Clitumno (Pg): Fonti e Tempietto del Clitumno

gennaio 28th, 2009

svagoedintorni_clitumno_fonti_smallNel Comune di Campello sul Clitumno troviamo una località (appunto Fonti del Clitumno) in cui nasce il corso d’acqua che di li a poco si immetterà nel Teverone all’altezza di Bevagna.

La località era sacra al Dio omonimo, considerato fortemente autorevole per i responsi oracolari, e nelle cui acque venivano tersi i buoi destinati ai sacrifici. Il sito fortemente affascinante e suggestivo è rimasto tale anche se nelle immediate vicinanze è situata un’arteria stradale a scorrimento veloce.

Le fonti formano un piccolo lago circondato di salici e pioppi e vivissimo di numerose specie vegetali.

All’interno del parco è vietato consumare cibi e bevande.

PREZZO DEL BIGLIETTO:
Intero: €2 a persona
Ridotto (gruppi con più di 15 partecipanti): € 1,50 a persona
Bambini fino a 10 anni: gratuito

ORARI DI INGRESSO:
Dipendono dalla stagione. Per avere una panoramica completa visitare il sito Fonti del Clitumno

Fonti del Clitumno         Via Flaminia 1   06042 Campello sul Clitumno (Pg)
Tel. 0743 521141           Fax 0743 270490
email: parcostorico@fontidelclitunno.it

Non troppo lontano (circa 1 km proseguendo sulla via Flaminia) è tappa obbligatoria di visita il Tempietto sul Clitumno (conosciuto anche come Chiesa di San Salvatore): un piccolo edificio di epoca paleocristiana, eretto con parti di edifici pagani eretti vicino alle sorgenti del fiumicello.

ORARI DI INGRESSO:
dal 1 Aprile al 31 Ottobre:      dalle 08,45 alle 19,45 (dal Lunedì alla Domenica);
dal 1 Novembre al 31 Marzo: dalle 08,45 alle 17,45 (dal Lunedì alla Domenica)
Tempietto del Clitumno    Loc. Pissignano     Tel. 0743 275085

Per ulteriori info: qui

Aggius (Ot): il paese di granito ed il Museo Etnografico

gennaio 27th, 2009

svagoedintorni_aggius_paese_granitoLa Gallura è una regione della Sardegna veramente particolare. La Sardegna è un’isola già di per sé ricca di sorprese e la Gallura mantiene tutte le aspettative. Le tradizioni, i canti, i balli e persino la lingua sono diversi dal resto dell’isola.

Aggius è uno dei borghi più particolari della Gallura. Quello che colpisce al primo impatto è il granito. Si trova dappertutto: nelle costruzioni, nei campanili, nelle chiese. Il granito sia lavorato che grezzo la fa da padrone nell’estetica della cittadina.

Altri particolari da evidenziare sono i casolari locali con annessi stalle ed ovili che prendono il nome di “stazzi”. Questo tipo di abitazione venne “copiato” dalla Corsica e ad esso si deve la cultura e l’economia di Aggius tanto che si parla addirittura di una “civiltà degli stazzi”.

Altro aspetto che colpisce è la bellezza selvaggia del territorio: paesaggi che tolgono il respiro, viste che non si trovano da nessuna altra parte del mondo.

Ma la caratteristica principale di Aggius è il Museo Etnografico Oliva Carta Cannas (MEOC), che custodisce e mette in mostra tantissime testimonianze dell’artigianato locale, in particolare dell’arte della trama e della tessitura. In esposizione si trovano arnesi e strumenti tipici delle tradizioni e dei mestieri locali.

Museo Etnografico Oliva Carta Cannas  Via Monti di Lizzu 6       07020 Aggius (Ot)
Tel.    079.621029 – 349.4533208
Email: info@museomeoc.com

ORARI DI INGRESSO:
Invernale (15 ottobre – 15 maggio):  10,00 – 13,00    15,30 – 19,00       chiuso il lunedì
Estivo    (16 maggio – 14 ottobre):  10,00 – 13,00    15,00 – 20,30

Disponibili: Visite guidate all’interno del Museo anche su prenotazione.

Il sito del comune di Aggius lo trovi all’indirizzo http://www.aggius.net/

Per una visita virtuale del Museo Etnografico vai su http://www.museomeoc.com/

Isola di Capraia (Li): un Regalo dal Mare

gennaio 27th, 2009

svagoedintorni_isola_capraia_porto_paeseNove milioni di anni fa, o giù di lì, un vulcano emerse dalle acque del mar Tirreno. Prese quindi il suo posto nel mondo emerso un’isola rocciosa, priva di spiagge e quasi di baie ma ricca di grotta e piccole insenature. Gli antichi greci le diedero il nome di Aegylon Megas ( isola grande delle capre) e i romani aggiustarono il nome a Capraria. Per la sua posizione strategica nel mar tirreno fu meta di vari insediamenti fino a quando nel 1430 i genovesi la accorparono nella Repubblica di San Giorgio. Riuscirono a tenerla fino al 1926 quando fu inserita nella provincia di Livorno diventando “una delle sette perle di Venere dell’arcipelago toscano”. Comunque nel dialetto e nelle usanze l’Isola di Capraia mantiene a tutt’oggi legami forti con il capoluogo ligure e con la vicina Corsica.

Un solo centro abitato in tutta l’isola costituito dal porto turistico e dal paese che sorge sul promontorio soprastante; sono congiunti da una stradina percorribile solo a piedi.

La visita dell’Isola di Capraia non è per niente riposante: per scoprirla bisogna camminare, nuotare, navigare ma in compenso gli occhi e la mente si riempiono di immenso.

Si possono effettuare passeggiate ecologiche attraverso i sentieri che percorrono e attraversano il paesaggio aspro e roccioso per ritrovarsi all’improvviso davanti ad una paesaggio mozzafiato quale per esempio la vista della Corsica. Camminando si fanno spessissimo incontri con la fauna locale (mufloni, uccelli, conigli selvatici) e si respirano un silenzio e un’atmosfera particolare.

Si può noleggiare un’imbarcazione per poter scoprire i gioielli che la costa offre: grotte, calette (conosciutissima è la Cala Rossa), insenature, torri di avvistamento e l’unica spiaggia dell’isola raggiungibile solo via mare. Il mare è popolatissimo di enormi varietà di pesci, molluschi e vegetazione e la limpidezza delle acque permette di fare immersioni da capogiro.

Oggi l’isola vive quasi esclusivamente di turismo grazie anche al Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano che ne protegge l’ambiente terreno e marino.

Esempi di escursioni (trekking e diving) e anche tanto altro su http://www.isoladicapraia.it/

Piemonte: il Carnevale di Ivrea

gennaio 26th, 2009

svagoedintorni_carnevale_ivrea_battaglia_smallNon si può non scrivere un post sul Grande Carnevale di Ivrea. Sarà perchè io ad Ivrea ci abito ed ho vissuto (e vivo tutt’ora) questo evento magico. Il Carnevale di Ivrea è davvero una manifestazione unica nel suo genere e, forse per questo motivo, in quest’occasione, Ivrea si riempie di moltissimi turisti provenienti da ogni parte del mondo (persino dal Giappone!)

So che per chi viene da “fuori” il tiro delle arance rappresenta ben poco. Tuttavia ha un suo significato che potrai capire leggendo il profilo di un personaggio su tutti :  La Mugnaia

La Mugnaia è la donna divenuta simbolo della libertà ottenuta dal popolo in epoca feudale. All’epoca del tiranno Raineri di Biandrate, Violetta, moglie di Toniotto, giurò di non accettare il ricatto della jus primae noctis voluta dal Marchese.

Salita al castello la notte delle nozze estrasse un coltello e uccise Raineri decapitandolo. Mostrò la sua testa al popolo e diede il via alla rivolta popolare (da qui il tiro simbolico delle arance verso i carri del tiranno).

Naturalmente è molto limitativo parlare solo della Mugnaia in quanto, essendo il Carnevale di Ivrea una rievocazione storica, ci sono dei personaggi di rilievo che vanno citati:

  • Il generale e lo Stato Maggiore;

  • Il Sostituto Gran Cancelliere;

  • I Pifferi e Tamburi;

  • Gli Abbà;

  • Il Podestà e i Credendari;

  • Gli Alfieri;

  • La Scorta della Mugnaia.

Anche quest’anno il Carnevale si è addentrato nella sua più spettacolare Tradizione. Puoi saperne di più visitando il sito ufficiale:

www.carnevalediivrea.it 

Giardini Naxos (Me): la Gola dell’Alcantara

gennaio 26th, 2009

svagoedintorni_giardini_naxos_gola_alcantaraLa storia di Giardini Naxos inizia nel 735 a.C. è più precisamente quando un gruppo di coloni greci sbarca in Sicilia e fonda quella che sarà la prima colonia greca in Sicilia chiamandola Naxos come l’isola dell’Egeo. Sul promontorio di Capo Schisò si stende Giardini Naxos: il porto di Taormina e stazione turistica di rilievo. Il suo nome completo, come lo conosciamo oggi, è stato coniato solo nel 1978 quando allo storico nome Giardini fu abbinato quello di Naxos per ricordare le origini della cittadina come colonia greca.

Partendo da Taormina ed imboccando la Strada Statale 185 per Francavilla di Sicilia e percorrendola per 14 km si arriva alla Gola dell’Alcantara.  E’ un’incisione scavata dal fiume Alcantara nella lava scaturita dal cratere di Moio larga pochi metri e profonda da 20 a 25 metri, con pareti di basalto, stratificata, colorata e contorta.

Dal piazzale-parcheggio si può scendere a piedi o con ascensore sul greto sassoso del fiume. E’ possibile percorrere il letto del fiume e risalire la corrente per circa 150 m ma solo se equipaggiati a dovere, nello specifico con una salopette in gomma e stivaloni anche essi in gomma (si possono noleggiare in loco) per proteggersi dalle acque gelide e anche dalle rocce. Per chi invece è più sportivo c’è la possibilità di effettuare escursioni molto più lunghe, in compagnia di guide esperte che portano il visitatore a scoprire angoli della Gola che pochi conoscono, unendo l’arrampicata al nuoto e alla passeggiata. Le Gole dell’Alcantara sono affascinante ma potrebbero diventare pericolose se affrontate con leggerezza.

Informazioni più specifiche su questo sito.

Gerace (Rc): la Cattedrale

gennaio 26th, 2009

svagoedintorni_gerace_cattedraleGerace è una cittadina antica, alta sulla rupe, ad una decina di chilometri dalle rive del Mar Jonio, nell’entroterra di Locri ed effettivamente fondata dai profughi della Locri greca.

Assolutamente da visitare l’edificio sacro più vasto della Calabria: la Cattedrale. E’ stata consacrata due volte: la prima volta nel 1045 e la seconda volta nel 1222 alla presenza di Federico II. Vittima di terremoti ha subito nel tempo vari rimaneggiamenti e ristrutturazioni che ne hanno alterato la coerenza stilistica.

Il grandioso edificio romanico-bizantino presenta un alto impianto absidale con absidi cilindriche, e fianchi ad archeggiature. Sorpassando il barocco Arco dei Vescovi si può costeggiare l’arco settentrionale della Cattedrale, lungo la quale si aprono l’ingresso usuale al tempio e l’accesso alla minuscola corte dove prospetta la severa facciata romanica di ispirazione lombarda, con maestoso portale ad archi concentrici. Il grandioso e spoglio interno è di tipo basicale, a tre navate con colonne dai fusti e capitelli antichi, con ampio transetto e tre absidi.

Dal braccio sinistro del transetto si scende alla vasta cripta a croce greca su colonne di epoca romana imperiale. Nel braccio dopo l’altare c’è la cinquecentesca cappella della Madonna della Deitria con  decorazioni in marmi policromi e pavimento in maiolica; sull’altare è posta una Madonna in marmo di scuola pisana del secolo XIV.

La cripta comunica con la Cappella di San Giuseppe, alla quale si accede dall’esterno per un portale gotico del secolo XIV e al cui altare si trovano due statuette in pietra di fattura trecentesca.

Tante specifiche informazioni sul portale del Comune di Gerage.

Grottaglie (Ta): Quartiere delle Fabbriche di Ceramiche

gennaio 25th, 2009

svagoedintorni_grottaglie_quartiere_fabbriche_ceramicaNella seconda metà di quel difficile secolo che fu il X, gli abitanti dei borghi vicini si rifugiarono in grotte (ecco l’origine del nome) sul pendio di una collina delle Murge, nell’entroterra di Taranto dando vita ad un insediamento urbano che sarebbe diventato Grottaglie.

Conosciuta per la sua fiorente ed attivissima attività vinicola, è anche un luogo dove la bontà dell’argilla non poteva non farla diventare un luogo rinomato per le ceramiche.

Alle spalle dell’antico Castello eretto nel secolo XIV con torre angolare e mastio quadrato (risistemato nel ‘600),  si stende il Quartiere delle Fabbriche di Ceramiche. Vi operano laboratori di ceramica che, ancor oggi, seguono tradizionali sistemi artigianali: l’Arte delle Ceramica si sviluppò nella zona in età greca (anche se si dice che sia addirittura anteriore) e ampliò la sua azione nel 1400-1500 quando le ceramiche ed i vasi di Grottaglie venivano inviati verso l’Austria, il Peloponneso o la Turchia.

Curiosità ed info su http://www.ceramistidigrottaglie.it/index2.htm

Napoli: Isola d’Ischia

gennaio 25th, 2009

svagoedintorni_napoli_isola_di_ischiaNella loro avventurosa esplorazione del Tirreno, i Greci approdarono sull’Isola di Ischia a metà del Secolo VIII e la chiamarono “Pithekoussai” che vuol dire “isola dei pithoi”, i grandi vasi di terracotta che produssero in loco; fu addirittura il più grande emporio ellenico.

L’isola di Ischia fa parte del gruppo delle Isole Flegree, insieme a Procida e Vivara, ed è la maggiore dell’arcipelago ed anche delle Isole del Golfo di Napoli. Di natura vulcanica come i Campi Flegrei, non lontani (la più antica delle eruzioni note risale a più di 4000 anni fa e l’ultima nel 1302 come testimoniano in più luoghi le fumarole), ha coste fortemente frastagliate con punte, promontori e poche rade nei 34 km di perimetro.

Il paesaggio è montuoso e culmina nel Monte Epomeo (788 m), crescono pini, castagni, agrumi e la vite del vino Epomeo che prende il nome dal monte. Vi abitano pescatori, contadini, viticoltori ma è anche ambita meta di turisti per le acque termali, i bagni nell’acqua limpidissima  e per i riposanti soggiorni che si possono vivere sull’isola.

Centri abitati dell’Isola di Ischia sono: Ischia, Casamicciola Terme, Lacco Armeno e Forio.

Tante altre info cliccando qui.

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Castellana (Ba): le Grotte

gennaio 24th, 2009

svagoedintorni_castellana_grotte_graveCastellana si trova nell’entroterra a sud di Monopoli, è una cittadina millenaria le cui cavità naturali e voragini sono menzionate fin dal 917 in un atto notarile. Le vicine grotte, ora molto conosciute e meta di migliaia di turisti ogni anno, servivano ai contadini locali per gettarvi gli scarti della produzione di olio e di vino (sansa e vinacce) prima che lo speleologo Franco Anelli facesse un sopralluogo e ne consigliò l’apertura al pubblico.

Le Grotte di Castellana si trovano a circa 2 km a sud-ovest del centro abitato e formano il complesso speleologico più grandioso e bello oggi conosciuto sul territorio italiano, con splendide stalattiti e stalagmiti (accuratamente illuminate) e un percorso che si estende per circa 3 km di cunicoli, gallerie e grotte. Di origine carsica, sono il risultato del passaggio erosivo di un antico fiume sotterraneo.

Il 23 gennaio 1938 (quest’anno cade il 71° anniversario) lo speleologo Franco Anelli volle sfatare la leggenda che voleva la “grave” (ampia voragine a cielo aperto) un abisso senza fine e si infilò nella voragine scoprendo un maestoso spettacolo della natura.

Per scalinate o attraverso 2 ascensori si scende al fondo della grave, al centro della quale c’ è un gruppo di colossali stalagmiti dette Ciclopi; da qui si entra nelle grotte che si sviluppano in senso orizzontale ed in cui la temperatura è di circa 15 °C. Attraverso la Grotta Nera, cosiddetta per la presenza di scuri depositi di microrganismi, si passa alla Caverna dei Monumenti, così chiamata per la presenza di enormi stalagmiti dall’aspetto di gruppi statuari. Altri corridoi e caverne portano a quella conosciuta come la Cavernetta del Presepe con la famosa Madonnina delle Grotte; proseguendo si arriva alla Caverna dell’Altare formata da sottili stalagmiti simili a ceri. A 500 m dalla grave si apre la Caverna del Precipizio dalla quale dopo un corridoio di 450 m (Corridoio del Deserto) si giunge alla Caverna Bianca, definita “la più splendente grotta del mondo”. La Caverna Bianca fu scoperta 2 anni dopo, nel 1940, situata a 70 m sotto la terra è una completa infiorescenza di cristalli purissimi e candidi distribuita in un complesso di stalattiti e stalagmiti da togliere il fiato.

Si possono effettuare solo visite guidate ed i percorsi che si possono vivere sono due: quello completo (che arriva fino alla Caverna Bianca) e dura circa 2 ore oppure quello parziale che ha durata di 50 minuti.

A seconda del percorso vi sono differenti orari e prezzi di ingresso: per sapere tutto con precisione visitare il sito http://www.grottedicastellana.it

Sul sito anche informazioni su Come Arrivare, le Attività Didattiche e tante altre info interessanti.

Pietrabbondante (Is): Area Archeologica

gennaio 24th, 2009

svagoedintorni_pietrabbondante_area_archeologica_resti_tempioI giganteschi massi fra cui è posta di dicono localmente “morge”. Pietrabbondante è al centro di un gruppo  di monti circondati dall’Alto Trigno e dal Verrino; l’interesse principale della zona è la zona degli scavi archeologici: l’Area Archeologica.

A sud dell’abitato, alle falde del monte Caraceno (o Saraceno), ci sono i resti di un centro sacro dei Sanniti, colonizzato dopo la guerra sociale (89 a.C.) dagli antichi Romani. Il nucleo più rilevante è quello del santuario italico di cui sono visibili il basamento di un grande tempio, resti di un tempio minore, porticati, botteghe ed un teatro ricavato nel pendio della collina.

Per gli amanti del genere un’escursione da non perdere.

Area Archeologica del Teatro-Tempio Sannitico    loc. Calcatello   Pietrabbondante      Tel. 0865 76129

ORARI DI VISITA:
estivo:  08,00-20,00
invernale:  08,00-tramonto

BIGLIETTI DI INGRESSO:
Intero € 2
Ridotto € 1,00 da 18 a 25 anni
Gratuito fino a 18 anni e oltre 65 anni

Per avere esaurienti informazioni clicca qui.