Una gita a Porto Venere può rivelarsi una buona occasione per una passeggiata nel verde (tempo di percorrenza circa 3 ore) alla scoperta di panorami mozzafiato e profumi dimenticati.
Porto Venere – Campiglia
Il punto di partenza è Porto Venere, raggiungibile comodamente anche con l’autobus da La Spezia. Il sentiero, il ben noto n. 1 del CAI di La Spezia che giunge fino a Levanto, inizia con una lunga scalinata che costeggia le mura del castello del borgo ligure e sale rapidamente lungo il versante a mare del Monte Castellana. È questo il punto più faticoso dell’escursione, perché si parte dal livello del mare e si arriva subito a quota 300 metri. Poi il sentiero si fa più dolce e attraversa una zona ad arbusti e uliveti ormai abbandonati.
Il percorso sale di nuovo tra blocchi di portoro, il tipico marmo nero e dorato di questa zona, e vecchi macchinari che segnalano l’esistenza della vecchia Cava Canese.
Qui si trova uno dei punti più panoramici del percorso: una sorta di terrazzo sul mare da dove si dominano Porto Venere, l’isola Palmaria e il Golfo di La Spezia. Nelle giornate più limpide e terse lo sguardo può spingersi fino alle Apuane e, talvolta, alla Corsica e alle isole più settentrionali dell’Arcipelago Toscano.
Procedendo sul crinale, si incontra la strada asfaltata che porta al forte Muzzerone e poi, dopo un boschetto di pini, si arriva alla Sella Derbi (190 m). Continuando sempre in salita tra formazioni a macchia e pinete, si giunge a Campiglia (382 m).
Rifermenti su: http://www.lecinqueterre.org/trekking/cai1-1.php
Campiglia – Colle del Telegrafo
Il sentiero che va da Campiglia al Colle del Telegrafo inizia con una scalinata che sale fino alla “Casa Lardon” da cui si ammira un altro panorama che abbraccia il Golfo della Spezia, il Monte Castellana e l’isola del Tino.
Il sentiero prosegue poi nel bosco fino alla località Valletta. Quindi, sale ancora fino alla Rocca degli Storti, si immette nel crinale dal lato del mare e passa attraverso una pineta dove c’è un’attrezzatissima “palestra nel verde”. Proseguendo, si raggiunge la chiesetta di Sant’Antonio, in prossimità della quale corre una fitta rete di sentieri.
Si deve, a questo punto, fare attenzione a non imboccare quello sbagliato, con il rischio di finire in uno dei tanti “sentieri ciechi”, molto invitanti al primo approccio, ma impraticabili dopo pochi minuti di marcia.
È sufficiente comunque seguire l’indicazione per arrivare senza difficoltà alla meta del Telegrafo. L’ultimo chilometro è caratterizzato dal giallo intenso e brillante della vegetazione: è chiamato “il viale delle ginestre” e il periodo di fine primavera è sicuramente il migliore per ammirare la fioritura.
Riferimenti su: http://www.lecinqueterre.org/trekking/cai1-2.php

