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Puglia: Passeggiata Naturalistica da Mergoli alla Baia di Vignanotica

sabato, luglio 11th, 2009

svagoedintorni_puglia_passeggiata_trekking_baia_vignanoticaQuesto è il primo di una serie di articoli che tratteranno l’argomento passeggiate e sentieri trekking nella fantastica (come, d’altra parte, tutte le altre) regione italiana che è la Puglia. Per essere precisi scandaglierò gli itinerari della zona del Gargano.

Partenza: Località Mergoli (Provinciale N. 53 Vieste / Mattinata km 17,4)
Arrivo: Spiaggia di Vignanotica o dei Gabbiani
Lunghezza del percorso:  Km 2,5
Tempo di Percorrenza: ore 1,30 – 2,00
Grado di Difficoltà:   *

Questo primo itinerario trekking, con partenza dalla località Mergoli ed arrivo alla Baia di Vignanotica, si sviluppa in circa 2,5 Km di passeggiata è il più corto tra quelli che proporrò ed è l’unico a svolgersi lungo la costa. In località Mergoli, lungo la litoranea Vieste – Mattinata, si trova il sentiero attrezzato e curato dai Forestali. L’inizio del sentiero è facilmente riconoscibile in quanto è ben posizionato il cartello con la scritta “Benvenuti nel Parco Nazionale del Gargano”.

Il sentiero, agevole da percorrere, è delimitato, nei tratti più scoscesi, da una staccionata che si snoda a mezza costa.

Dopo 2 Km. di cammino si scorge la baia di Vignanotica detta anche Baia dei Gabbiani per la sua nutrita colonia di gabbiani reali e comuni.

Per avere tutto l’itinerario spiegato nei minimi dettagli cliccare su: http://www.turismo.regione.puglia.it/at/70/percorsonaturalistico/1618/it/Itinerario-naturalistico-nel-Gargano-n.-1-Vieste-(Foggia)

Camaiore (Lu): Itinerario Trekking da Casoli alla Foce del Termine

sabato, luglio 4th, 2009

svagoedintorni_percorso_trekkingDa Camaiore seguiamo le indicazioni per Casoli, caratteristico borgo già abitato nel 984, arroccato sulle propaggini del Monte Matanna (m. 1317) e racchiuso ad ovest dalla zona di Setriana, e ad est dai monti Ciurlaglia e Penna. Circa un chilometro oltre il piazzale del paese, dalla carrozzabile parte una mulattiera (sentieri CAI n. 2 e 112) che degrada verso il solco del Rio Lombricese.

Raggiunto il bivio presso una marginetta imbocchiamo a sinistra il sentiero CAI n. 2 che risale la valle di Grotta all’Onda, seguendo il torrente per un breve tratto, fino a raggiungere un ponte.

Svoltato a sinistra, dopo un breve percorso attraverso un bosco di castagni giungiamo ad una parete a strapiombo, dove si apre l’ingresso della Grotta all’Onda, sito di grande interesse paleontologico.

Spettacolari le cascatelle che sgorgano da un ampio riparo posto sul fianco ovest della grotta. Costeggiando la destra della grotta, la mulattiera sale quindi lungo il fianco sinistro della montagna, poi continua a destra sul dorso di un crinale fino ad arrivare al valico della Foce del Crocione (o del Termine), importante passo che collega la vallata di Camaiore con la Garfagnana attraverso uno dei percorsi della via Francigena.

Il passo è stretto tra il Monte Piglione (m. 1233) e il Monte Matanna, a cui si sale per una ripida ascesa attraverso la Foce del Pallone, e, in basso, dall’altopiano di Campo all’Orzo, dominato dalla mole massiccia del versante settentrionale del Monte Prana. Da qui possiamo ammirare un bellissimo panorama che spazia dagli Appennini alla costa Tirrenica, da La Spezia fino a Livorno.

Percorrendo la stessa passeggiata in direzione opposta torniamo a Casoli.

Tempo: ore 4
Difficoltà: medio – facile priva di difficoltà tecniche
Caratteristiche: bosco, prati, paleontologico e panoramico

Friuli Venezia Giulia: Sentiero Trekking la Forra de las Callas (sentiero delle Acque)

sabato, aprile 25th, 2009

svagoedintorni_friuli_venezia_giulia_sentiero_trekking_forra_las_callasA monte della conca di Paularo, il torrente Chiarsò scorre sul fondo di una gola profonda, detta forra de Las Callas, visibile da un sentiero scavato nella roccia soprastante. Un tempo i boscaioli del luogo usavano questa impervia via fluviale per il trasporto a valle del legname.

Dall’abitato di Paularo si prosegue su strada asfaltata in direzione Passo Del Cason di Lanza, fino a raggiungere la località Pian di Zermula (mt 1.082), per parcheggiare l’auto nei pressi del Ristoro Nelut (mt 1.102). Si segue ancora per un tratto la strada asfaltata e poi si prende a sinistra una stradina che attraverso il bosco prosegue fino all’imbocco superiore della forra. Si segue poi l’evidente sentiero scavato sulla parete di sinistra per l’intera lunghezza della forra. Al termine della gola si costeggia sulla sinistra il greto del torrente per qualche centinaio di metri e, poco prima che la valle si richiuda in una forra rocciosa, si abbandona il fondovalle per il sentiero che sale ripido e si raccorda con un’ampia mulattiera.

Per quest’ultima, dopo alcuni tornanti in salita, si ritorna al Pian di Zermula (mt. 1.082).

Dislivello in metri: 230
Tempi di percorrenza in ore: 2,30
Percorso adatto ad Escursionisti Esperti

INFO: Turismo FVG Arta Terme      Tel. 0433 929290      Email:  info.carnia@turismo.fvg.it

Piobbico (Pu): Itinerario Trekking fino alla Grotta di Santa Lucia

martedì, marzo 31st, 2009

svagoedintorni_percorso_trekkingPoco sotto la cima del Monte Carpineto una piega degli stati marnosi causata dal gioco delle tensioni tettoniche e favorita dalla stratificazione di scaglia rossa, forma una curiosa piccola grotta con copertura a doppio spiovente, il cui imbocco rimane nascosto dal bosco.

Il luogo venne utilizzato per ospitare un piccolo eremo rupestre di cui rimangono solo un moncone di muro con conci di pietra ben squadrati, probabile chiusura della grotta, e un rustico altare in pietra sormontato da un affresco raffigurante Santa Lucia, in cattivo stato di conservazione e ormai scarsamente leggibile.

L’Altare, collocato a circa metà della spazio, prima che il soffitto si abbassi verso il fondo, poggia su una parete in muratura che sbarra parzialmente la grotta separando il primo ambiente dal secondo, sfruttato anche in tempi recenti come ricovero di pastori e boscaioli, che si incunea nella roccia per una decina di metri.

Numerose nicchie ed incavi scavati nella parete rocciosa sono identificabili come i punti di appoggio per un sistema di travature in legno, a conferma di un’antica e più ampia utilizzazione del sito; una cavità dal contorno ben modellato, facilmente individuabile nella parete sinistra, è ciò che resta di un probabile tabernacolo devozionale.

COME RAGGIUNGERE LA GROTTA:
Da Fano si imbocca la superstrada N. 3 fino ad Acqualagna e da qui la SS N. 257 per Piobbico; prima di raggiungere l’abitato si risale la strada comunale per Rocca Leonella (che prosegue fino a Cagli); superata la frazione Cardella, in corrispondenza di un tornante che scavalca il fosso Tragolone, si parcheggia.

S’imbocca la sterrata che inizia sul gomito del tornante, lasciandola poco dopo in corrispondenza della prima curva a destra e si prende a sinistra il sentiero che costeggia e scende verso il fosso, attraversandolo poco più avanti verso sinistra; si procede quindi sul versante destro del fosso innalzandosi di quota e deviando poco dopo nettamente a sinistra, in direzione dell’evidente sperone di rocce grigie e piegate sotto le quali si apre la grotta raggiungibile dopo aver superato un fontanile.

Il tempo di percorrenza di questo itinerario trekking considerato escursionistico, è di 30 minuti (per sola andata). Il percorso è segnalato da bandierine giallo-rosse (non troppo visibili) e come sentiero N. 18.