Viale Trieste 30 Viterbo
Tel. 0761 307083
I Pugnaloni sono stupendi mosaici di petali di fiori e foglie e rappresentano il principale elemento folcloristico dell’antichissima festa della Madonna del Fiore. Le origini risalgono alla liberazione, nel lontano 1166, dal giogo del tirannico governatore di Federico Barbarossa: il miracoloso rifiorire di un ciliegio ormai secco fu il segnale della rivolta. I Pugnaloni restano esposti per tutto l’anno nella Basilica del Santo Sepolcro.
Tra le manifestazioni si svolge anche la Fiera di Mezzomaggio.
Info su: http://www.comuneacquapendente.it/info-turistiche/I_Pugnaloni
FESTA DEI PUGNALONI “La città si veste di fiori” Acquapendente – Centro Storico Domenica 17 Maggio 2009
Programma:
Ore 9.30 Con ingresso da Piazza del Duomo
Esposizione dei Pugnaloni nel centro storico
Ore 11.00 Basilica del Santo Sepolcro
Messa Solenne
Ore 15.00 Piazza Basilica del S. Sepolcro
Arrivo dei Pugnaloni – esposizione e confronto
Ore 16.00 Centro Storico
Sfilata Corteo Storico “Città di Acquapendente e Sbandieratori
Madonna del Fiore” e di un gruppo storico amico
Ore 16.30 Piazza G. Fabrizio
Gioco delle bandiere
Ore 18.00 Dalla Basilica del S. Sepolcro alla Piazza del Comune
Tradizionale sfilata dei Pugnaloni
Processione con la statua della Madonna del Fiore
Ore 19.00 Piazza G. Fabrizio
Estrazione del Signore di Mezzomaggio anno 2010
Ore 19.30 Palazzo del Comune
Proclamazione e premiazione del “Pugnalone” vincente
INFO 339 7677510 0763 7309206
30 Aprile 1 – 2 – 3 Maggio 2009 – San Pellegrino in Fiore 2009
Un insolito itinerario floreale ambientato nelle vie e nelle piazze del quartiere medioevale di Viterbo. L’abilità e l’inventiva di numerosi florovivaisti danno vita a suggestivi scorci floreali che incorniciano ed impreziosiscono il quartiere di San Pellegrino.
In Piazza del Gesù la Camera di Commercio organizza la manifestazione dedicata ai Grandi Vini della Tuscia Viterbese, con stand per le degustazioni guidate dei vini proposti da alcune tra le più qualificate Aziende di produzione. Un invito da cogliere al volo, così come quello dei numerosi ristoratori del capoluogo e di altri centri della provincia che propongono l’abbinamento dei vini ai piatti della tradizione.
Ecco il programma della 22^ edizione di “San Pellegrino in Fiore”, realizzata grazie alla collaborazione tra Regione Lazio, Provincia, Comune di Viterbo, Camera di Commercio ed Ente autonomo San Pellegrino in Fiore.
I Giardini di San Siacre
Mostra Fotografica di giardini e altro amatoriale e non solo nel Viterbese
30 APRILE / 3 MAGGIO Palazzo Farnese
Il Consiglio Comunale dei Bambini e dei Ragazzi si presenta alla Città, Piazza San Carluccio
Allestimento floreale a cura dei commercianti di Via Saffi in collaborazione con Hotel Costiera, Via Saffi C.C.I.A.A. di Viterbo
Percorso Enogastronomico con prodotti tipici di qualità del marchio Tuscia Viterbese.
Saranno presenti aziende nelle seguenti vie e piazze: Piazza del Plebiscito, Piazza San Carluccio, Piazza Don Mario Gargiuli, Piazza della Morte
C.N.A. di Viterbo Forme e Colori della Terra di Tuscia Mostra Concorso di Artigianato Artistico – IIIa edizione
Museo della Ceramica della Tuscia – Palazzo Brugiotti, Via Cavour 67 e locali Zaffera, Piazza San Carluccio
orari: festivi e prefestivi: 10-13 / 14-19 feriali 15-19 INGRESSO LIBERO
Mostre di Pittura
Maria Pia Rossini Piazza San Carluccio, ex scuola infermieri
Angelo Rossi Via San Lorenzo, Ponte del Duomo
Paolo Cardinali Via San Lorenzo, Piazza San Lorenzo
Mostra di Patchwork Quilting
Le Farfalle su San Pellegrino in Fiore – Sala Anselmi Via Saffi 30 Orari: 10-12.30 / 14.30-19
Angolo del Fiore di Taurchini Alessia, Piazza San Lorenzo
Logorielaborando di Bonucci Valentina e Murtus Antonella Abbigliamento, accessori, realizzati a mano
Via San Pellegrino 41
Viterbo Con Amore e Ente Autonomo San Pellegrino in Fiore
Menù prezzo fisso con prodotti tipici locali
Archeo Ares s.n.c. Presentazione del volume di Santa Rosa da Viterbo
Storia, Culto, Tradizione Museo del Colle – Piazza San Lorenzo
Mercatino del Fiore a cura di Florovivaisti
30 APRILE / 3 MAGGIO Piazza del Gesù
Mercatino dell’ Antiquariato e del Collezionismo a cura dell’associazione Take-Off
Via Santa Maria Nuova, Via Fattungheri, Via Cardinal La Fontaine
1° MAGGIO ORE 21.00
Ogravity – Toilette Indie – Rock Rassegna Resist 2009 Piazza della Morte
Comitato Centro Storico Viterbo I Colori del Medioevo 30 APRILE / 3 MAGGIO Riproduzione Sala Banchetto con arredi medioevali Palazzo dei Papi
VENERDI’ 1° MAGGIO E SABATO 2 MAGGIO ORE 17.00
Investitura del Cavaliere, Chiesa San Pellegrino
DOMENICA 3 MAGGIO ORE 15.00
Parata della Rosa (raduno non competitivo e torneo tra musici e sbandieratori)
Associazione Culturale “Eventi San Martino al Cimino – Tobia” Prodotti artigianali coppi e tegole dipinti a mano con decori floreali Piazza del Gesù A.S.D. Swing Brasil esibizione sportiva
SABATO 2 MAGGIO Piazza degli Almadiani
Il Lavoro del Vento del Maestro Giovanni Battista Ambrosini a cura di Enrico Mascelloni e Rosa Maria Falvo
30 APRILE / 17 MAGGIO Palazzo degli Alessandri
A Cena con i Fiori a cura del Associazione tout operator try nature
SABATO 2 MAGGIO ORE 21.00 Ristorante la Zaffera
Visite in cantina tufacea del 1200
30 APRILE / 3 MAGGIO Piazza Cappella
SABATO 2 MAGGIO ORE 21.00
lungo il percorso della manifestazione Mille Fiaccole illumineranno le vie del centro storico
Spettacolo di luci e suoni a cura della Ditta Telesforo Morsani
DOMENICA 3 MAGGIO ORE 21.30 Piazza San Lorenzo
Sito internet: http://sanpellegrinoinfiore.org/
Il Lago di Mezzano è un laghetto di origine vulcanica situato nel comune di Valentano, in provincia di Viterbo, ai confini con la Riserva naturale Selva del Lamone. Situato a 452 metri s.l.m., ha un diametro di circa 800 metri, una superficie di appena 0,5 kmq e una profondità massima di 31 metri.
La denominazione latina di Lacus Statoniensis è in memoria di Statonia, antica città che sorgeva sulle sue rive fino al Medioevo quando fu distrutta dai Vandali.
Le sue acque sono abitate da una ricca fauna ittica: lucci, carpe, tinche, trote e anche il persico trota. Molti anche i cervi e caprioli che popolano il territorio circostante. Particolarmente suggestivo è il bosco di Monte Rosso, dove alberi di alto fusto con piante di cerro e roverelle secolari nascondono i resti del Castello di Mezzano d’origine longobarda, e distrutto alla metà del 1300. Poco lontano dal lago (circa 1,5 km) si ammira un’immensa roverella, di oltre 300 anni, classificata una delle piante più antiche del Lazio.
Sito internet: Laghi del Lazio
COME SI RAGGIUNGE IL LAGO DI MEZZANO
In auto: da Roma A1 Roma – Firenze, uscita Orte, segue la Orte – Viterbo, uscita Valentano, subito dopo la rotatoria prendere a destra la strada asfaltata in discesa (indicazioni per il Voltone e Agriturismo “Frà Viaco”, SP Lago Mezzano); all’incrocio proseguire dritto lungo strada sterrata. Dopo un paio di km, al bivio prendere a sinistra. Dopo 1,5 km, lasciare la macchina e prendere a piedi il secondo sentiero a destra che scende al lago (il primo è proprietà privata).
In treno: linea Roma – Viterbo, proseguire con autolinee locali fino a Valentano, poi a piedi o in bici.
In autobus: da Viterbo, autolinee per Saturnia, fermata Valentano; proseguire in bici o a piedi.
Di origine vulcanica, il Lacus Volsiniensis (Lago di Bolsena) è il quinto lago più grande d’Italia, ed il maggiore del Lazio. Si estende per 114,5 kmq e ha un perimetro di ben 43 km. Si trova a 305 metri s.l.m., raggiunge i 12 km di larghezza e i 14 km di lunghezza. La sua profondità massima è di 146 metri.
Nelle sue acque vivono molte specie di pesci, alcune introdotte dall’uomo, tra cui il coregone, il persico reale, il luccio, la carpa, la tinca, il lattarino, la scardola, la lasca, il cefalo, il gambero di fiume, il granchio d’acqua dolce e infine le celebri anguille di cui era golosissimo Papa Martino IV, tanto da costargli il purgatorio dantesco. Numerosi gli uccelli acquatici migratori: sono stati avvistati moretti, moriglioni, fistioni turchi, folaghe, svassi maggiori, tuffetti, garzette e aironi cenerini. Tra gli uccelli stanziali, si ricordano i colombi, i gabbiani e una decina di cigni. E poi ancora aironi, il cannareccione e la cannaiola. I predatori più diffusi sono il cormorano e la strolaga.
Caratteristica la presenza di due isole: la Bisentina e la Martana. L’isola Bisentina, la maggiore, ha una superficie di 17 ha e conserva folti boschi di leccio e giardini all’italiana. L’isola Martana, più piccola, situata di fronte al centro abitato di Marta, è proprietà privata e non è quindi visitabile.
Sito internet: Promozione Turistica del Lago di Bolsena
COME SI RAGGIUNGE IL LAGO DI BOLSENA
In auto: da Roma Via Cassia in direzione di Viterbo e proseguire per Bolsena, Marta, Capodimonte, oppure A1 Roma – Firenze, uscita Orte, segue la Orte – Viterbo, uscire per riprendere la Cassia per Montefiascone all’altezza di Viterbo.
In treno: linea Roma – Viterbo, poi proseguire con autolinee regionali.
In Piazza del Plebiscito (meglio conosciuta a Viterbo come Piazza del Comune) svettano due imponenti e importanti palazzi storici: il Palazzo dei Priori e il Palazzo del Podestà.
Il Palazzo dei Priori ha un impianto quattrocentesco chiarito dallo stemma di Sisto IV della Rovere che campeggia sulla facciata, come un marchio di fabbrica. Il portale centrale, che accede ad un giardinetto ben ordinato, definisce un quadro di rara eleganza e bellezza con la fontana seicentesca a tazze sovrapposte di Filippo Caparozzi e, sullo sfondo, la Chiesa di Santa Maria Liberatrice (conosciuta anche come Ss. Trinità). Nel piano nobile si apre la Sala Regia con affreschi tardo-cinquecenteschi.
Unito al Palazzo dei Priori da un cavalcavia c’è il Palazzo del Podestà. Il cavalcavia fu realizzato agli inizi del Novecento sui resti di una primitiva loggia cinquecentesca. Sulla facciata si ammira un elegante balcone rimaneggiato dell’Ottocento. Alla destra dell’edificio svetta la Torre dell’Orologio, ricostruita dopo il crollo del 1487.
Per gli orari di ingresso e le altre informazioni fare riferimento al sito internet: Comune di Viterbo.
Il Santuario di Santa Maria della Quercia è un’armoniosa costruzione dell’epoca rinascimentale costruita a circa 2 km da Viterbo (frazione la Quercia) per celebrare alcuni miracoli della Madonna. La bella facciata in bugnato smussato è preceduta da un’ampia scalinata terminante con due colonne e due pilastri. Le lunette dei tre portali sono decorate da preziose ceramiche di Andrea della Robbia; sulla destra si eleva maestoso il campanile a tre ordini di Ambrogio da Milano e Niccolò di Viterbo.
L’interno è a tre navate, divise da grandi arcate, notevole è il numero e la qualità delle tele conservate di varia fattura. Nel presbiterio, un pregevole tempietto marmoreo custodisce la quercia e la miracolosa immagine della Madonna col Bambino, dipinta su tegola da Mastro Martello detto il Monetto protetta da due sportelli di legno dorato.
La storia racconta che nel 1417 un certo Battista Juzzante fece dipingere al Monetto un volto di Madonna che depose su una quercia a protezione della sua vigna. Da allora la preziosa immagine cominciò ad essere venerata dai viandanti, che richiedevano il suo aiuto per ottenere grazie e salvezza da malattie e danni. Il 1467 fu, però, l’anno dei prodigi: secondo le cronache del tempo, la Madonna salvò Siena da un tragico terremoto e Viterbo dalla peste. A miracolo avvenuto una folla costituita da sacerdoti, vescovi, priori e gente del popolo raggiunsero in processione il campo di Juzzante per celebrare una santa messa di ringraziamento alla Madonna. Con il ricavato delle offerte si costruì una piccola cappella di legno e tre anni dopo iniziarono i lavori per la costruzione del Santuario.
Ogni anno, la seconda domenica di settembre, i fedeli ricordano l’evento con una lunga processione che termina al santuario; in tale circostanza il sindaco della città rinnova con la Madonna, a nome di tutta la cittadinanza, il cosiddetto “Patto d’Amore”.
Sito Internet: http://www.madonnadellaquercia.it/
Il primo impatto che si ha con la città di Viterbo è una cinta muraria di tutto rispetto: mura castellane che cingono la città per circa tre chilometri, mura difensive che sono state costruite in più riprese dal 1095 fino al 1268 quando è stato chiuso l’intero “abbraccio” della città. Le mura come si vedono oggi sono in gran parte state modificate e ristrutturate a causa di vari agenti prima fra tutte la guerra. L’antico abitato racchiuso tra le mura viene comunemente chiamato “dentro Viterbo” per distinguerlo dal “fuori Viterbo” in cui troviamo gli edifici più nuovi e dove la città sta espandendo le proprie costruzioni.
Ogni città ha un proprio colore e quello di Viterbo è evidentemente il grigio a volte perlato, a volte cupo come la pietra vulcanica da cui ha origine: il peperino.
Il cuore del centro storico, colmo di chiese romaniche e spettacolari palazzi di ogni epoca, fa riferimento ai quartieri medievali di San Pellegrino e Pianoscarano. Lo scenario è di una suggestione incredibile: piazzette, vicoli, archi, palazzi, torri, fontane. Numerosi le botteghe di antichità e i laboratori di ogni genere.
Più ampie informazioni su: Viterbo