Posts Tagged ‘svago’

Giardini Naxos (Me): la Gola dell’Alcantara

lunedì, gennaio 26th, 2009

svagoedintorni_giardini_naxos_gola_alcantaraLa storia di Giardini Naxos inizia nel 735 a.C. è più precisamente quando un gruppo di coloni greci sbarca in Sicilia e fonda quella che sarà la prima colonia greca in Sicilia chiamandola Naxos come l’isola dell’Egeo. Sul promontorio di Capo Schisò si stende Giardini Naxos: il porto di Taormina e stazione turistica di rilievo. Il suo nome completo, come lo conosciamo oggi, è stato coniato solo nel 1978 quando allo storico nome Giardini fu abbinato quello di Naxos per ricordare le origini della cittadina come colonia greca.

Partendo da Taormina ed imboccando la Strada Statale 185 per Francavilla di Sicilia e percorrendola per 14 km si arriva alla Gola dell’Alcantara.  E’ un’incisione scavata dal fiume Alcantara nella lava scaturita dal cratere di Moio larga pochi metri e profonda da 20 a 25 metri, con pareti di basalto, stratificata, colorata e contorta.

Dal piazzale-parcheggio si può scendere a piedi o con ascensore sul greto sassoso del fiume. E’ possibile percorrere il letto del fiume e risalire la corrente per circa 150 m ma solo se equipaggiati a dovere, nello specifico con una salopette in gomma e stivaloni anche essi in gomma (si possono noleggiare in loco) per proteggersi dalle acque gelide e anche dalle rocce. Per chi invece è più sportivo c’è la possibilità di effettuare escursioni molto più lunghe, in compagnia di guide esperte che portano il visitatore a scoprire angoli della Gola che pochi conoscono, unendo l’arrampicata al nuoto e alla passeggiata. Le Gole dell’Alcantara sono affascinante ma potrebbero diventare pericolose se affrontate con leggerezza.

Informazioni più specifiche su questo sito.

Napoli: Isola d’Ischia

domenica, gennaio 25th, 2009

svagoedintorni_napoli_isola_di_ischiaNella loro avventurosa esplorazione del Tirreno, i Greci approdarono sull’Isola di Ischia a metà del Secolo VIII e la chiamarono “Pithekoussai” che vuol dire “isola dei pithoi”, i grandi vasi di terracotta che produssero in loco; fu addirittura il più grande emporio ellenico.

L’isola di Ischia fa parte del gruppo delle Isole Flegree, insieme a Procida e Vivara, ed è la maggiore dell’arcipelago ed anche delle Isole del Golfo di Napoli. Di natura vulcanica come i Campi Flegrei, non lontani (la più antica delle eruzioni note risale a più di 4000 anni fa e l’ultima nel 1302 come testimoniano in più luoghi le fumarole), ha coste fortemente frastagliate con punte, promontori e poche rade nei 34 km di perimetro.

Il paesaggio è montuoso e culmina nel Monte Epomeo (788 m), crescono pini, castagni, agrumi e la vite del vino Epomeo che prende il nome dal monte. Vi abitano pescatori, contadini, viticoltori ma è anche ambita meta di turisti per le acque termali, i bagni nell’acqua limpidissima  e per i riposanti soggiorni che si possono vivere sull’isola.

Centri abitati dell’Isola di Ischia sono: Ischia, Casamicciola Terme, Lacco Armeno e Forio.

Tante altre info cliccando qui.

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Castellana (Ba): le Grotte

sabato, gennaio 24th, 2009

svagoedintorni_castellana_grotte_graveCastellana si trova nell’entroterra a sud di Monopoli, è una cittadina millenaria le cui cavità naturali e voragini sono menzionate fin dal 917 in un atto notarile. Le vicine grotte, ora molto conosciute e meta di migliaia di turisti ogni anno, servivano ai contadini locali per gettarvi gli scarti della produzione di olio e di vino (sansa e vinacce) prima che lo speleologo Franco Anelli facesse un sopralluogo e ne consigliò l’apertura al pubblico.

Le Grotte di Castellana si trovano a circa 2 km a sud-ovest del centro abitato e formano il complesso speleologico più grandioso e bello oggi conosciuto sul territorio italiano, con splendide stalattiti e stalagmiti (accuratamente illuminate) e un percorso che si estende per circa 3 km di cunicoli, gallerie e grotte. Di origine carsica, sono il risultato del passaggio erosivo di un antico fiume sotterraneo.

Il 23 gennaio 1938 (quest’anno cade il 71° anniversario) lo speleologo Franco Anelli volle sfatare la leggenda che voleva la “grave” (ampia voragine a cielo aperto) un abisso senza fine e si infilò nella voragine scoprendo un maestoso spettacolo della natura.

Per scalinate o attraverso 2 ascensori si scende al fondo della grave, al centro della quale c’ è un gruppo di colossali stalagmiti dette Ciclopi; da qui si entra nelle grotte che si sviluppano in senso orizzontale ed in cui la temperatura è di circa 15 °C. Attraverso la Grotta Nera, cosiddetta per la presenza di scuri depositi di microrganismi, si passa alla Caverna dei Monumenti, così chiamata per la presenza di enormi stalagmiti dall’aspetto di gruppi statuari. Altri corridoi e caverne portano a quella conosciuta come la Cavernetta del Presepe con la famosa Madonnina delle Grotte; proseguendo si arriva alla Caverna dell’Altare formata da sottili stalagmiti simili a ceri. A 500 m dalla grave si apre la Caverna del Precipizio dalla quale dopo un corridoio di 450 m (Corridoio del Deserto) si giunge alla Caverna Bianca, definita “la più splendente grotta del mondo”. La Caverna Bianca fu scoperta 2 anni dopo, nel 1940, situata a 70 m sotto la terra è una completa infiorescenza di cristalli purissimi e candidi distribuita in un complesso di stalattiti e stalagmiti da togliere il fiato.

Si possono effettuare solo visite guidate ed i percorsi che si possono vivere sono due: quello completo (che arriva fino alla Caverna Bianca) e dura circa 2 ore oppure quello parziale che ha durata di 50 minuti.

A seconda del percorso vi sono differenti orari e prezzi di ingresso: per sapere tutto con precisione visitare il sito http://www.grottedicastellana.it

Sul sito anche informazioni su Come Arrivare, le Attività Didattiche e tante altre info interessanti.

Valle d’Aosta: il Forte di Bard

giovedì, gennaio 22nd, 2009

svagoedintorni_bard_castello_smallIl Forte di Bard,  è un esempio della classica fortezza inespugnabile e di sbarramento del primo Ottocento. Soggetto a diverse ristrutturazioni (dal XIII secolo) il Forte ha da raccontare molta storia.

È d’obbligo ricordare, a questo proposito, la lunga resitenza del Castello all’assalto delle truppe di Napoleone avvenuta nell’800. Solo dopo settimane l’esercito napoleonico ebbe (con l’astuzia) ragione della resistenza delle truppe Austriache. Successivamente il Forte venne fatto smantellare per evitare ulteriori problemi.

Quello che si vede oggi è un rifacimento, fedele ai progetti originali, voluto da Carlo Felice che, a partire dal 1830, lo trasformò in una struttura militare.

Oggi il Forte di Bard è di proprietà delle Regione Valle d’Aosta e si presenta in tre pricipali corpi di fabbrica. Posti su tre altezze diverse, tra i 400 ed i 467 metri, possiamo osservare l’Opera Ferdinando (oggi non ancora visitabile), l’Opera Vittoria e l’Opera Carlo Alberto.

Grazie alle ristrutturazioni avvenute il Castello è il nuovo Polo Culturale delle Alpi Occidentali. In un’unica struttura si trovano diversi servizi culturali e, prossimamente, verranno create delle strutture ricettive.

Per saperne di più:

Forte di Bard
11020 BARD (AO)
Telefono:                 0125 833811        
E-mail: info@fortedibard.it
Internet: http://www.fortedibard.it

Costi:
Intero: € 8,00
Ridotto: € 5,00

Caserta: la Reggia o Palazzo Reale

giovedì, gennaio 22nd, 2009

svagoedintorni - caserta la reggiaCarlo III di Borbone, innamoratosi della bellezza della campagna casertana, volle costruire proprio in loco una residenza che suscitasse ammirazione e che celebrasse la grandezza del Regno di Napoli. Diede l’incarico di questa opera mastodontica all’architetto Luigi Vanvitelli che, prendendo esempio dalla reggia di Versailles (la più grandiosa del tempo), presentò il progetto della Reggia di Caserta nel 1751. I lavori veri e propri iniziarono l’anno successivo per terminare soltanto dopo la morte dell’architetto avvenuta nel 1773; i lavori conclusivi vennero presi in mano da suo figlio Carlo Vanvitelli.

Il complesso della Reggia di Caserta comprende il Palazzo Reale ed il grandioso parco. Il Palazzo Reale è costituito da un edificio perimetrale di cinque piani rettangolare internamente suddiviso in quattro zone da altri due edifici posti a croce che creano 4 cortili interni. Consta di ben 1200 stanze, notissimo è lo Scalone Reale costituito da 117 scalini. Altrettanto famosa è la Sala del Trono sul cui soffitto è posto il dipinto della “posa della prima pietra della Reggia di Caserta”.

Il Parco è il naturale proseguimento ideale della grandiosità della Reggia di Caserta, lungo circa 3 km; anche per questo Vanvitelli prese ispirazione da Versailles e ideò un vialone centrale di peschiere, vasche e fontane che culmina in fondo con la Grande Cascata conosciuta anche con il nome di Fontana di Diana. Il giardino ideato dal Luigi Vanvitelli è di stile “all’italiana” mentre alla sua morte, il figlio Carlo aggiunse, a destra della Grande Cascata, un giardino puramente all’inglese.

Per uno svago istruttivo e divertente allo stesso tempo, il consiglio è quello di dedicare una intera giornata alla visita di questo capolavoro dell’architettura italiana.

PREZZI DEL BIGLIETTO: Soprintendenza B.A.P.P.S.A.E per le provincie di Caserta e Benevento
ORARI DI INGRESSO E REGOLAMENTI: Soprintendenza B.A.P.P.S.A.E per le provincie di Caserta e Benevento
COME ARRIVARE: Soprintendenza B.A.P.P.S.A.E per le provincie di Caserta e Benevento

DISPONIBILI: guardaroba, bookshop, caffetteria, laboratorio, visite guidate

Reggia di Caserta – Via Douhet 2/a 81100 Caserta
centralino: +39(0) 823/277111 – fax: +39(0) 823/354516
e-mail: sopr.ambicebn@arti.beniculturali.it

Trentino: Il Sentiero Etnografico del Rio Caino

martedì, gennaio 20th, 2009

svagoedintorni_riocainoPer tutti gli amanti dello svago “sano” il Sentiero Etnografico del Rio Caino di Cimego rappresenta indubbiamente un’attrazione di rilievo. Esso è infatti un museo all’aperto impregnato di storia, eresie e lavori artigianali. Gli antichi mestieri e la cultura contadina sono testimoni del lavoro di un popolo abituato alle sinergie con la Natura ed il paesaggio.

L’ingresso al Sentiero è una suggestiva passerella sospesa sul fiume Chiese che introduce il visitatore ad un mondo lontano fatto di agricultura, gente semplice ed allevamento di bestiame.  Lungo il sentiero vi sono numerosi insediamenti  artigianali oramai dimenticati dal nostro tempo e non è raro trovare ancora fabbri dediti alla forgia dei metalli.

Un secondo, ma non meno importante, elemento di attrazione è costituito dalle macine di un vecchio mulino che mostrano, nella sua interezza, il processo di macinazione del frumento.

Non possono passare in secondo piano le testimonianze e le tracce lasciate dalla Guerra e rappresentate da camminamenti militari, trincee e due cannoni del 1914-1918.

Per saperne di più:

www.valledelchiese.tn.it

 

Emilia Romagna: la Casa Pascoli

venerdì, gennaio 16th, 2009

svagoedintorni_casapoeta_smallL’Emilia Romagna è terra fertile per Poeti ed Artisti destinati a lasciare il segno. Giovanni Pascoli è uno dei Grandi Personaggi consegnati alla storia da questa fantastica regione.

La Casa Pascoli è diventato un monumento nazionale dal 1924 (nonchè proprietà dello Stato). A causa della seconda guerra mondiale ha subito diversi ed ingenti danni. venne sucessivamente ristrutturata per cercare di valorizzarne nuovamente la struttura originale. L’unica stanza che non ha subito danni è stata la cucina.

Ma facciamo un giro “virtuale” della Casa Pascoli. Al piano terra troviamo la cucina. Come detto qualche riga fa è stata l’unica stanza a non subire danni ed a mantenere intatta la struttura originaria; il grande focolare domestico e l’acquaio in pietra. La sala prospiciente alla cucina conserva le prime edizioni delle opere del Pascoli: la raccolta “Myricae” e la raccolta di posesie latine “Carmina”.

Al primo piano si trovano la camera da letto, in cui il poeta è nato e dove si trova l’antica culla in legno, e lo studio che il poeta aveva a Bologna nell’ultimo periodo della sua vita.

La visita è accompagnata da un percorso fotografico che documenta le fasi fondamentali della vita del poeta.

Ecco i riferimenti per poter visitare la Casa Pascoli :

Museo Casa Pascoli
Via G. Pascoli, 46
San Mauro Pascoli (FC)

Curatrice: Rosita Boschetti
Tel. 0541.810100 (9.00-13.00)
Fax 0541.934084
email info@casapascoli.it
http://www.casapascoli.it/
Visite guidate su prenotazione
Orari di visita:
tutti i giorni al mattino
dalle ore 9.30 alle ore 12.30
dalle ore 16.00 alle ore 18.00 (dal 16.9 al 14.6)
dalle ore 16.00 alle ore 19.00 (dal 15.6 al 15.9)
chiuso il lunedì
giorni di chiusura: 1 Gennaio – 1 Maggio – 25 Dicembre

Alberobello (Ba): I Trulli

mercoledì, gennaio 14th, 2009

svagoedintorni-alberobello-trulliIl tratto delle Murge tra la Mola di Bari ed Ostuni è detto dei Trulli per la prevalenza nelle abitazioni sparse per la campagna, di quel bizzarro tipo di costruzione che ad Alberobello si compone a città.

I Trulli sono il primo esempio di costruzioni isolanti: fresche d’estate e calde d’inverno. Sia il muro che i coni di copertura sono innalzati a secco senza l’utilizzo di nessun tipo di legante a parte schegge di calcare cosicchè tra un tassello e l’altro si forma una camera d’aria che assorbe gli sbalzi di temperatura e la mantiene costante. Il cono di copertura del trullo viene costruito senza nessun tipo di intelaiatura, ponendo le “chiancarelle” a mensola una sull’altra in cerchi sempre più stretti fino ad arrivare all’imbuto finale sul quale è posto il pinnacolo di pietra che presenta differenti forme (a cono, a palla o combinazioni di questi elementi). Sul cono di copertura spesso si trovano anche simboli e scritte tracciati in bianco. Le forme dei pinnacoli e le scritte potrebbero avere origini sia religiose che pagane.

Alberobello sorge su due rilievi collinari: sull’orientale la città moderna e sull’occidentale la città dei Trulli disposta in due Rioni, il Rione Monti e il Rione Aia-Piccola. Il Rione Aia-Piccola è costituito da circa 400 trulli che sono tutt’ora abitazioni. Il Rione Monti invece consta di circa 1000 trulli suddivise in sette strade artistiche che si dirigono tutte verso la Chiesa di S. Antonio anche essa trullo. Gli artigiani del luogo lavorano eccezionalmente tessuti, vasellame, manufatti e piccoli trulli in pietra che si possono trovare in vendita negli stessi trulli adibiti a negozi.

Edifici particolari sono il Trullo Sovrano (l’unico a due piani), il Trullo Siamese (diviso a metà da un muro interno), la Casa D’Amore (primo trullo per il quale è stata utilizzata la malta) ed il Museo del Territorio (collocato all’interno di un gruppo di trulli).

Ufficio del Turismo: Piazza Ferdinando IV   70011 Alberobello (Ba)    Tel/Fax  080 4325171
Sito Ufficiale:  Alberobello

Collazzone (PG): Il Parco del Sole

martedì, gennaio 13th, 2009

svagoedintorni-collazzone-parco-del-sole-mappaIl Parco del Sole sorge a pochi chilometri da Perugia, Todi e Deruta e non è il classico parco divertimenti ma un’oasi faunistica in cui trovare e scoprire animali (sia mammiferi che uccelli) in un habitat ricreato appositamente per le loro necessità.
Il parco si estende in un’area notevole ed è strutturato con un percorso di circa 4 km praticamente tutto pianeggiante da percorrere a piedi o con il pulmino interno. Ovviamente per poter vivere la gita in tutti gli aspetti didattici, il consiglio è di visitarlo a piedi. Cartelli informativi evidenziano nozioni e curiosità relative alla razza animale che si sta visitando.
Gli animali non vivono racchiusi in gabbie ma hanno notevole spazio a disposizione (porzioni di bosco o ampi prati) chiaramente recintato. Possiamo trovare daini, camosci, mufloni, cammelli, anatre, cigni, struzzi, capre, lama, cavalli, pony, lepri, buoi, bufali, mucche, asinelli, cinghiali, tapiri, maiali selvatici, zebre, caprioli, orsetti lavatori, cervi, gallinacei e volatili di ogni specie. Circa 300 specie di animali di cui alcuni anche in via di estinzione. È un vero e proprio laboratorio didattico all’aperto, luogo ideale per le gite scolastiche.
Un grande prato su cui sono disposti vari gonfiabili e giochi per bambini rappresenta anche la parte prettamente ludica di una giornata all’insegna della flora, della fauna, dello svago e del divertimento.
ORARI E GIORNI DI APERTURA:
Periodo Estivo (1 Febbraio-15 Ottobre): tutti i giorni dalle 9,00 alle 19,30
Periodo Invernale: chiuso
COSTO DEL BIGLIETTO: Adulti Euro 8,00       Bambini da 3 a 12 anni Euro 6,00
Gite scolastiche Adulti Euro 7,00      Bambini da 3 a 12 anni Euro 5,00
DISPONIBILI: Parco-giochi gratuito, Campo da pallavolo e campo da calcio gratuiti, parcheggio auto e pulmann, bar con ampio salone e tavoli a disposizione sia al chiuso che all’aperto all’ombra di piante verdi, lungo il percorso sono dislocati gazebo per pic-nic.
COME ARRIVARE AL PARCO DEL SOLE:
Per chi proviene da Perugia o da Terni, uscire dalla superstrada E45 a Ripabianca e seguire le indicazioni stradali (per circa 3 Km).
Chi proviene da Assisi, o Foligno, Città di Castello, Gubbio, Lago Trasimeno deve semplicemente raggiungere Ponte S. Giovanni (Perugia), proseguire verso Todi ed uscire a Ripabianca.
Chi proviene da Spoleto, Bevagna e Montefalco deve proseguire per Bastardo e quindi per Collepepe.
Chi proviene da Roma deve lasciare la Autosole a Orte, proseguire verso Terni e quindi verso Perugia, uscendo a Ripabianca.
Chi proviene da Firenze deve percorrere il raccordo Bettolle-Perugia e quindi verso Todi.

Parco del Sole – Loc. Pianelli – Collazzone (PG) – Tel./Fax 075 870 7308 – Per informazioni

 

Bomarzo (VT): il Parco dei Mostri

domenica, gennaio 11th, 2009

svagoedintorni-parco-dei-mostri-casetta-inclinata

Il vero nome è il Sacro Bosco ma è conosciuto in tutto il mondo come il Parco dei Mostri di Bomarzo. E’ situato a circa un chilometro dall’abitato nella vallata sottosante il palazzo Orsini. L’ideatore e realizzatore di questa opera altamente alternativa fu il Principe Pier Francesco Orsini coadiuvato dall’architetto Pirro Logorio. La simbiosi tra i due diede vita nel 1552 al Bosco di Bomarzo. La leggenda vuole che il Bosco fosse dedicato al grande amore della vita del Principe, sua moglie.

I “Mostri” sono ricavati da blocchi di pietra vulcanica e posti senza un preciso ordine organico, ma seguendo gli spunti che il terreno offre.

Fra gli elementi figurativi da mettere in evidenza sono le due Sfingi che accolgono il visitatore all’entrata del Bosco, l’Orco (il mostro simbolo del parco con occhi vuoti e bocca spalancata all’interno della quale è posto, invece della lingua, un tavolo in pietra e due sedili), la Donna Opulenta (con le sue forme enormi e un grande vaso in testa), la Casetta Inclinata (costruita su un masso pendente e non opera di un terremoto o smottamento), la Lotta fra Giganti (due colossali statue, Ercole che ha la meglio su Caco), Pegaso il Cavallo Alato.

Da nominare per ultimo ma non per importanza ma soltanto perché è stato l’ultimo monumento inserito nel bosco è il Tempietto o Mausoleo. Costruito vent’anni dopo il termine del Parco dei Mostri, è stato dedicato alla moglie Giulia Farnese; l’interno del tempietto non è visitabile e all’esterno troviamo i segni zodiacali disposti non secondo lo zodiaco ma secondo il sistema solare a testimonianza di valide conoscenze astronomiche ed astrologiche.

Il Parco dei Mostri si trova in località Giardino, 01020 Bomarzo (VT)

GIORNI ED ORARI: Il Parco è aperto tutti i giorni dell’anno con orario continuato dalle 8,00 al tramonto. L’ingresso è a pagamento con le seguenti tariffe:

SINGOLO € 9,00

BAMBINI da 4 ad 8 anni € 7,00

GRUPPI minimo 30 persone € 7,00 (con lettera Ente promotore) ed una gratuità. SCUOLE € 5.50 (con lettera della scuola) ed una gratuità ogni 15 persone.

DISPONIBILI: rivendita di souvenir, un bar, un ristorante con servizio al tavolo o self-service, giochi per bambini, campo da calcio, videogiochi, area pic-nic, servizi igenici.

Per poter pranzare presso il ristorante ed usufruire di un prezzo agevolato, è necessario prenotare la settimana precedente la visita.

PARCHEGGIO: Vi è possibilità di una sosta per camper e caravan con carico e scarico € 5,00; per la sosta di un giorno € 8,00.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni contatta:

il numero telefonico o fax:  0761.924029

Via email: info@parcodeimostri.com

Direttamente dal sito di riferimento: contatti

COME ARRIVARE:

Per chi arriva dall’Autostrada del Sole A1 (Roma-Milano), uscire al casello di Attigliano e seguire le indicazioni per Bomarzo (circa 5 km)

Per chi arriva da Viterbo, percorrere la superstrada Viterbo-Orte uscendo a Bomarzo.