Archive for the ‘Parchi Naturali’ Category

Abruzzo: Oasi e Riserve nella Provincia di Teramo

domenica, agosto 30th, 2009

svagoedintorni_abruzzo_riserva_naturale_calanchi_atri_panoramaLa Riserva Naturale di Castel Cerreto si trova nel comune di Penna Sant’Andrea e tutela un bosco di cerro,  roverella e carpino nero, oltre a parecchie specie di arbusti tra cui la ginestra, il ginepro, il biancospino, il pungitopo. La fauna comprende uccelli rari come il barbagianni, lo sparviero, il picchio verde, mentre tra i mammiferi sono comuni la donnola, la faina, la volpe, la lepre, il ghiro, il cinghiale, lo scoiattolo e il riccio.
Sito internet: www.castelcerreto.altervista.org         www.riserveabruzzo.it/Castel%20Cerreto/index.php

Ad Atri lo scenario suggestivo dei suoi calanchi, derivanti dall’erosione di un particolare tipo di argille, è protetto dalla Riserva Naturale dei Calanchi di Atri. La scarsa vegetazione include specie tipiche di climi desertici come il cappero, il carciofo selvatico, la liquirizia. Lungo i piccoli corsi d’acqua sono diffusi il granchio di fiume e la puzzola, oltre alle onnipresenti volpi; uno degli ospiti più particolari dei calanchi è però senza dubbio l’istrice.
Sito internet: www.riservacalanchidiatri.it      www.riserveabruzzo.it/Calanchi%20di%20Atri/index.php

Il Parco Territoriale attrezzato del Fiume Fiumetto, nel comune di Colledara, tutela il letto del torrente caratterizzato da cascatelle e vegetazione di sponda, circondato da boschi di roverella, farnia, salice e pioppo e frequentato dalla puzzola, dal tasso e da molte specie di uccelli.
Sito internet: www.riserveabruzzo.it/Fiume%20Fiumetto/index.php

Infine nel tratto medio del fiume Vomano, uno dei fiumi più importanti della provincia di Teramo, alimentato dalle acque del Gran Sasso e della Laga, nel territorio del comune di Montorio al Vomano ha sede il Parco Territoriale attrezzato del Fiume Vomano, il più esteso tra le aree protette abruzzesi di questo tipo. Il fiume in questo punto scorre tra alte pareti di arenaria, scavate dalla lenta azione erosiva delle acque, e boschi di leccio. Sulle pareti nidifica il falco pellegrino, mentre nelle aree ai lati di esse troviamo il succiacapre, l’averla piccola e l’upupa.
Sito internet: www.riserveabruzzo.it/Fiume%20Vomano/index.php

Porto Venere (Sp): il Parco Naturale Regionale di Porto Venere

sabato, agosto 29th, 2009

svagoedintorni_porto_venere_parco_naturale_regionale_grotta_byronLa protezione di questo territorio, interamente ricompreso nel Comune di Porto Venere, nasce con la legge regionale n. 12 del 1985. Nel 1995 viene creato il Parco Naturale Regionale delle Cinque Terre e nel dicembre 1999, dopo l’istituzione del Parco Nazionale delle Cinque Terre, nasce il Parco Naturale Regionale dei Promontori e delle Isole di Levante. Solo con la L. R. 30/2001 la Regione Liguria riconosce le peculiarità dell’area protetta.

Il Parco Naturale Ragionale di Porto Venere comprende una parte terrestre, con coste alte e interrotte da innumerevoli grotte a livello del mare e una parte più marina costituita dall’Arcipelago di Porto Venere, con le tre isole Palmaria, Tino e Tinetto.

L’habitat costiero appare ricco di vegetazione e accanto ai coltivi ci sono ricche formazioni vegetali rappresentate dalla macchia mediterranea che si presenta sul territorio in tutte le sue varietà. Tra queste non mancano la macchia mista, habitat ideale per numerose specie di insetti, rettili e uccelli, e la rara macchia a cisto marino e cisto villoso presente anche sull’isola Palmaria.

Riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità, l’area di Porto Venere, oltre a elevati valori paesaggistici, come i muri a secco che caratterizzano i pendii costieri, e naturalistici, conserva importanti emergenze artistiche e storiche come la preistorica Grotta dei Colombi, resti di ville romane, chiese e castelli.

Sito internet:   www.parconaturaleportovenere.it  

ANNO DI ISTITUZIONE:  Parco Naturale Regionale istituito con L.R. 3/09/2001 n. 30
PROVINCIA:  La Spezia
COMUNI:  Porto Venere
SUPERFICIE:  273,91 ettari
TIPOLOGIA:  costa rocciosa alta con vegetazione e isole
ENTE GESTORE:  Comune di Porto Venere
SEDE:  c/o Comune di  Porto Venere     via Garibaldi, 11     19025 Porto Venere (Sp)   Tel. 0187 79481     Fax 0187 794888      Email:    parco.portovenere@comunediportovenere.it

Abruzzo: Oasi e Riserve nella Provincia di Chieti

martedì, luglio 28th, 2009

svagoedintorni_abruzzo_riserva_regionale_lago_serranellaIn provincia di Chieti troviamo la Riserva Naturale e Oasi WWF del Lago di Serranella, alla confluenza dei fiumi Sangro ed Aventino. Il nucleo principale è costituito da un invaso artificiale con acqua poco profonda, notevolmente ricca di avifauna (vi sono state censite oltre 200 specie!): ospita vere e proprie rarità come l’airone bianco maggiore, la cicogna nera, il fenicottero.
Sito internet: http://www.riserveabruzzo.it/Lago%20di%20Serranella/index.php  oppure   http://www.wwf.it/client/render.aspx?root=1059&content=0

Nei comuni di Rosello e di Agnone, che è in Molise, c’è l’Oasi WWF dell’Abetina di Rosello che tutela uno degli ultimi boschi misti con abete bianco ancora presenti in Abruzzo, popolato dal lupo, dal gatto selvatico, dal capriolo e dal picchio nero.
Sito internet: http://www.riserveabruzzo.it/Abetina%20di%20Rosello/index.php   e   http://www.cearosello.it/ambiente.htm

Nel comune di Orsogna il piccolo Parco Territoriale dell’Annunziata, tutela un profondo vallone con un fitto bosco di leccio, roverella e alloro, popolato da uccelli e piccoli mammiferi.
Sito internet: http://www.orsogna.net/parco_annunziata.asp?ID=1&titolo=Presentazione

A Torino di Sangro il Biotopo delle leccete litoranee tutela l’ultimo bosco spontaneo del litorale abruzzese, composto da roverella e cerro cui si associano il carpino orientale, l’olmo, il leccio e le specie della macchia mediterranea.
Sito internet: http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/vegetazionali/lecceta_torino_sangro.htm

Il vicino Biotopo del bosco di Don Venanzio, in comune di Pollutri, custodisce invece un suggestivo bosco ripariale di frassino, pioppo e farnia.
Sito internet: http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/vegetazionali/bosco_don_venanzio.htm

L’unica riserva marina sulla costa abruzzese è, a nord di Vasto, il delicato ambiente a falesia, dune e spiaggia sabbiosa tutelato dalla Riserva Naturale Regionale di Punta Aderci (o Punta d’Erce).
Sito internet: http://www.riserveabruzzo.it/Punta%20Aderci/index.php e http://www.puntaderci.it/

Basilicata Verde: Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese

venerdì, luglio 24th, 2009

svagoedintorni_basilicata_verde_parco_nazionale_appennino_lucano_val_d_agri_lagonegrese_massiccio_sirinoIl secondo Parco Nazionale situato in Basilicata è il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, Val d’Agri-Lagonegrese.

Il Parco Nazionale è stato finalmente istituito il 9 giugno 2006 (l’ultimo parco nazionale in ordine cronologico ad essere stato istituito) e si estende per una superficie di 67.564 ettari coprendo 29 comuni della provincia di Potenza.

Interessa zone fra le più verdi e ricche d’acqua della Basilicata, con vette di notevoli altezze, come i Monti Raparo, Madonna di Viggiano ed il Massiccio del Sirino che supera i 2000 mt sul livello del mare, estesi boschi di faggi e cerri e rarità ecologiche di notevole interesse. Si estende tra il Parco del Cilento ed il Parco del Pollino.

Sito su cui trovare altre info: http://www.agraria.org/parchi/basilicata/valdagri.htm

Abruzzo: Oasi e Riserve nella Provincia di Pescara

venerdì, luglio 10th, 2009

svagoedintorni_abruzzo_riserva_naturale_pineta_santa_filomenaNei pressi di Popoli la Riserva Naturale delle Sorgenti del Pescara tutela una straordinaria e imponente risorgenza, che forma un vero e proprio laghetto, limpido e cristallino, circondato da boschi e canneti. Percorrendo il sentiero che lo costeggia si rimane stupiti dal numero di sorgenti, spesso affioranti con polle: se ne contano più di 60. L’acqua proviene direttamente dal Gran Sasso, dal grande acquifero di Campo Imperatore, e dopo un percorso sotterraneo di circa 30 chilometri riaffiora nella Riserva. Nei suoi circa 50 ettari, fra i fitti canneti e le molte specie acquatiche come il ranuncolo d’acqua, la brasca di laguna, il giaggiolo d’acqua e il giglio d’acqua, vivono oltre 100 specie di uccelli acquatici fra stanziali e di passo, come l’airone cenerino, la folaga, la gallinella d’acqua, il martin pescatore.

Situ internet su cui raccogliere altre info: http://www.comune.popoli.pe.it/cultura_turismo/ris_capoPescara.htm  e http://www.riserveabruzzo.it/Sorgenti%20del%20Pescara/index.php

A pochi chilometri dal centro storico di Penne, sul lago artificiale realizzato negli anni ’60 per scopi irrigui, è stata istituita la Riserva Naturale e Oasi WWF del Lago di Penne, una delle zone umide più frequentate dagli uccelli di passo durante il periodo delle migrazioni. La Riserva, che ai boschi di roverella sulle pendici dell’invaso contrappone saliceti e pioppeti lungo le sponde, ospita la nitticora, l’airone rosso, il falco pescatore.

Sito internet: http://www.riserveabruzzo.it/Lago%20di%20Penne/index.php

Se ci si sposta più sulla costa tra Pescara e Montesilvano (nei cui comuni è compresa), una piccola striscia litoranea di pini, quasi esclusivamente pini d’Aleppo, lunga tre chilometri e larga 50 metri è la Riserva della Pineta di Santa Filomena, istituita per preservare ciò che rimaneva, dopo l’assalto del cemento, dell’antica pineta che invece si affacciava direttamente sul mare ed era molto più estesa.

Sito internet: http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/nazionali/pineta_santa_filomena.htm

A Pescara un analogo provvedimento di tutela ha istituito la Riserva Naturale della Pineta dannunziana, un vero e proprio polmone verde nel cuore della città.

Sito internet: http://www.riserveabruzzo.it/Pineta%20dannunziana/index.php

Una delle anse del fiume Fino, pochi chilometri prima di unirsi al Tavo, costituisce il Parco Territoriale attrezzato di Città Sant’Angelo, una piccola area umida frequentata da numerose specie di uccelli.

Sito internet: http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/parchi_territoriali/citta_s.angelo.htm

Il Parco Territoriale attrezzato di Vicoli è posto a salvaguardia dei pendii tra il centro storico e il corso del fiume Nora. Protegge un bosco di roverella, acero campestre e robinia e varie specie rare di uccelli.

Sito internet: http://www.riserveabruzzo.it/Vicoli/index.php

Infine a Scafa, tra la Majella e il Morrone, il Parco Territoriale attrezzato delle Sorgenti Sulfuree del Lavino tutela un ambiente davvero particolare, nel quale pioppi e salici contornano spettacolari pozze d’acqua sulfurea risorgente dallo splendido color turchese, grazie a particolari alghe verdi ed azzurre che ricoprono i fondali. Ospita una fauna davvero interessante: gallinelle d’acqua, usignoli di fiume, picchi verdi, ballerine gialle e martin pescatore, insieme a piccoli mammiferi come ricci, donnole, faine e tassi.

Sito internet: http://www.parcolavino.com/

Abruzzo: Oasi e Riserve nella Provincia de L’Aquila

venerdì, luglio 3rd, 2009

svagoedintorni_abruzzo_riserva_naturale_zompo_lo_schioppo_cascataIl comune di Morino, in valle Roveto, ospita la spettacolare Riserva Naturale di Zompo lo Schioppo con oltre 1000 ettari di faggeta d’alto fusto e la più bella cascata d’Abruzzo, che precipita da una rupe alta 80 metri in uno scenario di rara bellezza. La fauna include l’orso, il lupo, il gufo reale e il falco pellegrino. Molto interessante il piccolo ma spettacolare Museo/Centro Visita, che accoglie ogni anno molte migliaia di visitatori e scolari.

Siti internet: http://www.riserveabruzzo.it/Zompo%20Lo%20Schiopo/index.php    e http://www.schioppo.aq.it/

La Riserva Naturale delle Grotte di Pietrasecca, nel comune di Carsoli, protegge il particolare e per certi versi unico ambiente carsico locale, che comprende la grotta di Pietrasecca e la grotta grande del Cervo, celebre per i suoi ritrovamenti archeologici e paleontologici e per la straordinaria bellezza delle sue concrezioni candide, di varia forma e struttura, che frastagliano i 400 metri di galleria.

Sito internet: http://www.riserveabruzzo.it/Grotte%20di%20Pietrasecca/index.php

Il comune di Anversa degli Abruzzi ospita la meravigliosa Oasi WWF delle Gole del Sagittario, che protegge le lunghe e spettacolari gole, dalla tipica sezione a V, scavate e modellate in milioni di anni dall’azione erosiva delle acque del fiume Cavuto. Tutte le specie di mammiferi (tranne il camoscio) e di uccelli tipiche della fauna appenninica sono presenti nell’oasi, in particolare l’aquila reale, il falco pellegrino, il picchio muraiolo, il gracchio corallino.

Siti internet: http://www.riserveabruzzo.it/Gole%20del%20Sagittario/index.php   e http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/regionali/gole_sagittario.htm

Infine alle porte di Tempèra, frazione dell’Aquila, si trova il Parco Territoriale delle Sorgenti del Vera, istituito a tutela di una limpidissima risorgenza che ospita rare specie di alghe. Circondate da pioppi e salici secolari, le acque sono frequentate dal martin pescatore, dall’airone cenerino e dal merlo acquaiolo.

Sito internet: http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/parchi_territoriali/sorgenti_vera.htm

Basilicata Verde: Parco Nazionale del Pollino

sabato, giugno 27th, 2009

svagoedintorni_basilicata_verde_parco_nazionale_pollino_pino_loricatoFin dagli anni ’80, con l’approvazione dei Piani di tutela paesaggistica e la formulazione dello slogan”Basilicata Verde”, in questa regione il patrimonio naturale, paesaggistico ed ecologico è consideratoun’importante ricchezza, tale da rappresentare uno degli elementi trainanti sui quali impostare lo sviluppo economico.

Più del 30% del territorio regionale è stato dichiarato area protetta con l’istituzione di due Parchi Nazionali, di due Parchi regionali e di sei Riserve naturali.

Il Parco Nazionale del Pollino è stato istituito nel 1993 ed interessa le regioni Basilicata e Calabria, 56 Comuni di cui 24 in Basilicata e 32 in Calabria e si estende per 192.565 ettari.

E’ famoso per la presenza sulle vette più aspre di numerosi esemplari ultracentenari di Pino Loricato, riconoscibile per le caratteristiche loriche che disegnano il tronco e per la forma contorta dei rami.

Numerose le specie animali, fra le quali vi è anche il lupo appenninico che qui permane in varie decine di esemplari.

Diversi centri visita sono in fase di allestimento. Sono numerose le pubblicazioni sul Parco Nazionale del Pollino, anche corredate di splendide immagini. In alcune di esse vengono indicati, per chi volesse concedersi una rilassante passeggiata a piedi o in mountain bike, numerosi percorsi pedonali o ciclistici con vari gradi di difficoltà. Informazioni sono acquisibili anche presso l’Ente Parco, Via Mordini 20, Palazzo Amato a Rotonda (Pz), Tel. 0973 661692

Sito internet del Parco Nazionale del Pollino: http://www.parcopollino.it/

Abruzzo: il Parco Naturale Regionale del Sirente – Velino

mercoledì, giugno 24th, 2009

svagoedintorni_abruzzo_parco_naturale_regionale_sirente_velino_fauna_camoscioI massicci del Velino e del Sirente distano poco più di un’ora da Roma e si raggiungono comodamente da tutto l’Abruzzo. Anche se meno alti della Majella e del Gran Sasso, offrono al visitatore motivi d’interesse non meno importanti di quelli dei massicci maggiori.

Il Parco Naturale Regionale del Sirente – Velino, istituito nel 1989, si estende su 50.288 ettari in provincia del L’Aquila, ha sede a Rocca di Mezzo.

Le pareti rocciose difendono le vette più alte, i ghiaioni sono ricchi di rare specie botaniche. Note agli sciatori per la presenza delle piste di Ovindoli e di Campo Felice, queste montagne sono molto apprezzate anche dagli escursionisti. Dal punto di vista geomorfologico i due massicci calcarei, tra cui si aprono gli altopiani delle Rocche, di Pezza e dei Prati del Sirente, sono caratterizzati da campi carsici e pareti rocciose, dalle gole di Celano e San Venanzio e dalle grotte di Stiffe.Tra le faggete spiccano quelle del Sirente, di valle Cerchiata e di Cerasolo. Più in basso, sul versante dell’Aterno, sono boschi di querce, mentre nelle forre compare il leccio.

Il paesaggio vegetale del Parco è notevolmente differente nei due massicci e nelle zone basali. La flora include specie rare come la potentilla appenninica, la diripide linneiana, la campanula del Cavolini e l’allium lineare. Vivono nel Parco il lupo appenninico, l’orso bruno marsicano, il capriolo, il cervo, l’istrice, la volpe, il gatto selvatico e il cinghiale, cui si affiancano molti mammiferi di piccola taglia.

Tra gli uccelli spiccano l’aquila reale, la poiana, il nibbio bruno, lo sparviero, il gheppio, il corvo imperiale, il grifone, il falco pellegrino e il lanario, il gufo reale ed il picchio verde. Numerosi sono anche gli anfibi, tra i quali la salamandra pezzata ed il tritone, e i rettili come il ramarro e varie specie di vipera.

Per tracciare un profilo storico-geografico del Parco Naturale Regionale del Sirente – Velino, è utile suddividere il suo territorio – che peraltro risulta costantemente abitato sin dalla più remota antichità – in tre ambiti territoriali: l’area del Velino, affacciata sul bacino fucense e storicamente legato alle sue vicende; la media valle subequana, gravitante invece verso la conca aquilana, e l’intermedio altopiano delle Rocche, legato alla pastorizia e popolato stabilmente solo dal Medioevo.

La storia e il popolamento del territorio e dei centri abitati dell’area del Velino risultano principalmente condizionati dalla loro appartenenza all’area fucense, che ebbe un ruolo rilevante sia nella Preistoria (con gli importantissimi siti archeologici rinvenuti lungo l’intero perimetro dell’antico lago Fucino) sia in epoca italico – romana, come testimonia la presenza presso Massa d’Albe di una delle più importanti città dell’Abruzzo antico, Alba Fucens.

La valle subequana risulta invece naturalmente e storicamente connessa con le vicende della conca aquilana, sia nella sua fase di popolamento antico in epoca italica (come testimoniato dalla straordinaria necropoli di Fossa), sia in epoca medievale. Per la bellezza e lo stato di conservazione dei suoi castelli, dei suoi conventi monastici, delle sue abbazie, dei suoi centri abitati e del suo stesso paesaggio, si può anzi dire che quest’area del Parco sia tra le migliori testimonianze e rappresentazioni dell’Abruzzo medievale.

Sull’altopiano delle Rocche la pastorizia risultava già praticata in età protostorica, come del resto in tutto l’Abruzzo montano. I suoi centri abitati hanno tuttavia origine medievale, epoca in cui l’altopiano prese importanza prima militare, come cerniera fra il Fucino e la conca aquilana (lo testimoniano il castello di Rovere, teatro di molte battaglie, e il suo interessante museo), e poi economica, con i suoi alti pascoli e i suoi coltivi stagionali d’altura (assolutamente da visitare i borghi agricoli stagionali delle Pagliare di Tione, di Fontecchio, di Fagnano, posti al margine orientale dell’altopiano, luoghi singolari legati alla economia integrata fra agricoltura di montagna e transumanza verticale).

Sito internet: http://www.parcosirentevelino.it/

Friuli Venezia Giulia: Passeggiata ai Laghi di Fusine (Sentiero delle Acque)

martedì, giugno 23rd, 2009

svagoedintorni_friuli_venezia_giulia_trekking_laghi_fusine_sentiero_cai_512I laghi di Fusine sono due laghi (Lago Superiore e Lago Inferiore) di origine glaciale, situati nel territorio del comune di Tarvisio, in provincia di Udine, che fanno parte del Parco Naturale Regionale dei Laghi di Fusine, ambiente ideale per fare trekking.

Dai laghi di Fusine si possono intraprendere varie escursioni di diversa lunghezza. Oltre al classico giro dei due laghi collegati da comodi sentieri escursionistici (tempo circa 3 ore), si segnala la possibilità di raggiungere il rifugio Zacchi (mt. 1.380), con un percorso ad anello scende verso il lago superiore. Dal lago superiore di Fusine (raggiungibile in auto da Tarvisio), imboccare il sentiero Cai nr. 512, dapprima strada forestale, poi mulattiera, fino a raggiungere il rinnovato rifugio Zacchi.

Scendere per strada forestale passando per la capanna Ghezzi.

Per info specifiche rivolgersi a: Turismo FVG Tarvisio     Tel. 0428 2135 Email: info.tarvisio@turismo.fvg.it

Abruzzo: Parco Nazionale della Majella

sabato, giugno 20th, 2009

svagoedintorni_abruzzo_parco_nazionale_majella_etichetta_logoAspra e imponente, la Majella è ripida e compatta sul versante occidentale, si distende in alto nell’altopiano di Femmina Morta, ed è incisa sul versante orientale dai valloni più selvaggi d’Abruzzo.

L’ininterrotta presenza dell’uomo sulle sue pendici sin dall’alba dei tempi, testimoniata da giacimenti preistorici che risalgono sino al Paleolitico, costituisce l’essenza stessa, l’identità peculiare del Parco Nazionale della Majella, che è inestricabilmente custode della natura e dell’uomo.

Giacimenti paleolitici, grotte e villaggi neolitici, insediamenti delle età dei metalli, città e santuari italici e romani, eremi e luoghi di culto sacri da epoca immemorabile, grotte e iscrizioni di pastori e briganti, capanne a tholos disseminate ovunque tra i campi agricoli e i pascoli d’altura, le sue tonde e boscose pendici, i suoi alti pascoli, i suoi profondi valloni. Il fascino della Majella risiede dunque nel fatto che è sempre stata considerata una montagna sacra, grembo uterino per i suoi abitanti, materna e aborigena sin nel nome, che richiama quella Maja madre delle messi adorata dai suoi primi agricoltori. Sin dall’alba dell’uomo, è stata rifugio e fonte di vita per cacciatori e agricoltori, eremiti e pastori, soldati e briganti, carbonai e cavatori, paesani e viandanti. La gratitudine e il senso ininterrotto di dipendenza materna che ancora oggi gli abruzzesi dimostrano nei suoi confronti sono dunque ben motivati e comprensibili.

Istituito nel 1995, il Parco Nazionale della Majella ha una superficie di 74.095 ettari e comprende 39 comuni nelle province di L’Aquila, Chieti e Pescara . L’Ente Parco ha sede a Guardiagrele e uffici a Campo di Giove.

Dal punto di vista geomorfologico la Majella si presenta come un poderoso blocco calcareo, gibboso e tondeggiante, profondamente inciso da profondi valloni, culminante nel Monte Amaro ad una altitudine di 2793 metri. La posizione geografica immersa nel Mediterraneo, le caratteristiche altitudinali (almeno trenta cime superano i 2000 metri), la tormentata orogenesi, il rigore e la mutevolezza del clima rendono questa montagna unica nel suo genere e custode di una diversità biologica, fra le più importanti d’Europa, che annovera la presenza di elementi floristici mediterranei, alpini, balcanici, pontici, illirici, pirenaici e artici di grandissimo valore biogeografico, oltre che una fauna fra le più prestigiose, con molte specie rare e preziose.

Vivono sulla Majella il lupo, l’orso, il camoscio, la lontra, il capriolo, il cervo. Tra le 130 specie di uccelli spiccano l’aquila reale, il falco pellegrino, il gufo reale, il lanario, l’astore e il piviere tortolino. Le faggete ricoprono i versanti tra i 1000 e i 1800 metri, mentre sui crinali cresce il raro pino mugo, tipico di ambienti nordici. La vegetazione include oltre 1700 specie, numerose delle quali endemiche. La flora e la vegetazione attuale della montagna sono anche il risultato dell’azione umana, che sul massiccio si protrae da millenni, sin dall’invenzione stessa dell’agricoltura, come attestano le numerose pitture rupestri dipinte nei suoi santuari neolitici. Per ricavare campi da coltivare, l’uomo in passato ha distrutto i boschi di quercia e carpino nero che cingevano la montagna alle quote più basse; a quote maggiori, ha invece ridotto la faggeta per allargare i pascoli secondari per gli armenti e – in certi periodi storici – anche per l’agricoltura, che in alcune località della Majella è stata praticata anche a quote molto elevate (1500-1600 m).

È l’unica fra le montagne appenniniche a conservare in quota arbusteti contorti di pino mugo. Sopravvissuti inizialmente nelle aree più impervie ed inaccessibili alle greggi, in seguito alla crisi della pastorizia si sono riespansi nella fascia fitoclimatica propria, compresa tra i 1700 e i 2300 metri. Il pino mugo costituisce formazioni molto estese ed intricate specialmente nel settore settentrionale. Con esso, si rinvengono altre specie arbustive come il ginepro nano, il raro sorbo alpino, l’uva d’orso e altre. Una specie interessante è la sabina: anche questa come il pino mugo, distrutta in molti altri massicci montuosi, è sopravvissuta sulle rupi soleggiate da cui spesso penzola nel vuoto. La montagna custodisce anche un’altra specie rara, la varietà locale di pino nero, che l’azione dell’uomo nel tempo ha spinto a localizzarsi sulle rupi più inaccessibili della Cima della Stretta, del Vallone di Macchialunga e la Valle dell’Orfento. Gli ultimi esemplari colossali aggrappati alla roccia rimangono tuttora a sfidare la gravità e i secoli, testimonianza muta e tenace del grande patrimonio vivente del massiccio della Majella.

Nel Parco Nazionale della Majella si possono visitare piccoli centri di grande interesse storico come l’antica Pacentro, Caramanico con le sue terme, Guardiagrele col suo ricco artigianato artistico, e la splendida Pescocostanzo, dall’orgoglioso centro storico rinascimentale e barocco. Di grande interesse sono anche gli eremi e i luoghi di culto come l’abbazia di San Liberatore a Majella, gli eremi celestiniani del Morrone (Sant’Onofrio e San Pietro) e della Majella (San Bartolomeo di Legio, Santo Spirito a Majella, San Giovanni all’Orfento, Sant’Onofrio di Serramonacesca, Madonna dell’Altare), il santuario di Ercole Curino e la chiesa di San Tommaso a Salle.

Sito internet: http://www.parcomajella.it/