Posts Tagged ‘Abruzzo’

Pacentro (Aq): la Corsa degli Zingari

giovedì, ottobre 22nd, 2009

svagoedintorni_pacentro_corsa_degli_zingariPacentro è uno dei più bei centri storici dell’Abruzzo: si è conservato vivo e intatto, mantenendo immutato tutto il suo fascino fatto di vicoli strettissimi ondulati da un continuo saliscendi di gradini, di case appoggiate l’una all’altra, di antichi portali, di pietre scolpite. Val bene dunque una visita in qualsiasi giorno dell’anno, ma c’è un giorno che rende speciale la vita del paese: la prima domenica di settembre, quando si compie il secolare rito della Corsa degli Zingari. “Zingaro”, nel dialetto locale, è colui che cammina scalzo; e a correre sui pendii della montagna, scalzi i piedi, sono i giovani del paese.

Nessun racconto può rendere pienamente la forte emozione di questa corsa: la professione di coraggio e di dominio del dolore compiuta da questi giovani che, in onore della Madonna di Loreto per ricordare il volo della sua casa, si lanciano in una folle corsa a piedi nudi dalla cosiddetta Pietra Spaccata, è assoluta e ammirevole. Gli “zingari” scendono giù lungo il ripido crinale di Colle Ardinghi, tra alberi e arbusti; percorrono poi il sentiero attraverso la valle del torrente Vella, la lunga risalita del percorso pietroso che si arrampica verso il paese; raggiungono infine gli ultimi metri del tragitto, calpestando le lucide pietre della strada che porta alla chiesa.

La fatica, il dolore, la sofferenza che questi ragazzi offrono alla tradizione sono davvero terribili; muto ma efficace testimone ne è il marmo che pavimenta la chiesa di Santa Maria di Loreto, divenuto ormai rosso di sangue quando tutti gli zingari sono entrati e le porte sono state chiuse alle loro spalle, come vuole l’usanza. È ora il momento dei medici, che cercano di alleviare le sofferenze dei giovani corridori. Dopo pochi minuti le porte si spalancano ed essi vengono portati in trionfo, il vincitore in testa al corteo, stretto in mano il drappo di stoffa premio delle sue fatiche; dietro di lui tutti gli altri, nessuno escluso. La banda musicale apre il corteo con una marcia e gli spettatori riempiono le vie del paese seguendo il vincitore fino alla sua casa. Qui c’è l’incontro coi familiari e l’offerta a tutti i presenti di buon vino che viene attinto da conche di rame. Si tratta di un augurio di prosperità per la vendemmia ormai imminente.

Link con molte foto:    www.inabruzzo.it/ada/provincia%20l’Aquila/N-Q/Pacentro%20-%20corsa%20degli%20zingari/index.html

Bomba (Ch): il Lago del Sangro

mercoledì, settembre 9th, 2009

svagoedintorni_lago_di_sangro_o_di_bombaCome la maggior parte dei laghi in Abruzzo, anche il lago del Sangro (o di Bomba, come è popolarmente conosciuto) è di origine artificiale. Questo non toglie nulla al suo fascino, immerso com’è in una valle chiusa tra alti rilievi e circondato da piccoli e pittoreschi borghi.

Il bacino del Lago di Sangro si trova lungo la media valle del fiume Sangro, dal cui sbarramento è nato, nei pressi del paese di Bomba, dal nome così particolare. Il lago è chiuso verso valle da una diga in argilla battuta e si estende verso monte per una lunghezza di quasi sette chilometri fino a Pietraferrazzana e quasi a lambire l’abitato di Villa Santa Maria.

Il lago di Bomba offre interessanti possibilità di svago e relax, grazie all’ampia ricettività di cui gode (campeggi e hotel) sia nei suoi pressi che nei centri rivieraschi, ma si presta anche a simpatiche occasioni per fare una passeggiata in mountain bike o a piedi lungo le sue rive, magari noleggiando piccole imbarcazioni.

Molto pittoreschi e interessanti i paesi circostanti: sul versante meridionale, Bomba innanzitutto, antico centro arroccato sulle pendici occidentali del Monte Pallano (sulla cui vetta si trova un importante sito archeologico con maestose mura megalitiche, facile da raggiungere e visitare); Colledimezzo, un affascinante borgo arroccato sul colle Castellano, in posizione panoramica, a dominare il lago sottostante; Pietraferrazzana, un ancor più pittoresco grumo di case raccolte sotto una vertiginosa rupe, in posizione panoramica; infine Villa Santa Maria, raccolta ai piedi della immane lama rocciosa che la domina, il “paese dei cuochi” famoso nel mondo come patria di grandi chef.

Sul versante settentrionale, da un erto crinale domina la valle ed il lago l’abitato abbandonato di Buonanotte (in antico Malanotte: ma il cambio di nome non riuscì ad evitare la frana, e quindi l’abbandono dell’abitato, ricostruito a poca distanza ma su terreno più saldo, col nome di Montebello sul Sangro); poi Pennadomo, che da un punto di vista paesaggistico è un borgo incantevole, aggrappato alla base di una imponente torre di roccia scura, con la veduta della valle e del lago a fargli da sfondo.

Sito internet:   www.comunedibomba.it/index.php?IdPagina=13

Abruzzo: Eventi e Manifestazioni nel Mese di Settembre 2009

venerdì, settembre 4th, 2009

svagoedintorni_abruzzo_eventi_manifestazioniIn questo articolo inserisco alcuni tra gli eventi e le manifestazioni più caratteristici che avverranno in terra di Abruzzo durante il mese di Settembre 2009.

Il primo di Settembre 2009 una processione sale da Isola del Gran Sasso all’eremo di Santa Colomba.

La prima domenica di settembre si tengono l’impressionante Corsa degli Zingari di Pacentro, dove ragazzi del borgo si sfidano in un’emozionante gara di velocità ma soprattutto resistenza scendendo a piedi scalzi da una montagna e risalendo fino alla chiesa del paese, e la festa degli Omaggi di Serramonacesca.

Nei primi giorni di Settembre 2009 si svolge a Santo Stefano di Sessanio la tradizionale sagra della lenticchia, che chiude la stagione di questi appuntamenti.

Abruzzo: Oasi e Riserve nella Provincia di Teramo

domenica, agosto 30th, 2009

svagoedintorni_abruzzo_riserva_naturale_calanchi_atri_panoramaLa Riserva Naturale di Castel Cerreto si trova nel comune di Penna Sant’Andrea e tutela un bosco di cerro,  roverella e carpino nero, oltre a parecchie specie di arbusti tra cui la ginestra, il ginepro, il biancospino, il pungitopo. La fauna comprende uccelli rari come il barbagianni, lo sparviero, il picchio verde, mentre tra i mammiferi sono comuni la donnola, la faina, la volpe, la lepre, il ghiro, il cinghiale, lo scoiattolo e il riccio.
Sito internet: www.castelcerreto.altervista.org         www.riserveabruzzo.it/Castel%20Cerreto/index.php

Ad Atri lo scenario suggestivo dei suoi calanchi, derivanti dall’erosione di un particolare tipo di argille, è protetto dalla Riserva Naturale dei Calanchi di Atri. La scarsa vegetazione include specie tipiche di climi desertici come il cappero, il carciofo selvatico, la liquirizia. Lungo i piccoli corsi d’acqua sono diffusi il granchio di fiume e la puzzola, oltre alle onnipresenti volpi; uno degli ospiti più particolari dei calanchi è però senza dubbio l’istrice.
Sito internet: www.riservacalanchidiatri.it      www.riserveabruzzo.it/Calanchi%20di%20Atri/index.php

Il Parco Territoriale attrezzato del Fiume Fiumetto, nel comune di Colledara, tutela il letto del torrente caratterizzato da cascatelle e vegetazione di sponda, circondato da boschi di roverella, farnia, salice e pioppo e frequentato dalla puzzola, dal tasso e da molte specie di uccelli.
Sito internet: www.riserveabruzzo.it/Fiume%20Fiumetto/index.php

Infine nel tratto medio del fiume Vomano, uno dei fiumi più importanti della provincia di Teramo, alimentato dalle acque del Gran Sasso e della Laga, nel territorio del comune di Montorio al Vomano ha sede il Parco Territoriale attrezzato del Fiume Vomano, il più esteso tra le aree protette abruzzesi di questo tipo. Il fiume in questo punto scorre tra alte pareti di arenaria, scavate dalla lenta azione erosiva delle acque, e boschi di leccio. Sulle pareti nidifica il falco pellegrino, mentre nelle aree ai lati di esse troviamo il succiacapre, l’averla piccola e l’upupa.
Sito internet: www.riserveabruzzo.it/Fiume%20Vomano/index.php

Abruzzo: la Costa dei Trabocchi

sabato, agosto 8th, 2009

svagoedintorni_abruzzo_casta_trabocchi_trabocco_di_turchinoFra le peculiarità esclusive della costa dell’Abruzzo, le più note e pittoresche sono le curiose “macchine da pesca” del suo tratto meridionale: i celebri e celebrati trabocchi.

Completamente in legno, si compongono di una piattaforma, retta da lunghi pali, dalla quale il pescatore cala in mare la rete, e da una lunga e ardita passerella, anch’essa poggiata sui pali, che collega alla terraferma distante anche decine di metri.

Ammirate in un giorno di mare in burrasca, queste spettacolari macchine da pesca stupiscono per la capacità di resistere alle mareggiate nonostante l’aspetto fragile e precario. La loro origine non ha dati certi ed è difficile stabilire con precisione l’epoca in cui i trabocchi sono stati inventati. Si può ipotizzare che la loro nascita sia derivata dall’esigenza di pescare senza scendere in mare direttamente, intuendo che era più facile pescare da fermi, stando seduti su una passerella collegata alla terraferma.

A tal proposito c’è una singolare nota storica: il primo documento che parla dei trabocchi abruzzesi risale al 1400, a firma di padre Stefano Tiraboschi, un frate celestino. Nella sua Vita Sanctissimi Petri Celestini (la vita di papa Celestino V) il frate racconta del periodo trascorso da Pietro da Morrone nel monastero di San Giovanni in Venere a Fossacesia – quasi tre anni dal 1240 al 1243 –, e riferisce che il santo saliva sul colle per ammirare il mare “punteggiato di trabocchi”. Da questo si potrebbe intuire che nel 1240 (o almeno all’epoca della redazione della biografia) queste macchine da pesca fossero già una realtà diffusa; gli studiosi tuttavia non sono concordi su questa interpretazione perché ritengono che i trabocchi siano nati secoli più tardi.

I primi si incontrano dopo Ortona, quando il litorale abruzzese inizia a cambiare volto, passando dalle spiagge basse e sabbiose del teramano e del pescarese a un paesaggio più aspro e roccioso. Le ripide scogliere si alternano a brevi calette, e ovunque affiorano grandi speroni di roccia. Gabriele d’Annunzio fu stregato dal fascino di questi luoghi: nella sua tragedia Il Trionfo della Morte, scritta nella quiete della sua villa nascosta tra le rupi di questo tratto di costa, così li descrisse: “Quella catena di promontori e di golfi lunati dava l’immagine di un proseguimento di offerte, poiché ciascun seno recava un tesoro cereale. Le ginestre spandevano per tutta la costa un manto aureo. Da ogni cespo saliva una nube densa di effluvio, come da un turibolo. L’aria respirata deliziava come un sorso d’elisir”.

La residenza del Vate, Villa Italia, esiste ancora oggi. Dal cancello della villa parte un facile sentiero che scende giù verso il mare e porta a qualche decina di metri dal trabocco di Capo Turchino, uno dei più importanti dell’intero tratto di costa, citato nel Trionfo della Morte come una “macchina” che “pareva vivere di vita propria”.  

Poco più avanti sulla statale si incontra, a sinistra, il Promontorio dannunziano, il miglior luogo panoramico della zona, occupato solo da poche case e un ristorante. Poi verso sud, superando la frazione di Vallevò, si scorgono i trabocchi di Punta del Cavalluccio, ben visibili oltre la ferrovia. La bella spiaggia di ciottoli e il vicino trabocco sono i simboli classici di questo tratto di costa.

Selezione di foto:   http://adlibitum.oats.inaf.it/zappacos/pictures/trabocchi/index.html

Link interessanti:   www.cisonostato.it/page.php?id=779     e     www.viaggioinabruzzo.it/abruzzo_parchi_riserve/costa_trabocchi.htm

Abruzzo: Eventi e Manifestazioni nel Mese di Agosto 2009

giovedì, agosto 6th, 2009

svagoedintorni_abruzzo_eventi_manifestazioniIn questo articolo inserisco alcuni tra gli eventi e le manifestazioni più caratteristici che avverranno in terra di Abruzzo durante il mese di Agosto 2009.

Divide con luglio, la stagione delle sagre e delle feste patronali. Il loro calendario è ricchissimo e spesso esse si sovrappongono nelle stesse date in paesi vicini, creando davvero l’imbarazzo della scelta.

Nella sontuosa e incantevole cornice del centro storico rinascimentale, a Pescocostanzo si tengono le processioni del patrono San Felice (8 agosto) e della Madonna del Colle (15 agosto).

Sempre il 15 Agosto 2009 si tengono la festa del Catenaccio di Scanno e la fiera dell’Assunta di Castel Castagna, ai piedi del Gran Sasso.

Seguono la festa di San Rocco a Castelvecchio Subequo (il 16 agosto) e il pellegrinaggio da Fornelli a Villalago (dal 19 al 21 agosto 2009).

Il 25 agosto, a Roccamorice, si svolge la processione di San Bartolomeo, con salita al suggestivo eremo incastonato in uno dei più scenografici valloni della Majella. L’ultima domenica di agosto si tengono le feste del Solco Diritto a Rocca di Mezzo e di San Donato a Castel di Ieri.

Completa il calendario del mese la famosa Perdonanza Celestiniana a L’Aquila (il 28 e 29 agosto 2009): fu Celestino V ad istituire questa ricorrenza, donando alla città una Bolla Papale dove si stabiliva che chiunque avesse attraversato la Porta Santa della basilica di Collemaggio,“con animo sinceramente contrito e pentito”, nelle 24 ore che correvano tra il vespro del 28 agosto e quello successivo, avrebbe ricevuto il perdono totale dei propri peccati. Dopo sette secoli sono ancora oggi migliaia i fedeli che compiono questo rito.

Un appuntamento molto interessante è la fiera della pastorizia che si svolge agli inizi di agosto sul fantastico altopiano di Campo Imperatore, in territorio di Castel del Monte, e vede la partecipazione di decine di allevatori con migliaia di pecore al seguito: davvero uno spettacolo d’altri tempi.

A Padula, tra i Monti della Laga, si svolge una bella manifestazione che rievoca la presenza dei briganti tra queste valli.

A Tagliacozzo il Festival di mezza estate e a Gioia dei Marsi il Teatro di Gioia.

Abruzzo: Oasi e Riserve nella Provincia di Chieti

martedì, luglio 28th, 2009

svagoedintorni_abruzzo_riserva_regionale_lago_serranellaIn provincia di Chieti troviamo la Riserva Naturale e Oasi WWF del Lago di Serranella, alla confluenza dei fiumi Sangro ed Aventino. Il nucleo principale è costituito da un invaso artificiale con acqua poco profonda, notevolmente ricca di avifauna (vi sono state censite oltre 200 specie!): ospita vere e proprie rarità come l’airone bianco maggiore, la cicogna nera, il fenicottero.
Sito internet: http://www.riserveabruzzo.it/Lago%20di%20Serranella/index.php  oppure   http://www.wwf.it/client/render.aspx?root=1059&content=0

Nei comuni di Rosello e di Agnone, che è in Molise, c’è l’Oasi WWF dell’Abetina di Rosello che tutela uno degli ultimi boschi misti con abete bianco ancora presenti in Abruzzo, popolato dal lupo, dal gatto selvatico, dal capriolo e dal picchio nero.
Sito internet: http://www.riserveabruzzo.it/Abetina%20di%20Rosello/index.php   e   http://www.cearosello.it/ambiente.htm

Nel comune di Orsogna il piccolo Parco Territoriale dell’Annunziata, tutela un profondo vallone con un fitto bosco di leccio, roverella e alloro, popolato da uccelli e piccoli mammiferi.
Sito internet: http://www.orsogna.net/parco_annunziata.asp?ID=1&titolo=Presentazione

A Torino di Sangro il Biotopo delle leccete litoranee tutela l’ultimo bosco spontaneo del litorale abruzzese, composto da roverella e cerro cui si associano il carpino orientale, l’olmo, il leccio e le specie della macchia mediterranea.
Sito internet: http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/vegetazionali/lecceta_torino_sangro.htm

Il vicino Biotopo del bosco di Don Venanzio, in comune di Pollutri, custodisce invece un suggestivo bosco ripariale di frassino, pioppo e farnia.
Sito internet: http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/vegetazionali/bosco_don_venanzio.htm

L’unica riserva marina sulla costa abruzzese è, a nord di Vasto, il delicato ambiente a falesia, dune e spiaggia sabbiosa tutelato dalla Riserva Naturale Regionale di Punta Aderci (o Punta d’Erce).
Sito internet: http://www.riserveabruzzo.it/Punta%20Aderci/index.php e http://www.puntaderci.it/

Abruzzo: la Tavola dei Briganti sulla Majella

mercoledì, luglio 22nd, 2009

svagoedintorni_abruzzo_majella_tavola_dei_brigantiUna delle più originali e toccanti testimonianze storiche che la Majella offre e conserva è la Tavola dei Briganti, un insieme di lastroni calcarei affioranti in quota, poco oltre la Selletta Acquaviva, sui quali molti pastori e alcuni briganti hanno graffito i loro nomi, le loro storie, i simboli delle loro vite.  La Tavola dei Briganti si trova sulla Majelletta, poco oltre la località del Blockhaus, che pure c’entra molto con la nostra storia.

Il Blockhaus, del quale restano in piedi i ruderi, era infatti un avamposto fortificato, costruito nel 1866 dalle truppe sabaude per contrastare il Brigantaggio nel cuore del territorio da esso controllato. Combattuti e stanati nel proprio territorio, i briganti venivano dunque ad irridere i soldati piemontesi, incidendo nottetempo i loro nomi e lasciando i loro messaggi antiunitari proprio sotto il loro naso, a due passi dal fortino.

Bisogna dire che non tutte le iscrizioni della Tavola sono di briganti, anzi la maggior parte di esse è stata lasciata dai pastori, che da sempre frequentavano con le proprie greggi le pendici e gli alti pascoli della montagna. Nelle lunghe ore di inattività passate a guardia delle greggi, presero l’abitudine di graffire su quelle belle rocce piane e ampie come lavagne i propri nomi, i luoghi di provenienza, le date di passaggio. I briganti si mescolarono a questa umanità sola, nostalgica, dispersa sulla montagna, e incisero anch’essi i segni della propria irridente prossimità ai soldati. La più bella iscrizione recita:

LEGGETE LA MIA MEMORIA
PER I CARI LETTORI
NEL 1820 NACQUE VITTORIO EMANUELE II RE D’ITALIA
PRIMO IL 60 ERA IL REGNO DEI FIORI
ORA È IL REGNO DELLA MISERIA

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Abruzzo: i Tholos della Majella

sabato, luglio 18th, 2009

svagoedintorni_abruzzo_tholos_maiellaPer strappare terra e pascolo alla montagna, con la pietra i pastori e i contadini della Majella hanno scritto un capitolo non trascurabile della storia dell’architettura dell’Abruzzo, dando vita a una tipologia di costruzioni spontanee frequentissime sulle balze ed i pascoli della montagna: le capanne a Tholos, dette in dialetto “pajare”. Innalzate con un ingegnoso sistema di costruzione a secco, senza l’uso di cementi, il principio costruttivo su cui si basano non conosce i fondamenti ingegneristici né degli archi, né della volta. L’elevazione, infatti, avviene per sovrapposizione concentrica a rastremare di ricorsi di pietre: in sostanza, ogni giro viene semplicemente poggiato su quello inferiore, spostato leggermente verso l’interno di qualche centimetro. In questo modo, a fine costruzione, come per magia, solo un’ultima pietra poggia sulle altre a chiudere la pseudo-volta così realizzata. La struttura non implode perché ogni pietra risulta concatenata a spinta con le vicine.

Geniali poi i metodi usati per creare gli ingressi alle capanne a Tholos, che variano dal semplice architrave orizzontale fatto con un unico blocco di pietra allungato, a diverse forme di archi o triangoli di scarico, ottenuti con varie pietre puntellate le une contro le altre. Grazie ad un lungo lavoro di ricerca e di catalogazione sviluppato dallo studioso Edoardo Micati, oggi tutte le capanne a Tholos della Majella sono state catalogate, classificate e protette da una apposita legge regionale.

La maggior parte dei Tholos che si possono ancora oggi ammirare sui pendii della Majella venne costruita dalle epoche remote fino agli anni Cinquanta del ’900, con tecnica immutata. In molti casi sono ancora usate per lo più dai pastori in estate, ma anche come stalle, fienili e deposito di attrezzi agricoli.

Molti di essi sono state recuperate grazie a recenti progetti di restauro e salvaguardia. Per ammirare i Tholos si può fare una facile escursione nelle aree dell’Abruzzo dove sono più abbondanti, ossia le Case Pagliari, il Fosso Capanna e la Majelletta nel territorio di Roccamorice, la Cerratina e il Fosso Sant’Angelo nei dintorni di Lettomanoppello, Decontra nel comune di Caramanico, la Valle Giumentina nel territorio di Abbateggio. Per vederne in abbondanza stando comodamente in auto basta seguire la strada che da Roccamorice sale verso la Majelletta.

Ulteriori info su: http://www.abruzzocultura.it/abruzzo/le-capanne-a-tholos-della-majella

Abruzzo: Oasi e Riserve nella Provincia di Pescara

venerdì, luglio 10th, 2009

svagoedintorni_abruzzo_riserva_naturale_pineta_santa_filomenaNei pressi di Popoli la Riserva Naturale delle Sorgenti del Pescara tutela una straordinaria e imponente risorgenza, che forma un vero e proprio laghetto, limpido e cristallino, circondato da boschi e canneti. Percorrendo il sentiero che lo costeggia si rimane stupiti dal numero di sorgenti, spesso affioranti con polle: se ne contano più di 60. L’acqua proviene direttamente dal Gran Sasso, dal grande acquifero di Campo Imperatore, e dopo un percorso sotterraneo di circa 30 chilometri riaffiora nella Riserva. Nei suoi circa 50 ettari, fra i fitti canneti e le molte specie acquatiche come il ranuncolo d’acqua, la brasca di laguna, il giaggiolo d’acqua e il giglio d’acqua, vivono oltre 100 specie di uccelli acquatici fra stanziali e di passo, come l’airone cenerino, la folaga, la gallinella d’acqua, il martin pescatore.

Situ internet su cui raccogliere altre info: http://www.comune.popoli.pe.it/cultura_turismo/ris_capoPescara.htm  e http://www.riserveabruzzo.it/Sorgenti%20del%20Pescara/index.php

A pochi chilometri dal centro storico di Penne, sul lago artificiale realizzato negli anni ’60 per scopi irrigui, è stata istituita la Riserva Naturale e Oasi WWF del Lago di Penne, una delle zone umide più frequentate dagli uccelli di passo durante il periodo delle migrazioni. La Riserva, che ai boschi di roverella sulle pendici dell’invaso contrappone saliceti e pioppeti lungo le sponde, ospita la nitticora, l’airone rosso, il falco pescatore.

Sito internet: http://www.riserveabruzzo.it/Lago%20di%20Penne/index.php

Se ci si sposta più sulla costa tra Pescara e Montesilvano (nei cui comuni è compresa), una piccola striscia litoranea di pini, quasi esclusivamente pini d’Aleppo, lunga tre chilometri e larga 50 metri è la Riserva della Pineta di Santa Filomena, istituita per preservare ciò che rimaneva, dopo l’assalto del cemento, dell’antica pineta che invece si affacciava direttamente sul mare ed era molto più estesa.

Sito internet: http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/nazionali/pineta_santa_filomena.htm

A Pescara un analogo provvedimento di tutela ha istituito la Riserva Naturale della Pineta dannunziana, un vero e proprio polmone verde nel cuore della città.

Sito internet: http://www.riserveabruzzo.it/Pineta%20dannunziana/index.php

Una delle anse del fiume Fino, pochi chilometri prima di unirsi al Tavo, costituisce il Parco Territoriale attrezzato di Città Sant’Angelo, una piccola area umida frequentata da numerose specie di uccelli.

Sito internet: http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/parchi_territoriali/citta_s.angelo.htm

Il Parco Territoriale attrezzato di Vicoli è posto a salvaguardia dei pendii tra il centro storico e il corso del fiume Nora. Protegge un bosco di roverella, acero campestre e robinia e varie specie rare di uccelli.

Sito internet: http://www.riserveabruzzo.it/Vicoli/index.php

Infine a Scafa, tra la Majella e il Morrone, il Parco Territoriale attrezzato delle Sorgenti Sulfuree del Lavino tutela un ambiente davvero particolare, nel quale pioppi e salici contornano spettacolari pozze d’acqua sulfurea risorgente dallo splendido color turchese, grazie a particolari alghe verdi ed azzurre che ricoprono i fondali. Ospita una fauna davvero interessante: gallinelle d’acqua, usignoli di fiume, picchi verdi, ballerine gialle e martin pescatore, insieme a piccoli mammiferi come ricci, donnole, faine e tassi.

Sito internet: http://www.parcolavino.com/