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Abruzzo: Oasi e Riserve nella Provincia di Chieti

martedì, luglio 28th, 2009

svagoedintorni_abruzzo_riserva_regionale_lago_serranellaIn provincia di Chieti troviamo la Riserva Naturale e Oasi WWF del Lago di Serranella, alla confluenza dei fiumi Sangro ed Aventino. Il nucleo principale è costituito da un invaso artificiale con acqua poco profonda, notevolmente ricca di avifauna (vi sono state censite oltre 200 specie!): ospita vere e proprie rarità come l’airone bianco maggiore, la cicogna nera, il fenicottero.
Sito internet: http://www.riserveabruzzo.it/Lago%20di%20Serranella/index.php  oppure   http://www.wwf.it/client/render.aspx?root=1059&content=0

Nei comuni di Rosello e di Agnone, che è in Molise, c’è l’Oasi WWF dell’Abetina di Rosello che tutela uno degli ultimi boschi misti con abete bianco ancora presenti in Abruzzo, popolato dal lupo, dal gatto selvatico, dal capriolo e dal picchio nero.
Sito internet: http://www.riserveabruzzo.it/Abetina%20di%20Rosello/index.php   e   http://www.cearosello.it/ambiente.htm

Nel comune di Orsogna il piccolo Parco Territoriale dell’Annunziata, tutela un profondo vallone con un fitto bosco di leccio, roverella e alloro, popolato da uccelli e piccoli mammiferi.
Sito internet: http://www.orsogna.net/parco_annunziata.asp?ID=1&titolo=Presentazione

A Torino di Sangro il Biotopo delle leccete litoranee tutela l’ultimo bosco spontaneo del litorale abruzzese, composto da roverella e cerro cui si associano il carpino orientale, l’olmo, il leccio e le specie della macchia mediterranea.
Sito internet: http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/vegetazionali/lecceta_torino_sangro.htm

Il vicino Biotopo del bosco di Don Venanzio, in comune di Pollutri, custodisce invece un suggestivo bosco ripariale di frassino, pioppo e farnia.
Sito internet: http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/vegetazionali/bosco_don_venanzio.htm

L’unica riserva marina sulla costa abruzzese è, a nord di Vasto, il delicato ambiente a falesia, dune e spiaggia sabbiosa tutelato dalla Riserva Naturale Regionale di Punta Aderci (o Punta d’Erce).
Sito internet: http://www.riserveabruzzo.it/Punta%20Aderci/index.php e http://www.puntaderci.it/

Abruzzo: Parco Nazionale della Majella

sabato, giugno 20th, 2009

svagoedintorni_abruzzo_parco_nazionale_majella_etichetta_logoAspra e imponente, la Majella è ripida e compatta sul versante occidentale, si distende in alto nell’altopiano di Femmina Morta, ed è incisa sul versante orientale dai valloni più selvaggi d’Abruzzo.

L’ininterrotta presenza dell’uomo sulle sue pendici sin dall’alba dei tempi, testimoniata da giacimenti preistorici che risalgono sino al Paleolitico, costituisce l’essenza stessa, l’identità peculiare del Parco Nazionale della Majella, che è inestricabilmente custode della natura e dell’uomo.

Giacimenti paleolitici, grotte e villaggi neolitici, insediamenti delle età dei metalli, città e santuari italici e romani, eremi e luoghi di culto sacri da epoca immemorabile, grotte e iscrizioni di pastori e briganti, capanne a tholos disseminate ovunque tra i campi agricoli e i pascoli d’altura, le sue tonde e boscose pendici, i suoi alti pascoli, i suoi profondi valloni. Il fascino della Majella risiede dunque nel fatto che è sempre stata considerata una montagna sacra, grembo uterino per i suoi abitanti, materna e aborigena sin nel nome, che richiama quella Maja madre delle messi adorata dai suoi primi agricoltori. Sin dall’alba dell’uomo, è stata rifugio e fonte di vita per cacciatori e agricoltori, eremiti e pastori, soldati e briganti, carbonai e cavatori, paesani e viandanti. La gratitudine e il senso ininterrotto di dipendenza materna che ancora oggi gli abruzzesi dimostrano nei suoi confronti sono dunque ben motivati e comprensibili.

Istituito nel 1995, il Parco Nazionale della Majella ha una superficie di 74.095 ettari e comprende 39 comuni nelle province di L’Aquila, Chieti e Pescara . L’Ente Parco ha sede a Guardiagrele e uffici a Campo di Giove.

Dal punto di vista geomorfologico la Majella si presenta come un poderoso blocco calcareo, gibboso e tondeggiante, profondamente inciso da profondi valloni, culminante nel Monte Amaro ad una altitudine di 2793 metri. La posizione geografica immersa nel Mediterraneo, le caratteristiche altitudinali (almeno trenta cime superano i 2000 metri), la tormentata orogenesi, il rigore e la mutevolezza del clima rendono questa montagna unica nel suo genere e custode di una diversità biologica, fra le più importanti d’Europa, che annovera la presenza di elementi floristici mediterranei, alpini, balcanici, pontici, illirici, pirenaici e artici di grandissimo valore biogeografico, oltre che una fauna fra le più prestigiose, con molte specie rare e preziose.

Vivono sulla Majella il lupo, l’orso, il camoscio, la lontra, il capriolo, il cervo. Tra le 130 specie di uccelli spiccano l’aquila reale, il falco pellegrino, il gufo reale, il lanario, l’astore e il piviere tortolino. Le faggete ricoprono i versanti tra i 1000 e i 1800 metri, mentre sui crinali cresce il raro pino mugo, tipico di ambienti nordici. La vegetazione include oltre 1700 specie, numerose delle quali endemiche. La flora e la vegetazione attuale della montagna sono anche il risultato dell’azione umana, che sul massiccio si protrae da millenni, sin dall’invenzione stessa dell’agricoltura, come attestano le numerose pitture rupestri dipinte nei suoi santuari neolitici. Per ricavare campi da coltivare, l’uomo in passato ha distrutto i boschi di quercia e carpino nero che cingevano la montagna alle quote più basse; a quote maggiori, ha invece ridotto la faggeta per allargare i pascoli secondari per gli armenti e – in certi periodi storici – anche per l’agricoltura, che in alcune località della Majella è stata praticata anche a quote molto elevate (1500-1600 m).

È l’unica fra le montagne appenniniche a conservare in quota arbusteti contorti di pino mugo. Sopravvissuti inizialmente nelle aree più impervie ed inaccessibili alle greggi, in seguito alla crisi della pastorizia si sono riespansi nella fascia fitoclimatica propria, compresa tra i 1700 e i 2300 metri. Il pino mugo costituisce formazioni molto estese ed intricate specialmente nel settore settentrionale. Con esso, si rinvengono altre specie arbustive come il ginepro nano, il raro sorbo alpino, l’uva d’orso e altre. Una specie interessante è la sabina: anche questa come il pino mugo, distrutta in molti altri massicci montuosi, è sopravvissuta sulle rupi soleggiate da cui spesso penzola nel vuoto. La montagna custodisce anche un’altra specie rara, la varietà locale di pino nero, che l’azione dell’uomo nel tempo ha spinto a localizzarsi sulle rupi più inaccessibili della Cima della Stretta, del Vallone di Macchialunga e la Valle dell’Orfento. Gli ultimi esemplari colossali aggrappati alla roccia rimangono tuttora a sfidare la gravità e i secoli, testimonianza muta e tenace del grande patrimonio vivente del massiccio della Majella.

Nel Parco Nazionale della Majella si possono visitare piccoli centri di grande interesse storico come l’antica Pacentro, Caramanico con le sue terme, Guardiagrele col suo ricco artigianato artistico, e la splendida Pescocostanzo, dall’orgoglioso centro storico rinascimentale e barocco. Di grande interesse sono anche gli eremi e i luoghi di culto come l’abbazia di San Liberatore a Majella, gli eremi celestiniani del Morrone (Sant’Onofrio e San Pietro) e della Majella (San Bartolomeo di Legio, Santo Spirito a Majella, San Giovanni all’Orfento, Sant’Onofrio di Serramonacesca, Madonna dell’Altare), il santuario di Ercole Curino e la chiesa di San Tommaso a Salle.

Sito internet: http://www.parcomajella.it/

Brecciarola (Ch): Circolo del Golf d’Abruzzo

mercoledì, maggio 27th, 2009

svagoedintorni_campi_golfNon so se ho agito male ma da quella nottata terribile del 6 aprile 2009 non ho avuto la forza (soprattutto per rispetto alla gente di questa regione molto forte ma colpita in modo devastante) di inserire articoli che portassero l’idea di svago, divertimento e turismo verso l’Abruzzo. Gli abruzzesi avevano (ed hanno ancora) bisogno di molto altro ma ora, dopo un mese e mezzo ho pensato che anche noi di SvagoeDintorni possiamo fare qualcosa riportando l’attenzione turistica su questa meravigliosa regione italiana colpita da un catastrofico sisma.

Oggi voglio quindi riprendere a postare articoli sulle bellezze naturali, monumentali, divertenti dell’Abruzzo iniziando con un campo da golf che si chiama Circolo del Golf d’Abruzzo.

Il Circolo del Golf d’Abruzzo di trova a Brecciarola in provincia di Chieti: un percorso 9 buche doppie, mt 5747, par 72.

E’ un circolo aperto tutto l’anno con chiusura settimanale il lunedì non festivo.

DISPONIBILI:
Campo pratica; putting green; piching green, pro shop, bar, ristorante

Circolo del Golf d’Abruzzo     via Trieste      66010 Brecciarola (Ch)     Tel.  0871 684969    Fax 0871 684969    Email :  info@golfabruzzo.it

Chieti: Tempietti Romani

mercoledì, febbraio 18th, 2009

svagoedintorni_chieti_tempietti_romani_particolareNel 1935, grazie ai lavori di restauro e ripristino del quartiere e della chiesa di San Paolo, sono tornati alla luce i tre tempietti romani che costituiscono l’area sacra della città di Chieti. Dei tre tempietti, due sono gemelli e sono costituiti di pronao, cella e cripta; il terzo, notevolmente più piccolo degli altri due, manca del pronao. Inoltre il terzo è diverso anche a livello di muratura: la rozzezza della muratura e delle rifiniture, infatti, fa pensare alla costruzione del terzo tempietto in altro momento rispetto ai due gemelli.

Nei locali dei piccoli templi e delle cripte sottostanti si è raccolta una grande ed importante esposizione di monete, elementi scultorei, frammenti, iscrizioni, lapidi, busti; tutto il materiale conservato nella raccolta proviene dagli scavi effettuati nella città di Chieti e nelle zone limitrofe.

Sito internet di riferimento: TuttoAbruzzo