Archive for the ‘Trekking’ Category

Massarosa (Lu): Percorso Trekking Sentiero della Pieve

sabato, agosto 1st, 2009

svagoedintorni_massarosa_percorso_trekking_sentiero_della_pieveIl percorso Trekking di cui parlo oggi in questo post è conosciuto come il Sentiero della Pieve che collega Pieve a Elici al Piano del Quercione.

La strada che da Massarosa conduce a Pieve a Elici sale in ampi tornanti attraverso oliveti centenari.

Quasi all’improvviso, sulla sommità livellata di uno sprone degradante verso il mare, appare la chiesa romanica di Pieve a Elici adagiata in un grande prato.

Da questo luogo incantato parte il nostro itinerario trekking che conduce, attraverso i borghi di Luciano, Spezi e Coli, a Piano del Quercione. Secondo le teorie più accreditate, la Pieve a Elici deve il suo nome a un bosco di lecci (in latino ilex) situato nei dintorni, oppure alla voce romanza illice.

Il primo documento che parla della chiesa preromanica è datato anno 862. Originariamente dedicata a Sant’ Ambrogio, vescovo di Milano, venne ampliata ed assorbita nel XI sec. dalla chiesa romanica a tre navate che fu intitolata a San Pantaleone. Nel corso dei secoli subì molti interventi di modifica che ne alterarono il primitivo assetto romanico, fino ai restauri terminati nel 1962 che riportarono l’edificio al suo carattere originario.

L’interno della chiesa custodisce, tra pregevoli affreschi del ‘200 e ‘300, una splendida Crocifissione attribuita a Guido Reni, un maestoso polittico marmoreo datato 1470 opera probabilmente del Riccomanni, nonché un fonte battesimale di fattura civitalesca.

Partendo dalla Pieve seguiamo la Via di Spezi, una piccola strada stretta che sale nel verde mutevole dei lecci, dei millenari olivi e delle vigne. Svoltiamo a destra verso Luciano, un piccolo borgo dove il tempo sembra essersi fermato. Le ville signorili o le semplici abitazioni sono immerse in una tavolozza floreale coloratissima.

Rientrando sulla stradina, lungo la quale si possono ammirare alcuni antichi frantoi, innumerevoli marginette e vecchie case coloniche padronali ristrutturate in stile settecentesco, raggiungiamo Spezi e poi Coli, tipiche frazioni che raccontano la vita del tempo che fu.

Passato il borgo di Coli, continuando il percorso in ripida discesa, incontriamo una fontana per rinfrescarci e proseguiamo fino a raggiungere Piano del Quercione.

Tempo: ore 2
Difficoltà: medio – facile priva di difficoltà tecniche
Caratteristiche: sterrato, asfalto, artistico e panoramico

Friuli Venezia Giulia: Trekking ai Laghi della Val Tramontina (Sentiero delle Acque)

giovedì, luglio 23rd, 2009

svagoedintorni_friuli_venezia_giulia_trekking_laghi_val_tramontina_casera_valineQuesto itinerario treekking è denominato Sentiero delle Acque ai Laghi della Val Tramontina. Da Meduno si segue la Val Tramontina fino al Lago di Redona, da cui si prosegue secondo le indicazioni che conducono verso Chievolis, Selva (borgate di Tramonti di Sopra) ed all’omonimo lago.

Passato il coronamento della Diga del Lago di Selva, dopo circa 1 Km, hanno inizio la pista forestale ed il sentiero (CAI 967 e 968) che risalgono i boschi addossati ai pendii settentrionali del massiccio carsico del Monte Raut fino a raggiungere la Casera Valine, situata nel cuore del Parco delle Dolomiti Friulane.

Il rientro si effettua lungo lo stesso itinerario in quanto eventuali altri percorsi risultano essere impegnativi.

Dislivello in metri: 700
Difficoltà: E
Tempi di percorrenza (andata): h 2.30

I tre grandi laghi artificiali della Val Tramontina costituiscono ormai un elemento caratteristico del territorio della Val Tramontina. Costruiti negli anni Cinquanta per scopi di produzione energetica alimentano il sistema d’irrigazione per le coltivazioni della pianura, e sono pure motivo di attrazione turistica.

INFO: Turismo FVG Pordenone Tel.  0434 520381 Email:   info.pordenone@turismo.fvg.it

INFO: Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane  Tel. Cimolais  0427 87333 Email: info@parcodolomitifriulane.it

Puglia: Itinerario Trekking da Villaggio Umbra a Caserma Caritate

lunedì, luglio 20th, 2009

svagoedintorni_puglia_itinerario_trekking_villaggio_umbra_campanilePartenza:  Villaggio Umbra
Arrivo: Caserma Caritate
Lunghezza del Percorso: km 13,5
Tempo di Percorrenza:  ore 5,00 – 5,30
Grado di Difficoltà:   **

L’itinerario trekking proposto oggi aumenta un pochino il grado di difficoltà soprattutto per la lunghezza che si deve affrontare.

Il percorso si snoda totalmente all’interno della Foresta Umbra e per questo la passeggiata si svolgerà all’ombra fino alla Caserma di Sfilzi dove il percorso si immette in un altro sentiero forestale che conduce a Caritate, dove si giunge attraversando la Riserva Naturale di Sfilzi.

Per tutte le indicazioni precise sul percorso cliccare su: http://www.turismo.regione.puglia.it/at/70/percorsonaturalistico/1662/it/Itinerario-naturalistico-nel-Gargano-n.-3-Vico-del-Gargano-(Foggia)

Puglia: Passeggiata Naturalistica – Archeologica dal Bosco Reseghetta a Sfinalicchio

giovedì, luglio 16th, 2009

svagoedintorni_puglia_passeggiata_bosco_reseghetta_sfinalicchio_torre_di_sfinaleSecondo appuntamento con gli itinerari trekking che si sviluppano nella zona del Gargano in Puglia.

Oggi si parla della passeggiata Archeologica – Naturalistica che ci fa conoscere delle località uniche.

Partenza: Bivio Bosco Reseghetta (S.S. 89 per Peschici Km 92,4)
Arrivo: Località Sfinalicchio (S.P. 52 Litoranea Vieste – Peschici Km 10,2)
Lunghezza del Percorso: Km 5,7
Tempo di Percorrenza: ore 3,00 – 3,30
Grado di Difficoltà:   *

Questo itinerario lungo 5.7 Km. si svolge sulla linea di confine tra Vieste e Peschici: si parte dal bosco della Reseghetta e lungo il cammino s’incontrano una stupenda macchia mediterranea, mirabili paesaggi naturali, e testimonianze archeologiche, preistoriche e protostoriche del territorio. Dalla Reseghetta si prende sulla destra un viottolo lungo il quale si snoda la linea di confine tra il comune di Vieste e quello di Peschici. Il sentiero si insinua in un bosco misto di Pino d’Aleppo e di qualche albero di Cerro. In alto, sulla sinistra, c’è una piccola stazione militare di forma circolare e subito dopo si scorge un bel panorama (a sinistra verso le alte colline del Gargano, e a destra verso la località Piano Grande e le contigue colline coltivate ad ulivi che si confondono con il mare). Poco più avanti si incontra un bivio situato accanto ad una casa e si prosegue diritto così come è indicato da una freccia. Subito il paesaggio cambia d’aspetto: gli spazi sono più aperti, con la presenza di verdi prati, arbusti, ulivi secolari, asfodeli e scille marittime. Proseguendo lungo il crinale della collina, come indicato dal cartello, si supera più avanti un altro bivio.

Poco dopo si arriva nella zona dei Ripari Sottoroccia risalenti alla fine del Paleolitico superiore (tra 12.000 e 11.000 anni fa) a 4.0 Km. circa dalla partenza. A sinistra dei Ripari vi è un cartello di segnalazione. I Ripari si trovano a circa 100 m. dal sentiero, in un ambiente altamente suggestivo e selvaggio. La zona rupestre circostante è ammantata di macchia mediterranea, a destra c’è la vista sul vallone e su una collina ricoperta da una lussureggiante pineta. I Ripari sono due: il primo Riparo (Riparo A) è una vera grotta a forma di corridoio, profonda una decina di metri circa; l’altro è un vero riparo sotto roccia, recante delle incisioni particolari (Sulle pareti annerite dalla fuliggine si distinguono ancora figurazioni lineari, formate da alcuni segni, verticali e paralleli, e una composizione che sembra la principale e che comprende più segni: tra questi ne troviamo uno più complesso e abbastanza ricorrente, che qui compare rovesciato.

Analizzando le figure lineari si possono scorgere anche dei segnetti paralleli a coppie intervallate, un segno a V rovesciato con due linee parallele a uno dei due lati esterni, un’altra serie di linee verticali e un motivo parallelo un po’ nascosto dal fumo.). Proseguendo il nostro cammino, a meno di 500 m., sulla destra, si nota un cancello che dà accesso ad una vecchia cava, sfruttata per l’estrazione di blocchetti di pietra calcarea tenera (comunemente chiamata Tufo), e subito a destra della cava, sul declivio che guarda a fondovalle, è ubicato il Riparo C. Questo Riparo costituisce, senza dubbio, la migliore e più articolata espressione di arte parietale, graffita e incisa, attualmente conosciuta in Puglia.

La cavità, di non grandi dimensioni, si apre su un profondo dirupo. Le incisioni, cronologicamente riferibili a momenti distinti, a partire dal tardo Paleolitico, occupano più della metà della parete di fondo, distribuite lungo un fronte di m. 3.70 (Isolate o in gruppo, esse comprendono motivi di tipo schematico, di contenuto più o meno indecifrabile, geometrico lineare ad andamento verticale, parallelo o convergente a “V” a “Y” ed a“X”: il primo complesso di segni posto sulla sinistra include incisioni di forma subtriangolare col vertice rivolto in basso, attraversate longitudinalmente da un segmento verticale; ciascuna di queste incisioni è affiancata da fusiformi lunghi e stretti, nei quali si potrebbe riconoscere il motivo, universalmente riconosciuto nel Neolitico, per indicare il sesso femminile.

Segue una complessa figura isolata con un corpo trapezoidale attraversato da solcature longitudinali. A poca distanza si incontrano quattro figure “a fungo” e, di seguito, circa una ventina di figure nastriformi disposte su due ordini sovrapposti. Segue un collettivo di figure fusiformi profondamente incise. Nelle vicinanze domina una grande figura probabilmente interpretabile come idolo, il cui profilo richiama i contorni di una stele antropomorfa.).

Nel territorio di Vieste ci sono altri due ripari situati sulla costa nord, in sequenza e collocati a qualche centinaia di metri, denominati Riparo Ruggieri e Riparo Macchione. Proseguendo la strada verso il mare e quindi verso la fine del percorso, dopo circa 500 m., ci si imbatte in un altro cartello con la freccia rivolta verso un altro sito archeologico: infatti ad una decina di metri dal sentiero, sulla sinistra del senso di marcia, proprio sulla cresta dell’altura, è ubicato un nucleo di quattro Tombe Daune (poco accessibili) incavate nella roccia.

Sono sepolture del VI-VII sec a.c. appartenenti a popolazioni che popolavano l’intera Capitanata (il territorio della provincia di Foggia) e che erano chiamati Dauni. Ripreso il cammino si giunge ad un altro punto panoramico da dove lo sguardo spazia sul mare e risalta la costruzione della Torre di Sfinale, facente parte del sistema di torri, d’avvistamento e difesa, dislocate lungo tutta la costa durante il Viceregno di Napoli, a seguito delle continue scorrerie turchesche avutesi dal XV sec. sino al trattato di Tripoli: nel territorio di Vieste furono erette otto torri, posizionate in modo tale che ciascuna di esse potesse vedere l’altra; la loro costruzione iniziò per ordine del Viceré Don Parafan de Ribera nel 1569. Percorrendo ulteriori 500 m. c’è il cartellino con l’indicazione dell’ultimo Riparo Sottoroccia del sentiero (purtroppo anche questo poco accessibile): esso è ubicato a destra e situato su una parete rocciosa con forte pendenza; la parete del Riparo ha una patina di color giallo-rossiccio e reca alla base un’incisione geometrica di non facile interpretazione.

Proprio alla fine dell’itinerario che termina sulla provinciale n. 52 al Km. 10,2 (litoranea Vieste-Peschici) si trova un altro insediamento preistorico, che citiamo anche se di difficile accesso ed individuazione, denominato Grotta dell’Istrice perché in una prima esplorazione fu rinvenuto il teschio di questo mammifero, ormai estinto sul Gargano. La Grotta è articolata su più ambienti: due camere collegate da un breve passaggio e un lungo corridoio, sulla cui parete di fondo sono a fatica distinguibili rare incisioni.

Ulteriori info sul Portale Ufficiale del Turismo in Puglia: http://www.turismo.regione.puglia.it/hp/it

Anacapri (Na): il Sentiero dei Fortini

martedì, luglio 14th, 2009

svagoedintorni_anacapri_il_sentiero_dei_fortiniUn percorso didattico – artistico all’aria aperta unico al mondo.

Si snoda lungo la costa occidentale in un paesaggio di selvaggia bellezza scolpito dal vento e dal mare. Sui promontori sono incastonati i Fortini di Orrico, Mesola e Pino.

Un sentiero serpeggiante e altamente panoramico collega Punta dell’Arcera presso la Grotta Azzurra al Faro di Punta Carena: si inerpica tra fiori esclusivi sul ciglio di falesie da vertigine, scende verso baie di cobalto, rientra verso l’entroterra nella profumata frescura della macchia mediterranea.

Alcune discese a mare consentono ai subacquei l’incontro con l’azzurro mondo sommerso.

Al restauro dei Fortini nel 1998 è seguito per iniziativa dell’Azienda di Turismo l’inserimento di ceramiche d’arte del maestro Sergio Rubino a illustrare natura e storia.

È nato così il primo ecomuseo didattico – artistico all’aria aperta del mondo.

4-5 ore a piedi, ritorno con autobus di linea dal Faro o dalla Grotta Azzurra.

Sito su cui trovare info ed altre foto: http://www.capri.it/it/fortini

Puglia: Passeggiata Naturalistica da Mergoli alla Baia di Vignanotica

sabato, luglio 11th, 2009

svagoedintorni_puglia_passeggiata_trekking_baia_vignanoticaQuesto è il primo di una serie di articoli che tratteranno l’argomento passeggiate e sentieri trekking nella fantastica (come, d’altra parte, tutte le altre) regione italiana che è la Puglia. Per essere precisi scandaglierò gli itinerari della zona del Gargano.

Partenza: Località Mergoli (Provinciale N. 53 Vieste / Mattinata km 17,4)
Arrivo: Spiaggia di Vignanotica o dei Gabbiani
Lunghezza del percorso:  Km 2,5
Tempo di Percorrenza: ore 1,30 – 2,00
Grado di Difficoltà:   *

Questo primo itinerario trekking, con partenza dalla località Mergoli ed arrivo alla Baia di Vignanotica, si sviluppa in circa 2,5 Km di passeggiata è il più corto tra quelli che proporrò ed è l’unico a svolgersi lungo la costa. In località Mergoli, lungo la litoranea Vieste – Mattinata, si trova il sentiero attrezzato e curato dai Forestali. L’inizio del sentiero è facilmente riconoscibile in quanto è ben posizionato il cartello con la scritta “Benvenuti nel Parco Nazionale del Gargano”.

Il sentiero, agevole da percorrere, è delimitato, nei tratti più scoscesi, da una staccionata che si snoda a mezza costa.

Dopo 2 Km. di cammino si scorge la baia di Vignanotica detta anche Baia dei Gabbiani per la sua nutrita colonia di gabbiani reali e comuni.

Per avere tutto l’itinerario spiegato nei minimi dettagli cliccare su: http://www.turismo.regione.puglia.it/at/70/percorsonaturalistico/1618/it/Itinerario-naturalistico-nel-Gargano-n.-1-Vieste-(Foggia)

Viterbo: il Lago di Vico

mercoledì, luglio 8th, 2009

svagoedintorni_viterbo_lago_di_vico_germani_realiIl Lago di Vico è un lago di origine vulcanica, occupa una superficie di circa 12 Kmq per un perimetro di 18,8 km, con una profondità massima di 49,5 metri.

Il Lago di Vico ospita un ecosistema di eccezionale importanza e è protetto dall’omonima Riserva Naturale. Le sue acque sono ricche di pesci, tra cui il luccio, il coregone, la tinca, il persico reale, l’anguilla. Importante anche l’avifauna acquatica: la Riserva Naturale ospita più di 5000 tra folaghe, anatre selvatiche di varie specie, tra cui la moretta e il moriglione, anatre tuffatrici che vivono dove l’acqua è alta e si tuffano per alimentarsi delle alghe che crescono sul fondo del lago.

Il germano reale, l’alzavola, la marzaiola, il codone, il mestolone e la canapiglia, frequentano le acque basse intorno ai canneti. Tra i mammiferi acquatici dobbiamo registrare, purtroppo, la scomparsa della lontra e la recente colonizzazione da parte della nutria, un roditore importato dal Sud America. La leggenda vuole che il lago si originò quando Ercole estrasse dal terreno la clava che egli infisse nel terreno in segno di sfida agli abitanti del luogo.

Per la gioia dei pescatori, le acque del lago sono ricche di fauna ittica tra cui il luccio, che può raggiungere notevoli dimensioni, il coregone, la tinca, il persico reale, l’anguilla. Oltre alla pesca, si possono praticare windsurf, canoa, escursionismo a piedi, a cavallo, in mountain bike, birdwatching, deltaplano.

La Riserva Naturale ha attrezzato e indicato diversi sentieri, di cui uno adatto anche ai non vedenti, con segnalazioni in braille. Per i ciclisti, è assolutamente da consigliare il periplo del lago: dal Ristorante “La Bella Venere”, dove è possibile parcheggiare le auto, passando per il sentiero di Pantanacce (accesso da loc. Cerreto) che costeggia la zona umida omonima, di grande interesse anche per i birdwatchers. I ciclisti più allenati, potranno invece affrontare ripidi tornanti e transitare per la vetta di Monte Fogliano. Tra i più interessanti percorsi da fare a piedi vi è quello che porta da località Canali alla vetta di Monte Venere, al Pozzo del Diavolo e ai vicini scavi archeologici. Il giro dura circa 50 minuti.

Circondano il lago di Vico i Monti Fogliano e Venere, ricoperti di vegetazione arborea, tra cui faggi dal lungo tronco. È una delle caratteristiche principali dell’area protetta, soprattutto sulle pendici di Monte Venere: qui sono presenti, infatti, i faggi che crescono a più bassa quota (530 m) di tutto l’Appennino.

In altre aree del lago, coltivazioni di noccioli e fitti castagneti danno riparo a molte specie animali. I cartelli esplicativi della Riserva testimonino la presenza di martore, volpi, puzzole e il raro gatto selvatico, mentre sulle rive del lago, specialmente nella stagione invernale, vivono oltre 5.000 uccelli.

Non è dunque un caso che il logo stilizzato della Riserva Naturale del Lago di Vico rappresenti uno svasso.

Siti su cui reperire altre info: http://www.caprarola.com/riserva-naturale-lago-vico.htm e http://www.riservavico.it/

Info: Apt Viterbo    Palazzo Doria Pamphilj (Centro Congressuale)    Piazza dell’Oratorio 1     S. Martino al Cimino (Vt)       Tel. 0761 291000  0761 375305    0761 375321

Riserva Naturale Regionale del Lago di Vico   Caprarola     Tel. 0761 647444

Ufficio Turistico Comune di Caprarola     Tel. 0761 646157

Camaiore (Lu): Itinerario Trekking da Casoli alla Foce del Termine

sabato, luglio 4th, 2009

svagoedintorni_percorso_trekkingDa Camaiore seguiamo le indicazioni per Casoli, caratteristico borgo già abitato nel 984, arroccato sulle propaggini del Monte Matanna (m. 1317) e racchiuso ad ovest dalla zona di Setriana, e ad est dai monti Ciurlaglia e Penna. Circa un chilometro oltre il piazzale del paese, dalla carrozzabile parte una mulattiera (sentieri CAI n. 2 e 112) che degrada verso il solco del Rio Lombricese.

Raggiunto il bivio presso una marginetta imbocchiamo a sinistra il sentiero CAI n. 2 che risale la valle di Grotta all’Onda, seguendo il torrente per un breve tratto, fino a raggiungere un ponte.

Svoltato a sinistra, dopo un breve percorso attraverso un bosco di castagni giungiamo ad una parete a strapiombo, dove si apre l’ingresso della Grotta all’Onda, sito di grande interesse paleontologico.

Spettacolari le cascatelle che sgorgano da un ampio riparo posto sul fianco ovest della grotta. Costeggiando la destra della grotta, la mulattiera sale quindi lungo il fianco sinistro della montagna, poi continua a destra sul dorso di un crinale fino ad arrivare al valico della Foce del Crocione (o del Termine), importante passo che collega la vallata di Camaiore con la Garfagnana attraverso uno dei percorsi della via Francigena.

Il passo è stretto tra il Monte Piglione (m. 1233) e il Monte Matanna, a cui si sale per una ripida ascesa attraverso la Foce del Pallone, e, in basso, dall’altopiano di Campo all’Orzo, dominato dalla mole massiccia del versante settentrionale del Monte Prana. Da qui possiamo ammirare un bellissimo panorama che spazia dagli Appennini alla costa Tirrenica, da La Spezia fino a Livorno.

Percorrendo la stessa passeggiata in direzione opposta torniamo a Casoli.

Tempo: ore 4
Difficoltà: medio – facile priva di difficoltà tecniche
Caratteristiche: bosco, prati, paleontologico e panoramico

Sardegna: il Campeggio per gli Sport Estremi

venerdì, giugno 26th, 2009

svagoedintorni_sardegna_campeggio_sport_estremi_free_climbingIn località Sos Alinos, vicino ad Orosei (Nuoro), un campeggio che risponde al nome di Porto Sosalinos ti offre la possibilità di esplorare (se ancora non li conosci) o di saggiare la tua preparazione in alcuni degli Sport Estremi più in voga in questi tempi.

Free-Climbing: varie palestre di roccia ed anche una palestra artificiale per saggiare il tuo fisico e la tua forza a confronto delle montagne.

Kite Surfing: non c’è di meglio del mare e del vento sardo per sfrecciare sulle onde con la tavola ai piedi e le mani a comandare il kite. A pochi minuti dal campeggio Porto Sosalinos una spiaggia poco frequentata e con facile accesso per sperimentare anche questo tipo di sport.

Trekking: non ci si può annoiare in Sardegna; gli itinerari da esplorare sono infiniti. Da soli o insieme alle esperte guide messe a disposizione, potrai conoscere angoli di paradiso che, senza il trekking, non si potrebbero visitare.

Bungee Jumping: uno degli sport estremi per antonomasia. Qui l’adrenalina scorre in vena molto veloce e gli occhi si perdono nello scenario che accompagna il salto nel vuoto: la piattaforma di lancio si trova all’apice della grotta marina più grande d’Europa, la Grotta dei Colombi.

Diving: il mare della Sardegna è il non plus ultra in Italia per fare immersioni. La limpidezza delle acque e la varietà dei fondali ammalia qualsiasi turista, dal principiante all’esperto.

Il link del Campeggio Porto Sosalinos è: http://www.portososalinos.it/index_it.php

Campeggio Porto Sosalinos   Strada Statale 125  km. 234,5     Calaliberotto (Nu)    Tel.  0784 91044   Email:   info@portososalinos.it

Friuli Venezia Giulia: Passeggiata ai Laghi di Fusine (Sentiero delle Acque)

martedì, giugno 23rd, 2009

svagoedintorni_friuli_venezia_giulia_trekking_laghi_fusine_sentiero_cai_512I laghi di Fusine sono due laghi (Lago Superiore e Lago Inferiore) di origine glaciale, situati nel territorio del comune di Tarvisio, in provincia di Udine, che fanno parte del Parco Naturale Regionale dei Laghi di Fusine, ambiente ideale per fare trekking.

Dai laghi di Fusine si possono intraprendere varie escursioni di diversa lunghezza. Oltre al classico giro dei due laghi collegati da comodi sentieri escursionistici (tempo circa 3 ore), si segnala la possibilità di raggiungere il rifugio Zacchi (mt. 1.380), con un percorso ad anello scende verso il lago superiore. Dal lago superiore di Fusine (raggiungibile in auto da Tarvisio), imboccare il sentiero Cai nr. 512, dapprima strada forestale, poi mulattiera, fino a raggiungere il rinnovato rifugio Zacchi.

Scendere per strada forestale passando per la capanna Ghezzi.

Per info specifiche rivolgersi a: Turismo FVG Tarvisio     Tel. 0428 2135 Email: info.tarvisio@turismo.fvg.it