Posts Tagged ‘Pescara’

Abruzzo: Oasi e Riserve nella Provincia di Pescara

venerdì, luglio 10th, 2009

svagoedintorni_abruzzo_riserva_naturale_pineta_santa_filomenaNei pressi di Popoli la Riserva Naturale delle Sorgenti del Pescara tutela una straordinaria e imponente risorgenza, che forma un vero e proprio laghetto, limpido e cristallino, circondato da boschi e canneti. Percorrendo il sentiero che lo costeggia si rimane stupiti dal numero di sorgenti, spesso affioranti con polle: se ne contano più di 60. L’acqua proviene direttamente dal Gran Sasso, dal grande acquifero di Campo Imperatore, e dopo un percorso sotterraneo di circa 30 chilometri riaffiora nella Riserva. Nei suoi circa 50 ettari, fra i fitti canneti e le molte specie acquatiche come il ranuncolo d’acqua, la brasca di laguna, il giaggiolo d’acqua e il giglio d’acqua, vivono oltre 100 specie di uccelli acquatici fra stanziali e di passo, come l’airone cenerino, la folaga, la gallinella d’acqua, il martin pescatore.

Situ internet su cui raccogliere altre info: http://www.comune.popoli.pe.it/cultura_turismo/ris_capoPescara.htm  e http://www.riserveabruzzo.it/Sorgenti%20del%20Pescara/index.php

A pochi chilometri dal centro storico di Penne, sul lago artificiale realizzato negli anni ’60 per scopi irrigui, è stata istituita la Riserva Naturale e Oasi WWF del Lago di Penne, una delle zone umide più frequentate dagli uccelli di passo durante il periodo delle migrazioni. La Riserva, che ai boschi di roverella sulle pendici dell’invaso contrappone saliceti e pioppeti lungo le sponde, ospita la nitticora, l’airone rosso, il falco pescatore.

Sito internet: http://www.riserveabruzzo.it/Lago%20di%20Penne/index.php

Se ci si sposta più sulla costa tra Pescara e Montesilvano (nei cui comuni è compresa), una piccola striscia litoranea di pini, quasi esclusivamente pini d’Aleppo, lunga tre chilometri e larga 50 metri è la Riserva della Pineta di Santa Filomena, istituita per preservare ciò che rimaneva, dopo l’assalto del cemento, dell’antica pineta che invece si affacciava direttamente sul mare ed era molto più estesa.

Sito internet: http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/nazionali/pineta_santa_filomena.htm

A Pescara un analogo provvedimento di tutela ha istituito la Riserva Naturale della Pineta dannunziana, un vero e proprio polmone verde nel cuore della città.

Sito internet: http://www.riserveabruzzo.it/Pineta%20dannunziana/index.php

Una delle anse del fiume Fino, pochi chilometri prima di unirsi al Tavo, costituisce il Parco Territoriale attrezzato di Città Sant’Angelo, una piccola area umida frequentata da numerose specie di uccelli.

Sito internet: http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/parchi_territoriali/citta_s.angelo.htm

Il Parco Territoriale attrezzato di Vicoli è posto a salvaguardia dei pendii tra il centro storico e il corso del fiume Nora. Protegge un bosco di roverella, acero campestre e robinia e varie specie rare di uccelli.

Sito internet: http://www.riserveabruzzo.it/Vicoli/index.php

Infine a Scafa, tra la Majella e il Morrone, il Parco Territoriale attrezzato delle Sorgenti Sulfuree del Lavino tutela un ambiente davvero particolare, nel quale pioppi e salici contornano spettacolari pozze d’acqua sulfurea risorgente dallo splendido color turchese, grazie a particolari alghe verdi ed azzurre che ricoprono i fondali. Ospita una fauna davvero interessante: gallinelle d’acqua, usignoli di fiume, picchi verdi, ballerine gialle e martin pescatore, insieme a piccoli mammiferi come ricci, donnole, faine e tassi.

Sito internet: http://www.parcolavino.com/

Abruzzo: Parco Nazionale della Majella

sabato, giugno 20th, 2009

svagoedintorni_abruzzo_parco_nazionale_majella_etichetta_logoAspra e imponente, la Majella è ripida e compatta sul versante occidentale, si distende in alto nell’altopiano di Femmina Morta, ed è incisa sul versante orientale dai valloni più selvaggi d’Abruzzo.

L’ininterrotta presenza dell’uomo sulle sue pendici sin dall’alba dei tempi, testimoniata da giacimenti preistorici che risalgono sino al Paleolitico, costituisce l’essenza stessa, l’identità peculiare del Parco Nazionale della Majella, che è inestricabilmente custode della natura e dell’uomo.

Giacimenti paleolitici, grotte e villaggi neolitici, insediamenti delle età dei metalli, città e santuari italici e romani, eremi e luoghi di culto sacri da epoca immemorabile, grotte e iscrizioni di pastori e briganti, capanne a tholos disseminate ovunque tra i campi agricoli e i pascoli d’altura, le sue tonde e boscose pendici, i suoi alti pascoli, i suoi profondi valloni. Il fascino della Majella risiede dunque nel fatto che è sempre stata considerata una montagna sacra, grembo uterino per i suoi abitanti, materna e aborigena sin nel nome, che richiama quella Maja madre delle messi adorata dai suoi primi agricoltori. Sin dall’alba dell’uomo, è stata rifugio e fonte di vita per cacciatori e agricoltori, eremiti e pastori, soldati e briganti, carbonai e cavatori, paesani e viandanti. La gratitudine e il senso ininterrotto di dipendenza materna che ancora oggi gli abruzzesi dimostrano nei suoi confronti sono dunque ben motivati e comprensibili.

Istituito nel 1995, il Parco Nazionale della Majella ha una superficie di 74.095 ettari e comprende 39 comuni nelle province di L’Aquila, Chieti e Pescara . L’Ente Parco ha sede a Guardiagrele e uffici a Campo di Giove.

Dal punto di vista geomorfologico la Majella si presenta come un poderoso blocco calcareo, gibboso e tondeggiante, profondamente inciso da profondi valloni, culminante nel Monte Amaro ad una altitudine di 2793 metri. La posizione geografica immersa nel Mediterraneo, le caratteristiche altitudinali (almeno trenta cime superano i 2000 metri), la tormentata orogenesi, il rigore e la mutevolezza del clima rendono questa montagna unica nel suo genere e custode di una diversità biologica, fra le più importanti d’Europa, che annovera la presenza di elementi floristici mediterranei, alpini, balcanici, pontici, illirici, pirenaici e artici di grandissimo valore biogeografico, oltre che una fauna fra le più prestigiose, con molte specie rare e preziose.

Vivono sulla Majella il lupo, l’orso, il camoscio, la lontra, il capriolo, il cervo. Tra le 130 specie di uccelli spiccano l’aquila reale, il falco pellegrino, il gufo reale, il lanario, l’astore e il piviere tortolino. Le faggete ricoprono i versanti tra i 1000 e i 1800 metri, mentre sui crinali cresce il raro pino mugo, tipico di ambienti nordici. La vegetazione include oltre 1700 specie, numerose delle quali endemiche. La flora e la vegetazione attuale della montagna sono anche il risultato dell’azione umana, che sul massiccio si protrae da millenni, sin dall’invenzione stessa dell’agricoltura, come attestano le numerose pitture rupestri dipinte nei suoi santuari neolitici. Per ricavare campi da coltivare, l’uomo in passato ha distrutto i boschi di quercia e carpino nero che cingevano la montagna alle quote più basse; a quote maggiori, ha invece ridotto la faggeta per allargare i pascoli secondari per gli armenti e – in certi periodi storici – anche per l’agricoltura, che in alcune località della Majella è stata praticata anche a quote molto elevate (1500-1600 m).

È l’unica fra le montagne appenniniche a conservare in quota arbusteti contorti di pino mugo. Sopravvissuti inizialmente nelle aree più impervie ed inaccessibili alle greggi, in seguito alla crisi della pastorizia si sono riespansi nella fascia fitoclimatica propria, compresa tra i 1700 e i 2300 metri. Il pino mugo costituisce formazioni molto estese ed intricate specialmente nel settore settentrionale. Con esso, si rinvengono altre specie arbustive come il ginepro nano, il raro sorbo alpino, l’uva d’orso e altre. Una specie interessante è la sabina: anche questa come il pino mugo, distrutta in molti altri massicci montuosi, è sopravvissuta sulle rupi soleggiate da cui spesso penzola nel vuoto. La montagna custodisce anche un’altra specie rara, la varietà locale di pino nero, che l’azione dell’uomo nel tempo ha spinto a localizzarsi sulle rupi più inaccessibili della Cima della Stretta, del Vallone di Macchialunga e la Valle dell’Orfento. Gli ultimi esemplari colossali aggrappati alla roccia rimangono tuttora a sfidare la gravità e i secoli, testimonianza muta e tenace del grande patrimonio vivente del massiccio della Majella.

Nel Parco Nazionale della Majella si possono visitare piccoli centri di grande interesse storico come l’antica Pacentro, Caramanico con le sue terme, Guardiagrele col suo ricco artigianato artistico, e la splendida Pescocostanzo, dall’orgoglioso centro storico rinascimentale e barocco. Di grande interesse sono anche gli eremi e i luoghi di culto come l’abbazia di San Liberatore a Majella, gli eremi celestiniani del Morrone (Sant’Onofrio e San Pietro) e della Majella (San Bartolomeo di Legio, Santo Spirito a Majella, San Giovanni all’Orfento, Sant’Onofrio di Serramonacesca, Madonna dell’Altare), il santuario di Ercole Curino e la chiesa di San Tommaso a Salle.

Sito internet: http://www.parcomajella.it/

Civitella Casanova (Pe): Zoo Parco ”La Rupe”

lunedì, febbraio 23rd, 2009

svagoedintorni_civitella_casanova_parco_zoo_la_rupe_lupoIl Parco Zoo “La Rupe” è un parco faunistico non lontano dal Parco Nazionale del Gran Sasso che ospita molti animali della zona (orso bruno, lince europea, lupo appenninico) e che dà anche ospitalità ad animali sequestrati da associazioni protezionistiche o dal Ministero o dal Corpo Forestale dello Stato (leopardi, leoni, antilopi, cicogne, pellicani); il tutto in uno spazio naturale ancora incontaminato.

La definizione che si danno è che non sono uno zoo safari: la visita dello zoo parco “La Rupe” è una passeggiata nel verde.

Il parco organizza per le scuole attività didattiche e laboratori naturalistici di vario indirizzo. Il tuo svago e il tuo divertimento lo ottieni scoprendo gli animali mentre passeggi nel verde.

ORARI DI INGRESSO:
dalle 09,00 al tramonto
aperto da marzo ad ottobre: nei mesi di marzo ed ottobre le giornate di apertura sono soltanto le domeniche, mentre negli altri mesi il parco zoo è aperto tutti i giorni.

PREZZO DEL BIGLIETTO:
Intero:    € 11,00
Ridotto:  €  7,00 (bambini dai 5 ai 12 anni e per comitive di almeno 20 persone)
Gratuito per bambini fino a 4 anni di età

DISPONIBILI:
visite guidate, visite per gruppi (su prenotazione), parco giochi, aree pic-nic, zona bar e ristoro, esposizione minerali e fossili, feste di compleanno

COME SI RAGGIUNGE:
da Ancona: uscita autostrada Città Sant’Angelo-Montesilvano
da Roma, da Bari, da L’Aquila: uscita autostrada Chieti

Per tutte le altre informazioni controlla il sito ufficiale del Parco Zoo “La Rupe”
Email:    larupesas@hotmail.com

Parco Zoo “La Rupe”    Civitella Casanova  (Pe)       Tel. e Fax   085 845192

Castiglione a Casauria (Pe): Abbazia di San Clemente a Casauria

venerdì, gennaio 23rd, 2009

svagoedintorni - san clemente a casauria candelabro e pulpitoAbbazia benedettina nella valle del fiume Pescara, in vicinanza dell’autostrada Roma-Pescara. La fondò adempiendo un voto formulato in prigionia nel Ducato di Benevento, l’Imperatore Ludovico II nell’871 e l’anno seguente vi fece trasportare le ossa del papa e martire Clemente, concesse da Adriano II. Dopo aver sofferto distruzioni e saccheggi, fu ricostruita nel secolo XI. L’architettura della chiesa appare in fondo ad un breve viale; del monastero rimane solo il pianterreno.

L’edificio attuale è sostanzialmente quello della ricostruzione del XII secolo. La facciata, preceduta da un portico, ha un bel portale mediano con battenti bronzei. L’interno è a tre navate e nella navata centrale si trova un pergamo (o pulpito) su quattro colonne ed un candelabro per il cero pasquale, entrambi del XII secolo. Nell’abside, l’altare è costituito da un sarcofago paleocristiano sormontato da un ciborio quattrocentesco. La cripta conserva parte dell’abside del IX secolo, racchiusa entro quella del XII secolo.

ORARI E PREZZI D’INGRESSO:
Ingresso all’Abbazia: gratuito
Apertura: dal 15 Aprile al 30 Settembre       dalle 08,00   alle 20,00
Dal 1 Ottobre al 14 Aprile         dalle 08,00    alle 17,30

VISITE GUIDATE: il funzionario della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico svolge visite guidate dietro richiesta (min. gruppi di 15 persone) in giorni ed orari da concordare (tranne sabato, domenica e giorni festivi)

Il piazzale di fronte all’Abbazia di San Clemente a Casauria è dotato di un ampio parcheggio.

Abbazia San Clemente a Casauria       65020 – Castiglione a Casauria (Pe)       Tel e Fax:   085 8885828

Altre info sul sito di Beni Culturali

Pescara: Museo Casa di D’Annunzio

venerdì, gennaio 16th, 2009

svagoedintorni-museo-dannunzio-gabriele-smallIn Corso Manthonè 101 a Pescara, presso la casa natale di Gabriele D’Annunzio è allestito il museo dedicato al “vate”.

La casa non è stata risparmiata dal bombardamento della 2° Guerra Mondiale ed oggi la possiamo vedere grazie al restauro esterno di Antonio Liberi, coadiuvato dall’architetto del Vittoriale Gherardo Maroni. L’interno è invece come quando Gabriele era piccolino, da espressa volontà di mamma Luisa. La casa affaccia su Piazza Garibaldi, “piazza Salotto” fino all’ultima guerra quando poi l’epiteto passo alla recente piazza della Rinascita.

Il museo è allestito al primo piano dell’edificio che era di proprietà della famiglia D’Annunzio ed il percorso prevede la visita delle varie stanze in cui sono conservati gli arredi originali, cimeli, ricordi, stampe, dipinti, foto, lettere, oggetti appartenuti alla famiglia, divise, autografi e quasi tutte le edizioni delle opere del poeta.

ORARI DI VISITA:
festivi: 09,00 – 14,00
feriali: 09,00 – 13,00
Giorni di chiusura: 1 Gennaio – 1 Maggio – 25 Dicembre

Museo Casa Natale di Gabriele D’Annunzio Corso Manthonè 101 – 65217 Pescara   Tel. 085 60391
Sito di Riferimento: Museo Casa D’Annunzio