Archive for the ‘Passeggiate’ Category

Puglia: Passeggiata Naturalistica – Archeologica dal Bosco Reseghetta a Sfinalicchio

giovedì, luglio 16th, 2009

svagoedintorni_puglia_passeggiata_bosco_reseghetta_sfinalicchio_torre_di_sfinaleSecondo appuntamento con gli itinerari trekking che si sviluppano nella zona del Gargano in Puglia.

Oggi si parla della passeggiata Archeologica – Naturalistica che ci fa conoscere delle località uniche.

Partenza: Bivio Bosco Reseghetta (S.S. 89 per Peschici Km 92,4)
Arrivo: Località Sfinalicchio (S.P. 52 Litoranea Vieste – Peschici Km 10,2)
Lunghezza del Percorso: Km 5,7
Tempo di Percorrenza: ore 3,00 – 3,30
Grado di Difficoltà:   *

Questo itinerario lungo 5.7 Km. si svolge sulla linea di confine tra Vieste e Peschici: si parte dal bosco della Reseghetta e lungo il cammino s’incontrano una stupenda macchia mediterranea, mirabili paesaggi naturali, e testimonianze archeologiche, preistoriche e protostoriche del territorio. Dalla Reseghetta si prende sulla destra un viottolo lungo il quale si snoda la linea di confine tra il comune di Vieste e quello di Peschici. Il sentiero si insinua in un bosco misto di Pino d’Aleppo e di qualche albero di Cerro. In alto, sulla sinistra, c’è una piccola stazione militare di forma circolare e subito dopo si scorge un bel panorama (a sinistra verso le alte colline del Gargano, e a destra verso la località Piano Grande e le contigue colline coltivate ad ulivi che si confondono con il mare). Poco più avanti si incontra un bivio situato accanto ad una casa e si prosegue diritto così come è indicato da una freccia. Subito il paesaggio cambia d’aspetto: gli spazi sono più aperti, con la presenza di verdi prati, arbusti, ulivi secolari, asfodeli e scille marittime. Proseguendo lungo il crinale della collina, come indicato dal cartello, si supera più avanti un altro bivio.

Poco dopo si arriva nella zona dei Ripari Sottoroccia risalenti alla fine del Paleolitico superiore (tra 12.000 e 11.000 anni fa) a 4.0 Km. circa dalla partenza. A sinistra dei Ripari vi è un cartello di segnalazione. I Ripari si trovano a circa 100 m. dal sentiero, in un ambiente altamente suggestivo e selvaggio. La zona rupestre circostante è ammantata di macchia mediterranea, a destra c’è la vista sul vallone e su una collina ricoperta da una lussureggiante pineta. I Ripari sono due: il primo Riparo (Riparo A) è una vera grotta a forma di corridoio, profonda una decina di metri circa; l’altro è un vero riparo sotto roccia, recante delle incisioni particolari (Sulle pareti annerite dalla fuliggine si distinguono ancora figurazioni lineari, formate da alcuni segni, verticali e paralleli, e una composizione che sembra la principale e che comprende più segni: tra questi ne troviamo uno più complesso e abbastanza ricorrente, che qui compare rovesciato.

Analizzando le figure lineari si possono scorgere anche dei segnetti paralleli a coppie intervallate, un segno a V rovesciato con due linee parallele a uno dei due lati esterni, un’altra serie di linee verticali e un motivo parallelo un po’ nascosto dal fumo.). Proseguendo il nostro cammino, a meno di 500 m., sulla destra, si nota un cancello che dà accesso ad una vecchia cava, sfruttata per l’estrazione di blocchetti di pietra calcarea tenera (comunemente chiamata Tufo), e subito a destra della cava, sul declivio che guarda a fondovalle, è ubicato il Riparo C. Questo Riparo costituisce, senza dubbio, la migliore e più articolata espressione di arte parietale, graffita e incisa, attualmente conosciuta in Puglia.

La cavità, di non grandi dimensioni, si apre su un profondo dirupo. Le incisioni, cronologicamente riferibili a momenti distinti, a partire dal tardo Paleolitico, occupano più della metà della parete di fondo, distribuite lungo un fronte di m. 3.70 (Isolate o in gruppo, esse comprendono motivi di tipo schematico, di contenuto più o meno indecifrabile, geometrico lineare ad andamento verticale, parallelo o convergente a “V” a “Y” ed a“X”: il primo complesso di segni posto sulla sinistra include incisioni di forma subtriangolare col vertice rivolto in basso, attraversate longitudinalmente da un segmento verticale; ciascuna di queste incisioni è affiancata da fusiformi lunghi e stretti, nei quali si potrebbe riconoscere il motivo, universalmente riconosciuto nel Neolitico, per indicare il sesso femminile.

Segue una complessa figura isolata con un corpo trapezoidale attraversato da solcature longitudinali. A poca distanza si incontrano quattro figure “a fungo” e, di seguito, circa una ventina di figure nastriformi disposte su due ordini sovrapposti. Segue un collettivo di figure fusiformi profondamente incise. Nelle vicinanze domina una grande figura probabilmente interpretabile come idolo, il cui profilo richiama i contorni di una stele antropomorfa.).

Nel territorio di Vieste ci sono altri due ripari situati sulla costa nord, in sequenza e collocati a qualche centinaia di metri, denominati Riparo Ruggieri e Riparo Macchione. Proseguendo la strada verso il mare e quindi verso la fine del percorso, dopo circa 500 m., ci si imbatte in un altro cartello con la freccia rivolta verso un altro sito archeologico: infatti ad una decina di metri dal sentiero, sulla sinistra del senso di marcia, proprio sulla cresta dell’altura, è ubicato un nucleo di quattro Tombe Daune (poco accessibili) incavate nella roccia.

Sono sepolture del VI-VII sec a.c. appartenenti a popolazioni che popolavano l’intera Capitanata (il territorio della provincia di Foggia) e che erano chiamati Dauni. Ripreso il cammino si giunge ad un altro punto panoramico da dove lo sguardo spazia sul mare e risalta la costruzione della Torre di Sfinale, facente parte del sistema di torri, d’avvistamento e difesa, dislocate lungo tutta la costa durante il Viceregno di Napoli, a seguito delle continue scorrerie turchesche avutesi dal XV sec. sino al trattato di Tripoli: nel territorio di Vieste furono erette otto torri, posizionate in modo tale che ciascuna di esse potesse vedere l’altra; la loro costruzione iniziò per ordine del Viceré Don Parafan de Ribera nel 1569. Percorrendo ulteriori 500 m. c’è il cartellino con l’indicazione dell’ultimo Riparo Sottoroccia del sentiero (purtroppo anche questo poco accessibile): esso è ubicato a destra e situato su una parete rocciosa con forte pendenza; la parete del Riparo ha una patina di color giallo-rossiccio e reca alla base un’incisione geometrica di non facile interpretazione.

Proprio alla fine dell’itinerario che termina sulla provinciale n. 52 al Km. 10,2 (litoranea Vieste-Peschici) si trova un altro insediamento preistorico, che citiamo anche se di difficile accesso ed individuazione, denominato Grotta dell’Istrice perché in una prima esplorazione fu rinvenuto il teschio di questo mammifero, ormai estinto sul Gargano. La Grotta è articolata su più ambienti: due camere collegate da un breve passaggio e un lungo corridoio, sulla cui parete di fondo sono a fatica distinguibili rare incisioni.

Ulteriori info sul Portale Ufficiale del Turismo in Puglia: http://www.turismo.regione.puglia.it/hp/it

Anacapri (Na): il Sentiero dei Fortini

martedì, luglio 14th, 2009

svagoedintorni_anacapri_il_sentiero_dei_fortiniUn percorso didattico – artistico all’aria aperta unico al mondo.

Si snoda lungo la costa occidentale in un paesaggio di selvaggia bellezza scolpito dal vento e dal mare. Sui promontori sono incastonati i Fortini di Orrico, Mesola e Pino.

Un sentiero serpeggiante e altamente panoramico collega Punta dell’Arcera presso la Grotta Azzurra al Faro di Punta Carena: si inerpica tra fiori esclusivi sul ciglio di falesie da vertigine, scende verso baie di cobalto, rientra verso l’entroterra nella profumata frescura della macchia mediterranea.

Alcune discese a mare consentono ai subacquei l’incontro con l’azzurro mondo sommerso.

Al restauro dei Fortini nel 1998 è seguito per iniziativa dell’Azienda di Turismo l’inserimento di ceramiche d’arte del maestro Sergio Rubino a illustrare natura e storia.

È nato così il primo ecomuseo didattico – artistico all’aria aperta del mondo.

4-5 ore a piedi, ritorno con autobus di linea dal Faro o dalla Grotta Azzurra.

Sito su cui trovare info ed altre foto: http://www.capri.it/it/fortini

Puglia: Passeggiata Naturalistica da Mergoli alla Baia di Vignanotica

sabato, luglio 11th, 2009

svagoedintorni_puglia_passeggiata_trekking_baia_vignanoticaQuesto è il primo di una serie di articoli che tratteranno l’argomento passeggiate e sentieri trekking nella fantastica (come, d’altra parte, tutte le altre) regione italiana che è la Puglia. Per essere precisi scandaglierò gli itinerari della zona del Gargano.

Partenza: Località Mergoli (Provinciale N. 53 Vieste / Mattinata km 17,4)
Arrivo: Spiaggia di Vignanotica o dei Gabbiani
Lunghezza del percorso:  Km 2,5
Tempo di Percorrenza: ore 1,30 – 2,00
Grado di Difficoltà:   *

Questo primo itinerario trekking, con partenza dalla località Mergoli ed arrivo alla Baia di Vignanotica, si sviluppa in circa 2,5 Km di passeggiata è il più corto tra quelli che proporrò ed è l’unico a svolgersi lungo la costa. In località Mergoli, lungo la litoranea Vieste – Mattinata, si trova il sentiero attrezzato e curato dai Forestali. L’inizio del sentiero è facilmente riconoscibile in quanto è ben posizionato il cartello con la scritta “Benvenuti nel Parco Nazionale del Gargano”.

Il sentiero, agevole da percorrere, è delimitato, nei tratti più scoscesi, da una staccionata che si snoda a mezza costa.

Dopo 2 Km. di cammino si scorge la baia di Vignanotica detta anche Baia dei Gabbiani per la sua nutrita colonia di gabbiani reali e comuni.

Per avere tutto l’itinerario spiegato nei minimi dettagli cliccare su: http://www.turismo.regione.puglia.it/at/70/percorsonaturalistico/1618/it/Itinerario-naturalistico-nel-Gargano-n.-1-Vieste-(Foggia)

Viterbo: il Lago di Vico

mercoledì, luglio 8th, 2009

svagoedintorni_viterbo_lago_di_vico_germani_realiIl Lago di Vico è un lago di origine vulcanica, occupa una superficie di circa 12 Kmq per un perimetro di 18,8 km, con una profondità massima di 49,5 metri.

Il Lago di Vico ospita un ecosistema di eccezionale importanza e è protetto dall’omonima Riserva Naturale. Le sue acque sono ricche di pesci, tra cui il luccio, il coregone, la tinca, il persico reale, l’anguilla. Importante anche l’avifauna acquatica: la Riserva Naturale ospita più di 5000 tra folaghe, anatre selvatiche di varie specie, tra cui la moretta e il moriglione, anatre tuffatrici che vivono dove l’acqua è alta e si tuffano per alimentarsi delle alghe che crescono sul fondo del lago.

Il germano reale, l’alzavola, la marzaiola, il codone, il mestolone e la canapiglia, frequentano le acque basse intorno ai canneti. Tra i mammiferi acquatici dobbiamo registrare, purtroppo, la scomparsa della lontra e la recente colonizzazione da parte della nutria, un roditore importato dal Sud America. La leggenda vuole che il lago si originò quando Ercole estrasse dal terreno la clava che egli infisse nel terreno in segno di sfida agli abitanti del luogo.

Per la gioia dei pescatori, le acque del lago sono ricche di fauna ittica tra cui il luccio, che può raggiungere notevoli dimensioni, il coregone, la tinca, il persico reale, l’anguilla. Oltre alla pesca, si possono praticare windsurf, canoa, escursionismo a piedi, a cavallo, in mountain bike, birdwatching, deltaplano.

La Riserva Naturale ha attrezzato e indicato diversi sentieri, di cui uno adatto anche ai non vedenti, con segnalazioni in braille. Per i ciclisti, è assolutamente da consigliare il periplo del lago: dal Ristorante “La Bella Venere”, dove è possibile parcheggiare le auto, passando per il sentiero di Pantanacce (accesso da loc. Cerreto) che costeggia la zona umida omonima, di grande interesse anche per i birdwatchers. I ciclisti più allenati, potranno invece affrontare ripidi tornanti e transitare per la vetta di Monte Fogliano. Tra i più interessanti percorsi da fare a piedi vi è quello che porta da località Canali alla vetta di Monte Venere, al Pozzo del Diavolo e ai vicini scavi archeologici. Il giro dura circa 50 minuti.

Circondano il lago di Vico i Monti Fogliano e Venere, ricoperti di vegetazione arborea, tra cui faggi dal lungo tronco. È una delle caratteristiche principali dell’area protetta, soprattutto sulle pendici di Monte Venere: qui sono presenti, infatti, i faggi che crescono a più bassa quota (530 m) di tutto l’Appennino.

In altre aree del lago, coltivazioni di noccioli e fitti castagneti danno riparo a molte specie animali. I cartelli esplicativi della Riserva testimonino la presenza di martore, volpi, puzzole e il raro gatto selvatico, mentre sulle rive del lago, specialmente nella stagione invernale, vivono oltre 5.000 uccelli.

Non è dunque un caso che il logo stilizzato della Riserva Naturale del Lago di Vico rappresenti uno svasso.

Siti su cui reperire altre info: http://www.caprarola.com/riserva-naturale-lago-vico.htm e http://www.riservavico.it/

Info: Apt Viterbo    Palazzo Doria Pamphilj (Centro Congressuale)    Piazza dell’Oratorio 1     S. Martino al Cimino (Vt)       Tel. 0761 291000  0761 375305    0761 375321

Riserva Naturale Regionale del Lago di Vico   Caprarola     Tel. 0761 647444

Ufficio Turistico Comune di Caprarola     Tel. 0761 646157

Camaiore (Lu): Itinerario Trekking da Casoli alla Foce del Termine

sabato, luglio 4th, 2009

svagoedintorni_percorso_trekkingDa Camaiore seguiamo le indicazioni per Casoli, caratteristico borgo già abitato nel 984, arroccato sulle propaggini del Monte Matanna (m. 1317) e racchiuso ad ovest dalla zona di Setriana, e ad est dai monti Ciurlaglia e Penna. Circa un chilometro oltre il piazzale del paese, dalla carrozzabile parte una mulattiera (sentieri CAI n. 2 e 112) che degrada verso il solco del Rio Lombricese.

Raggiunto il bivio presso una marginetta imbocchiamo a sinistra il sentiero CAI n. 2 che risale la valle di Grotta all’Onda, seguendo il torrente per un breve tratto, fino a raggiungere un ponte.

Svoltato a sinistra, dopo un breve percorso attraverso un bosco di castagni giungiamo ad una parete a strapiombo, dove si apre l’ingresso della Grotta all’Onda, sito di grande interesse paleontologico.

Spettacolari le cascatelle che sgorgano da un ampio riparo posto sul fianco ovest della grotta. Costeggiando la destra della grotta, la mulattiera sale quindi lungo il fianco sinistro della montagna, poi continua a destra sul dorso di un crinale fino ad arrivare al valico della Foce del Crocione (o del Termine), importante passo che collega la vallata di Camaiore con la Garfagnana attraverso uno dei percorsi della via Francigena.

Il passo è stretto tra il Monte Piglione (m. 1233) e il Monte Matanna, a cui si sale per una ripida ascesa attraverso la Foce del Pallone, e, in basso, dall’altopiano di Campo all’Orzo, dominato dalla mole massiccia del versante settentrionale del Monte Prana. Da qui possiamo ammirare un bellissimo panorama che spazia dagli Appennini alla costa Tirrenica, da La Spezia fino a Livorno.

Percorrendo la stessa passeggiata in direzione opposta torniamo a Casoli.

Tempo: ore 4
Difficoltà: medio – facile priva di difficoltà tecniche
Caratteristiche: bosco, prati, paleontologico e panoramico

Friuli Venezia Giulia: Passeggiata ai Laghi di Fusine (Sentiero delle Acque)

martedì, giugno 23rd, 2009

svagoedintorni_friuli_venezia_giulia_trekking_laghi_fusine_sentiero_cai_512I laghi di Fusine sono due laghi (Lago Superiore e Lago Inferiore) di origine glaciale, situati nel territorio del comune di Tarvisio, in provincia di Udine, che fanno parte del Parco Naturale Regionale dei Laghi di Fusine, ambiente ideale per fare trekking.

Dai laghi di Fusine si possono intraprendere varie escursioni di diversa lunghezza. Oltre al classico giro dei due laghi collegati da comodi sentieri escursionistici (tempo circa 3 ore), si segnala la possibilità di raggiungere il rifugio Zacchi (mt. 1.380), con un percorso ad anello scende verso il lago superiore. Dal lago superiore di Fusine (raggiungibile in auto da Tarvisio), imboccare il sentiero Cai nr. 512, dapprima strada forestale, poi mulattiera, fino a raggiungere il rinnovato rifugio Zacchi.

Scendere per strada forestale passando per la capanna Ghezzi.

Per info specifiche rivolgersi a: Turismo FVG Tarvisio     Tel. 0428 2135 Email: info.tarvisio@turismo.fvg.it

Val di Sole: In Trentino Alto Adige, Centri Rafting e non solo

martedì, giugno 16th, 2009

svagoedintorni_val_di_sole_trentino_alto_adige_centri_raftingIn questo articolo voglio segnalare un piccolo elenco di centri sportivi in cui poter effettuare sport acquatici quali soprattutto rafting ma non solo. E’ sempre valido l’invito ad intervenire tramite commenti qualora tu fossi a conoscenza di altri centri sportivi da mettere in evidenza in questo post. Grazie.

Il Centro Sportivo Eurorafting svolge le seguenti attività: Rafting, Hydrospeed, Canoa-Kajak, Canyoning, Nordic Walking, Mountain Bike, Trekking, Quad, Parapendio e tanti altri.
EURORAFTING
Cusiano di Ossana – c/o Centro Sportivo
Tel. 0463 751201   Fax 0463 751201    Cell. 335 7596323
Sito Internet:     www.eurorafting.com     Email:      info@eurorafting.com

Il Centro Sportivo Extreme Waves  svolge le seguenti attività: Rafting, Hydrospeed, Canyoning, Mountain Bike, Trekking, Arrampicata, Via Ferrata, Rafting Bambini, Canoa-Kajak e tanti altri.
EXTREME WAVES CENTRO RAFTING e MULTISPORT
Mestriago di Commezzadura – c/o bar Bucaneve
Tel. 0463 970808   Fax 0463 979957  Cell. 335 7080539
Sito Internet:  www.extremewaves.it   Email: extreme.adventure@tin.it

Il Centro Sportivo Chili Rafting svolge le seguenti attività: Rafting, Canyoning, Hydrospeed, Canoa, Mountain Bike, Trekking, Parco Avventura.
CHILI RAFTING
Croviana – Via de le Ovene, 1
Tel. 338.4093109
Sito Internet:    www.chilirafting.it     Email:  info@chilirafting.it

E non dimentichiamoci degli altri due Centri sportivi di cui ho parlato in altri post: il Rafting Center Val di Sole e l’Xrafting ValdiSole.

RAFTING CENTER VAL DI SOLE
Dimaro – Via Gole, 108
Tel. 0463 973278     Fax 0463 973200
Sito Internet:    www.raftingcenter.it     Email:     info@raftingcenter.it

XRAFTINGVALDISOLE
Caldes c/o Centro Sportivo – Loc. Contre
Tel. 0463 902990 Fax  0463 902990     Cell. 347 7448137
Sito Internet:    www.raftingvaldisole.it     Email:  info@raftingvaldisole.it

Zagarise (Cz): Orme nel Parco è il Parco Avventura in Calabria

sabato, giugno 13th, 2009

svagoedintorni_zagarise_parco_avventura_orme_nel_parco_carrucoleNel cuore del Parco Nazionale della Sila, nel comune di Zagarise in provincia di Catanzaro, a 1600 metri sul livello del mare si trova il primo Parco Avventura della Calabria: Orme nel Parco.

Immerso in un bosco di faggi, Orme nel Parco è un parco acrobatico dove si possono (in completa sicurezza) sfidare i propri limiti, testare la propria sicurezza e il proprio equilibrio. Adatto a tutti, Orme nel Parco ha percorsi per ogni età e per ogni preparazione fisica; 3 percorsi pratica (1 per bambini e 2 per adulti) permettono di esercitarsi e prendere dimestichezza con le attrezzature e con le difficoltà.

Per il vero divertimento ci sono 3 percorsi per bambini e 4 per ragazzi ed adulti di cui il più difficile con altezze che arrivano ai 12 mt dal terreno. Tronchi oscillanti trasversali e longitudinali, passerelle a pioli, tirolesi, ponti tibetani, carrucole, rete verticale, ostacoli e difficoltà varie rendono l’esperienza unica nel suo genere ed emozionante come poco altro.

Un’altra esperienza da provare è quella della parete da free-climbing: un’arrampicata libera senza il bisogno di una falesia.

Come dicevo in precedenza, il tutto è sotto la massima sicurezza: si può accedere ai percorsi avventura solo se muniti di tutta l’attrezzatura necessaria che viene fornita dal centro: imbragatura, casco, doppia lounge, moschettoni.

Nel Parco Avventura Orme nel Parco, oltre ai percorsi avventura, si possono effettuare anche altre attività quali trekking, escursioni in mountain bike, attività per scolaresche e team building per imprese.

Sito internet:  http://www.parcoavventuracalabria.it

Orme nel Parco   loc. Tirivolo  88050 Zagarise (Cz)     Tel. 0961 731290  Fax 0961 1910760 Cell.  334 3363690  333 2317580     Email: info@ormenelparco.it

Versilia (Toscana): Percorso Trekking La Grotta dell’Onda

venerdì, maggio 1st, 2009

svagoedintorni_percorso_trekkingDa Tre Scogli o Trescolli (in Versilia) si parte lungo la strada che proviene da Casoli. Parcheggiata la macchina nei pressi del ristorante Domenici, si procede a piedi ancora fino ad incontrare il sentiero 106, il quale sale ripido fino a Foce san Rocchino a quota 801 m.

Da qui si procede sul sentiero n. 3 che porta a Foce di Grattaculo (860m.) e poi ancora lungo il versante sud-est del monte Matanna, in salita costante fino alla Foce del Pallone. Questa zona, all’inizio del secolo, era la stazione d’arrivo di un bizzarro pallone aerostatico che, scorrendo lungo un cavo teso, portava in vetta i turisti partiti dalla grotta all’Onda. Purtroppo un fulmine distrusse la struttura che non venne più riattivata.

Da Foce del Pallone (1080m.) prendere il sentiero 105 verso est il quale segue una comoda mulattiera, che poi abbandona però sulla sinistra per procedere in discesa sino alla Foce del Crocione. Giunti alla Foce del Crocione si imbocca il sentiero 2 che scende tortuoso per una stretta valle.

Dal sentiero 2 a quota 682 metri inizia un sentierino senza numero ma con segni rossi che porta alla grotta all’onda (quota 708 metri) dove vennero trovati resti preistorici che oggi sono conservati presso il museo di Pietrasanta. Dalla grotta si procede poi lungo lo stretto sentiero che andandosi a collegare con il sentiero 106 ci porterà nuovamente fino a Trescolli chiudendo il percorso trekking ad anello.

Tipo di itinerario:  a piedi
Dislivello in salita (m): 554
Dislivello in discesa (m): 500
Lunghezza (km): 1080
Periodo consigliato: Tutto l’anno
Cartografia: Carta dei sentieri delle Alpi Apuane con segnalazione dei dislivelli.
Segnavia: Sentiero 106 fino a Foce san Rocchino, poi sentiero 3, sentiero 105, sentiero 2, sentiero rosso dalla Grotta dell’Onda sino a rientrare sul sentiero 106

Gli uffici turistici sono a disposizione per ulteriori informazioni
Uffici informazioni: Apt Versilia   ufficio informazioni tel. 0584 962233
viareggio@aptversilia.it      info@aptversilia.it      www.aptversilia.it

Fondo (Tn): Canyon Rio Sass

lunedì, aprile 6th, 2009

svagoedintorni_fondo_canyon_rio_sass_gruppo_su_passerelleIl cuore del centro storico di Fondo, capoluogo dell’Alta Valle di Non, è perfettamente tagliato in due parti da una profonda gola scavata nel corso dei millenni dallo scorrere impetuoso delle acque del Rio Sass, il torrente da cui il Canyon prende il nome, che dalle montagne di Fondo scorre nella parte bassa del paese fino a congiungersi a valle col torrente Novella.

Questo prezioso tesoro fatto di rocce, suggestive particolarità naturalistiche e giochi di luce è rimasto per secoli gelosamente custodito tra le più antiche abitazioni del centro storico, curiosamente e coraggiosamente costruite dirimpetto a vertiginosi strapiombi profondi decine di metri.

Con l’apertura, nel 2001, del percorso su passerelle e scalinate, questo spettacolo di incomparabile bellezza è stato scoperto per la prima volta anche da molti abitanti del paese che non sapevano di possedere, a pochi metri da casa, una tale suggestiva ricchezza.

La visita al Canyon del Rio Sass viene effettuata con accompagnamento di operatori specializzati che forniranno tutto l’occorrente per vivere appieno questa fantastica esperienza: una mantellina impermeabile, un elmetto protettivo ed una radio ricevente che permetterà al visitatore di seguire comodamente le spiegazioni della guida gustandosi con tranquillità lo spettacolo naturale.

Il percorso parte dal centro storico di Fondi per poi scendere nella parte bassa del paese, quella più antica ed autentica, dove poter incontrare uno scorcio di storia attraverso la visita al mulino ad acqua perfettamente funzionante all’imbocco della forra ed al tradizionale lavatoio in cui un tempo le donne lavavano i panni; da qui sono ancora visibili i ruderi di un antico ponte romano che collegava le due sponde del Rio Sass.

Una volta immessi nel percorso si entra immediatamente nel cuore pulsante del centro di Fondo; dal basso si possono ammirare, decine di metri al di sopra della testa, le antiche case del paese costruite a strapiombo sulla roccia, con i panni distesi al sole come un tempo. Proseguendo oltre, lo spettacolo si fa sempre più suggestivo ed indescrivibile, fatto di giochi di luci ed ombre che si stagliano su impervie rocce ricoperte di muschi e licheni dai colori smeraldi e vermigli.

Le strette pareti di roccia che delimitano il percorso d’ambo i lati rendono ancor più suggestivo il percorso, lasciando ampio respiro, in certi tratti, e restringendosi, in altri, fino a creare angusti passaggi largh poche decine di centimetri.

Al termine della visita del Canyon del Rio Sass, se la voglia di avventura non è ancora sazia, si può prolungare il percorso (stavolta autonomamente) raggiungendo il Lago Smeraldo attraverso un facile passeggiata sempre aperta e sempre percorribile, anche di notte grazie all’illuminazione presente. Il percorso risale il torrente in senso contrario attraverso un itinerario tranquillo ed ombreggiato che conduce fino ad un altro mulino parzialmente ricostruito.

L’ultima parte della passeggiata diventa invece più stretta con dei paesaggi rocciosi, che ricordano più da vicino le strette gole del Canyon del Rio Sass. Superati su scale alcuni risalti, costeggiando suggestive cascate d’acqua, si raggiunge lo specchio verde intenso del Lago Smeraldo e da qui, in breve, si torna al paese lungo lo stesso itinerario.

Partenza: Fondo      Piazza San Giovanni
Tempi: 1 ora e 30 minuti circa per la visita del Canyon del Rio Sass; 30 minuti per il percorso fino al Lago Smeraldo.
Visite guidate a pagamento tutti i giorni con prenotazione obbligatoria.

Cooperativa Smeraldo       Tel. 0463 850000    Email: smeraldo@fondo.it

Sito internet: http://www.canyonriosass.it/