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Liguria: Itinerario Trekking al Colle del Telegrafo

mercoledì, settembre 16th, 2009

svagoedintorni_liguria_itinerario_trekking_colle_del_telegrafo_scalinataUna gita a Porto Venere può rivelarsi una buona occasione per una passeggiata nel verde (tempo di percorrenza circa 3 ore) alla scoperta di panorami mozzafiato e profumi dimenticati.

Porto Venere – Campiglia
Il punto di partenza è Porto Venere, raggiungibile comodamente anche con l’autobus da La Spezia. Il sentiero, il ben noto n. 1 del CAI di La Spezia che giunge fino a Levanto, inizia con una lunga scalinata che costeggia le mura del castello del borgo ligure e sale rapidamente lungo il versante a mare del Monte Castellana. È questo il punto più faticoso dell’escursione, perché si parte dal livello del mare e si arriva subito a quota 300 metri. Poi il sentiero si fa più dolce e attraversa una zona ad arbusti e uliveti ormai abbandonati.

Il percorso sale di nuovo tra blocchi di portoro, il tipico marmo nero e dorato di questa zona, e vecchi macchinari che segnalano l’esistenza della vecchia Cava Canese.

Qui si trova uno dei punti più panoramici del percorso: una sorta di terrazzo sul mare da dove si dominano Porto Venere, l’isola Palmaria e il Golfo di La Spezia. Nelle giornate più limpide e terse lo sguardo può spingersi fino alle Apuane e, talvolta, alla Corsica e alle isole più settentrionali dell’Arcipelago Toscano.

Procedendo sul crinale, si incontra la strada asfaltata che porta al forte Muzzerone e poi, dopo un boschetto di pini, si arriva alla Sella Derbi (190 m). Continuando sempre in salita tra formazioni a macchia e pinete, si giunge a Campiglia (382 m).

Rifermenti su: http://www.lecinqueterre.org/trekking/cai1-1.php

Campiglia – Colle del Telegrafo
Il sentiero che va da Campiglia al Colle del Telegrafo inizia con una scalinata che sale fino alla “Casa Lardon” da cui si ammira un altro panorama che abbraccia il Golfo della Spezia, il Monte Castellana e l’isola del Tino.

Il sentiero prosegue poi nel bosco fino alla località Valletta. Quindi, sale ancora fino alla Rocca degli Storti, si immette nel crinale dal lato del mare e passa attraverso una pineta dove c’è un’attrezzatissima “palestra nel verde”. Proseguendo, si raggiunge la chiesetta di Sant’Antonio, in prossimità della quale corre una fitta rete di sentieri.

Si deve, a questo punto, fare attenzione a non imboccare quello sbagliato, con il rischio di finire in uno dei tanti “sentieri ciechi”, molto invitanti al primo approccio, ma impraticabili dopo pochi minuti di marcia.

È sufficiente comunque seguire l’indicazione per arrivare senza difficoltà alla meta del Telegrafo. L’ultimo chilometro è caratterizzato dal giallo intenso e brillante della vegetazione: è chiamato “il viale delle ginestre” e il periodo di fine primavera è sicuramente il migliore per ammirare la fioritura.

Riferimenti su: http://www.lecinqueterre.org/trekking/cai1-2.php

Liguria: l’Arcipelago di Porto Venere

giovedì, agosto 20th, 2009

svagoedintorni_arcipelago_portovenere_isola_palmariaPalmaria, Tino e Tinetto sono, nell’ordine di grandezza e di successione procedendo dalla costa verso il mare aperto, le tre isole del piccolo arcipelago che sorge davanti a Porto Venere.

Palmaria, separata da uno stretto braccio di mare dalla costa, e per questo facilmente raggiungibile da Porto Venere, deve il suo nome probabilmente al termine balma (grotta) piuttosto che alla presenza di palme nane. L’isola è molto interessante dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, con il versante orientale ricco di vegetazione mediterranea e il versante occidentale distinto da alte e ripide scogliere.

Zona militare, e perciò inaccessibile con la sola eccezione della festa in onore di San Venerio (13 settembre), è l’isola del Tino, sulla quale si trovano interessanti resti di un’abbazia, risalenti all’XI secolo, e una chiesa dedicata al culto del santo.

Il Tinetto, un grande scoglio pressoché privo di vegetazione, conserva anch’esso testimonianze della presenza dell’uomo sotto forma dei ruderi di un piccolo oratorio del VI secolo e di un monastero, poi distrutto nell’XI secolo durante un’incursione dei saraceni.

Link utile:   www.isolapalmaria.it/Palmaria/Isola_che_è/Guida/Guida_001.htm

Portovenere (Sp): la Falesia di Muzzerone per il Free-Climbing in Liguria

venerdì, giugno 19th, 2009

svagoedintorni_portovenere_falesia_muzzeroneSituata all’estrema propaggine del Parco Nazionale delle Cinque Terre, la Falesia di Muzzerone è un posto incantato di straordinaria bellezza: pilastri e bianche pareti calcaree che si immergono verticalmente nel mare blu; flora e fauna mediterranea che completano il quadro spettacolare. Un posto dove effettuare Free-Climbing ma anche dove dare un’occhiata alla natura rimasta pressoché incontaminata: infatti le pareti della Falesia di Muzzerone (per la sua vena abbastanza tecnica) sono tra le pareti meno frequentate dai climbers “della domenica” (scusami il termine) che si dedicano a pareti e falesie più comode e semplici.

540 vie suddivise in 18 settori con difficoltà variabili da 3 a 8b. Grazie al clima abbastanza temperato e all’esposizione a ovest, alla Falesia di Muzzerone si può effettuare arrampicata libera tutto l’anno, d’estate sarà bene dedicarsi alle pareti durante la mattina e nel pomeriggio rinfrescato dal maestrale.

Links a cui fare riferimento: http://www.planetmountain.com/Rock/falesie/falesia.html?stato=Italia&regione=Liguria&idfalesia=111 e http://www.planetmountain.com/Rock/falesie/falesia.html?stato=Italia&regione=Liguria&idfalesia=053