Lontani da Roma e da Napoli, senza cime svettanti, senza valloni ne’ scorci selvaggi, e senza comode strade di accesso, i Monti Aurunci, posti nel settore più meridionale del Lazio, sono stati a lungo tra gli oscuri protagonisti della geografia laziale. Nessuno, o quasi, fino all’avvento del Parco dei Monti Aurunci (nel 1997) sapeva neppure indicarli sulla cartina stradale. Più di ogni altre, meritano l’appellativo di montagne sul mare, essendo il gruppo più vicino alla costa tra quelli che superano i 1500 metri di altitudine.
Tra le cime più alte da mettere in evidenza la cima del Redentore (1252 m), sulla quale svetta una gigantesca statua di ghisa, immancabile meta di una magnifica escursione.
La natura calcarea dei rilievi del gruppo dei Monti Aurunci è il motivo della pressoché totale assenza di corsi d’acqua.
La copertura forestale è ricca e varia e risente delle differenti esposizioni, andando dalle leccete e sugherete sui versanti soleggiati, alle faggete dei settori più freschi ed elevati. La flora conta quasi tutte le specie delle 1900 presenti nel Lazio meridionale, con una concentrazione di orchidee che ha pochi paragoni in Italia ed in Europa.
Ben più difficili da ammirare delle piante, sono gli animali, qui come in buona parte delle montagne della regione assai rarefatti soprattutto per l’intensa pressione venatoria. Ormai scomparsa l’aquila reale, resistono rapaci quali il falco pellegrino, il biancone, le poiane e i gheppi. Tra i mammiferi sono presenti l’istrice, la lepre, il tasso, la volpe, il cinghiale, il gatto selvatico ed il lupo.
Sito internet: http://www.parcoaurunci.it/


