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Capri (Na): Grotta del Castiglione

martedì, maggio 26th, 2009

svagoedintorni_capri_grotta_del_castiglione_ingressoLa Grotta del Castiglione, che si apre sulla ripida parete meridionale dell’omonimo colle dell’isola di Capri, fu frequentata probabilmente già a partire dall’età neolitica, quando fu utilizzata come comodo e spazioso riparo, in posizione di controllo sul mare e sulla costa.

In età romana la Grotta del Castiglione divenne, invece, il ninfeo della soprastante villa: a tale periodo vanno riferiti i numerosi resti di strutture, tra cui una cisterna. In età medioevale, costituì il rifugio degli abitanti dell’isola durante le incursioni dei pirati: vi furono costruite opere di difesa e di avvistamento che, probabilmente, distrussero le costruzioni precedenti.

Divenne proprietà di Giorgio Cerio, che fece abbattere le strutture medioevali, ripristinò la cisterna romana, vi costruì una casetta ed eseguì degli scavi, durante i quali rinvenne dei vasetti traforati, usati in età romana per la coltivazione dei fiori che adornavano la grotta-ninfeo.

Info su: http://www.capri.it/it/itinerari-spericolati

 

Capri (Na): Villa di Gradola

sabato, maggio 16th, 2009

svagoedintorni_capri_villa_di_gradola_mappaLa Villa di Gradola a Capri è posta immediatamente al di sopra della Grotta Azzurra.

Come tutti gli impianti di “villae maritimae”, la villa si caratterizzava per una serie di ambienti disposti a festone e a terrazze, in posizione panoramica, lungo il pendio. La Villa di Gradola, scavata nell’Ottocento dal colonnello americano Mac Kowen, che vi rinvenne capitelli, frammenti di statue, di colonne, di pavimenti e di cornici in marmo, in parte murati nelle pareti della Casa Rossa ad Anacapri, subì, in antico, dei rifacimenti: vi si riconoscono, oggi, nel folto della vegetazione, alcune cisterne e, sulla terrazza superiore, sei piccoli ambienti, dei quali uno con resti di intonaco giallo su zoccolo rosso e pavimento a mosaico bianco.

Attraverso una scala tagliata nella roccia, rifatta in epoca moderna, la Villa di Gradola comunicava con la Grotta Azzurra, nella quale, oggi come allora, si accedeva con piccole barche attraverso la stretta apertura, il cui piano fu probabilmente levigato in età romana per facilitare il passaggio: tale piano separa l’ingresso dall’ampia finestra sottomarina che determina i noti effetti di luce nella grotta.

Nella parte interna di questa vi è un piano inclinato, che aveva la funzione di piccolo approdo, accanto al quale è un vano quadrangolare con pavimento in cocciopesto interpretato come luogo di sosta. Un cunicolo tagliato nella roccia e ritenuto un collegamento segreto tra la grotta e la villa di Damecuta, aveva, forse, la funzione di captare acqua.

La conferma dell’uso della grotta, in età romana, come ninfeo lussuosamente decorato si è avuta in anni recenti con la scoperta sui suoi fondali di alcune statue raffiguranti Tritoni e il dio Poseidon: le statue, tagliate all’altezza delle ginocchia, dovevano essere collocate lungo le pareti, a pelo d’acqua, per dare l’impressione che emergessero dal mare.

Capri (Na): Palazzo a Mare

lunedì, maggio 4th, 2009

svagoedintorni_capri_palazzo_a_mareUna delle ville romane più significative è localizzata nell’area che porta il nome di Palazzo a Mare. La villa si estendeva su di una vasta superficie che va dalla punta Bevaro alla spiaggia nota come “Bagni di Tiberio”, disponendosi con vari nuclei tra mare e promontorio, secondo la tipologia della villa marittima caratterizzata da elementi architettonici sparsi, in posizione panoramica, nel contesto naturale.

La villa romana, attribuita ad Augusto con successivi rifacimenti dovuti a Tiberio, fu scavata e depredata di pavimenti, capitelli e lastre marmoree dall’austriaco Hadrawa, nel Settecento; subì ulteriori danni durante l’occupazione francese, agli inizi dell’Ottocento, quando la parte centrale fu trasformata in piazza d’armi e vi fu costruito un fortino; l’attività edilizia ha, poi, trasformato ulteriormente l’aspetto dei luoghi, per cui dell’antica dimora imperiale non restano che spezzoni di muri di terrazzamento, alcune cisterne e scarsi avanzi dei quartieri residenziali.

Di questi resti mancano studi approfonditi che contribuiscano a creare un quadro unitario del complesso: da un’analisi sommaria sembra che il grandioso sistema di costruzione e di approvvigionamento idrico sia concepito secondo un piano unitario e, pertanto, non ascrivibile a due diverse fasi. Secondo il Maiuri, la residenza vera e propria, di modesta estensione, era nell’area dell’ex-fortino, poi trasformato in villa privata, dove sono ancora riconoscibili alcuni ambienti di incerta funzione, cisterne, un impluvium (vasca per raccogliere l’acqua piovana) rivestito di marmo, resti di pavimenti a mosaico; molti frammenti marmorei appartenenti alla collezione Bismarck erano, quasi certamente, elementi di arredo della villa; nell’ampio spazio tenuto a verde, invece, si dislocavano piccoli edifici per il riposo e il godimento delle bellezze naturali e paesaggistiche: nell’area del vecchio campo di calcio va riconosciuto un grande giardino-xystus, dove passeggiava l’imperatore, con una serie di ambienti disposti all’intorno. Una rampa con gradini di marmo, attualmente nascosta dalla vegetazione, conduceva al quartiere marittimo della villa, al centro del quale si apre la grande esedra-ninfeo.

Pertinenti a questo quartiere sono alcune vasche, forse utilizzate per la piscicoltura, e altre strutture in cui si è riconosciuto un porticciolo di approdo alla villa. Strutture sommerse sono relative a impianti per la piscicoltura mentre un quartiere rustico dell’area Palazzo a Mare era, probabilmente, ubicato dove sorge l’attuale campo di calcio.

Capri (Na): Villa Imperiale di Damecuta

domenica, maggio 3rd, 2009

svagoedintorni_capri_villa_imperiale_di_damecuta_mappaSul versante occidentale dell’isola di Capri è situata la Villa Imperiale di Damecuta che con Villa Jovis e la villa di Palazzo a Mare, tutte collocate ad altezze differenti, forma una sorta di cordone che viene a occupare le due estremità e la parte centrale dell’isola con una visuale completa del golfo di Napoli da punta Campanella a Ischia.

L’area, già nota per rinvenimenti di strutture e frammenti marmorei, divenne campo di addestramento militare e fu interessata dalla costruzione di un forte durante le lotte tra Inglesi e Francesi per il possesso dell’isola agli inizi dell’Ottocento; inoltre, i resti affioranti furono variamente manomessi o riutilizzati dai contadini che non esitarono a distruggere o rivendere parti di colonne e lastre di marmo. Difficile conoscere l’originaria estensione del complesso, del quale oggi restano alcune strutture disposte lungo il ciglio del costone roccioso, caratterizzate da possenti sostruzioni ad archi.

Il nucleo più ampio è rappresentato da alcuni ambienti di incerta funzione organizzati intorno a una costruzione semicircolare, nella quale è, probabilmente, da riconoscere un belvedere. Da questo, inoltre, ha inizio la lunga loggia dell’ambulatio (viale per il passeggio) pavimentata in cocciopesto, aperta sul panorama dal lato del mare, dove si conservano i resti di alcune colonne in laterizio rivestito di intonaco, che servivano, forse, a sostenere un pergolato; dal lato del monte, la loggia è delimitata da un muro nel quale si aprono alcune nicchie, nelle quali erano collocate panche per il riposo.

Dal lato opposto al belvedere, in prossimità della torre medioevale, attraverso una ripida scala, si accede a un quartiere posto a una quota inferiore con alcuni ambienti di soggiorno con tracce di intonaco alle pareti e un piccolo “cubiculum” (stanza da letto) nel quale si conservano piccoli resti del pavimento a mosaico e presso il quale si rinvenne un torso nudo efebico.

La villa si inserisce nella tipologia delle “villae maritimae”, tra le quali vanno annoverate anche quelle che, pur in posizione dominante, avevano il mare come elemento principale del paesaggio: caratteristici sono gli ambienti perfettamente inseriti nel paesaggio, disposti a festone in posizione panoramica. Incerta è l’etimologia del nome Damecuta.

Info su: http://www.capri.it/it/damecuta

Capri (Na): Muro Greco

giovedì, aprile 30th, 2009

svagoedintorni_capri_muro_grecoNelle facciate posteriori delle case che si aprono su via Longano a Capri è riconoscibile il cosiddetto “Muro Greco”: costruito in grossi blocchi irregolarmente squadrati, aveva la funzione di difendere l’area priva di protezione naturale che forma la sella di Capri, tra le colline di S. Michele e del Castiglione.

Si conserva, oggi, il solo tratto sottostante la collina di S. Michele, mentre la sua prosecuzione sotto l’attuale Piazzetta e lungo il crinale della collina del Castiglione è conosciuta attraverso notizie bibliografiche. Incerta è la sua datazione.

Nel corso dei secoli le mura sono state oggetto di numerosi rifacimenti, tanto che, in mancanza di dati archeologici più precisi, appare, oggi, più corretto definirle «mura preromane».

Capri (Na): Scala Fenicia

martedì, aprile 28th, 2009

svagoedintorni_capri_scala_feniciaFino al 1874 l’unica via di comunicazione tra Capri e Anacapri era la cosiddetta Scala Fenicia. Si tratta di un ripido tracciato con gradini originariamente tagliati nella roccia che parte da Marina Grande, nei pressi di Palazzo a Mare, e, inerpicandosi lungo il costone roccioso, supera un dislivello di circa m 200 fino ad arrivare alla rupe di Capodimonte ad Anacapri, nei pressi di Villa San Michele, dove si apriva la porta medievale di accesso alla cittadina.

Incerta è la sua datazione.

Lo strano appellativo (Scala Fenicia) non deve essere messo in relazione con una reale presenza fenicia sull’isola, che tutt’ora non trova alcun fondamento.

L’aggettivo “fenicia” è probabilmente da attribuire a quella esasperata tendenza degli eruditi sette-ottocenteschi, in particolare napoletani, a riconoscere ai Fenici una presenza nel Mediterraneo anteriore ai Greci e ad attribuire a queste genti orientali tutte le realtà (nomi di luogo o reperti archeologici, come appunto la scala caprese) ritenute in qualche modo pre-greche.

Il più recente restauro della Scala Fenicia risale al 1998.

Altre info su Comune di Capri