Grottaglie (Ta): Festa di San Ciro

gennaio 20th, 2009

svagoedintorni - grottaglie festa san ciro processioneGrottaglie è una cittadina nell’entroterra tarantino e alla fine del mese di Gennaio di ogni anno festeggia il Santo patrono e protettore della città: San Ciro. La storia racconta che San Ciro nacque ad Alessandria d’Egitto tra il terzo ed il quarto secolo ed nella città natale esercitava l’arte medica. Fu costretto a ritirarsi nel deserto dopo una condanna da parte del prefetto della città. Un successivo ritorno ad Alessandria non fu felice in quanto fu perseguitato ed arrestato di nuovo. Il suo corpo riposò in un primo tempo a Roma e poi fu trasportato a Napoli. Proprio Napoli crea il legame tra San Ciro e la città di Grottaglie, infatti proprio a Napoli il Gesuita Francesco de Geronimo diviene devoto a San Ciro e porta il corpo a Grottaglie. I due diventano così il compatroni della città.

La festa popolare avrà inizio il 22 Gennaio con la traslazione della statua di San Ciro dalla Chiesa dei Paolotti alla Chiesa Madre. Le giornate clou dei festeggiamenti sono il 30 Gennaio quando viene benedetta ed accesa la “Foc’ra” o “Pira” (una catasta di tralci di vite e altri alberi al culmine della quale è posta l’mmagine del Santo) ed il giorno successivo, il 31 Gennaio, con la processione per le vie della città della Venerata Immagine del Santo. A ltermine della processione, la Statua di San Ciro entra nella Chiesa Madre dove viene ufficiata la Santa Messa  concelebrata dal Parroco e dall’Arcivescovo. La Statua di San Ciro tornerà nella sua sede abituale della Chiesa dei Paolotti domenica 5 febbraio.

La manifestazione ricorre ogni anno ed attira gli abitanti della cittadina e anche numerosi turisti.

Info: Comune di Grottaglie

Email: sportelloturisitico@comune.grottaglie.ta.it

Numero Verde: 800545333

Trentino: Il Sentiero Etnografico del Rio Caino

gennaio 20th, 2009

svagoedintorni_riocainoPer tutti gli amanti dello svago “sano” il Sentiero Etnografico del Rio Caino di Cimego rappresenta indubbiamente un’attrazione di rilievo. Esso è infatti un museo all’aperto impregnato di storia, eresie e lavori artigianali. Gli antichi mestieri e la cultura contadina sono testimoni del lavoro di un popolo abituato alle sinergie con la Natura ed il paesaggio.

L’ingresso al Sentiero è una suggestiva passerella sospesa sul fiume Chiese che introduce il visitatore ad un mondo lontano fatto di agricultura, gente semplice ed allevamento di bestiame.  Lungo il sentiero vi sono numerosi insediamenti  artigianali oramai dimenticati dal nostro tempo e non è raro trovare ancora fabbri dediti alla forgia dei metalli.

Un secondo, ma non meno importante, elemento di attrazione è costituito dalle macine di un vecchio mulino che mostrano, nella sua interezza, il processo di macinazione del frumento.

Non possono passare in secondo piano le testimonianze e le tracce lasciate dalla Guerra e rappresentate da camminamenti militari, trincee e due cannoni del 1914-1918.

Per saperne di più:

www.valledelchiese.tn.it

 

Monte S. Angelo (Fg): La Foresta Umbra

gennaio 20th, 2009

svagoedintorni - foresta umbra orchideaLa parte centro-orientale del Gargano è occupata dalla Riserva Naturale della Foresta Umbra, un’area protetta di grande interesse sia a livello di flora che di fauna. Il nome di Umbra deve la sua origine forse ad una popolazione umbra che risiedeva nella zona oppure più probabilmente al latino il cui significato è cupa-ombrosa come le tante zone d’ombra che si possono vivere all’interno della foresta.

La totalità del territorio della Foresta Umbra è stato suddiviso in quattro zone: la zona D è quella ambientalmente meno importante in quanto si tratta delle zone dei paesi che fanno parte della foresta e che si percorre in auto; dalla zona C inizia il divieto al traffico per i veicoli a motore ma ci si può circolare liberamente a piedi o con biciclette; la zona B è la vera Foresta Umbra dove ad esempio è severamente vietato alzare al voce; infine c’è la zona A recintata in cui vivono la maggior parte degli animali.

A livello di Flora si trovano alberi quali cerri, faggi, querce, aceri, tigli, carpini. Gli alberi sono per la maggior parte secolari con altezze e circonferenze di rilievo. Negli ultimi decenni sono stati effettuate operazioni di rimboschimento con pini neri, abeti, castagni. Nel sottobosco sono presenti varie specie di flora erbacea: orchidee, anemoni, viole, ciclamini. A livello di Fauna, la Foresta Umbra ospita varie specie di animali alcune comuni altre rare, tra cui gatti selvatici, daini, donnole, cinghiali, caprioli. Si trovano anche molte specie di volatili.

La zona da poter esplorare è suddivisa in 14 percorsi, alcuni da percorrere a piedi altri da poter effettuare in bici (che si possono noleggiare anche in loco).

Come visitare l’area: La riserva è raggiungibile, in auto, dall’autostrada A14 Adriatica, uscendo al casello di Poggio Imperiale – Lesina, e percorrendo la strada a scorrimento veloce de Gargano in direzione Vico del Gargano, fino al termine della stessa, si seguono poi le indicazioni per Foresta Umbra – Monte Sant’Angelo. La Riserva dista circa 13 chilometri.

Servizi per i visitatori: sono in funzione il Centro Visitatori delle riserve naturali statali del Gargano (diorama del Gargano, tabelloni espositivi, reperti litici, xiloteca, ricostruzione di una stazione di carbonai, arboreo didattico), l’Ufficio informazione, sentieri pedonali, aree di sosta e da pic-nic attrezzate. Il museo è aperto dalla Domenica delle Palme fino al 30 settembre dalle ore 9.00 alle 18.00, si può prenotare nel restante periodo (telefono 0884/88055).

Riferimenti: Corpo Forestale dello Stato – Ufficio territoriale per la biodiversità di Foresta Umbra telefono 0884560944

Per informazioni più specifiche il sito da consultare è quello del Corpo Forestale dello Stato.

Sardegna: le Catacombe di S. Antioco

gennaio 19th, 2009

svagoedintorni-sant-antioco_thumbLe Catacombe di S. Antioco sono situate sotto il pavimento (come usanza dei tempi) della chiesa di Sant’Antioco sulcitano.

Scavate nella roccia, rappresentano un reperto suggestivo e di indubbio fascino essendo, oltretutto, le uniche catacombe della Sardegna.

Vi si accede direttamente dall’interno della Basilica e si presentano in due nuclei principali: quello di santa Rosa (la madre di Sant’Antioco – martirizzata anch’essa in Sardegna) e di Sant’Antioco appunto. Alla catacomba del Santo (realizzata tra il IV ed il VII secolo d.C.), come già detto, vi si accede dall’interno della Chiesa. Dietro questa sala ce n’è una seconda dove vi venivano seppelliti i personaggi più importanti della scena cristiana.

Da sottolineare che le pareti presentano ancora tracce di pittura stimate intorno al IV secolo d.C.

I recenti scavi archeologici stanno dando alla luce nuove scoperte che, molto presumibilmente, sveleranno alcuni ambienti ancora inesplorati.

Cliccando su questo link  potrai scaricare un pdf di 78 pagg. davvero molto interessante….

È previsto un servizio di visita guidata e il giro completo dei reperti dura circa un’ora e mezza

 

Viterbo: il Centro Storico

gennaio 19th, 2009

svagoedintorni - viterbo centro storico profferloIl primo impatto che si ha con la città di Viterbo è una cinta muraria di tutto rispetto: mura castellane che cingono la città per circa tre chilometri, mura difensive che sono state costruite in più riprese dal 1095 fino al 1268 quando è stato chiuso l’intero “abbraccio” della città. Le mura come si vedono oggi sono in gran parte state modificate e ristrutturate a causa di vari agenti prima fra tutte la guerra. L’antico abitato racchiuso tra le mura viene comunemente chiamato “dentro Viterbo” per distinguerlo dal “fuori Viterbo” in cui troviamo gli edifici più nuovi e dove la città sta espandendo le proprie costruzioni.

Ogni città ha un proprio colore e quello di Viterbo è evidentemente il grigio a volte perlato, a volte cupo come la pietra vulcanica da cui ha origine: il peperino.

Il cuore del centro storico, colmo di chiese romaniche e spettacolari palazzi di ogni epoca, fa riferimento ai quartieri medievali di San Pellegrino e Pianoscarano. Lo scenario è di una suggestione incredibile: piazzette, vicoli, archi, palazzi, torri, fontane. Numerosi le botteghe di antichità e i laboratori di ogni genere.

Più ampie informazioni su: Viterbo

Diamante (Cs): il paese dei Murales

gennaio 19th, 2009

svagoedintorni - diamante murale fiabe calabresiDiamante è stata ribattezzata la “perla del tirreno” dalla scrittrice Matilde Serao per i suoi panorami mozzafiato, spiagge incantevoli di sabbia e ghiaia, verdissime montagne e scogliere vulcaniche. Il lungomare è considerato il più bello della costa tirrenica.

Ma quello per cui Diamante è conosciuta in tutto il mondo sono i suoi murales. Si tratta di circa 180 dipinti, che si possono ammirare tra i vicoli del centro storico del paese e che rendono Diamante una sorta di galleria d’arte a cielo aperto. Realizzati su iniziativa del pittore e scultore calabrese Nani Razzetti, in gran parte nel 1981 da artisti famosi e di provenienza italiana ed estera, i murales ogni anno, in giugno, vengono sottoposti a minuziosi interventi di conservazione, mentre cresce progressivamente il loro numero. Sui muri non solo dipinti ma anche poesie, una trentina, di artisti famosi.

Grazie ai suoi murales Diamante fa ormai parte del circuito delle Città dipinte, associazione di comuni promossa dall’APT di Varese, nella quale la “perla” del Tirreno occupa addirittura il primo posto, in quanto possiede il più alto numero di opere di artisti italiani.

Ulteriori informazioni su Diamante su http://www.vividiamante.com/Percorsi-turistici.aspx

 

Piemonte: il Castello di Mazzè

gennaio 18th, 2009

svagoedintorni_castello_mazze_smallPer gli amanti del genere quello del Castello di Mazzè è un appuntamento assolutamente imperdibile. Il complesso è situato sulla cima di una collina, con vista su un paesaggio suggestivo, ed è costituito da un castello piccolo del XIV secolo e da un castello di dimensioni maggiori del XV secolo.

All’interno della struttura, e più precisamente nei sotterranei, si può accedere al Museo degli Strumenti della Santa Inquisizione. Vere e proprie stanze delle torture con strumenti a dir poco agghiaccianti: tavoli di stiramento, gogna verticale, ragni spagnuoli, ferri roventi da marchio e via discorrendo.

All’interno delle mura si trova la grande Piazza d’Armi con angoli di verde dove vivono piante pregiate. Il Castello grande, recentemente restaurato, è visitabile grazie ad un servizio di percorso guidato che ne esallterà le sale: gotiche, corte nobile, e tre sale settecentesche.

Il castello è disponibile per matrimoni, cene di gala, incontri di prestigio e convegni.

Per sapere come arrivare e gli orari di visita:

http://www.castellodimazze.it/

Termoli (Cb): il Castello Svevo

gennaio 18th, 2009

svagoedintorni - termoli il castello svevoIl Castello Svevo di Termoli era parte delle fortificazioni a difesa dell’unico porto molisano e delle zone limitrofe; Federico II di Svevia, riorganizzando la difesa del Regno di Sicilia, considerò Termoli come un punto fondamentale sia come porto commerciale sia come porto militare. Probabilmente già esistente all’epoca di Federico II, il Castello venne restaurato, ampliato e decorato secondo le esigenze del tempo. Una lapide ritrovata all’interno di una delle quattro torri, fa risalire la ristrutturazione per mano di Federico II al 1247.

La fortezza è posta nel borgo antico della città e consiste in un massiccio blocco a tronco di piramide sopra il quale si erge una torre quadrata. Gli angoli della struttura si ampliano nella parte superiore in quattro torrioni circolari, probabilmente aggiunti in un secondo momento dalla costruzione del Castello; gli angoli hanno inoltre un’altra particolarità: sono orientati perfettamente verso i quattro punti cardinali.

Oggi il Castello Svevo è il simbolo della cittadina di Termoli.

Per approfondire: Castello Svevo di Termoli 

Matera: i Sassi

gennaio 17th, 2009

svagoedintorni - matera i sassi la civitaI Sassi di Matera sono due agglomerati (Sasso Caveoso e Sasso Barisano) di antiche abitazioni, abbarbicate le une alle altre e scavate nel tufo di una profonda gravina (burrone percorso dal torrente che prendo lo stesso nome). Dietro all’apparente “disordine primordiale” nascondono accorgimenti e soluzioni tecniche sofisticate.

L’insieme costituisce una trama urbana complessa, unica nel suo genere, in cui colpisce oltre che il numero immenso di grotte, la varietà delle forme, l’intrecciarsi di paesaggi e delle terrazze. La maggior parte delle abitazioni sono raggruppate intorno a piccole piazzole con cisterne (i vicinati) ed ha in muratura soltanto la facciata in quanto il resto è scavato nella nuda roccia; le strade, strette e tortuose, passano spesso sopra le abitazioni in un suggestivo labirinto di muretti e ripide scalinate.

In passato furono additati come “simbolo del degrado” ma oggi, dopo l’iscrizione nella lista dei patrimoni dell’umanità  dell’UNESCO, sono iniziati importanti interventi volti al recupero funzionale e alla salvaguardia del complesso unico al mondo.

Il Sasso Caveoso, rivolto verso sud, è disposto come un anfiteatro romano con le case-grotta che scendono a gradoni. Il Sasso Barisano, posto a nord ovest, è ricco di portali scolpiti e fregi che nascondono il cuore sotterraneo. Tra i due c’è la Civita, posto su uno sperone roccioso, è il fulcro della città antica ed ha il suo punto di riferimento nella Cattedrale.

Info specifiche sul sito ufficiale: Sassi di Matera.

Emilia Romagna: la Casa Pascoli

gennaio 16th, 2009

svagoedintorni_casapoeta_smallL’Emilia Romagna è terra fertile per Poeti ed Artisti destinati a lasciare il segno. Giovanni Pascoli è uno dei Grandi Personaggi consegnati alla storia da questa fantastica regione.

La Casa Pascoli è diventato un monumento nazionale dal 1924 (nonchè proprietà dello Stato). A causa della seconda guerra mondiale ha subito diversi ed ingenti danni. venne sucessivamente ristrutturata per cercare di valorizzarne nuovamente la struttura originale. L’unica stanza che non ha subito danni è stata la cucina.

Ma facciamo un giro “virtuale” della Casa Pascoli. Al piano terra troviamo la cucina. Come detto qualche riga fa è stata l’unica stanza a non subire danni ed a mantenere intatta la struttura originaria; il grande focolare domestico e l’acquaio in pietra. La sala prospiciente alla cucina conserva le prime edizioni delle opere del Pascoli: la raccolta “Myricae” e la raccolta di posesie latine “Carmina”.

Al primo piano si trovano la camera da letto, in cui il poeta è nato e dove si trova l’antica culla in legno, e lo studio che il poeta aveva a Bologna nell’ultimo periodo della sua vita.

La visita è accompagnata da un percorso fotografico che documenta le fasi fondamentali della vita del poeta.

Ecco i riferimenti per poter visitare la Casa Pascoli :

Museo Casa Pascoli
Via G. Pascoli, 46
San Mauro Pascoli (FC)

Curatrice: Rosita Boschetti
Tel. 0541.810100 (9.00-13.00)
Fax 0541.934084
email info@casapascoli.it
http://www.casapascoli.it/
Visite guidate su prenotazione
Orari di visita:
tutti i giorni al mattino
dalle ore 9.30 alle ore 12.30
dalle ore 16.00 alle ore 18.00 (dal 16.9 al 14.6)
dalle ore 16.00 alle ore 19.00 (dal 15.6 al 15.9)
chiuso il lunedì
giorni di chiusura: 1 Gennaio – 1 Maggio – 25 Dicembre