’accesso al paese agevolando il passaggio di merci e persone.

Per un motivo o per l’altro questo ponte sembrava irrealizzabile; crollavano le strutture, bufere improvvise e fulmini sulle travature avevano bersagliato in modo inspiegabile questo progetto. Dopo varie disgrazie il problema sembrava risolto. Il ponte era giunto al termine della sua realizzazione quando, in una notte di bufera, un macigno si staccò da Mont Bass dividendolo in due.

Presi dalla disperazione chiesero consiglio ad un vecchio del posto il quale suggerì loro di chiedere aiuto al Diavolo. Non appariva cosa facile, certamente e nessuno voleva fare da mediatore. Fino a quando una persona diede la sua disponibilità.

Il diavolo si impegnò alla realizzazione del ponte ma in cambio voleva un’anima. Naturalemte nessuno si offriva per essere sacrificato. Tuttavia, dopo tanto parlare in riunioni,  venne accettata l’offerta. Il Diavolo avrebbe trovato l’anima richiesta in un sacco.

La notte scese più buia e tetra del solito. Le civette, dal canto più lugubre che mai, annunciarono raffiche di vento e fulmini.

La mattina sucessiva il Ponte si presentò in tutta la sua bellezza. Il Diavolo corse a prendere la sua paga dunque….

Sul ponte venne messo un sacco contenente l’anima da scarificare. Col ghigno malefico stampato sul viso il Divolo aprì golosamente il sacco. La rabbia fu tale, nel trovare un cane al suo interno, che il Malefico sbattè un piede sul ponte sprofondando all’inferno.

L’orma è tutt’ora visibile….

Se ne vuoi sapere di più (come arrivare….) clicca qui 

 

Valle d’Aosta: il Castello di Fenis

martedì, febbraio 3rd, 2009

svagoedintorni_castello_di_fenis_scalinata_thumbIl Castello di Fenis domina una porzione di territorio sottoposta fin dal XII secolo alla  giurisdizione dei Signori di Challant, Visconti di Aosta. Il Castello, sintesi di diverse campagne costruttive, risale al 1242.  Nel XIV secolo, sotto la signoria di Aimone di Challant, hanno luogo le trasformazioni più significative che porteranno alla fisionomia attuale.

Tra il 1393 ed il primo quarto del XV secolo viene promossa una nuova campagna di lavori che porteranno alla realizzazione del cortile con lo scalone semicircolare, il loggiato ligneo, la sistemazione dei principali locali di rappresentanza ed il rifacimento dei camini e degli infissi.

Da sottolineare il caratteristico apparato difensiovo (due robuste cortine di mura concentriche munite di torrette di guardia), il nucleo residenziale e gli affreschi.

Per informazioni:

Castello di Fenis
11020 fenis (Aosta)
tel +39 0165 764263
www.aostavalley.com

Piemonte: il Museo egizio di Torino

domenica, febbraio 1st, 2009

svagoedintorni_museo_egizio_torino_thumbsSecondo solo al Grande Museo Egizio del Cairo, il Museo Egizio di Torino è sicuramente una delle meraviglie del Mondo Intero.  Ricco di reperti storici (circa 8.000), il Museo si presenta in tutto il suo splendore, fascino e storia.

Il Museo Egizio di Torino ha avuto origine nel ’600 quando i Savoia acquistano una tavola di bronzo ageminato raffiguranti cerimonie religiose dedicate alla dea Iside.  Da quel momento il Museo inizia ad espandersi sempre più annoverando pezzi di valore inestimabile.

Durante il percorso (più di 2 ore) si possono osservare, nelle diverse sale, reperti straordinari tra cui:

  • La statua della principessa Redi;
  • Le statue dei Faraoni;
  • I gruppi statuari di Tutankhamon;
  • La statua colossale del Faraone Sethi II;
  • La sezione delle Mummie e degli animali Sacri;
  • Attrezzi di varia natura;
  • Oggetti legati alla vita quotidiana.

MUSEO EGIZIO TORINO

Indirizzo: via Accademia delle Scienze 6, Torino

Telefono: 011.5617776

Orario: 8.30-19.30; lunedì chiuso

Sito internet: www.museoegizio.it

Prezzi: intero € 6,50, ridotto € 3 da 18 ai 25 anni; gratuito per i minori di 18 e i maggiori di 65 anni

Chiusura: 25 dicembre e 1 gennaio

Visite guidate: Possibilità sabato e domenica ore 11.00 e ore 16.00 (da prenotare 1 giorno prima)

Piemonte: il Carnevale di Ivrea

lunedì, gennaio 26th, 2009

svagoedintorni_carnevale_ivrea_battaglia_smallNon si può non scrivere un post sul Grande Carnevale di Ivrea. Sarà perchè io ad Ivrea ci abito ed ho vissuto (e vivo tutt’ora) questo evento magico. Il Carnevale di Ivrea è davvero una manifestazione unica nel suo genere e, forse per questo motivo, in quest’occasione, Ivrea si riempie di moltissimi turisti provenienti da ogni parte del mondo (persino dal Giappone!)

So che per chi viene da “fuori” il tiro delle arance rappresenta ben poco. Tuttavia ha un suo significato che potrai capire leggendo il profilo di un personaggio su tutti :  La Mugnaia

La Mugnaia è la donna divenuta simbolo della libertà ottenuta dal popolo in epoca feudale. All’epoca del tiranno Raineri di Biandrate, Violetta, moglie di Toniotto, giurò di non accettare il ricatto della jus primae noctis voluta dal Marchese.

Salita al castello la notte delle nozze estrasse un coltello e uccise Raineri decapitandolo. Mostrò la sua testa al popolo e diede il via alla rivolta popolare (da qui il tiro simbolico delle arance verso i carri del tiranno).

Naturalmente è molto limitativo parlare solo della Mugnaia in quanto, essendo il Carnevale di Ivrea una rievocazione storica, ci sono dei personaggi di rilievo che vanno citati:

  • Il generale e lo Stato Maggiore;

  • Il Sostituto Gran Cancelliere;

  • I Pifferi e Tamburi;

  • Gli Abbà;

  • Il Podestà e i Credendari;

  • Gli Alfieri;

  • La Scorta della Mugnaia.

Anche quest’anno il Carnevale si è addentrato nella sua più spettacolare Tradizione. Puoi saperne di più visitando il sito ufficiale:

www.carnevalediivrea.it 

Friuli Venezia Giulia: sentieri e passeggiate

venerdì, gennaio 23rd, 2009

svagoedintorni_friuli_venezia_giulia_sentieri_smallPer gli amanti della natura e delle passeggiate il Friuli Venezia Giulia offre 55 sentieri tematici da favola. Ci si addentra nella meravigliosa natura del Friuli per fare trekking attraverso tutto l’arco alpino e nell’altopiano carsico con vista sul mare Adriatico.

So che  l’idea di fare trekking,  soprattutto alle persone poco allenate,  potrebbe spaventare un pò. Tuttavia sono davvero pochi i sentieri dove ci vuole un minimo di allenamento. Per il resto questi percorsi sono davvero accessibili a tutti.

Queste escursioni sono raccomandate anche a coloro che amano scoprire posti da sogno e ricchi di curiosità. Si attraversano, infatti, i sentieri spesso utilizzati da contrabbandieri, potrai gustarti i laghi incantati e i borghi alpini realizzati con legno e pietre senza dimenticare i vecchi mulini, le grotte , gli  acquedotti romani e le grotte.

Se vuoi saperne di più puoi scaricare questa brochure oppure puoi scrivere a : info@turismo.fvg.it

Valle d’Aosta: il Forte di Bard

giovedì, gennaio 22nd, 2009

svagoedintorni_bard_castello_smallIl Forte di Bard,  è un esempio della classica fortezza inespugnabile e di sbarramento del primo Ottocento. Soggetto a diverse ristrutturazioni (dal XIII secolo) il Forte ha da raccontare molta storia.

È d’obbligo ricordare, a questo proposito, la lunga resitenza del Castello all’assalto delle truppe di Napoleone avvenuta nell’800. Solo dopo settimane l’esercito napoleonico ebbe (con l’astuzia) ragione della resistenza delle truppe Austriache. Successivamente il Forte venne fatto smantellare per evitare ulteriori problemi.

Quello che si vede oggi è un rifacimento, fedele ai progetti originali, voluto da Carlo Felice che, a partire dal 1830, lo trasformò in una struttura militare.

Oggi il Forte di Bard è di proprietà delle Regione Valle d’Aosta e si presenta in tre pricipali corpi di fabbrica. Posti su tre altezze diverse, tra i 400 ed i 467 metri, possiamo osservare l’Opera Ferdinando (oggi non ancora visitabile), l’Opera Vittoria e l’Opera Carlo Alberto.

Grazie alle ristrutturazioni avvenute il Castello è il nuovo Polo Culturale delle Alpi Occidentali. In un’unica struttura si trovano diversi servizi culturali e, prossimamente, verranno create delle strutture ricettive.

Per saperne di più:

Forte di Bard
11020 BARD (AO)
Telefono:                 0125 833811        
E-mail: info@fortedibard.it
Internet: http://www.fortedibard.it

Costi:
Intero: € 8,00
Ridotto: € 5,00

Trentino: Il Sentiero Etnografico del Rio Caino

martedì, gennaio 20th, 2009

svagoedintorni_riocainoPer tutti gli amanti dello svago “sano” il Sentiero Etnografico del Rio Caino di Cimego rappresenta indubbiamente un’attrazione di rilievo. Esso è infatti un museo all’aperto impregnato di storia, eresie e lavori artigianali. Gli antichi mestieri e la cultura contadina sono testimoni del lavoro di un popolo abituato alle sinergie con la Natura ed il paesaggio.

L’ingresso al Sentiero è una suggestiva passerella sospesa sul fiume Chiese che introduce il visitatore ad un mondo lontano fatto di agricultura, gente semplice ed allevamento di bestiame.  Lungo il sentiero vi sono numerosi insediamenti  artigianali oramai dimenticati dal nostro tempo e non è raro trovare ancora fabbri dediti alla forgia dei metalli.

Un secondo, ma non meno importante, elemento di attrazione è costituito dalle macine di un vecchio mulino che mostrano, nella sua interezza, il processo di macinazione del frumento.

Non possono passare in secondo piano le testimonianze e le tracce lasciate dalla Guerra e rappresentate da camminamenti militari, trincee e due cannoni del 1914-1918.

Per saperne di più:

www.valledelchiese.tn.it

 

Sardegna: le Catacombe di S. Antioco

lunedì, gennaio 19th, 2009

svagoedintorni-sant-antioco_thumbLe Catacombe di S. Antioco sono situate sotto il pavimento (come usanza dei tempi) della chiesa di Sant’Antioco sulcitano.

Scavate nella roccia, rappresentano un reperto suggestivo e di indubbio fascino essendo, oltretutto, le uniche catacombe della Sardegna.

Vi si accede direttamente dall’interno della Basilica e si presentano in due nuclei principali: quello di santa Rosa (la madre di Sant’Antioco – martirizzata anch’essa in Sardegna) e di Sant’Antioco appunto. Alla catacomba del Santo (realizzata tra il IV ed il VII secolo d.C.), come già detto, vi si accede dall’interno della Chiesa. Dietro questa sala ce n’è una seconda dove vi venivano seppelliti i personaggi più importanti della scena cristiana.

Da sottolineare che le pareti presentano ancora tracce di pittura stimate intorno al IV secolo d.C.

I recenti scavi archeologici stanno dando alla luce nuove scoperte che, molto presumibilmente, sveleranno alcuni ambienti ancora inesplorati.

Cliccando su questo link  potrai scaricare un pdf di 78 pagg. davvero molto interessante….

È previsto un servizio di visita guidata e il giro completo dei reperti dura circa un’ora e mezza