Posts Tagged ‘Padova’

Selvazzano Dentro (Pd): Golf Club della Montecchia

giovedì, agosto 27th, 2009

svagoedintorni_selvazzano_dentro_golf_club_della_montecchia_vista_percorsoIl Golf Club Montecchia, uno dei pochi campi a 27 buche del Triveneto, è situato nell’affascinante comprensorio dell’antico castello appartenuto alla famiglia nobile Emo Capodilista, a pochi chilometri da Padova. Il percorso del Golf Club Montecchia è stato realizzato dal progettista irlandese Tom Macauley e si estende su un’area di 820.000 metri quadrati: grazie alla natura pianeggiante del territorio, presenta un disegno libero e moderno.

La club house, moderna, perfettamente attrezzata e con un’ampia piscina, si trova in un maestoso edificio, mentre l’innovativo impianto drenante permette di giocare con ogni condizione atmosferica ed in qualsiasi stagione dell’anno per i veri appassionati di questo sport.

La buca 7, per esempio, un par 3 di 165 metri, si affaccia su uno specchio d’acqua che la costeggia e che circonda quasi completamente il Green: metterà alla prova anche i più esperti.

Il percorso coinvolge sia il giocatore esperto, sia il neofita in quanto molto tecnico e vario grazie ai numerosi ostacoli d’acqua creati dai ben 5 laghetti compresi nel campo da gioco.

Percorso: 27 buche
Percorso Bianco Par 36 mt. 3.187
Percorso Rosso Par 36 mt. 3.131
Percorso Giallo Par 36 mt. 3.097
Bianco/Rosso CR 73,2 SR 129
Bianco/Giallo CR 72,9 SR 126
Rosso/Giallo CR 72,2 SR 126

DISPONIBILI:
campo pratica con 20 postazioni coperte, club house, pro shop noleggio carrelli e carts, ristorante, bar, piscina, sauna

Stagione: aperto tutto l’anno
Giorno di chiusura:    lunedì non festivo o prefestivo

GOLF CLUB DELLA MONTECCHIA      Via Montecchia 12      35030 Selvazzano Dentro (Pd)      Tel.   049 8055550      Fax   049 8055737     Sito internet:     www.golfmontecchia.it    Email:    info@golfmontecchia.it

Padova: Museo Diocesano e Cappella di Santa Maria degli Angeli

sabato, luglio 4th, 2009

svagoedintorni_padova_museo_dioesano_salone_vescoviDa Piazza Duomo si accede anche al Museo Diocesano di Padova. Nato in occasione dell’anno giubilare 2000, il Museo è allestito nei prestigiosi ambienti del Palazzo Vescovile e si estende su una superficie di oltre duemila metri quadrati, dove sono raccolte preziose opere di pittura, scultura e oreficeria, codici e incunaboli, paramenti sacri provenienti dal vasto territorio della Diocesi di Padova, a testimonianza della ricchezza culturale, la sensibilità artistica e la profonda fede della Chiesa padovana dai secoli immediatamente anteriori al Mille fino ai giorni nostri.

Il percorso espositivo, che si snoda secondo criteri cronologici, si apre con due preziosi oggetti provenienti dal Tesoro della Cattedrale: un calamaio trasformato in crismino (sec. IX) e una formella in steatite con Cristo benedicente (sec. XI). Risalgono al XIII secolo la croce processionale (1228) e la preziosa coperta di Evangeliario proveniente dalla Collegiata di Santa Giustina di Monselice. Nelle sale del Belvedere sono presentate opere dei secoli XIV e XV, tra cui il ciclo con le Storie di San Sebastiano realizzato nel 1367 dal pittore veneziano Nicoletto Semitecolo, collaboratore di Guariento a Padova, e le tavole di Giorgio Schiavone provenienti dalla chiesa di San Francesco Grande di Padova. Tra la produzione orafa spicca il grande reliquiario della Croce (1435-1453). Nelle sale del Seicento e Settecento, secoli in cui le chiese si rinnovano nelle forme architettoniche e nell’arredo sacro, dalle suppellettili ai parati, sono esposte opere dei Bonazza, di Giambattista Tiepolo ed il figlio Giandomenico, Angelo Scarabello, orafo di Este presente a Padova con la sua bottega. Nella sala dedicata al XIX secolo, accanto a opere di pregevole fattura, sono presentati anche prodotti più semplici, gli ex voto, manifestazioni di devozione e pietà popolare.

Una ricca sezione, allestita nella sala San Gregorio Barbarigo, ospita i codici e gli incunaboli della Biblioteca Capitolare. Tra questi sono da ricordare i libri liturgici della Cattedrale e le opere manoscritte e a stampa accuratamente miniate provenienti dalle biblioteche rinascimentali dei vescovi Zeno e Barozzi.

La sezione dedicata ai paramenti, una scelta del patrimonio esistente nei depositi della Cattedrale e nelle sacrestie parrocchiali della Diocesi, documenta le tipologie e la storia del tessuto nei paramenti liturgici.

Spiccano per la loro singolarità due dalmatiche con manipolo e la stola di fine Quattrocento e, per la sontuosità con cui sono eseguiti, una pianeta, un piviale, un paliotto d’altare, una stola, un copriambone, con ricami in filo d’oro e stemma papale, donati alla Cattedrale dal pontefice Clemente XIII Rezzonico, prima vescovo di Padova dal 1743 al 1758.

Il magnifico Salone dei Vescovi realizzato nel 1505 da Bartolomeo Montagna e mirabilmente decorato dai ritratti dei Vescovi di Padova.

ORARI DI APERTURA:
giovedì, venerdì, sabato dalle 14.00 alle 18.00
domenica e festivi dalle 10.00 alle 18.00
Il museo rimane chiuso: Agosto, Natale, 1 gennaio e Pasqua.
Gli orari di apertura si riferiscono al museo e non alle mostre in corso.

PREZZO DEL BIGLIETTO:
solo Museo Diocesano
Intero € 4,00
Ridotto € 3,00 (over 65, studenti fino ai 26 anni oltre la scuola dell’obbligo con una tessera studenti valida, convenzionati TCI, soci ICOM con tessera)
Entrata gratuita: bambini sotto 6 anni, disabili con accompagnatore e religiosi.
Biglietto unico Museo e Battistero della Cattedrale
Intero € 6,00
Ridotto € 4,00 (over 65, studenti oltre la scuola dell’obbligo con una tessera studenti valida, convenzionati TCI, soci ICOM con tessera)
Scolaresche: € 3,00
Entrata gratuita: bambini sotto 6 anni, disabili con accompagnatore e religiosi.
Sito internet:   http://www.museodiocesanopadova.it

Museo Diocesano di Padova          Piazza Duomo 12, 35141 Padova     Tel. 049 8761924   Fax.    049 8210085    Email:    info@museodiocesanopadova.it

La Cappella di Santa Maria degli Angeli.
Inserita nel percorso museale, la Cappella di Santa Maria degli Angeli (1495) progettata da Lorenzo da Bologna, il più importante architetto attivo a Padova in quel periodo, e decorata ad affresco da Prospero da Piazzola e Iacopo Parisati da Montagnana, autore anche del trittico dell’Annunciazione sull’altare.

Sito internet: http://www.museodiocesanopadova.it/web/museo.php?valo=i_3

Padova: il Battistero della Cattedrale

giovedì, giugno 25th, 2009

svagoedintorni_padova_battistero_della_cattedraleIl cuore medievale di Padova è caratterizzato dall’ampio complesso di edifici che fa da cornice a Piazza Duomo, testimonianza del secolare potere religioso della città e splendido esempio di arte romanica e rinascimentale.

Il Battistero, che sorge accanto alla Cattedrale del Duomo, si distingue per il singolare gioco ad incastro delle sue forme geometriche: il vano centrale a pianta quadrata è un cubo nel quale si innesta lateralmente il parallelepipedo dell’absidiola mentre dall’alto si inserisce il tamburo cilindrico con la cupola.

Edificato probabilmente nel XII secolo (1171 circa) l’edificio subì alcune modifiche nel Duecento e soprattutto nel Trecento quando fu scelto da Fina Buzzaccarini, moglie di Francesco il Vecchio da Carrara, Signore di Padova dal 1350 al 1388, come luogo di sepoltura per sé e per il marito. Con testamento redatto in data 22 settembre 1378 Fina, dopo aver raccomandato l’anima a Dio, dispose che la sua tomba fosse costruita nel Battistero, adeguatamente al suo rango, e lasciò disposizioni affinché il valore dei suoi argenti, del vestiario e di altri effetti personali fosse utilizzato per completare la decorazione della cappella funebre. Pur conservando l’antica funzione il battistero si trasformò così in un mausoleo, dove Fina fu sepolta il 4 ottobre 1378 e Francesco il Vecchio nel 1393 (nel 1405 entrambi i sarcofagi furono distrutti dai veneziani).

La decorazione di pareti e cupola fu affidata al pittore di corte, Giusto de’ Menabuoi, artista toscano ma formatosi in Lombardia dove era entrato in contatto con la pittura di Giotto, conoscenza che approfondì una volta giunto a Padova attraverso lo studio del ciclo grottesco alla Cappella degli Scrovegni, alla Basilica del Santo e al Salone (non più esistenti). Per i suoi affreschi, che coprono interamente l’interno dell’edificio, e che con ogni probabilità nel passato coprivano anche parte dell’esterno, Giusto chiese di poter ampliare la cupola: l’intervento di sopraelevazione è visibile anche dall’esterno nella seconda serie di archetti del tamburo.

Nel ciclo pittorico, realizzato tra il 1375 ed il 1378, Giusto racconta con tocco elegante e raffinato la storia cristiana traendo episodi dall’Antico e dal Nuovo Testamento ed illustrandoli con vivacità e concretezza narrativa. Attraverso l’uso di sfumature cromatiche, in cui predominano il bianco, il blu e l’arancio Giusto ottiene figure plastiche, tridimensionali che si inseriscono in ampi paesaggi realistici o architetture in prospettiva.

Nella grande cupola del Battistero è rappresentato il Paradiso, dove al centro campeggia Cristo Pantocratore che reca in mano il libro delle Sacre Scritture con una iscrizione tratta dall’ultimo capitolo dell’Apocalisse. Lo circondano, all’interno dell’arcobaleno, piccoli angeli alati. Seguono, disposti in cerchi concentrici, la Madonna accompagnata da una duplice schiera di angeli e da una triplice schiera di santi, facendo così simbolicamente da tramite tra Cristo e l’umanità. Nell’ultima schiera, la più esterna sono rappresentati 37 santi venerati a Padova. Lungo tutto il tamburo Giusto rappresenta 33 episodi della Creazione tratte dal libro della Genesi e nei pennacchi sono rappresentati gli Evangelisti affiancati dai Profeti.

Sulle pareti si dispiegano le Storie di san Giovanni Battista, di Maria e di Cristo, tratte dai Vangeli. Nella piccola abside sono presentate in 43 piccoli riquadri le scene dell’Apocalisse e, nella cupola, la Pentecoste. Sull’altare dell’abside è collocato un bel polittico a tempera su tavola: al centro vi è la figura della Madonna col Bambino, affiancata dalla Storie del Battista, sopra è il Battesimo di Cristo e ai lati varie figure di Santi, mentre nella predella ai lati della pietà sono rappresentati dodici santi e sante padovane e gli stemmi delle famiglie dei Da Carrara e dei Buzzaccarini. Al centro del Battistero si trova la vasca battesimale del 1260.

ORARI DI APERTURA:
dalle 10,00 alle 18,00

Sito internet: http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?id=9157#par_2

Battistero della Cattedrale di Padova     Piazza del Duomo 11     35141 Padova     Tel.  049 656914

Arquà Petrarca (Pd): Borgo e Fascino Medievale

giovedì, giugno 18th, 2009

svagoedintorni_arqua_petrarca_borgoIl tempo sembra essersi fermato ad Arquà Petrarca, il centro dei Colli Euganei che, più di tutti gli altri, mantiene inalterato il fascino antico dei borghi medievali. Il suo nome deriva forse da Arquata Montium che significa “chiostra dei monti”, ma deve la sua notorietà alla fama eterna di Francesco Petrarca, il poeta che vi passò gli ultimi anni della sua vita. Arquà, grazie alla sua posizione favorevole, fu abitata fin dall’età del Bronzo, come testimoniano i ritrovamenti di palafitte sul lago Costa, ma crebbe soprattutto sotto la signoria padovana dei Carraresi e la dominazione veneziana.

Nell’affascinante piazza Roma si affacciano il palazzo Contarini, in seguito Naccari, in gotico veneziano del XV secolo e, di fronte, il palazzo trecentesco che ospita oggi un ristorante tipico intitolato a Laura, la donna idealmente amata dal Petrarca.

Chiude lo scorcio la chiesa arcipretale di S. Maria, di poco posteriore al Mille, ampliata ed arricchita da un palinsesto pittorico dal gusto bizantino fino all’influsso giottesco: notevole la tela di Palma il Giovane, l’”Ascensione”. Nel mezzo del sagrato sorge la tomba del Petrarca che morì qui nel 1374, nella casa ancora oggi visitabile. Si tratta di un’arca in marmo rosso di Verona, eretta sei anni dopo la morte del poeta. Nella strada sotto il sagrato si trova una fontana con lavatoi detta “del Petrarca”, la cui costruzione è stata attribuita allo stesso poeta anche se la fattura risulta duecentesca.

A fianco troviamo due case d’epoca, una gotica e una quattrocentesca con giardino pensile.

Si esce dalla piazza e si percorre via Roma: a sinistra una casa romanica con aggiunte gotiche e quattrocentesche ed una piccola costruzione, un antico ospedale per mendicanti del Trecento.

Alla svolta, dopo un’altra casa duecentesca, c’è Villa Alessi, un tempo sede dei vescovi di Padova in visita pastorale, oggi utilizzata per eventi e concerti. Si apre Piazza San Marco e si incontra l’Oratorio della SS. Trinità con la Loggia dei Vicari, decorata con gli stemmi dei nobili rettori padovani, che amministravano la città per conto della Repubblica di Venezia. Dietro la chiesetta con tetto a capanna, che ospita una tela di Palma il Giovane e altri affreschi, inizia la caratteristica salita verso i giardini di Monte Castello.

Ritornando verso la Loggia, si erge una casa restaurata nel Cinquecento con una bellissima balconata sui monti circostanti, abitata due secoli prima dal celebre medico Jacopo d’Arquà.

Passata la colonna del Leone veneto (1612) si arriva, percorrendo via Valleselle, alla casa in cui Francesco Petrarca abitò dal 1370 al 1374. Adornata nel Cinquecento con loggetta ed affreschi ispirati al Canzoniere, l’aspetto originale della casa fu ripristinato tra il 1909 e il 1923. Attualmente la casa ospita una mostra permanente di opere e cimeli del poeta.

Sito culturale e turistico del comune di  Arquà Petrarca: http://www.arquapetrarca.com/

Montegrotto (Pd): le Terme di Montegrotto

domenica, maggio 17th, 2009

svagoedintorni_termeNella pianura veneta antistante le pendici orientali dei Colli Euganei, in posizione incantevole sorge Montegrotto Terme, importante stazione termale conosciuta e rinomata in tutta Europa. Ai suoi ospiti la città si presenta con un aspetto moderno, edifici recenti, viali alberati, giardini pubblici e privati, tuttavia le sue origini sono antichissime: la zona archeologica, con i resti di un teatro, di vasche e condutture per l’acqua calda, testimoniano che la zona era un attrezzatissimo centro termale già in epoca romana.

La località Termale di Montegrotto Terme, situata a 12 km da Padova, alla base del versante orientale dei Colli Euganei, nelle vicinanze di Abano Terme con la quale tende a fondersi in un unico agglomerato (le Terme Euganee), è nota per l’efficienza dell’industria turistica e alberghiera e per le proprietà curative delle sue acque già conosciute in epoca romana.

Le acque termali di Montegrotto Terme derivano dalle precipitazioni nell’area delle Piccole Dolomiti e dopo un percorso di 100 km, che dura più di 50 anni, sgorgano ad una temperatura di 85°C.

Le acque termali delle terme di Montegrotto vengono classificate come salso-bromo-iodiche ipertermali e utilizzate per curare patologie quali artrosi, alcuni tipi di reumatismi relativi all’apparato locomotore, affezioni croniche delle principali vie respiratorie, ricambio e ginecologiche. Le acque di Montegrotto Terme sono inoltre utilizzate nella produzione del Fango Termale, nella balneoterapia, nelle piscine termali e nelle terapie inalatorie.

Altre info su: http://www.montegrotto.it/

Padova: Chiostri e Museo Antoniano della Basilica di Sant’Antonio

mercoledì, maggio 6th, 2009

svagoedintorni_padova_chiostri_e_museo_antoniano_biblioteca_antonianaIl complesso della Basilica di S. Antonio comprende anche quattro chiostri, tre dei quali accessibili ai visitatori. Nel Chiostro della Magnolia, così chiamato per la superba Magnolia grandiflora che si innalza al centro e piantata nel 1810 circa, ha sede il negozio di ricordi, oggetti religiosi e libri.

Da esso si accede al Chiostro del Generale (o della Biblioteca), così detto perché su di esso si affacciano le stanze che ospitavano il Generale dell’Ordine e che ancora oggi accolgono delle massime autorità religiose in visita alla Basilica. Dal Chiostro del Generale uno scalone conduce alla Biblioteca Antoniana ricca di 85000 volumi, numerosi incunaboli, codici e corali miniati.

Infine il Chiostro del Beato Luca Belludi (o Chiostro del Museo), grandioso chiostro gotico risalente alla fine del Quattrocento. Da qui si accede al bel Museo Antoniano che raccoglie le testimonianze della venerazione di S. Antonio nei secoli, paramenti e oreficeria sacra, numerose opere d’arte, tra cui la lunetta originale affrescata dal Mantegna per il portale della basilica, il Martirio di S. Agata di Giambattista Tiepolo ed una Madonna in trono del Carpaccio.

Altre info sul sito http://www.basilicadelsanto.org/ita/chiostri/chiostri.asp

ORARI DI INGRESSO DEL MUSEO ANTONIANO
Estate: tutti i giorni, dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30
Inverno: aperto dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 (chiuso il lunedì)

PREZZO DEL BIGLIETTO
Intero:   €  2,50
Ridotto:  € 1,50
Per informazioni:      049 8225656

ORARI DI INGRESSO DELLA BIBLIOTECA ANTONIANA
La Biblioteca è aperta agli studiosi dal lunedì al venerdì     09,00 – 12,00      14,30 -16,30
Per informazioni:        Tel. 049 8751492      Fax 06 91275425    Email: info@bibliotecaantoniana.191.it

Padova: Monumento Equestre al Gattamelata

mercoledì, aprile 29th, 2009

svagoedintorni_padova_monumento_equestre_gattamelataUsciti dalla Basilica di Sant’Antonio, si osserva il possente monumento equestre a Erasmo da Narni, detto Gattamelata per la sua astuzia, capitano generale delle Repubblica di Venezia. La statua bronzea, capolavoro del Rinascimento e sintesi straordinaria di sacello funerario e statua celebrativa, è opera insigne di Donatello che la realizzò tra il 1447 e il 1453 ispirandosi alla classicità. Sul piedistallo sono raffigurate le porte di accesso ad un immaginario sepolcro, con putti che reggono armi, elmi e parti di corazza.

Il monumento equestre al Gattamelata è l’unico monumento funebre (anche se non accoglie le spoglie del defunto, che sono nella cappella del Santissimo) rimasto al centro del sagrato, che dalla metà del Duecento al 1767 fungeva da area cimiteriale della Basilica di S. Antonio, ed accoglieva le sepolture dei padovani illustri, degli uomini d’arme e dei dottori dello Studio Patavino. Quando nel 1767 il Provveditore veneziano ordinò di rifare il lastricato del sagrato furono rimosse anche tutte le vetuste arche degli illustri che riposavano sotto l’aura protettrice del Santo ed in parte ricollocate nei chiostri.

Oltre al monumento di Donatello, sul sagrato addossato alla parete che conduce al portale di accesso al Chiostro della Magnolia, rimane pure il monumento di Rolando da Piazzola (m. 1325 ca.), uomo di legge, politico e figura emblematica del pre-umanesimo padovano.

Info su: PadovaNet

Padova: Basilica di Sant’Antonio

lunedì, aprile 27th, 2009

svagoedintorni_padova_basilica_s_antonio_esterno13 giugno 1231: muore a Padova frate Antonio.

Subito la notizia si sparge tra la popolazione che comincia ad accorrere numerosa per pregare sulla tomba dell’amato frate. Appena undici mesi dopo, il 30 maggio 1232, papa Gregorio IX proclama frate Antonio Santo ed iniziano i lavori per la realizzazione della grande Basilica, ancora oggi uno dei santuari più visitati del mondo e ogni anno meta di milioni di pellegrini.

La Basilica, comunemente chiamata dai padovani “il Santo”, fu eretta sull’area dove sorgeva la piccola chiesa del convento francescano della città, intitolata S. Maria Mater Domini, rifugio spirituale del frate Antonio nei periodi di intensa attività apostolica, e dove furono temporaneamente deposte le sue spoglie mortali in un’arca-tomba visibile ai pellegrini che accorrevano numerosi. Fu proprio il numero eccezionale di persone che chiedevano di pregare sulla tomba del Santo a rendere necessaria la costruzione di una chiesa molto più grande.

La nuova Basilica inglobò la chiesetta di S. Maria Mater Domini e sorse in forme grandiose fra il 1232 e il 1310, con 6 cupole (la settima venne aggiunta nel 1394 e l’ottava nel 1740) simili a quelle appena innalzate alla Basilica di S. Marco di Venezia, 2 torricine cilindriche con pinnacoli e due poderosi campanili dai motivi moreschi ai lati dell’abside. Ulteriori importanti modifiche ed ampliamenti esterni intervennero nel 1394 quando un fulmine provocò la caduta del campanile Nord e quindi con l’occasione venne innalzata la settima cupola, rialzato il deambulatorio e trasformata la cupola centrale in tronco-conica, mutuando il motivo dell’anastasi del S. Sepolcro di Gerusalemme. Ancora nel 1740 venne innalzata l’ottava cupola a copertura della Cappella del Tesoro precedentemente progettata da Filippo Parodi (1690).

La semplice facciata a capanna con arcatelle cieche e lesene risente nella sua unità delle varie trasformazioni dell’edificio. Sopra il severo alzato delle arcate incorniciate di bianco si stende l’elegante galleria a giorno coronata da una balaustrata e grande rosone centrale. Nella lunetta sopra il portale centrale raffigurazione di S. Bernardino e S. Antonio che presentano il monogramma di Cristo, copia dell’opera originale del Mantegna (1452) conservata al Museo Antoniano.

L’ampio e solenne interno della Basilica di S. Antonio a croce latina con tre ampie navate divise da possenti pilastri, deambulatorio, gallerie ricorrenti, cupole emisferiche e cappelle, rappresenta un vero e proprio scrigno di fede e d’arte. Entrando dal grande portale centrale colpisce la parte absidale interamente affrescata con scene raffiguranti Maria in gloria, Santi e figure del Vecchio Testamento, opere di Achille Casanova (1926-31), e l’Altare Maggiore dove si allinea il gruppo scultoreo bronzeo realizzato da Donatello tra il 1443 ed il 1450: il grande Crocifisso sovrasta la Madonna col Bambino tra i santi Lodovico, Giustina, Francesco, Antonio, Daniele e Prosdocimo. Sulla parte anteriore e posteriore della predella sono i miracoli del Santo: “Il Santo che riattacca un piede al giovane”, “Il cuore dell’avaro nello scrigno”, “La mula che adora l’Eucaristia” e “Il neonato che testimonia l’innocenza della madre”. Nel paliotto sono rappresentati la Pietà e angeli musicanti mentre alle estremità dell’altare i Simboli degli Evangelisti. Dietro il paliotto vi è una intensissima Deposizione nel sepolcro, bassorilievo in pietra. A sinistra dell’altare l’elaborato candelabro alto quasi quattro metri fu realizzato nel 1515 da Andrea Briosco. Nel transetto sinistro si apre la cappella dell’Arca del Santo, tempio nel tempio poiché custodisce in un’arca di marmo dietro l’altare le spoglie di S. Antonio. I pellegrini e i devoti non mancano di sostare in preghiera davanti al sarcofago poggiando la mano sulla pietra tombale.

Altre info su TurismoPadova.

ORARI DI INGRESSO ALLA BASILICA DI SANT’ANTONIO
feriale    06,20 – 19,00      sabato e festivi    06,30 – 19,45
Mostra audiovisiva della vita del Santo e delle opere Antoniane orario   09,00 – 12,30    14,30 – 18,00

BASILICA DEL SANTO     Piazza del Santo   35121 Padova     Tel. 049 8242811 – 8789722

Padova: Cappella degli Scrovegni

martedì, aprile 21st, 2009

svagoedintorni_padova_cappella_degli_scrovegni_giudizio_universaleUna vera e propria isola museale si concentra attorno all’antico anfiteatro romano. I resti dell’arena romana (I sec. d.C.) racchiudono la Cappella degli Scrovegni, uno dei massimi monumenti dell’arte figurativa di tutti i tempi, custode del più completo ciclo di affreschi di Giotto.

Eretta per volere di Enrico Scrovegni agli inizi del Trecento, la Cappella degli Scrovegni a Padova custodisce uno straordinario ciclo di affreschi realizzato da Giotto tra il 1303 ed il 1305. Le scene perfettamente conservate, raffigurano storie di Maria e di Cristo e si concludono nel magnifico affresco del Giudizio Universale. Sull’altare statue di Giovanni Pisano. Nell’abside affreschi di scuola giottesca e di Giusto de Menabuoi.

L’ingresso alla cappella è regolamentato con turni di visita di massimo 25 persone per turno. Pertanto sia ai singoli che ai gruppi si consiglia di prenotare per tempo la visita (almeno con 48 ore di anticipo). La prenotazione può essere effettuata telefonicamente al call center 049 2010020. In caso di disponibilità di posti è possibile fissare l’orario di entrata (con pagamento del diritto di prenotazione di € 1,00) anche nel giorno stesso di visita, direttamente alla Cassa dei Musei Civici Eremitiani o presso gli Uffici Informazioni Turistiche.

Sito internet: Turismo – Padova Cappella degli Scrovegni

Note per le Visite: gruppi di 25 persone ogni turno, turni di 15 minuti.

ORARI DI INGRESSO:
invernale festivo/feriale 09,00 – 19,00
estivo festivo/feriale   09,00 – 22,00
apertura serale   19,00 – 22,00    tel. 049 2963720

Periodo di chiusura
25 – 26 Dicembre; 01 Gennaio; 01 Maggio;

DISPONIBILI:
Accesso facilitato per disabili, visite guidate.

Cappella degli Scovegni (ingresso dai Musei Civici Eremitiani)   Piazza Eremitiani    35100 Padova
Tel.  049 2010020     Fax   049 2010021

Padova: Città d’Arte

lunedì, aprile 20th, 2009

svagoedintorni_padova_palazzo_ragionePiù nota, forse, come città di S. Antonio, Padova è una delle maggiori città d’arte italiane. Sorta oltre 3000 anni fa, in epoca paleoveneta, in un’ansa del fiume Brenta, oggi si presenta come una città elegante e vitale ricca di splendidi esempi di arte medievale e rinascimentale. Nel cuore cittadino un costante connubio di antico e moderno dona alla città un fascino particolare ed unico.

Secondo la leggenda, riportata anche da Virgilio nell’Eneide, Padova fu fondata dal mitico eroe troiano Antenore, compagno di Enea. Storicamente la città sorse oltre tremila anni fa e sin dal IV sec. a.C. fu il più importante centro dei Veneti. In seguito, con il nome di Patavium, divenne una delle più prospere città dell’Impero Romano. Di quell’epoca rimangono poche tracce: i resti del grande anfiteatro, qualche ponte e le preziose testimonianze conservate nel Museo Civico Eremitani.

La città fu infatti rasa al suolo dai Longobardi nel 602 ed in seguito ripetutamente saccheggiata e distrutta da altri invasori tra cui gli ungari nell’899. La ripresa, guidata dal ruolo propulsivo del clero diocesano e dei benedettini di S. Giustina, fu piuttosto lenta. Solo a partire da dopo l’anno Mille la città cominciò a rinascere; con gli imperatori Enrico III ed Enrico IV ottenne importanti diritti. Fu il lento risorgere del Comune.

Già agli inizi del XII sec. Padova era libero Comune retto da consoli e con una magistratura collegiale. Nei due secoli successivi la città conobbe un rapido sviluppo che in poco tempo la portò ad essere tra i Comuni più importanti d’Italia. Con la signoria dei Carraresi (1338-1405) raggiunse l’apice della sua potenza politica, estendendo il suo dominio su buona parte del Veneto centrale. Già dal Duecento e per tutto il Trecento la città visse infatti un periodo di straordinario fervore religioso, economico e culturale: si eressero la cerchia muraria medievale, i grandi edifici civili e religiosi, prima tra tutti la Basilica del Santo (S. Antonio) iniziata nel 1232; fu fondata l’Università (1222), la seconda d’Italia, cui accorrevano maestri e studenti da tutta l’Europa.

Il panorama artistico Trecentesco fu dominato dalla figura di Giotto; al grande maestro toscano seguirono Guariento, Altichiero, G. de’ Menabuoi, che lasciarono stupendi cicli di affreschi.

Nel 1405 Padova venne unita al dominio di terraferma di Venezia, ma mantenne il primato artistico fino alla metà del ’400 grazie a Donatello e Mantegna. Nel ’500, sotto il governo della Serenissima, la città conobbe un grande rinnovamento. Fu circondata da una nuova cinta muraria bastionata che ne determinò la definitiva forma urbana. Sorsero nuovi edifici pubblici e maestose chiese; l’Università visse un periodo di grande splendore: vi insegnò, fra gli altri, Galileo Galilei e si inaugurarono, primi in Europa, l’Orto Botanico ed il Teatro Anatomico. La scenografica sistemazione del Prato della Valle, concluse, a fine ’700, i quattro secoli di dominio veneziano. Dopo Napoleone, Padova passò all’Austria fino all’annessione al Regno d’Italia (1866).

Oggi il centro di Padova conserva pressoché intatta la sua inconfondibile struttura urbana, caratterizzata dall’alternarsi di strette vie porticate e di piazze monumentali, di case semplici e di imponenti edifici. In questo compatto organismo sono custoditi splendidi tesori. AI visitatore attento, l’invito a scoprirli.

Sito internet: http://www.turismopadova.it/