Archive for the ‘Passeggiate’ Category

Puglia: Itinerario Trekking nella Zona di Mattinata

domenica, ottobre 25th, 2009

svagoedintorni_itinerario_trekking_mattinata_abbazia_monte_sacroPartenza: Località Sagro (S.S. 89 per Mattinata Km. 121,700)
Arrivo: S.S. 89 per Mattinata Km. 129,500
Lunghezza del Percorso: Km 21,00
Tempo di Percorrenza: circa 10 ore
Grado di Difficoltà:   ****

L’Itinerario Trekking  ci porta dal bosco di Vieste a lambire la Foresta Umbra, per poi ridiscendere sugli altipiani della Tagliata fino a giungere sul Monte Sacro, noto per i ruderi dell’Abbazia della Santissima Trinità. Si parte dalla S.S. 89, al km. 121.70 in località Sagro, nello stesso punto dove finisce un precedente itinerario.

Percorrendo un tratturo, dopo qualche centinaio di metri, sulla sinistra s’incontra una piscina (grossi contenitori di acqua piovana in muratura incerta) e su di essa una freccia che indica di proseguire verso destra. Poco più avanti ci si trova sulla S.S. 89 al Km. 123.150 nel bel mezzo del bosco di Sagro, caratterizzato da grandi esemplari di alberi di Cerro. Il paesaggio è molto piacevole e la vista si perde all’orizzonte guardando il digradare delle colline verso il mare.

Sulla strada sono presenti tre vecchi casolari dell’Anas e, circa dopo 2 Km., proseguendo sulla S.S. 89, si arriva presso un’area attrezzata per il pic-nic dove è ubicato un cartello che indica di seguire per la carrareccia sita a destra della statale. Dopo circa 3 Km. di marcia, attraverso un bosco lussureggiante di vetusti Cerri, Tassi e arbusti di Pungitopo e Agrifoglio, si arriva alla masseria Fusillo. Lungo la carrareccia, nei posti dove più facilmente ci si può smarrire, sono poste delle indicazioni (frecce di color rosso).

Da masseria Fusillo si prende la vallata posta a destra della stessa, che risulta difficoltosa da percorrere a seguito della fitta vegetazione di arbusti e rovi. Dopo circa 2 Km. lungo questa valle ci si imbatte nell’arcata di un ponte della S.S. 89 e quindi si percorre la stessa per poche centinaia di metri finché si arriva ad un bivio sulla destra, dove sono poste le indicazioni per Monte Sacro.

S’imbocca quindi una stradina, inizialmente asfaltata, e percorrendola per circa 1 Km. si arriva ai pianori della Tagliata su cui sono presenti due piccoli stagni, vere e proprie depressioni carsiche. Le piane della Tagliata sono note anche per i ritrovamenti di epoca Musteriana. Di qui si scorge, imperante sui pianori, Monte Sacro, a forma trapezoidale. Dal primo stagno, alla cui destra è situato un cutino in cemento, si prende lo stradello che porta a sinistra e poco dopo si incontra un cartello che indica di proseguire a destra.

Da qui lo stradello scende verso una piccola valle per poi risalire verso il monte attraversando una fitta boscaglia di alberi di leccio sino a arrivare sui pianori della località Stinco, contraddistinta da un paesaggio sassoso e da terrazzamenti di muretti a secco.

Si giunge presso l’indicazione del cartello che indica la direzione da seguire per raggiungere la parte più alta del monte e man mano che si avanza l’itinerario diventa spettacolare nel regalarci in sequenza vedute panoramiche. Arrivati in cima all’altura si intravedono i ruderi dell’abbazia. Le imponenti rovine dell’abbazia della Santissima Trinità si estendono su un’area di circa 6.500 mq., nascoste da una fitta vegetazione.

L’insediamento benedettino è menzionato per la prima volta in una bolla papale di Stefano IX (1058), come cella dell’abbazia benedettina di Santa Maria di Calena (a quell’epoca risulta già dotata di terreni lungo la costa). La tradizione, comunque, collega le origini della Santissima Trinità con quelle stesse di Monte Sant’Angelo. Entro il terzo decennio del XII secolo viene elevata a priorato e nel 1138 è già menzionata come abbazia. Tutto il corso del secolo è segnato da una straordinaria ascesa economica: fra donazioni, provenienti dai più vari strati sociali, ed acquisti; nella metà del XII secolo l’abbazia di Monte Sacro annovera possessi in quasi tutto il Gargano e, soprattutto, nei maggiori centri portuali pugliesi, sino a Bari.

Forte del suo prestigio e della sua consistenza economica, la comunità di Monte Sacro riesce ad ottenere da Santa Maria di Calena la rinunzia ad ogni diritto sulla sua cella. Nel XIII secolo le donazioni sono ancora frequenti ed il prestigio dell’abbazia è ancora elevato; cominciano, tuttavia, ad avvertirsi i primi segni di una situazione economica non più facilmente controllabile. Nel secolo successivo la situazione va aggravandosi per la difficoltà di esercitare un efficace controllo su un territorio eccessivamente vasto e frazionato. Nel 1481, abbandonata dai benedettini, l’abbazia di Monte Sacro è pressoché deserta e nel 1600 le sue mura erano già abbandonate ad un inarrestabile processo di distruzione.

Fra i ruderi s’individuano ancora le estese mura di cinta. Alla fase più antica dell’insediamento (la cella) dovrebbe riferirsi una sequenza di arcate ogivali, accanto ad una piccola cappella: un’aula monoabsidata coperta da una volta a botte. La più tarda chiesa abbaziale è allo stato di rudere. La parte meglio conservata dell’edificio è il pronao, suddiviso in tre campate coperte da volta a crociera. A circa 20 m. dalla zona absidale della chiesa c’è una costruzione a pianta quadrata, probabilmente il battistero. Di particolare interesse è il lamione (un’aula coperta).

Finita la visita dell’abbazia bisogna ritornare sui propri passi fino alla S.S. 89 per prendere l’autobus di linea per Vieste.

Ulteriori info sul Portale Ufficiale del Turismo in Puglia: http://www.turismo.regione.puglia.it/hp/it

Friuli Venezia Giulia: Trekking lungo i Sentieri della Memoria sul Pal Piccolo e Pal Grande (sentiero della Storia)

mercoledì, ottobre 21st, 2009

svagoedintorni_friuli_venezia_giulia_trekking_sentieri_memoria_sentiero_cai_401Partendo da Passo Monte Croce Carnico (mt. 1.360), imboccare il sentiero Cai nr. 401 mantenendo sulla sinistra la palestra di roccia. Proseguire sullo stesso sentiero fino alle trincee di vetta del Pal Piccolo (mt. 1.866). Il Pal Piccolo deve la sua importanza ai combattimenti qui avvenuti nella prima guerra mondiale. Oggi sulla cima del monte è allestito un museo all’aperto, dove è possibile visitare i resti delle trincee e dei baraccamenti usati da alpini durante il conflitto.

Da qui si discende brevemente lungo il sentiero di salita per imboccare un sentiero militare che, passando attraverso trincee e strutture militari in disuso, riconduce ai piedi della palestra di roccia e quindi al Passo di Monte Croce.

Variante
Una volta raggiunta la vetta del Pal Piccolo (mt. 1.866), una serie di sentieri militari in disuso consentono di raggiungere la cima del Friekofel e del Pal Grande dove è in allestimento il museo all’aperto con numerosi recuperi di gallerie.

Traversata carnica
Dislivello in metri: 500
Difficoltà: E
Tempi di percorrenza in ore: 4.30

INFO:     Iat Paluzza    Tel.  0433 775344 Email:    info.paluzza@turismo.fvg.it

Liguria: Itinerario Trekking al Colle del Telegrafo

mercoledì, settembre 16th, 2009

svagoedintorni_liguria_itinerario_trekking_colle_del_telegrafo_scalinataUna gita a Porto Venere può rivelarsi una buona occasione per una passeggiata nel verde (tempo di percorrenza circa 3 ore) alla scoperta di panorami mozzafiato e profumi dimenticati.

Porto Venere – Campiglia
Il punto di partenza è Porto Venere, raggiungibile comodamente anche con l’autobus da La Spezia. Il sentiero, il ben noto n. 1 del CAI di La Spezia che giunge fino a Levanto, inizia con una lunga scalinata che costeggia le mura del castello del borgo ligure e sale rapidamente lungo il versante a mare del Monte Castellana. È questo il punto più faticoso dell’escursione, perché si parte dal livello del mare e si arriva subito a quota 300 metri. Poi il sentiero si fa più dolce e attraversa una zona ad arbusti e uliveti ormai abbandonati.

Il percorso sale di nuovo tra blocchi di portoro, il tipico marmo nero e dorato di questa zona, e vecchi macchinari che segnalano l’esistenza della vecchia Cava Canese.

Qui si trova uno dei punti più panoramici del percorso: una sorta di terrazzo sul mare da dove si dominano Porto Venere, l’isola Palmaria e il Golfo di La Spezia. Nelle giornate più limpide e terse lo sguardo può spingersi fino alle Apuane e, talvolta, alla Corsica e alle isole più settentrionali dell’Arcipelago Toscano.

Procedendo sul crinale, si incontra la strada asfaltata che porta al forte Muzzerone e poi, dopo un boschetto di pini, si arriva alla Sella Derbi (190 m). Continuando sempre in salita tra formazioni a macchia e pinete, si giunge a Campiglia (382 m).

Rifermenti su: http://www.lecinqueterre.org/trekking/cai1-1.php

Campiglia – Colle del Telegrafo
Il sentiero che va da Campiglia al Colle del Telegrafo inizia con una scalinata che sale fino alla “Casa Lardon” da cui si ammira un altro panorama che abbraccia il Golfo della Spezia, il Monte Castellana e l’isola del Tino.

Il sentiero prosegue poi nel bosco fino alla località Valletta. Quindi, sale ancora fino alla Rocca degli Storti, si immette nel crinale dal lato del mare e passa attraverso una pineta dove c’è un’attrezzatissima “palestra nel verde”. Proseguendo, si raggiunge la chiesetta di Sant’Antonio, in prossimità della quale corre una fitta rete di sentieri.

Si deve, a questo punto, fare attenzione a non imboccare quello sbagliato, con il rischio di finire in uno dei tanti “sentieri ciechi”, molto invitanti al primo approccio, ma impraticabili dopo pochi minuti di marcia.

È sufficiente comunque seguire l’indicazione per arrivare senza difficoltà alla meta del Telegrafo. L’ultimo chilometro è caratterizzato dal giallo intenso e brillante della vegetazione: è chiamato “il viale delle ginestre” e il periodo di fine primavera è sicuramente il migliore per ammirare la fioritura.

Riferimenti su: http://www.lecinqueterre.org/trekking/cai1-2.php

Massarosa (Lu): Percorso Trekking Sentiero delle Sughere

martedì, agosto 25th, 2009

svagoedintorni_percorso_trekking_massarosa_sentiero_delle_sughereIl percorso trekking di cui parlo in questo post è quello denominato Sentiero delle Sughere che congiunge Massaciuccoli al Monte Aquilata.

Arrivati a Massaciuccoli, graziosa località incastonata tra il verde di dolci colline ricoperte di oliveti e l’omonimo lago, iniziamo un interessante percorso in cui si fondono natura rigogliosa, cultura antica e panorami mozzafiato. L’escursione prende il via dal porticciolo, vicino al Centro Visite e alla Foresteria dell’Oasi della Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU).

Si ritiene che in epoca romana quest’area fosse occupata da un insediamento rurale (pagus) con il suo porto da cui transitava un notevole traffico di merci. Da non perdere, una breve passeggiata attraverso i camminamenti lungo il canneto adiacente al casale LIPU, che conducono ad alcuni capanni di osservazione, dai quali si può ammirare la ricca avifauna del lago.

Seguendo la Via Pietra a Padule si incontra l’area archeologica “Massaciuccoli Romana” che consta dei resti di una villa dotata di impianti termali e di un padiglione espositivo dedicato al professor Guglielmo Lera, che ospita uno splendido mosaico a tessere lapidee (370×434 cm.).

Sul lato monte della strada inizia il sentiero che si snoda lungo l’oliveto e conduce alle Terme: su una terrazza ricavata sulle estreme pendici della collina sotto il Monte Aquilata si scorgono i resti di una tipica Villa d’otium dell’epoca di Traiano (I – II sec. d.C.) appartenuta alla prestigiosa famiglia dei Venulei, proprietari terrieri e di fabbriche di ceramica in territorio pisano.

Proseguendo la passeggiata si possono ammirare le sfumature corallo di una delle più suggestive ville storiche di Massarosa, la Villa Minutoli Tergimi, costruita su un’antica torre di guardia. Continuando il nostro itinerario, ci addentriamo in un percorso ritenuto da molti parte della Via Francigena: vediamo il paesaggio mutare repentinamente trasformandosi in una fitta vegetazione di macchia mediterranea e il percorso presenta tratti di maggiore pendenza.

In località Monte Aquilata sono ancora visibili le rovine di un castello sorto sui resti di una precedente torre di segnalazione romana, forse un faro, creato a protezione di un luogo strategicamente importante, a difesa della marina di Massaciuccoli.

Tempo: ore 3
Difficoltà: medio-facile
Caratteristiche: erba, terra battuta, culturale, panoramico

Anacapri (Na): Passeggiata Monte Solaro – Cetrella

martedì, agosto 18th, 2009

svagoedintorni_passeggiata_monte_solaro_cetrella_sentieroLa massiccia elevazione del Monte Solaro regala dalla sommità (589 m) una vista spettacolare sull’isola di Capri, sui Golfi di Napoli e Salerno e verso Ischia.

La cima si raggiunge in seggiovia da piazza Vittoria o a piedi da via Capodimonte, via Monte Solaro e successivo sentiero. Più agevole la discesa di circa un’ora, d’obbligo in ogni caso la deviazione all’eremo di Cetrella (339 7840287, Carmine) aggrappato a un balcone – belvedere naturale di roccia.

Risale al XIV sec. fondato dai Certosini e poetico nell’isolamento e nell’armonioso gioco delle voltine. Pare debba il nome all’aromatica “erba cetra” (melissa): tutto il Solaro è scrigno delle più preziose rarità botaniche.

Prima dell’eremo la casa dello scrittore C. Mackenzie è stata ristrutturata dagli “Amici di Cetrella” e trasformata in centro-studi su flora e fauna locali, con biblioteca e giardino (piccola raccolta di specie tipiche). Aperta ai visitatori (081 8371157).

Ulteriori info su: www.capri.it/it/monte-solaro

Puglia: Trekking per un Sentiero ad Anello a Caserma Caritate

domenica, agosto 16th, 2009

svagoedintorni_itinerari_trekkingPartenza: Caserma Caritate
Arrivo: Località Caritate (Stesso Punto)
Lunghezza del Percorso: Km 26,0
Tempo di Percorrenza: circa 11 ore
Grado di Difficoltà:   *****

Questo itinerario trekking si sviluppa completamente all’interno della Foresta Umbra: ha come punto di avvio la caserma di Caritate (m. 300 slm) per poi raggiungere le località di Baracconi e Iacotenente (m. 800 slm) e ridiscende toccando le località Ginestra (inferiore e superiore) verso la località di Caritate.

Gli aspetti vegetazionali variano di pari passo con le variazioni altimetriche, incontrando progressivamente la cerreta pura, il bosco misto ed infine la faggeta pura. Partendo dalla località Cancello del Falco (m. 260 slm), ad inizio Foresta Umbra, o dalla più conosciuta caserma di Caritate, bisogna percorrere la strada asfaltata per circa 1 Km., fin ad arrivare ad un’area attrezzata per il pic-nic. Quest’area attrezzata è la prima che s’incontra dopo la citata caserma; e in fondo ad essa è posizionata una tabella dei forestali indicante il percorso per Baracconi (primo cartello).

Il sentiero s’inerpica verso l’alto della collina, in più tornanti; ed in uno di essi si trova il secondo cartello, lungo il tragitto inoltre si possono notare le segnalazioni che i forestali hanno usato per tutti gli itinerari: segni di color giallo sugli alberi, alternativamente su entrambi i lati e, in mancanza di questi, sulle rocce in modo tale che l’escursionista si senta sempre guidato.

Arrivati sulla cresta della collina si noterà che la vegetazione diventa più rada con aspetti dominanti di macchia mediterranea ed alcuni esemplari di Cerro. Più avanti s’incontra un cutino con abbeveratoio costruito in cemento mentre il bosco diventa misto (Faggio, Carpino, Cerro, ecc.); si può notare tale variazione della flora anche attraverso la presenza di una fauna diversa: è facile osservare il Colombaccio, ascoltare la Ghiandaia ed imbattersi in famiglie più o meno numerose di Cinghiali. Più raro è il Capriolo anche se è presente nell’areale che si sta attraversando. Più in alto la faggeta diventa pura, riservando in autunno meravigliosi scenari di colori con una gamma che va dal giallo al rosso.

Proseguendo s’incontrano delle indicazioni che conducono alla grava di Pozzo Lombardo e più avanti quella di Malanotte (Grava è un toponimo in uso nell’Italia meridionale che indica una cavità a forte sviluppo verticale).

Dopo circa tre ore di marcia si giunge a Baracconi, presso il Villaggio Umbra (796 m slm): qui ha sede il Corpo Forestale Statale con il centro amministrativo e operativo. Si consiglia la visita al centro visitatori del Villaggio Umbra. Dopo la visita, tornando indietro sui propri passi per circa 700 m., si deve superare il terzo cartello, e poco più avanti si imbocca una stradina asfaltata che conduce alla località Iacotenente e al cui inizio è posta una barriera che non permette l’accesso ai mezzi motorizzati.

Lungo il percorso, da Villaggio Umbra al bivio per la località Ginestra Superiore, la vegetazione che si incontra è formata in prevalenza da grossi esemplari di Faggio. Arrivati in località Iacotenente si trova un bivio e il quarto cartello ubicato su una tabella dei Forestali che indica l’inizio del sentiero pedonale Iacotenente – Ginestra Superiore (806 m slm).

Questa è la zona in cui, con un po’ più di fortuna ci si può imbattere in qualche esemplare di Capriolo Garganico. Più sicuramente s’incontrano maestosi e vetusti esemplari di Faggio e boschi di conifere quali Pini neri d’Austria (Pinus nigra austriaca), Pini Larici (Pinus laricius) e Abeti bianchi di Grecia (Abies alba cephallonica). Dopo qualche chilometro di strada in discesa una freccia indica di proseguire verso destra fino a giungere alla caserma della Ginestra Superiore. Qui il paesaggio si apre verso i vasti spazi del bosco di Vieste (Palazzo Reale). Il sentiero si sviluppa su uno sterrato con ricorrenti tornanti che conducono a quote sempre più basse, la faggeta cede man mano il posto alla cerreta ed al bosco misto.

Sulla strada s’incontra una piccola colonia avanzata di Pino d’Aleppo, segno che si sta per arrivare infine alla quota di 300 m slm della Caserma di Caritate punto di arrivo e partenza di questo itinerario.

Ulteriori info sul Portale Ufficiale del Turismo in Puglia:   www.turismo.regione.puglia.it/hp/it

Friuli Venezia Giulia: Trekking da Topolò al Monte Kolovrat (Sentiero della Storia)

domenica, agosto 2nd, 2009

svagoedintorni_friuli_venezia_giulia_trekking_monte_kolovrat_trinceeDal piccolo ma affascinante borgo di Tolopò (mt. 600) con il sentiero Cai nr. 746 (Sentiero Italia) si raggiunge il rifugio Solarie (mt. 970); da lì si arriva in breve al Passo Solarie, fino a giungere alle pendici del monte Kolovrat (mt. 1.138) un monte scavato dalle trincee che svelano una parte della storia della battaglia di Caporetto.

Immersi nei profumi e colori del bosco, si scoprono i luoghi in cui si è combattuta la Grande Guerra. Con un pizzico di fortuna, poi, si potranno scorgere lepri, caprioli, volpi e addirittura sentire il bramito dei cervi. Magnifico il panorama sul monte Nero e sul massiccio del Canin.

Per il ritorno medesimo percorso.

Tratto del Sentiero Italia
Dislivello in metri: 800
Difficoltà: T/E
Tempi di percorrenza in ore: 4.30

INFO: Turismo FVG Udine    Tel.  0432295972   Email:   info.udine@turismo.fvg.it
INFO: IAT San Pietro al Natisone   Tel.  0432 727975    Email:   info@nediskedoline.it

Massarosa (Lu): Percorso Trekking Sentiero della Pieve

sabato, agosto 1st, 2009

svagoedintorni_massarosa_percorso_trekking_sentiero_della_pieveIl percorso Trekking di cui parlo oggi in questo post è conosciuto come il Sentiero della Pieve che collega Pieve a Elici al Piano del Quercione.

La strada che da Massarosa conduce a Pieve a Elici sale in ampi tornanti attraverso oliveti centenari.

Quasi all’improvviso, sulla sommità livellata di uno sprone degradante verso il mare, appare la chiesa romanica di Pieve a Elici adagiata in un grande prato.

Da questo luogo incantato parte il nostro itinerario trekking che conduce, attraverso i borghi di Luciano, Spezi e Coli, a Piano del Quercione. Secondo le teorie più accreditate, la Pieve a Elici deve il suo nome a un bosco di lecci (in latino ilex) situato nei dintorni, oppure alla voce romanza illice.

Il primo documento che parla della chiesa preromanica è datato anno 862. Originariamente dedicata a Sant’ Ambrogio, vescovo di Milano, venne ampliata ed assorbita nel XI sec. dalla chiesa romanica a tre navate che fu intitolata a San Pantaleone. Nel corso dei secoli subì molti interventi di modifica che ne alterarono il primitivo assetto romanico, fino ai restauri terminati nel 1962 che riportarono l’edificio al suo carattere originario.

L’interno della chiesa custodisce, tra pregevoli affreschi del ‘200 e ‘300, una splendida Crocifissione attribuita a Guido Reni, un maestoso polittico marmoreo datato 1470 opera probabilmente del Riccomanni, nonché un fonte battesimale di fattura civitalesca.

Partendo dalla Pieve seguiamo la Via di Spezi, una piccola strada stretta che sale nel verde mutevole dei lecci, dei millenari olivi e delle vigne. Svoltiamo a destra verso Luciano, un piccolo borgo dove il tempo sembra essersi fermato. Le ville signorili o le semplici abitazioni sono immerse in una tavolozza floreale coloratissima.

Rientrando sulla stradina, lungo la quale si possono ammirare alcuni antichi frantoi, innumerevoli marginette e vecchie case coloniche padronali ristrutturate in stile settecentesco, raggiungiamo Spezi e poi Coli, tipiche frazioni che raccontano la vita del tempo che fu.

Passato il borgo di Coli, continuando il percorso in ripida discesa, incontriamo una fontana per rinfrescarci e proseguiamo fino a raggiungere Piano del Quercione.

Tempo: ore 2
Difficoltà: medio – facile priva di difficoltà tecniche
Caratteristiche: sterrato, asfalto, artistico e panoramico

Friuli Venezia Giulia: Trekking ai Laghi della Val Tramontina (Sentiero delle Acque)

giovedì, luglio 23rd, 2009

svagoedintorni_friuli_venezia_giulia_trekking_laghi_val_tramontina_casera_valineQuesto itinerario treekking è denominato Sentiero delle Acque ai Laghi della Val Tramontina. Da Meduno si segue la Val Tramontina fino al Lago di Redona, da cui si prosegue secondo le indicazioni che conducono verso Chievolis, Selva (borgate di Tramonti di Sopra) ed all’omonimo lago.

Passato il coronamento della Diga del Lago di Selva, dopo circa 1 Km, hanno inizio la pista forestale ed il sentiero (CAI 967 e 968) che risalgono i boschi addossati ai pendii settentrionali del massiccio carsico del Monte Raut fino a raggiungere la Casera Valine, situata nel cuore del Parco delle Dolomiti Friulane.

Il rientro si effettua lungo lo stesso itinerario in quanto eventuali altri percorsi risultano essere impegnativi.

Dislivello in metri: 700
Difficoltà: E
Tempi di percorrenza (andata): h 2.30

I tre grandi laghi artificiali della Val Tramontina costituiscono ormai un elemento caratteristico del territorio della Val Tramontina. Costruiti negli anni Cinquanta per scopi di produzione energetica alimentano il sistema d’irrigazione per le coltivazioni della pianura, e sono pure motivo di attrazione turistica.

INFO: Turismo FVG Pordenone Tel.  0434 520381 Email:   info.pordenone@turismo.fvg.it

INFO: Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane  Tel. Cimolais  0427 87333 Email: info@parcodolomitifriulane.it

Puglia: Itinerario Trekking da Villaggio Umbra a Caserma Caritate

lunedì, luglio 20th, 2009

svagoedintorni_puglia_itinerario_trekking_villaggio_umbra_campanilePartenza:  Villaggio Umbra
Arrivo: Caserma Caritate
Lunghezza del Percorso: km 13,5
Tempo di Percorrenza:  ore 5,00 – 5,30
Grado di Difficoltà:   **

L’itinerario trekking proposto oggi aumenta un pochino il grado di difficoltà soprattutto per la lunghezza che si deve affrontare.

Il percorso si snoda totalmente all’interno della Foresta Umbra e per questo la passeggiata si svolgerà all’ombra fino alla Caserma di Sfilzi dove il percorso si immette in un altro sentiero forestale che conduce a Caritate, dove si giunge attraversando la Riserva Naturale di Sfilzi.

Per tutte le indicazioni precise sul percorso cliccare su: http://www.turismo.regione.puglia.it/at/70/percorsonaturalistico/1662/it/Itinerario-naturalistico-nel-Gargano-n.-3-Vico-del-Gargano-(Foggia)