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Pacentro (Aq): la Corsa degli Zingari

giovedì, ottobre 22nd, 2009

svagoedintorni_pacentro_corsa_degli_zingariPacentro è uno dei più bei centri storici dell’Abruzzo: si è conservato vivo e intatto, mantenendo immutato tutto il suo fascino fatto di vicoli strettissimi ondulati da un continuo saliscendi di gradini, di case appoggiate l’una all’altra, di antichi portali, di pietre scolpite. Val bene dunque una visita in qualsiasi giorno dell’anno, ma c’è un giorno che rende speciale la vita del paese: la prima domenica di settembre, quando si compie il secolare rito della Corsa degli Zingari. “Zingaro”, nel dialetto locale, è colui che cammina scalzo; e a correre sui pendii della montagna, scalzi i piedi, sono i giovani del paese.

Nessun racconto può rendere pienamente la forte emozione di questa corsa: la professione di coraggio e di dominio del dolore compiuta da questi giovani che, in onore della Madonna di Loreto per ricordare il volo della sua casa, si lanciano in una folle corsa a piedi nudi dalla cosiddetta Pietra Spaccata, è assoluta e ammirevole. Gli “zingari” scendono giù lungo il ripido crinale di Colle Ardinghi, tra alberi e arbusti; percorrono poi il sentiero attraverso la valle del torrente Vella, la lunga risalita del percorso pietroso che si arrampica verso il paese; raggiungono infine gli ultimi metri del tragitto, calpestando le lucide pietre della strada che porta alla chiesa.

La fatica, il dolore, la sofferenza che questi ragazzi offrono alla tradizione sono davvero terribili; muto ma efficace testimone ne è il marmo che pavimenta la chiesa di Santa Maria di Loreto, divenuto ormai rosso di sangue quando tutti gli zingari sono entrati e le porte sono state chiuse alle loro spalle, come vuole l’usanza. È ora il momento dei medici, che cercano di alleviare le sofferenze dei giovani corridori. Dopo pochi minuti le porte si spalancano ed essi vengono portati in trionfo, il vincitore in testa al corteo, stretto in mano il drappo di stoffa premio delle sue fatiche; dietro di lui tutti gli altri, nessuno escluso. La banda musicale apre il corteo con una marcia e gli spettatori riempiono le vie del paese seguendo il vincitore fino alla sua casa. Qui c’è l’incontro coi familiari e l’offerta a tutti i presenti di buon vino che viene attinto da conche di rame. Si tratta di un augurio di prosperità per la vendemmia ormai imminente.

Link con molte foto:    www.inabruzzo.it/ada/provincia%20l’Aquila/N-Q/Pacentro%20-%20corsa%20degli%20zingari/index.html

San Giovanni Galermo (Ct): la Festa in onore di San Giovanni Battista

martedì, giugno 30th, 2009

svagoedintorni_san_giovanni_galermo_festa_san_giovanni_battistaL’origine del culto a San Giovanni Battista, si perdono nelle pagine della storia dell’antico casale di Galermo, comune autonomo fin dal 1926, ed oggi frazione di Catania.

A San Giovanni Galermo ogni anno il 23 ed il 24 giugno, si celebra una Gran Festa in onore del Santo Patrono: una manifestazione che richiama e fa partecipi tutti gli abitanti del paese.

Colpi di cannone al mattino del 23 giugno annunciano la vigilia della festa. Si svolge ancora dal largo abbeveratoio e lungo il rettilineo che porta il nome del Santo Patrono, una gran fiera di bestiame, utensili agricoli e prodotti artigianali, provenienti anche dalla vicina Calabria.

Nel pomeriggio le sfilate dei corpi bandi eristici e folcloristici sostituiscono le corse dei cavalli che venivano effettuate un tempo.

A sera, quando le luci della festa sono già accese, si svolge la processione con la Reliquia con la lenta e solenne partecipazione della Confraternita, antica del 1580.

Già dalle prime ore del 24 giugno a piedi, in chiesa, i pellegrini arrivano dai paesi vicini: Nicolosi, Belpasso, Motta, Camporotondo, Misterbianco, Gravina per assistere con devozione e emozione alla svelata della statua di San Giovanni Battista.

Il susseguirsi di Sante Messe precedono la solenne e trionfale uscita del fercolo alle 12,00. Il suono delle trombe, le festose note della banda, il lancio di strisce multicolori, lo sparo dei fuochi d’artificio e l’osanna di gioia della gente devota, crea un momento veramente magico.

Sul fercolo, opera lignea del 1720 a 6 colonne di stile corinzio recentemente strutturato, si susseguono i “Pueti de vara”, che in ottave siciliane, narrano la vita ed i miracoli di San Giovanni Battista.

Segue un piccolo giro del fercolo fino alla Madonnina, poi verso le 21,00 c’è la processione per le strade dell’antico borgo.

Vuoi altre info? Clicca su: http://www.festasangiovannibattista.it/la_festa_del_24_giugno.htm

San Giovanni Montebello (Ct): la Devozione a San Giovanni Battista

martedì, giugno 30th, 2009

svagoedintorni_san_giovanni_montebello_festa_san_giovanni_battistaNella bella Chiesa parrocchiale di San Giovanni Montebello, si venera un’antica statua di S. Giovanni Battista, opera in legno di tiglio, del peso di 173 Kg, opera del XVIII secolo, viene svelata alla devozione dei fedeli il 24 giugno di ogni anno alle ore 09,30: un evento atteso dai fedeli per un anno intero.

In realtà tutta la chiesa è un inno di lode a San Giovanni Battista. Incantevole è la tela del Battesimo di Gesù, opera di Alessandro Vasta, chiamato dal popolo “u quadruni”). Narrativi ed espressivi sono gli affreschi sacri della vita di S. Giovanni realizzati dal pittore sacerdote catanese Tullio Allegra.

Altra manifestazione che ricorre ogni anno è quella del 1 luglio quando San Giovanni Battista sul suo fercolo (opera dello scultore Lo Vecchio), scende la scala del Tempio con solenne maestosità, grazie ad un verricello meccanico, opera di De Gradi. La Statua di San Giovanni Battista issata sul fercolo viene accolta dai fedeli devoti con “la cantata”, una bellissima preghiera scritta da Antonio Lardei.

Per saperne di più clicca su: http://www.bethelux.it/sangiovanni.htm

Aci Trezza (Ct): la Festa in onore di San Giovanni Battista

martedì, giugno 30th, 2009

svagoedintorni_acitrezza_festa_san_giovanni_battistaLa prima Chiesa ad Aci Trezza dedicata a San Giovanni Battista ebbe vita molto breve: fu infatti benedetta il 2 gennaio 1691 dall’allora vescovo di Catania Francesco Antonio Carafa e fu distrutta dal terremoto l’11 gennaio 1693. Successivamente ne venne edificata un’altra, più piccola, e venne benedetta il 14 ottobre 1696 dedicandola ovviamente a San Giovanni Battista.

La statua lignea di S. Giovanni è della prima metà del Settecento ed è opera di un ignoto artigiano del luogo. Si narra che l’artista si chiuse per diverso tempo in una casa, lontano da ogni curiosità e scolpì il legno traendone la sacra immagine di S. Giovanni.

La devozione a San Giovanni Battista ha segnato la vita di Aci Trezza: la vita del mare e la vita civile. Nel romanzo I Malavoglia, Giovanni Verga nomina la festa di San Giovanni Battista. Il pittore Francesco Mancini utilizzo il suo talento pittorico per imprimere su tela la figura di S. Giovanni predicatore con la moltitudine di persone che lo segue.

Con lo sviluppo e la crescita della popolazione fare festa il giorno 24 giugno risultò limitante: l’evento è troppo importante per racchiuderlo in sole 24 ore. Così la processione con la reliquia di S. Giovanni per le vie del paese si svolge ogni anno il 23 giugno. Suggestiva è la processione per l’abito che viene indossato dai devoti (rosso con bordi gialli), le fiaccole accese, i canti e le invocazioni al Santo Patrono.

Il 24 giugno c’è la parte più commovente con la svelata del Simulacro di San Giovanni alle ore 10,00 all’interno della Chiesa che trabocca ogni anno di fedeli devoti, che salutano il loro Santo Patrono con lo sventolio di fazzoletti tra il suono festoso delle campane.

In questo giorno non può essere dimenticata la vita del mare: “U pisci a mare”, realizzata dai pescatori di Aci Trezza. E’ una pantomima che secondo alcuni esprime un vecchio rito pagano di propiziazione; per altri, invece, è il ricordare la vita quotidiana fatta di difficoltà e anche di insuccessi.

In ogni caso, in mezzo a tanto tripudio, c’è una vena melanconica della vicenda della vita dei pescatori, che pur faticando, non riescono sempre a portare a terra il pesce del mare.

Al tramonto la statua di San Giovanni Battista viene messa sul fercolo e portata per le vie del paese. Sulle scale del sagrato, il coro dei fedeli devoti canta l’inno di esultanza. E’ un canto struggente che più volte chiama il Santo Patrono e nello stesso tempo ricorda che la sua grandezza è stata nella fedeltà alla sua missione.

La festa si prolunga anche il giorno seguente e si chiude con i fuochi d’artificio a mare, come se volessero dire che anche se è buio, San Giovanni Battista sprizza bagliori di luce rendendo la notte meno scura.

Altre info su:   http://www.parrocchiaacitrezza.it  e http://www.upisciamari.it/

Marta (Vt): Barabbata

sabato, maggio 9th, 2009

svagoedintorni_marta_barabbataMarta 14 Maggio 2009

Le origini della Barabbata (festa popolare martana) si perdono nella notte dei tempi e nella leggenda, ma è possibile rintracciare una mescolanza di elementi sacri e profani che ci riportano ai riti etruschi della fecondità e del ciclo delle stagioni.

Dal punto di vista storico, l’origine della Barabbata può farsi risalire al IX secolo. È un corteo di Casenghi, i sorveglianti delle tenute agrarie, Bifolchi, coloro che arano e lavorano la terra con l’aratro trainato dai buoi, Villani, quanti lavorano come agricoltori nelle grandi aziende terriere, e Pescatori.

La processione di carri, che illustrano le attività lavorative e la produzione locale, sale dal paese al santuario di Santa Maria del Monte dove si conclude con un festoso banchetto.

Info su: http://www.lagodibolsena.org/marta.html

Pamparato (Cn): Maestri di Gusto in Fiera

sabato, aprile 4th, 2009

svagoedintorni_pamparato_maestri_di_gusto_in_fieraIl 12 e 13 aprile 2009 si terrà a Pamparato, in provincia di Cuneo, la 22° edizione di “Maestri di Gusto in Fiera”.

Pamparato, caratteristico centro della Val Casotto, diventa vetrina dell’artigianato interregionale di qualità ospitando, nei cortili e negli androni delle sue vecchie case, l’animata manifestazione “Maestri di Gusto in Fiera”.

Ricco il panorama delle manifestazioni collaterali tra cui spicca la rassegna gastronomica che esalta i sapori della cucina povera alpina.

Non mancano poi gli intrattenimenti con appuntamenti culturali all’interno del Castello Cordero, musica, danze popolari, cantastorie e giocolieri.

ORARIO DELLA MANIFESTAZIONE:
dalle 10,00 alle 19,00

Tel. 0174 351113   Fax 0174 351532     Email: pamparato@ruparpiemonte.it

Sito internet: www.pamparato.com

Siena: il Palio

giovedì, gennaio 22nd, 2009

svagoedintorni - siena il palioIl Palio è la manifestazione rappresentativa di Siena. Si svolge due volte all’anno, in Piazza del Campo, a celebrare la Madonna di Provenzano (2 Luglio) e l’Assunta (16 Agosto). E’ la più radicata e, forse, la più autentica delle manifestazioni storiche-folcloristiche italiane, a cui partecipano, a turno, dieci delle diciassette contrade storiche senesi: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre, Valdimontone.

Precede la gara uno spettacolare corteo storico ove sfilano in costume le comparse di ciascuna contrada, accompagnate dagli sbandieratori e seguite dal Carro del Trionfo (o Carroccio) con il Palio (drappo di seta dipinto) destinato al vincitore dell’evento.

La partecipazione popolare alla manifestazione conferisce un accanimento talmente forte che spesso dà luogo ad episodi drammatici (i cavalli sono montati a pelo dai fantini che si ostacolano senza esclusione di colpi).

I cavalli selezionati per la corsa vengono assegnati alle contrade e, quindi ai rispettivi fantini, per sorteggio. I fantini possono prendere dimestichezza con i cavalli assegnatigli solo quattro giorni prima del Palio quando possono effettuare delle prove (una la mattina ed una la sera) per cercare feeling con l’animale. L’ultima corsa di prova è quella della mattina del Palio e prende il nome di provaccia.

La corsa consta di tre giri di Piazza del Campo e vince il cavallo che arriva per primo al traguardo, sia che sia cavalcato dal fantino sia che non abbia più il fantino in groppa (in questo caso prende il nome di “scosso”).

L’evento è veramente emozionante e sanguigno, da vivere di persona almeno una volta nella vita.

L’argomento del Palio di Siena è davvero molto ampio e per sapere tutto ma proprio tutto, il link da seguire è http://www.ilpalio.org/