Archive for the ‘Musei’ Category

Padova: Museo Diocesano e Cappella di Santa Maria degli Angeli

sabato, luglio 4th, 2009

svagoedintorni_padova_museo_dioesano_salone_vescoviDa Piazza Duomo si accede anche al Museo Diocesano di Padova. Nato in occasione dell’anno giubilare 2000, il Museo è allestito nei prestigiosi ambienti del Palazzo Vescovile e si estende su una superficie di oltre duemila metri quadrati, dove sono raccolte preziose opere di pittura, scultura e oreficeria, codici e incunaboli, paramenti sacri provenienti dal vasto territorio della Diocesi di Padova, a testimonianza della ricchezza culturale, la sensibilità artistica e la profonda fede della Chiesa padovana dai secoli immediatamente anteriori al Mille fino ai giorni nostri.

Il percorso espositivo, che si snoda secondo criteri cronologici, si apre con due preziosi oggetti provenienti dal Tesoro della Cattedrale: un calamaio trasformato in crismino (sec. IX) e una formella in steatite con Cristo benedicente (sec. XI). Risalgono al XIII secolo la croce processionale (1228) e la preziosa coperta di Evangeliario proveniente dalla Collegiata di Santa Giustina di Monselice. Nelle sale del Belvedere sono presentate opere dei secoli XIV e XV, tra cui il ciclo con le Storie di San Sebastiano realizzato nel 1367 dal pittore veneziano Nicoletto Semitecolo, collaboratore di Guariento a Padova, e le tavole di Giorgio Schiavone provenienti dalla chiesa di San Francesco Grande di Padova. Tra la produzione orafa spicca il grande reliquiario della Croce (1435-1453). Nelle sale del Seicento e Settecento, secoli in cui le chiese si rinnovano nelle forme architettoniche e nell’arredo sacro, dalle suppellettili ai parati, sono esposte opere dei Bonazza, di Giambattista Tiepolo ed il figlio Giandomenico, Angelo Scarabello, orafo di Este presente a Padova con la sua bottega. Nella sala dedicata al XIX secolo, accanto a opere di pregevole fattura, sono presentati anche prodotti più semplici, gli ex voto, manifestazioni di devozione e pietà popolare.

Una ricca sezione, allestita nella sala San Gregorio Barbarigo, ospita i codici e gli incunaboli della Biblioteca Capitolare. Tra questi sono da ricordare i libri liturgici della Cattedrale e le opere manoscritte e a stampa accuratamente miniate provenienti dalle biblioteche rinascimentali dei vescovi Zeno e Barozzi.

La sezione dedicata ai paramenti, una scelta del patrimonio esistente nei depositi della Cattedrale e nelle sacrestie parrocchiali della Diocesi, documenta le tipologie e la storia del tessuto nei paramenti liturgici.

Spiccano per la loro singolarità due dalmatiche con manipolo e la stola di fine Quattrocento e, per la sontuosità con cui sono eseguiti, una pianeta, un piviale, un paliotto d’altare, una stola, un copriambone, con ricami in filo d’oro e stemma papale, donati alla Cattedrale dal pontefice Clemente XIII Rezzonico, prima vescovo di Padova dal 1743 al 1758.

Il magnifico Salone dei Vescovi realizzato nel 1505 da Bartolomeo Montagna e mirabilmente decorato dai ritratti dei Vescovi di Padova.

ORARI DI APERTURA:
giovedì, venerdì, sabato dalle 14.00 alle 18.00
domenica e festivi dalle 10.00 alle 18.00
Il museo rimane chiuso: Agosto, Natale, 1 gennaio e Pasqua.
Gli orari di apertura si riferiscono al museo e non alle mostre in corso.

PREZZO DEL BIGLIETTO:
solo Museo Diocesano
Intero € 4,00
Ridotto € 3,00 (over 65, studenti fino ai 26 anni oltre la scuola dell’obbligo con una tessera studenti valida, convenzionati TCI, soci ICOM con tessera)
Entrata gratuita: bambini sotto 6 anni, disabili con accompagnatore e religiosi.
Biglietto unico Museo e Battistero della Cattedrale
Intero € 6,00
Ridotto € 4,00 (over 65, studenti oltre la scuola dell’obbligo con una tessera studenti valida, convenzionati TCI, soci ICOM con tessera)
Scolaresche: € 3,00
Entrata gratuita: bambini sotto 6 anni, disabili con accompagnatore e religiosi.
Sito internet:   http://www.museodiocesanopadova.it

Museo Diocesano di Padova          Piazza Duomo 12, 35141 Padova     Tel. 049 8761924   Fax.    049 8210085    Email:    info@museodiocesanopadova.it

La Cappella di Santa Maria degli Angeli.
Inserita nel percorso museale, la Cappella di Santa Maria degli Angeli (1495) progettata da Lorenzo da Bologna, il più importante architetto attivo a Padova in quel periodo, e decorata ad affresco da Prospero da Piazzola e Iacopo Parisati da Montagnana, autore anche del trittico dell’Annunciazione sull’altare.

Sito internet: http://www.museodiocesanopadova.it/web/museo.php?valo=i_3

Bagno di Romagna (Fc): IDRO Ecomuseo delle Acque di Ridracoli

mercoledì, luglio 1st, 2009

svagoedintorni_bagno_di_romagna_idro_ecomuseo_acque_ridracoli_logoAll’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, nello scenario della diga di Ridracoli, l’IDRO Ecomuseo delle Acque di Ridracoli è composto da una sede centrale e da poli territoriali. La sede centrale accoglie il visitatore con sale dedicate all’acqua, alla sua importanza per gli esseri viventi, al percorso dell’acqua di Ridracoli dal bacino alle nostre case e alla fauna della Valle del Bidente.

Il filmato 3D “L’acqua degli oracoli”, conduce il visitatore in un viaggio tridimensionale lungo le rive del lago e la nuova sala “Risparmio l’Acqua” permette di sperimentare un consumo consapevole di questa risorsa. I segreti dell’acqua e della foresta si svelano con esperimenti e giochi interattivi.

Il Polo naturalistico si apre sul Parco Nazionale, nelle gallerie lungo la sponda del lago ci si immerge nella natura. Il Polo tecnologico riguarda la storia della costruzione della diga e gli attuali sistemi di controllo con progetti e fotografie.

DISPONIBILI:
catalogo, visite guidate, bookshop, sale per esposizioni temporanee, bar, laboratori didattici, spazio verde esterno, aree pic-nic, escursioni in battello, noleggio mountain-bike, noleggio canoe, soggiorni nel parco

ORARIO DI INGRESSO:
01 marzo – 15 giugno sabato diga 10.00/18.00 – museo 14.00/18.00, domenica e festivi diga
e museo 10.00/18.00
16 giugno – 15 settembre tutti i giorni, tranne il lunedì, diga e museo 10.00/19.00
16 settembre – 31 ottobre sabato diga 10.00/18.00 – museo 14.00/18.00, domenica e festivi diga e museo 10.00/18.00
01 novembre – 31 dicembre sabato diga 10.00/17.00 – museo 14.00/17.00, domenica e festivi diga e museo 10.00/17.00.
Sempre aperto su prenotazione per gruppi e scolaresche

PREZZO DEL BIGLIETTO:
Intero 5,00 euro
Ridotto 4,00 euro    >100 cm e fino 12 anni, oltre 65 anni;
gratis bambini fino 100 cm e disabili
Per scuole visite guidate (per prezzi consultare sito internet)

IDRO Ecomuseo delle Acque di Ridracoli località borgo di Ridracoli (Bagno di Romagna)  Tel.  0543 917912 – Fax   0543 903733   Email:   ladigadiridracoli@atlantide.net Sito internet:    www.atlantide.net/idro
Proprietà di Romagna Acque – Società delle Fonti Spa, gestione Atlantide Soc. Coop. p.a. Studi e Servizi Ambientali e Turistici

Matera: il Museo della Cultura Contemporanea (MUSMA)

venerdì, giugno 12th, 2009

svagoedintorni_matera_museo_cultura_contemporanea_musma_cortileSculture incastonate nel tufo, come pietre preziose montate su antichi monili. Un contenitore gioiello nei Sassi di Matera, a Palazzo Pomarici.

E’ il Musma, il Museo della Scultura Contemporanea, inaugurato nel 2006. Oltre 1000 mq di vani ipogei scavati nella pietra e oltre 250 opere di artisti internazionali: da sculture in bronzo, tufo, legno, ferro, marmo, ceramica, a disegni, incisioni, medaglie, libri d’arte.

Gli spazi espositivi si aprono all’arte in una sobrietà minimalista e le sculture donate al Museo paiono trovarsi nel loro habitat naturale e originario. Annessa alla struttura museale, è la Biblioteca Scheiwiller che raccoglie 3000 volumi tra monografie e cataloghi.

Sito internet: http://www.musma.it/

Reggio Emilia: Museo del Tricolore

venerdì, aprile 17th, 2009

svagoedintorni_reggio_emilia_museo_del_tricolore_sezione_restaurazioneAttiguo alla famosa Sala del Tricolore (già descritta in un precedente articolo), all’interno del palazzo del Comune di Reggio Emilia, c’è il Museo del Tricolore.

Il Museo del Tricolore racconta la storia della nascita della bandiera nazionale attraverso testimonianze, cimeli ed oggetti che consentono di seguire le vicende storiche del Tricolore Italiano, le sue origini e le forme che assunse prima del raggiungimento della attuale struttura.

I reperti materiali sono affiancati da strumenti multimediali per una migliore spiegazione della storia e delle trasformazioni.

Il museo è suddiviso in quattro grandi sezioni:
la Repubblica Reggiana
la Repubblica Cispadana
la Repubblica Cisalpina
dalla Repubblica Italiana alla Restaurazione

Sito internet: http://www.tricolore.it/

ORARI DI INGRESSO:
dal martedì al venerdì      09,00 – 12,00
sabato, domenica e festivi     10,00 – 13,00     15,00 – 19,00
lunedì chiuso

DISPONIBILI:
visite guidate (per prenotazioni ed info    0522 456805)

Museo del Tricolore c/o Palazzo del Comune      Piazza Prampolini 1      42100 Reggio Emilia

Aprilia (Lt): Mostra Permanente della Storia della Città

sabato, aprile 11th, 2009

svagoedintorni_aprilia_mostra_permanente_storia_cittaLa Mostra Permanente della Storia della Città di Aprilia si compone di alcune sezioni in via di ampliamento che percorrono la storia antica del territorio e quella della fondazione della cittadina.

Contiene tavole riguardanti diversi siti archeologici, oltre a frammenti di età latina, e materiali etnografici appartenenti alla civiltà contadina del periodo precedente la bonifica degli anni Trenta. La Città di fondazione è documentata da gigantografie e rappresentazioni varie, la maggior parte in copia, ripercorrenti la genesi progettuale, il Concorso per il Piano Regolatore, la realizzazione.

Viene anche documentata la presenza di artisti contemporanei che hanno lasciato opere (anche scomparse) nei diversi ambienti urbani.

La mostra documenta anche le distruzioni patite a causa della Seconda Guerra Mondiale.

ORARI DI INGRESSO:
martedì:      11,30 – 13,00      16,00 – 17,00
venerdì:       11,30 – 13,00
prima domenica di ogni mese       11,00 – 13,00

Mostra Permanente della Storia della Città   c/o Istituto Comprensivo “Giovanni Pascoli”    Via delle Palme, 15       Aprilia (Rm)      Tel.   06 92704059    Fax.     069275467

Melfi (Pz): il Castello e il Museo Archeologico del Vulture Melfese

mercoledì, aprile 8th, 2009

svagoedintorni_melfi_castelloMelfi, cittadina medievale nota per essere stata la sede amministrativa dell’Imperatore Federico II di Svevia da cui emanò le famose Costituzioni, si erge maestosa su una collina raccolta da una cinta muraria unica nell’Italia meridionale.

L’abitato è dominato dal bellissimo Castello normanno-svevo, risultato di interventi a più riprese nel corso dei secoli. Costruito dapprima dai normanni, fu ampliato da Federico II di Svevia; Carlo I d’Angiò vi aggiunse poi alcune torri, quindi i Caracciolo e poi i Doria lasciarono la loro impronta. L’ingresso attuale del castello che si apre verso la città sul versante orientale, era dotato di ponte levatoio. Le torri sono dieci, di cui sette rettangolari e tre pentagonali.

Nel corpo centrale è stato istituito il Museo Archeologico Nazionale del Vulture Melfese, con la ricca collezione di reperti rinvenuti nell’area del Vulture. Di rilievo lo stupendo sarcofago del II secolo d.C., ritrovato a Rapolla nel 1866.

Sito internet: Comune di Melfi

Lavarone (Tn): Forte Belvedere e Museo della Grande Guerra

martedì, aprile 7th, 2009

svagoedintorni_lavarone_forte_belvedere_museo_grande_guerra_sala_biancaWerk Gschwent di Lavarone, oggi meglio noto come Forte Belvedere, fu progettato dal Tenente del Genio ing. Rudolf Schneider. Fu quindi realizzato tra il 1908 ed il 1912 poco lontano dall’abitato di Oseli, su uno sperone di roccia calcarea (a quota 1177 m) che sporge a strapiombo sulla valle dell’Astico.

La fortezza è composta di vari blocchi scavati nella montagna: la casamatta, il blocco-batterie in posizione avanzata, un’opera di controscarpa nel fossato e tre avamposti corrazzati. Per resistere ai più pesanti bombardamenti fu dotato di una copertura di oltre due metri e mezzo di calcestruzzo nel quale fu inserito un triplo strato di putrelle d’acciaio da 400 mm. Concepito, come le altre fortezze degli altipiani, per resistere in assoluta autonomia a bombardamenti che potevano durare per giorni e giorni, disponeva di ampi depositi, di un acquedotto munito di potabilizzatore e di una centrale elettrica interna.

Diversamente dalle altre fortezze degli altipiani, per decreto regio di Vittorio Emanuele III, Forte Belvedere si  salvò dalla demolizione ordinata dal governo fascista in tempo di autarchia. Nonostante ciò nel novembre 1940 iniziò un parziale smantellamento dell’opera. In particolare furono asportate le cupole corrazzate, fu prelevato il primo strato di putrelle dalle coperture e fu asportato il rivestimento metallico del tetto.

Dopo la seconda guerra mondiale il Forte Belvedere passò di proprietà alla Regione Trentino Alto Adige e dal 1966 ad un privato che con lungimiranza lo ripristinò parzialmente trasformandolo in un museo. Nel 1996 fu acquistato dal Comune di Lavarone che operò un profondo restauro conservativo, il ripristino della copertura originale in zinco, la sistemazione dei solai ed un completo risanamento del sito.

Si provvide inoltre all’allestimento di un moderno ed aggiornato museo storico (testi in italiano, tedesco, inglese) con fini divulgativi e didattici, dedicato non soltanto a Forte Belvedere e alle fortezze degli altipiani, ma anche alla più ampie problematiche locali ed internazionali della prima guerra mondiale.

Gli allestimenti del percorso di visita del Museo della Grande Guerra, si avvalgono di pesanti lastre di ferro opportunamente ossidato per rievocare energicamente la forza e la durezza delle strutture militari. Nessuno spazio è stato reinventato, tutto rispecchia il rigore architettonico del luogo e la sua natura prettamente militare. Il percorso di visita, strutturato su tre piani, non propone una semplice esposizione di reperti e fotografie, ma un’aggiornata narrazione storica sulla Prima Guerra Mondiale, in grado di coniugare la storia locale con gli eventi e le problematiche generali del conflitto, che in alcuni punti non rinuncia a proporre al visitatore suggestioni ed ambientazioni capaci di un’immediata riflessione sul concetto stesso di guerra.

Sito internet: http://www.fortebelvedere.org/

ORARI DI INGRESSO:
aprile, maggio, giugno, settembre, ottobre     
                  da martedì a domenica     10,00 – 12,00     14,30 – 18,00
luglio, agosto
                  tutti i giorni                        10,00 – 18,00
sempre aperto su prenotazione per gruppi in visita guidata.

DISPONIBILI:
Ingesso facilitato per disabili, visite guidate (su prenotazione), attività didattica, caffetteria, pubblicazioni sul museo, libreria, shop

Forte Belvedere Gschwent     38040 Lavarone (Tn)   Tel. e Fax  0464 780005    Cell. 347 2410650       Email: info@fortebelvedere.org

Napoli: il Museo Nazionale di Capodimonte

lunedì, aprile 6th, 2009

svagoedintorni_napoli_museo_nazionale_capodimonte_andy_warholCome ho anticipato nell’articolo che tratta il Palazzo Reale di Capodimonte, l’interno di questo favoloso edificio oggi ospita il Museo Nazionale di Capodimonte, uno dei più importanti del mondo per la pittura e le arti decorative.

Il nucleo più rilevante del Museo proviene dalla collezione Farnese, iniziata da Papa Paolo III ed ereditata da Elisabetta Farnese, madre di Carlo di Borbone. La quadreria comprende più di 200 capolavori: Masaccio, Botticelli, Raffaello, Ribera, Tiziano, Mantegna, Correggio, El Greco, Parmigianino. Nella stessa sezione sono esposti anche due cartoni preparatori di Raffaello e Michelangelo, rispettivamente per la Stanza della Segnatura e per la Cappella Paolina in Vaticano.

Altrettanto eccezionale è la Galleria della Pittura a Napoli tra il XIII e il XIX secolo: il San Ludovico da Tolosa di Simone Martini, la sconvolgente Flagellazione di Caravaggio, ed ancora capolavori di Ribera, Luca Giordano, Francesco Solimena.

La sezione dedicata all’ottocento è ricca di opere dei pittori della scuola di Posillipo, da Anton Smick Pitloo a Giacinto Gigante, e di maestri del naturalismo come i Palizzi.

Anche la sezione contemporanea annovera firme di assoluto rilevo: da Alberto Burri ad Andy Warhol, da Carlo Alfano a Mimmo Paladino.

Il percorso di visita riserva altre meraviglie come l’Appartamento Storico, col Salottino in Porcellana della Regina Maria Amalia.

La raccolta di arti decorative è una delle più ricche d’Italia, con opere uniche come il prezioso cofanetto Farnese e gli arazzi d’Avalos; tra le porcellane esemplari eccezionali, come il Grande Carro dell’Aurora in biscuit, di Filippo Tagliolini.

Sito Internet: http://www.museo-capodimonte.it/

Soragna (Pr): il Museo del Parmigiano Reggiano

lunedì, marzo 30th, 2009

svagoedintorni_soragna_museo_parmigiano_reggiano_targaIl Museo del Parmigiano Reggiano ha sede nello storico Casello ottocentesco che sorge all’ombra della Rocca Meli-Lupi di Soragna, a pochi passi dalla piazza del paese, in un’area ricca di castelli e ricordi verdiani, tra oasi naturali e parchi storici di rara bellezza, tra sapori densi ed inimitabili lungo la Strada del Culatello.

Il Parmigiano Reggiano classico è il prestigioso formaggio italiano, noto e apprezzato in tutto il mondo, che vanta origini antiche. A metà del Trecento Boccaccio, nel suo Decamerone, cita il Parmigiano per condire i maccheroni e i ravioli.

La Corte Castellazzi, sede del Museo del Parmigiano Reggiano, è composta dalla casa colonica con stalla e fienile e dal prezioso caseificio di forma circolare con colonnato, fatto erigere dal principe Casimiro Meli-Lupi intorno al 1848 ed attivo fino al 1977, dove si trovano esposti gli strumenti e gli attrezzi impiegati nella lavorazione del Re dei Formaggi.

Oltre 120 oggetti, databili tra il 1800 e la prima metà del Novecento, ed un centinaio di immagini, disegni e foto d’epoca illustrano, all’interno di un edificio adibito per secoli alla produzione del formaggio, l’evoluzione delle tecniche di trasformazione del latte, le fasi della stagionatura e della commercializzazione e il ruolo fondamentale del Consorzio del Parmigiano Reggiano a tutela della qualità.

Nel locale sotterraneo della salamoia, poi, è allestita un’esposizione dedicata alle innumerevoli imitazioni del Parmigiano Reggiano esistenti all’estero.

Negli ambienti rustici annessi al corpo principale del museo è esposta, inoltre, una rassegna di attrezzi ed oggetti quotidiani della civiltà contadina legati ai temi dell’alimentazione.

Ed infine c’è il Museum Shop dove è possibile degustare l’insuperabile prodotto.
Sito internet: http://www.museidelcibo.it/parmigiano.asp

ORARI DI INGRESSO:
- Da marzo a novembre
sabato, domenica e festivi       10,00 – 12,30    15,00 – 18,00
dal lunedì al venerdì su prenotazione per gruppi
- Da dicembre a febbraio
Chiuso – aperto solo su prenotazione per gruppi

PREZZO DEL BIGLIETTO:    Visita con degustazione (bevande escluse)
Intero:     € 5,00
Ridotto:   € 4,00  gruppi (minimo 15 persone), adulti oltre 65 anni, convenzioni
Ridotto:   € 3,00  scuole e bambini dai 6 ai 12 anni
Gratuito diversamente abili e loro accompagnatori, accompagnatori di gruppi e scolaresche, giornalisti, minori di 6 anni.

DISPONIBILI:
Visite guidate (obbligatoria la prenotazione), Museum Shop

COME RAGGIUNGERE IL MUSEO:
Da Parma, Tangenziale Nord direzione Ovest (Piacenza), uscita per Noceto – Fontanellato, indicazioni per Fontanellato e, quindi, per Soragna.
Autobus extraurbano da Stazione FS Parma a Soragna e ritorno: linea Parma-Fontanellato-Soragna-Busseto.
Da Fidenza, provinciale per Soragna
Autobus extraurbano da Stazione FS Fidenza a Soragna e ritorno: linea Fidenza-Soragna-Roccabianca
Museo del Parmigiano Reggiano  c/o Corte Castellazzi   Via Volta 5 (ingresso da Viale dei Mille)  Soragna (Pr)
Tel.  0524 596129   Fax  0521 821139  

Email: prenotazioni.parmigiano@museidelcibo.it

Certaldo (Fi): la Casa di Giovanni Boccaccio

venerdì, marzo 27th, 2009

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Dalla sommità del colle sul quale è elevato, da secoli Certaldo vede la storia scorrere ai suoi piedi, scendere e risalire lungo le antiche strade che portano alle viuzze e alle piazzette del suo antico cuore medievale.

Al centro della Valdesa, il borgo è noto oltreché per il suo patrimonio storico artistico, anche per essere la patria di Giovanni Boccaccio, l’autore del Decamerone.

Un itinerario nel “Castello” (così è chiamato il centro antico di Certaldo) non può che cominciare quindi dalla casa del letterato, lungo la centrale Via Boccaccio, casa dove l’autore visse con la sua famiglia. L’edificio, sede dell’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio, custodisce un Museo e una Biblioteca specialistica dedicati all’autore.

Da notare che l’edificio è stato in gran parte restaurato con rispetto e cura dopo che un bombardamento, durante la seconda guerra mondiale, l’aveva gravemente danneggiato. Proprio durante i restauri sono stati trovati rarissimi esemplari di calzature del XIV secolo che ora sono esposte.

ORARIO DI INGRESSO:
Museo
Alta Stagione (aprile – ottobre) lunedì – domenica  09,30 – 13,30  14,30 – 19,00
Bassa Stagione (novembre –marzo) martedì  – domenica  09,30 – 13,30  14,30 – 16,30
Biblioteca
martedì e venerdì:        10,00 – 13,00
mercoledì e giovedì:     14,00 – 16,30

Sito Internet: http://www.casaboccaccio.it/

Casa di Giovanni Boccaccio     Via Boccaccio 18     52052 Certaldo Alta (Fi)   
Email:     info@casaboccaccio.it