Archive for the ‘Puglia’ Category

Puglia: Itinerario Trekking nella Zona di Mattinata

domenica, ottobre 25th, 2009

svagoedintorni_itinerario_trekking_mattinata_abbazia_monte_sacroPartenza: Località Sagro (S.S. 89 per Mattinata Km. 121,700)
Arrivo: S.S. 89 per Mattinata Km. 129,500
Lunghezza del Percorso: Km 21,00
Tempo di Percorrenza: circa 10 ore
Grado di Difficoltà:   ****

L’Itinerario Trekking  ci porta dal bosco di Vieste a lambire la Foresta Umbra, per poi ridiscendere sugli altipiani della Tagliata fino a giungere sul Monte Sacro, noto per i ruderi dell’Abbazia della Santissima Trinità. Si parte dalla S.S. 89, al km. 121.70 in località Sagro, nello stesso punto dove finisce un precedente itinerario.

Percorrendo un tratturo, dopo qualche centinaio di metri, sulla sinistra s’incontra una piscina (grossi contenitori di acqua piovana in muratura incerta) e su di essa una freccia che indica di proseguire verso destra. Poco più avanti ci si trova sulla S.S. 89 al Km. 123.150 nel bel mezzo del bosco di Sagro, caratterizzato da grandi esemplari di alberi di Cerro. Il paesaggio è molto piacevole e la vista si perde all’orizzonte guardando il digradare delle colline verso il mare.

Sulla strada sono presenti tre vecchi casolari dell’Anas e, circa dopo 2 Km., proseguendo sulla S.S. 89, si arriva presso un’area attrezzata per il pic-nic dove è ubicato un cartello che indica di seguire per la carrareccia sita a destra della statale. Dopo circa 3 Km. di marcia, attraverso un bosco lussureggiante di vetusti Cerri, Tassi e arbusti di Pungitopo e Agrifoglio, si arriva alla masseria Fusillo. Lungo la carrareccia, nei posti dove più facilmente ci si può smarrire, sono poste delle indicazioni (frecce di color rosso).

Da masseria Fusillo si prende la vallata posta a destra della stessa, che risulta difficoltosa da percorrere a seguito della fitta vegetazione di arbusti e rovi. Dopo circa 2 Km. lungo questa valle ci si imbatte nell’arcata di un ponte della S.S. 89 e quindi si percorre la stessa per poche centinaia di metri finché si arriva ad un bivio sulla destra, dove sono poste le indicazioni per Monte Sacro.

S’imbocca quindi una stradina, inizialmente asfaltata, e percorrendola per circa 1 Km. si arriva ai pianori della Tagliata su cui sono presenti due piccoli stagni, vere e proprie depressioni carsiche. Le piane della Tagliata sono note anche per i ritrovamenti di epoca Musteriana. Di qui si scorge, imperante sui pianori, Monte Sacro, a forma trapezoidale. Dal primo stagno, alla cui destra è situato un cutino in cemento, si prende lo stradello che porta a sinistra e poco dopo si incontra un cartello che indica di proseguire a destra.

Da qui lo stradello scende verso una piccola valle per poi risalire verso il monte attraversando una fitta boscaglia di alberi di leccio sino a arrivare sui pianori della località Stinco, contraddistinta da un paesaggio sassoso e da terrazzamenti di muretti a secco.

Si giunge presso l’indicazione del cartello che indica la direzione da seguire per raggiungere la parte più alta del monte e man mano che si avanza l’itinerario diventa spettacolare nel regalarci in sequenza vedute panoramiche. Arrivati in cima all’altura si intravedono i ruderi dell’abbazia. Le imponenti rovine dell’abbazia della Santissima Trinità si estendono su un’area di circa 6.500 mq., nascoste da una fitta vegetazione.

L’insediamento benedettino è menzionato per la prima volta in una bolla papale di Stefano IX (1058), come cella dell’abbazia benedettina di Santa Maria di Calena (a quell’epoca risulta già dotata di terreni lungo la costa). La tradizione, comunque, collega le origini della Santissima Trinità con quelle stesse di Monte Sant’Angelo. Entro il terzo decennio del XII secolo viene elevata a priorato e nel 1138 è già menzionata come abbazia. Tutto il corso del secolo è segnato da una straordinaria ascesa economica: fra donazioni, provenienti dai più vari strati sociali, ed acquisti; nella metà del XII secolo l’abbazia di Monte Sacro annovera possessi in quasi tutto il Gargano e, soprattutto, nei maggiori centri portuali pugliesi, sino a Bari.

Forte del suo prestigio e della sua consistenza economica, la comunità di Monte Sacro riesce ad ottenere da Santa Maria di Calena la rinunzia ad ogni diritto sulla sua cella. Nel XIII secolo le donazioni sono ancora frequenti ed il prestigio dell’abbazia è ancora elevato; cominciano, tuttavia, ad avvertirsi i primi segni di una situazione economica non più facilmente controllabile. Nel secolo successivo la situazione va aggravandosi per la difficoltà di esercitare un efficace controllo su un territorio eccessivamente vasto e frazionato. Nel 1481, abbandonata dai benedettini, l’abbazia di Monte Sacro è pressoché deserta e nel 1600 le sue mura erano già abbandonate ad un inarrestabile processo di distruzione.

Fra i ruderi s’individuano ancora le estese mura di cinta. Alla fase più antica dell’insediamento (la cella) dovrebbe riferirsi una sequenza di arcate ogivali, accanto ad una piccola cappella: un’aula monoabsidata coperta da una volta a botte. La più tarda chiesa abbaziale è allo stato di rudere. La parte meglio conservata dell’edificio è il pronao, suddiviso in tre campate coperte da volta a crociera. A circa 20 m. dalla zona absidale della chiesa c’è una costruzione a pianta quadrata, probabilmente il battistero. Di particolare interesse è il lamione (un’aula coperta).

Finita la visita dell’abbazia bisogna ritornare sui propri passi fino alla S.S. 89 per prendere l’autobus di linea per Vieste.

Ulteriori info sul Portale Ufficiale del Turismo in Puglia: http://www.turismo.regione.puglia.it/hp/it

Muro Leccese (Le): Piazza del Popolo

martedì, settembre 1st, 2009

svagoedintorni_muro_leccese_piazza_del_popolo_chiesa_dell_immacolataMuro Leccese è un piccolo centro di antiche origini in provincia di Lecce, come testimonia il ricco patrimonio archeologico messo in luce nel corso di numerose campagne di scavo. Le aree archeologiche si dispongono ai margini dell’abitato, ma è al centro del paese che è possibile ammirare Piazza del Popolo con il suo complesso di edifici sacri e civili.

Sotto lo sguardo curioso degli anziani seduti dinanzi al circolo o al bar, è possibile visitare il Palazzo del Principe, la Chiesa dell’Immacolata e la Chiesa Matrice dell’Annunziata. Qui, a cavallo tra il XV e XVI secolo, si sviluppò Borgo Terra, il primo nucleo urbano fortificato. Il Palazzo del Principe fu costruito nel XVI secolo per volontà dei Protonobilissimo.

Le indagini archeologiche, eseguite nel corso degli interventi di ristrutturazione dell’edificio, hanno permesso di ricostruirne le fasi evolutive e l’identificazione dell’antico fossato e delle preesistenti fortificazioni.

I reperti rinvenuti sono oggi visibili nel museo allestito all’interno del Palazzo del Principe. Alle due estremità della piazza si dispongono i due edifici sacri.

La Chiesa dell’Immacolata, edificata nella seconda metà del Settecento, presenta un’elegante facciata e l’interno in stile Rococò.

Di fronte si erge la Chiesa Matrice, costruita alla fine del Seicento, arricchita da pregevoli altari tra i quali spicca quello dedicato all’Annunziata. All’interno sono custodite alcune tele realizzate dai più importanti pittori salentini del Settecento come Liborio Riccio e Serafino Elmo da Lecce.

Di recente la piazza è stata utilizzata come location per serie televisive di successo.

Sito internet:      www.comune.muroleccese.le.it/home.php

Campi Salentina (Le): Piazza Libertà

lunedì, agosto 24th, 2009

svagoedintorni_campi_salentina_chiesa_santa_maria_delle_grazie_particolare_rosonePiazza Libertà è da sempre il ritrovo degli abitanti di Campi Salentina, paese in provincia di Lecce, dopo l’ora del tramonto. Oggi, come un tempo, decine e decine di persone siedono sulle panchine o fuori dai circoli a godere del fresco della sera e scambiare due chiacchiere. Recentemente ristrutturata, su Piazza Libertà si affacciano gli edifici più significativi del comune salentino.

Secondo la tradizione, nel 1220 Federico II vi fece erigere un castello, abitato nei secoli successivi dalle famiglie feudatarie che si avvicendarono al potere.

Si deve alla famiglia Enriquez la trasformazione dell’edificio in palazzo marchesale, con la facciata ancora oggi sormontata dallo stemma dei Paladini-Enriquez.

A troneggiare sulla piazza è la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, costruita nel Cinquecento e in seguito rimaneggiata nel Seicento con il portale, le cappelle, la cupola e il presbiterio realizzati in puro stile barocco.

Link:    www.comune.campi-salentina.le.it/comune.asp?id=46

La scoperta, a ridosso delle mura perimetrali, di una cappella gotica interamente affrescata appartenuta alla famiglia Maremonti, testimonia l’esistenza di un impianto precedente a quello cinquecentesco. Antistante questa vi è la piccola Chiesa di S. Oronzo, voluta da Monsignor Pappacoda con l’elezione di S. Oronzo a patrono del paese. All’interno della Chiesa di S. Oronzo, tra le ricche decorazioni dell’altare maggiore, un tempo era conservata la statua d’argento seicentesca raffigurante il Santo, trafugata e mai più ritrovata.

Sede del Palazzo Municipale, la piazza ospita i festeggiamenti civili in onore di S. Oronzo e della Madonna della Mercede, in occasione della quale ha luogo una rinomata fiera.

Link della Chiesa di S. Oronzo:   www.comune.campi-salentina.le.it/comune.asp?id=48

Link delle Chiese di Campi Salentina:    www.campiweb.it/chiese

Puglia: Trekking per un Sentiero ad Anello a Caserma Caritate

domenica, agosto 16th, 2009

svagoedintorni_itinerari_trekkingPartenza: Caserma Caritate
Arrivo: Località Caritate (Stesso Punto)
Lunghezza del Percorso: Km 26,0
Tempo di Percorrenza: circa 11 ore
Grado di Difficoltà:   *****

Questo itinerario trekking si sviluppa completamente all’interno della Foresta Umbra: ha come punto di avvio la caserma di Caritate (m. 300 slm) per poi raggiungere le località di Baracconi e Iacotenente (m. 800 slm) e ridiscende toccando le località Ginestra (inferiore e superiore) verso la località di Caritate.

Gli aspetti vegetazionali variano di pari passo con le variazioni altimetriche, incontrando progressivamente la cerreta pura, il bosco misto ed infine la faggeta pura. Partendo dalla località Cancello del Falco (m. 260 slm), ad inizio Foresta Umbra, o dalla più conosciuta caserma di Caritate, bisogna percorrere la strada asfaltata per circa 1 Km., fin ad arrivare ad un’area attrezzata per il pic-nic. Quest’area attrezzata è la prima che s’incontra dopo la citata caserma; e in fondo ad essa è posizionata una tabella dei forestali indicante il percorso per Baracconi (primo cartello).

Il sentiero s’inerpica verso l’alto della collina, in più tornanti; ed in uno di essi si trova il secondo cartello, lungo il tragitto inoltre si possono notare le segnalazioni che i forestali hanno usato per tutti gli itinerari: segni di color giallo sugli alberi, alternativamente su entrambi i lati e, in mancanza di questi, sulle rocce in modo tale che l’escursionista si senta sempre guidato.

Arrivati sulla cresta della collina si noterà che la vegetazione diventa più rada con aspetti dominanti di macchia mediterranea ed alcuni esemplari di Cerro. Più avanti s’incontra un cutino con abbeveratoio costruito in cemento mentre il bosco diventa misto (Faggio, Carpino, Cerro, ecc.); si può notare tale variazione della flora anche attraverso la presenza di una fauna diversa: è facile osservare il Colombaccio, ascoltare la Ghiandaia ed imbattersi in famiglie più o meno numerose di Cinghiali. Più raro è il Capriolo anche se è presente nell’areale che si sta attraversando. Più in alto la faggeta diventa pura, riservando in autunno meravigliosi scenari di colori con una gamma che va dal giallo al rosso.

Proseguendo s’incontrano delle indicazioni che conducono alla grava di Pozzo Lombardo e più avanti quella di Malanotte (Grava è un toponimo in uso nell’Italia meridionale che indica una cavità a forte sviluppo verticale).

Dopo circa tre ore di marcia si giunge a Baracconi, presso il Villaggio Umbra (796 m slm): qui ha sede il Corpo Forestale Statale con il centro amministrativo e operativo. Si consiglia la visita al centro visitatori del Villaggio Umbra. Dopo la visita, tornando indietro sui propri passi per circa 700 m., si deve superare il terzo cartello, e poco più avanti si imbocca una stradina asfaltata che conduce alla località Iacotenente e al cui inizio è posta una barriera che non permette l’accesso ai mezzi motorizzati.

Lungo il percorso, da Villaggio Umbra al bivio per la località Ginestra Superiore, la vegetazione che si incontra è formata in prevalenza da grossi esemplari di Faggio. Arrivati in località Iacotenente si trova un bivio e il quarto cartello ubicato su una tabella dei Forestali che indica l’inizio del sentiero pedonale Iacotenente – Ginestra Superiore (806 m slm).

Questa è la zona in cui, con un po’ più di fortuna ci si può imbattere in qualche esemplare di Capriolo Garganico. Più sicuramente s’incontrano maestosi e vetusti esemplari di Faggio e boschi di conifere quali Pini neri d’Austria (Pinus nigra austriaca), Pini Larici (Pinus laricius) e Abeti bianchi di Grecia (Abies alba cephallonica). Dopo qualche chilometro di strada in discesa una freccia indica di proseguire verso destra fino a giungere alla caserma della Ginestra Superiore. Qui il paesaggio si apre verso i vasti spazi del bosco di Vieste (Palazzo Reale). Il sentiero si sviluppa su uno sterrato con ricorrenti tornanti che conducono a quote sempre più basse, la faggeta cede man mano il posto alla cerreta ed al bosco misto.

Sulla strada s’incontra una piccola colonia avanzata di Pino d’Aleppo, segno che si sta per arrivare infine alla quota di 300 m slm della Caserma di Caritate punto di arrivo e partenza di questo itinerario.

Ulteriori info sul Portale Ufficiale del Turismo in Puglia:   www.turismo.regione.puglia.it/hp/it

Puglia: Passeggiata Archeologica – Naturalistica da Vieste a Sagro

martedì, agosto 11th, 2009

svagoedintorni_passeggiata_vieste_sagro_spiaggia_castelloPartenza: Bivio Reginella (lungomare Enrico Mattei – Vieste km 2,5)

Arrivo: Località Sagro (S.S. 89 per Mattinata km 121,7)

Lunghezza del Percorso:  km 14,7

Tempo di Percorrenza:  circa 6 ore

Grado di Difficoltà:   ***

Questa passeggiata inizia dalla fine della spiaggia del Castello o Scialara (Lungomare Enrico Mattei a sud di Vieste) e dà una panoramica quasi completa dei paesaggi naturalistici che si possono visualizzare sul Gargano a partire dalla fascia costiera fino all’entroterra, verso contrade poste a varie altitudini sul livello del mare.

L’inizio dell’escursione è posta all’ultimo bivio a destra, sul lungomare sopra citato. Essa è la via Reginella e più avanti a 500 m. dalla partenza, prima di un centro sociale per gli anziani (Fondazione F. Turati), è posto il primo cartello. Come indicato, si prende la strada a sinistra che porta, attraverso olivi secolari, al bivio della Chiusa. Continuando a sinistra si attraversa la località Perazzeta, dove si coltivano ulivi, fichi, fichi d’india, peri ecc. Sulle colline sovrastanti questa località viene praticata la pastorizia.

Al Km. 4.5 è posta la seconda indicazione svoltando a sinistra, dopo circa 1.5 Km. si arriva in località Tomarosso. Qui ormai le pinete e la macchia hanno profili più estesi, meno percettibile è la presenza dell’uomo e soltanto qua e là si nota qualche casale per pastori ed animali (masserie). Dopo un paio di chilometri in salita si giunge in località San Salvatore, situata a 400 m slm, il cui ambiente è molto suggestivo perché caratterizzato dalla presenza di lastre calcaree e tutto intorno di contorti ulivi inselvatichiti, fenomeni carsici come i cutini (invasi che raccolgono acque meteoriche), denominati il primo di San Salvatore ed il secondo Lama la Vita e una vasta necropoli Dauna (VI – III sec. a.C.).

Per poter visitare sia la necropoli che i cutini bisogna prendere il sentiero a sinistra dell’indicazione, posta a 7,5 Km. dalla partenza, e che di solito chiusa con una catena, scavalcabile tranquillamente.

Proseguendo oltre si costeggia il primo cutino, che si trova a poche decine di metri dall’inizio del sentiero, fino a che si arriva, dopo altri 500 m., ad una costruzione usata da allevatori. Da lì si prosegue, tenendo la cresta della collina, fino a quando dopo altri 500 m., si iniziano a vedere i primi resti della vasta necropoli di San Salvatore, che si presenta assai rovinata e saccheggiata. Di questa necropoli si sa poco, sia perché non sono mai state effettuate da parte della Sovrintendenza delle campagne di scavi, sia perché, effettivamente, la documentazione in possesso degli studiosi, relativa a questo periodo storico, è estremamente scarna.

S’ipotizza che a San Salvatore doveva esserci un piccolo centro abitato dove si viveva prevalentemente di pastorizia e che in parte dipendesse da Vieste. I resti dei corredi funebri, rinvenuti nelle tombe accanto ai defunti, testimoniano una certa povertà della popolazione del nucleo di San Salvatore. Andando oltre la necropoli e seguendo per non più di 300 m. la cresta della collina, a destra, si incontra il cutino Lama la Vita, più ampio del precedente.

Da San Salvatore si godono dei bei paesaggi: a Nord-Est si scorge l’abitato di Vieste e, quando ci sono buone condizione di visibilità, si notano all’orizzonte le isole dalmate; a Est il vallone di Baia di Campi con la sua isoletta; a Sud l’esteso bosco di lecci di Santa Tecla ad Ovest le alte e boscose colline di Sagro.

Se si ha un po’ di fortuna, in questa zona, si possono avvistare il Cinghiale, il Muflone, la Volpe, il Tasso, il Corvo imperiale, la Poiana, l’Upupa e molti tipi di falchi. Qui è di casa, inoltre, un nutrito numero di mucche della razza Podolica Pugliese.

Dopo aver visitato la necropoli ed i cutini bisogna tornare indietro fin dove è posto il cartello n. 4 e quindi girare a destra. Da qui la strada corre in discesa. Il bosco diventa misto, con Roverelle, Aceri, Ornelli, Pini ed arbusti, tra cui il Corbezzolo. Nel fondovalle si incontra il terzo cutino e subito dopo la strada sale fino alla località Femmina Morta. Tenendo lo spartiacque, si raggiunge la località Sagro (m. 600 slm) ove il bosco si fa fitto e colorato: da notare nella zona i giganteschi Cerri e lo stupendo scenario. In località Sagro finisce l’itinerario; come indicato dai cartelli, si giunge sulla S.S. 89 al Km. 122.2 e qui si attende l’autobus all’apposita fermata per rientrare in paese.

Ulteriori info sul Portale Ufficiale del Turismo in Puglia: http://www.turismo.regione.puglia.it/hp/it

Noicattaro (Ba): Parco Acrobatico Adrenalin Zone

mercoledì, luglio 29th, 2009

svagoedintorni_noicattaro_parco_acrobatico_adrenalin_zone_briefing_bimbiPer chi soffre di vertigini e ha deciso di affrontare il problema o semplicemente per chi ha voglia di sperimentare nuove emozioni, a pochi chilometri da Bari (a Noicattaro) sorge il primo Parco Acrobatico della Puglia: Adrenalin Zone.

Il Parco Acrobatico Adrenalin Zone non è altro che un parco divertimenti che si differenzia dagli altri in quanto le sue attrazioni si sviluppano a 12 metri di altezza.

Non è il primo di questo tipo di parchi ma spesso i Parchi Avventura (sono conosciuti anche con questo nome) sorgono in luoghi montani dallo splendido paesaggio e confort ma a volte difficilmente raggiungibili. Adrenalin Zone è il primo Parco Acrobatico Urbano, a contatto con la realtà giornaliera.

Una forma di divertimento e svago “insolita” rispetto ai luoghi comuni dei parchi di divertimento; qui c’è bisogno di concentrazione, equilibrio, fantasia e tono muscolare per affrontare i sessanta passaggi, suddivisi in cinque tipologie di percorsi diversi che ti faranno trascorrere ore di divertimento allo stato puro.

Si sostituisce ad una vera e propria palestra e si aggiunge l’adrenalina sviluppata dallo stare in aria.

Adrenalin Zone è attrezzato con le migliori tecniche di sicurezza (per questo è vivibile anche dai più giovani), quelle che vengono utilizzate nelle attività in alta montagna. Gli addetti alla sicurezza ti imbragheranno (con materiale messi a disposizione dalla struttura del parco acrobatico) e seguiranno i tuoi percorsi da vicino.

Come dicevo, la tipologia dei percorsi si divide secondo la difficoltà della prova e all’altezza della stessa che va da un metro fino a dodici.

Ma non tutti vogliono staccare i piedi per terra e quindi per accompagnatori meno “volanti” e bambini troppo piccoli per affrontare le altezze dei percorsi, Adrenalin Zone mette a disposizione una serie di servizi a terra, quali punto di ristoro, campo da buche e ludoteca.

ORARI DI INGRESSO:
Il parco acrobatico Adrenalin Zone è aperto la domenica e i festivi dalle 10,00 alle 14,00 e dalle 15,00 alle 21,00. Negli altri giorni la struttura apre solo su prenotazione da effettuare chiamando i numeri 331 6007192 oppure 331 6007529.

Sito internet: http://www.adrenalinzone.it/

Adrenalin Zone     Località Poggiallegro   70016 Noicattaro (Ba)    Cell.  331 6007192

Puglia: Itinerario Trekking da Villaggio Umbra a Caserma Caritate

lunedì, luglio 20th, 2009

svagoedintorni_puglia_itinerario_trekking_villaggio_umbra_campanilePartenza:  Villaggio Umbra
Arrivo: Caserma Caritate
Lunghezza del Percorso: km 13,5
Tempo di Percorrenza:  ore 5,00 – 5,30
Grado di Difficoltà:   **

L’itinerario trekking proposto oggi aumenta un pochino il grado di difficoltà soprattutto per la lunghezza che si deve affrontare.

Il percorso si snoda totalmente all’interno della Foresta Umbra e per questo la passeggiata si svolgerà all’ombra fino alla Caserma di Sfilzi dove il percorso si immette in un altro sentiero forestale che conduce a Caritate, dove si giunge attraversando la Riserva Naturale di Sfilzi.

Per tutte le indicazioni precise sul percorso cliccare su: http://www.turismo.regione.puglia.it/at/70/percorsonaturalistico/1662/it/Itinerario-naturalistico-nel-Gargano-n.-3-Vico-del-Gargano-(Foggia)

Puglia: Passeggiata Naturalistica – Archeologica dal Bosco Reseghetta a Sfinalicchio

giovedì, luglio 16th, 2009

svagoedintorni_puglia_passeggiata_bosco_reseghetta_sfinalicchio_torre_di_sfinaleSecondo appuntamento con gli itinerari trekking che si sviluppano nella zona del Gargano in Puglia.

Oggi si parla della passeggiata Archeologica – Naturalistica che ci fa conoscere delle località uniche.

Partenza: Bivio Bosco Reseghetta (S.S. 89 per Peschici Km 92,4)
Arrivo: Località Sfinalicchio (S.P. 52 Litoranea Vieste – Peschici Km 10,2)
Lunghezza del Percorso: Km 5,7
Tempo di Percorrenza: ore 3,00 – 3,30
Grado di Difficoltà:   *

Questo itinerario lungo 5.7 Km. si svolge sulla linea di confine tra Vieste e Peschici: si parte dal bosco della Reseghetta e lungo il cammino s’incontrano una stupenda macchia mediterranea, mirabili paesaggi naturali, e testimonianze archeologiche, preistoriche e protostoriche del territorio. Dalla Reseghetta si prende sulla destra un viottolo lungo il quale si snoda la linea di confine tra il comune di Vieste e quello di Peschici. Il sentiero si insinua in un bosco misto di Pino d’Aleppo e di qualche albero di Cerro. In alto, sulla sinistra, c’è una piccola stazione militare di forma circolare e subito dopo si scorge un bel panorama (a sinistra verso le alte colline del Gargano, e a destra verso la località Piano Grande e le contigue colline coltivate ad ulivi che si confondono con il mare). Poco più avanti si incontra un bivio situato accanto ad una casa e si prosegue diritto così come è indicato da una freccia. Subito il paesaggio cambia d’aspetto: gli spazi sono più aperti, con la presenza di verdi prati, arbusti, ulivi secolari, asfodeli e scille marittime. Proseguendo lungo il crinale della collina, come indicato dal cartello, si supera più avanti un altro bivio.

Poco dopo si arriva nella zona dei Ripari Sottoroccia risalenti alla fine del Paleolitico superiore (tra 12.000 e 11.000 anni fa) a 4.0 Km. circa dalla partenza. A sinistra dei Ripari vi è un cartello di segnalazione. I Ripari si trovano a circa 100 m. dal sentiero, in un ambiente altamente suggestivo e selvaggio. La zona rupestre circostante è ammantata di macchia mediterranea, a destra c’è la vista sul vallone e su una collina ricoperta da una lussureggiante pineta. I Ripari sono due: il primo Riparo (Riparo A) è una vera grotta a forma di corridoio, profonda una decina di metri circa; l’altro è un vero riparo sotto roccia, recante delle incisioni particolari (Sulle pareti annerite dalla fuliggine si distinguono ancora figurazioni lineari, formate da alcuni segni, verticali e paralleli, e una composizione che sembra la principale e che comprende più segni: tra questi ne troviamo uno più complesso e abbastanza ricorrente, che qui compare rovesciato.

Analizzando le figure lineari si possono scorgere anche dei segnetti paralleli a coppie intervallate, un segno a V rovesciato con due linee parallele a uno dei due lati esterni, un’altra serie di linee verticali e un motivo parallelo un po’ nascosto dal fumo.). Proseguendo il nostro cammino, a meno di 500 m., sulla destra, si nota un cancello che dà accesso ad una vecchia cava, sfruttata per l’estrazione di blocchetti di pietra calcarea tenera (comunemente chiamata Tufo), e subito a destra della cava, sul declivio che guarda a fondovalle, è ubicato il Riparo C. Questo Riparo costituisce, senza dubbio, la migliore e più articolata espressione di arte parietale, graffita e incisa, attualmente conosciuta in Puglia.

La cavità, di non grandi dimensioni, si apre su un profondo dirupo. Le incisioni, cronologicamente riferibili a momenti distinti, a partire dal tardo Paleolitico, occupano più della metà della parete di fondo, distribuite lungo un fronte di m. 3.70 (Isolate o in gruppo, esse comprendono motivi di tipo schematico, di contenuto più o meno indecifrabile, geometrico lineare ad andamento verticale, parallelo o convergente a “V” a “Y” ed a“X”: il primo complesso di segni posto sulla sinistra include incisioni di forma subtriangolare col vertice rivolto in basso, attraversate longitudinalmente da un segmento verticale; ciascuna di queste incisioni è affiancata da fusiformi lunghi e stretti, nei quali si potrebbe riconoscere il motivo, universalmente riconosciuto nel Neolitico, per indicare il sesso femminile.

Segue una complessa figura isolata con un corpo trapezoidale attraversato da solcature longitudinali. A poca distanza si incontrano quattro figure “a fungo” e, di seguito, circa una ventina di figure nastriformi disposte su due ordini sovrapposti. Segue un collettivo di figure fusiformi profondamente incise. Nelle vicinanze domina una grande figura probabilmente interpretabile come idolo, il cui profilo richiama i contorni di una stele antropomorfa.).

Nel territorio di Vieste ci sono altri due ripari situati sulla costa nord, in sequenza e collocati a qualche centinaia di metri, denominati Riparo Ruggieri e Riparo Macchione. Proseguendo la strada verso il mare e quindi verso la fine del percorso, dopo circa 500 m., ci si imbatte in un altro cartello con la freccia rivolta verso un altro sito archeologico: infatti ad una decina di metri dal sentiero, sulla sinistra del senso di marcia, proprio sulla cresta dell’altura, è ubicato un nucleo di quattro Tombe Daune (poco accessibili) incavate nella roccia.

Sono sepolture del VI-VII sec a.c. appartenenti a popolazioni che popolavano l’intera Capitanata (il territorio della provincia di Foggia) e che erano chiamati Dauni. Ripreso il cammino si giunge ad un altro punto panoramico da dove lo sguardo spazia sul mare e risalta la costruzione della Torre di Sfinale, facente parte del sistema di torri, d’avvistamento e difesa, dislocate lungo tutta la costa durante il Viceregno di Napoli, a seguito delle continue scorrerie turchesche avutesi dal XV sec. sino al trattato di Tripoli: nel territorio di Vieste furono erette otto torri, posizionate in modo tale che ciascuna di esse potesse vedere l’altra; la loro costruzione iniziò per ordine del Viceré Don Parafan de Ribera nel 1569. Percorrendo ulteriori 500 m. c’è il cartellino con l’indicazione dell’ultimo Riparo Sottoroccia del sentiero (purtroppo anche questo poco accessibile): esso è ubicato a destra e situato su una parete rocciosa con forte pendenza; la parete del Riparo ha una patina di color giallo-rossiccio e reca alla base un’incisione geometrica di non facile interpretazione.

Proprio alla fine dell’itinerario che termina sulla provinciale n. 52 al Km. 10,2 (litoranea Vieste-Peschici) si trova un altro insediamento preistorico, che citiamo anche se di difficile accesso ed individuazione, denominato Grotta dell’Istrice perché in una prima esplorazione fu rinvenuto il teschio di questo mammifero, ormai estinto sul Gargano. La Grotta è articolata su più ambienti: due camere collegate da un breve passaggio e un lungo corridoio, sulla cui parete di fondo sono a fatica distinguibili rare incisioni.

Ulteriori info sul Portale Ufficiale del Turismo in Puglia: http://www.turismo.regione.puglia.it/hp/it

Puglia: Passeggiata Naturalistica da Mergoli alla Baia di Vignanotica

sabato, luglio 11th, 2009

svagoedintorni_puglia_passeggiata_trekking_baia_vignanoticaQuesto è il primo di una serie di articoli che tratteranno l’argomento passeggiate e sentieri trekking nella fantastica (come, d’altra parte, tutte le altre) regione italiana che è la Puglia. Per essere precisi scandaglierò gli itinerari della zona del Gargano.

Partenza: Località Mergoli (Provinciale N. 53 Vieste / Mattinata km 17,4)
Arrivo: Spiaggia di Vignanotica o dei Gabbiani
Lunghezza del percorso:  Km 2,5
Tempo di Percorrenza: ore 1,30 – 2,00
Grado di Difficoltà:   *

Questo primo itinerario trekking, con partenza dalla località Mergoli ed arrivo alla Baia di Vignanotica, si sviluppa in circa 2,5 Km di passeggiata è il più corto tra quelli che proporrò ed è l’unico a svolgersi lungo la costa. In località Mergoli, lungo la litoranea Vieste – Mattinata, si trova il sentiero attrezzato e curato dai Forestali. L’inizio del sentiero è facilmente riconoscibile in quanto è ben posizionato il cartello con la scritta “Benvenuti nel Parco Nazionale del Gargano”.

Il sentiero, agevole da percorrere, è delimitato, nei tratti più scoscesi, da una staccionata che si snoda a mezza costa.

Dopo 2 Km. di cammino si scorge la baia di Vignanotica detta anche Baia dei Gabbiani per la sua nutrita colonia di gabbiani reali e comuni.

Per avere tutto l’itinerario spiegato nei minimi dettagli cliccare su: http://www.turismo.regione.puglia.it/at/70/percorsonaturalistico/1618/it/Itinerario-naturalistico-nel-Gargano-n.-1-Vieste-(Foggia)

Casamassima (Ba): Golf Club Barialto

sabato, giugno 6th, 2009

svagoedintorni_campo_golf_barialto_buca9Il Golf Club Barialto si trova a pochi minuti da Bari (a Casamassima) ed è il risultato del lavoro comune dell’architetto americano William W. Amick e l’italiano Giorgio Ferraris. Il percorso è adatto a tutti (principianti, appassionati, professionisti) ed è molto vario: 6000 mt di palme, ulivi, laghi, ostacoli in sabbia e acqua.

Insomma si tratta di un 18 buche, par 70 di tutto rispetto che si è ormai reso imperdibile per ogni tipo di giocatore, anche per la favolosa posizione geografica.

Aperto tutto l’anno.

Sito internet: http://www.golfhotelbarialto.it/

DISPONIBILI:
Club house, putting green, pitching green, driving range, noleggio sacche carrelli e cart, bar, ristorante, campi da tennis, hotel

BariAlto Golf Club      S.S. 100 km 16     70010 Casamassima (Ba)   Tel.   080 6977105    Fax   080 6977076     Email:   direzione@barialtogolfclub.it